mercoledì 10 aprile 2013

Mostrum


3B Gallery
Dal 8 al 12 Aprile 2013
Roma


“Mostrum”, una mostra collettiva di giovani artisti uniti dall’amore per l’arte e la voglia di modificare l’immaginario estremo e unico della capitale, prende vita alla 3B Gallery di Alexander Bracci. 

“Questo progetto artistico è nato dalla mia curiosità di sondare l'ambiente dell'Accademia di belle arti di Roma e di conoscere i giovani artisti, i loro pensieri, la loro ottica artistica oggi nel 2013”, racconta il giovane gallerista, “mi sono quindi imbattuto nel collettivo "Monstrum", un collettivo eterogeneo nell'idea di fondo cioè quella di colpire lo spettatore, di farlo passare da spettatore "passivo" a spettatore "attivo",colpendolo con un "pugno" emozionale tramite l'ironia, il grottesco, l'orrido, il disdicevole, con una ricerca tesa al sublime inteso come eccesso e disordine. Le tecniche artistiche utilizzate per esprimere tutto ciò sono molteplici: pittura, scultura, installazione, video.”

Un’idea nata da un approccio artistico non convenzionale, in cui gli artisti (M. Galletti, L. D’Alò, A. Amico, G. Guzzi, A. Digiuseppe, E.Iosimi, A. Schiavi), esprimono la comune passione per tutto ciò che va contro ogni tendenza e conformismo tecnico.

“Personalmente, reputo che la nascita di un progetto artistico nasca quasi sempre per caso, con incontri casuali, dopodiché c'è uno scambio di pensiero e di intenti”, afferma A. Bracci, “in quanto giovane gallerista ,con una galleria da poco avviata, mi sento molto vicino ad artisti emergenti soprattutto se non conosciuti, mi piace partecipare con fervore a progetti artistici. Sopratutto per “mostrum”, si è creata un'amicizia creativa tra i partecipanti, un rapporto fondamentale, soprattutto perché non ho propositi speculativi o di mercificazione delle opere, sono ancora piuttosto giovane e mi dedico con maggiore passione a progetti artistici anche se ciò comporta molti sacrifici dal punto di vista di sopravvivenza economica e questo periodo di crisi certamente non aiuta, però credo che, con passione e perseveranza si possano perseguire e raggiungere i propri obiettivi”.

Uno spettacolo sui generis in cui –Jane Doe- fa compagnia a panopticon di donna e plastici di fondoschiena. Un viaggio in giovani menti che hanno dato vita alle loro fantasie e interesse per l’estremo, creando un mondo fantastico condito da ironia e sangue. Le opere trasudano passione e ricerca artistica che tende al sublime, inteso come eccesso e disordine. Il termine latino monstrum indica essenzialmente un segno divino, un prodigio, e deriva dal tema di monere: avvisare, ammonire. 

Il mostro, nel significato originario, è l'apparire, il manifestarsi, il mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, di divino, che viola la natura e che è un ammonimento e un avvertimento per l'uomo. Il presagio suscita un senso di meraviglia e di stupore e può essere fasto o nefasto, generando perciò rassicurazione o spavento. La mostra “mostrum” nasce dalla disposizione dell’animo del soggetto e non dalle qualità dell’oggetto contemplato. 

Le opere esposte mostrano ciò che non è misura di uomo: il vuoto, gli abissi, il cielo, l’infinito, la paura e la felicità, ogni emozione e sensazione è descritta in tutte le sue forme. Lo sgomento è la leva motrice che crea un nuovo mondo in cui gli estremi si fondono per creare”mostrum”. Gli artisti si esprimono per rendere il reale in modo quasi offensivo e provocatorio, a misura della dismisura umana. 

“Per creare l'esposizione"Monstrum'' gli incontri con i ragazzi del collettivo spesso si sono svolti di notte in galleria, in un mese abbiamo creato questo evento, sono molto contento del risultato ottenuto”, ricorda Alexander, “credo che l'interazione tra le arti sia oggi un elemento imprescindibile di suggestione artistica, un modus operandi del vivere comune e della comunicazione contemporanea”.

Foto

L’olio fluido che trasuda attraverso la pelle/tela, l’acrilico che si rapprende, fino al poliuretano espanso pastoso, dal legno alle teche che contengono le sculture giocose, ieratiche, ai pupazzi e alla plastica che sono sempre in divenire. Nel loro stato di perenne incubazione sempre in movimento, in cui la materia è divenuta inattingibile. La si dipinge, incide, scolpisce per renderla più dolce e sconvolgente, per farle assumere sembianze reali e duali. Una ricerca costante volta alla meraviglia e alla fantasia che esplode tra le ferite sanguinanti esposte. 

Le forme si ribellano per insidiarsi nell’animo del visitatore e sconvolgerne i sensi. Farlo avvicinare a un’arte che convive con quella ufficiale ma tende a distinguersene, proponendo una tensione volta al ripristino dell’io e dell’arte. Una ricerca moderna e costante condotta da nuovi artisti-alchimisti che fondono materiali e idee, allenandosi in un esercizio volto alla sensibilità e fondono casualità degli accadimenti della materia e la volontà formalizzante. Il combinarsi spontaneo degli elementi, il suo compiersi nel proprio segno più evidente, dà vita alla definizione, emerge l’identità di ognuno, negata in prima istanza. 
Una mostra atipica, destinata a sconvolgere i ben pensanti ed affascinare i curiosi. 

Fabiana Traversi






Per maggiori informazioni:

3B Gallery
Via Bezzecca 3, Roma




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