giovedì 1 dicembre 2011

Il mare

Il mare
Roma, Sala Umberto

Anna Maria Ortese tra palme, spaghetti alle vongole e “Bésame mucho”. Non è un sogno ma è Paolo Poli.

Sala gremita per la prima de “Il mare”, scritto e diretto da Paolo Poli su testi di Anna Maria Ortese. Il mare come filo conduttore attraverso quarant'anni di storia italiana, rivissuta con estratti presi da “Angelici dolori” e da “Il mare non bagna Napoli”. Anche se l'autrice era originaria di Roma, a Napoli trascorse alcuni anni prima e dopo la seconda guerra mondiale; la città le ispirò storie che spaziano dal “realismo magico” (sotto l'influsso di Bontempelli) al neorealismo investigativo del dopoguerra.

Questi racconti, intessuti del vissuto privato della scrittrice, vengono riletti da Paolo Poli attraverso il suo teatro personalissimo, portando sulla scena momenti di realtà tragica tra gli anni Trenta e gli anni Settanta sotto una veste comica e brillante. Tappe fondamentali della Ortese come l'infanzia, l'adolescenza, gli amori, i dolori per la perdita dei cari, riaffiorano parodiate dalla grazia irriverente del protagonista, che seduce e rapisce gli spettatori in una dimensione tragicomica. Grazie anche al quartetto dal talento straordinario che lo accompagna (Mauro Barbiero, Fabrizio Casagrande, Alberto Gamberini e Giovanni Siniscalco), lo spettacolo è sottilmente velato di ironia, di malizia, di ammiccamenti e allusioni al pubblico, con una mimica un po' meno celata e più provocatoria.


“Il mare” è un alternanza continua e vorticosa: i monologhi dell'ideatore, che impersona la Ortese in varie mise, sono inframmezzati da stralci recitati da tutti gli attori, ricreando spaccati della vita quotidiana dei napoletani, e da brani musicali da varietà cantanti da Poli e danzati dagli attori, di volta in volta cambiati all'uopo (spose incinte, ballerine di samba, cuoche...). Il tutto condito dalle pregiate varietà cromatiche delle splendide scenografie dipinte di Emanuele Luzzati, e degli sfavillanti costumi di Santuzza Cali’. Le musiche midi di Jacqueline Perrotin e le coreografie di Claudia Lawrence esaltano le situazioni grottesche e giocose con una buona dose di ilarità: le canzonette en travesti riportano il sapore di un'Italia che, nonostante i travagli storico-politici, non perde il brio proprio del Bel Paese, anche nella fame e nella miseria.

“Il mare” di Paolo Poli è soprattutto il mare delle infinite possibilità attraverso i ricordi e la memoria di un tempo che non c'è più ma che, grazie alla sua eccezionale bravura, trasfonde negli spettatori con una naturalezza disincantata.
sara iacobitti

dal 29 novembre al 18 dicembre
Il mare
due tempi di Paolo Poli da Anna Maria Ortese

Sala Umberto
Via della Mercede, 50 - 00187 Roma
Orari: dal martedì al venerdì ore 21, 2° mercoledì ore 17, sabato 3 e sabato 17 solo ore 17.00 /
sabato 10 solo ore 21.00 - domeniche ore 17,30
Ingresso: biglietti da 23€ a 32€
Info: 06.69925819/ 06.6794753;

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