martedì 19 marzo 2013

Giuseppe Salvatori



7 Febbraio 2013 - 16 Mar 2013

Galleria De Crescenzo e Viesti
Roma

Giuseppe Salvatori torna a Roma con un nuovo ed innovativo progetto, esposto nella nuova sede della Galleria De Crescenzo e Viesti. 

Le opere presentate, occupano attraverso un’insolita installazione, l’intero perimetro espositivo della sala dedicata al contemporaneo dello spazio di via Ferdinando di Savoia, trenta opere poste su tavole elissodiali, disposte in dieci sequenze verticali che vanno dall’alto al basso seguendo la misura decrescente degli assi maggiori. 

La personale rivisitazione dell’artista, attraverso l’uso del pastello su tela, dell’arte italiana del primo quarantennio del Novecento, collegandosi in particolare alla Metafisica.

La mostra si presenta come una antologia dell’estro creativo dell’artista, sia per l’apparenza che per il pensiero; le opere sono tutte in linea e rappresentano perfettamente l’indagine svolta da Giuseppe Salvatori: una sintesi fra figura e astrazione , unita alla teoria della figurabilità. 

Una ricerca che accompagna l’artista sin dagli esordi della sua carriera, negli anni settanta, che sin da allora avvertiva l’esigenza vitale per l’arte di portare a termine una sorta di limpidità di spirito, senza l’uso di artifici. Rappresentazione dell’essenza senza dar peso all’effimera forma.

La realtà artistica si fonde con l’osservazione del mondo circostante creando nuove forme.
Così nasce il progetto “Libro Mago”, omaggio ad un componimento di Rainer M. Rilke, un filo rosso che si snoda tra la totalità della mostra e l’unicità delle singole opere, in cui il segno diviene Significante, come affermerebbe Umberto Eco.

Opere d’arte che divengono chiavi significanti , rappresentanti di nuovi racconti e rappresentazioni di immagini. Ogni processo artistico è composto da-semainon-, ovvero il segno vero e proprio, il semainomenon, cioè che viene definito segno ed il-pragma-, l’oggetto a cui riferisce. Ed è così che le alghe divengono capelli, fiori come comete e rose raffiguranti farfalle. 

Il significato del segno quindi è dato dalla cooperazione di tre soggetti: il simbolo(o segno), l’idea(il concetto) ed il referente(ovvero la realtà rappresentata dal segno). 

Dunque il segno non ha alcun rapporto diretto con l’oggetto concreto, ma con l’immagine mentale. 

Arte e poesie unite tra loro. 
Livelli essenziali che narrano esistenze. 
La trasfigurazione del vissuto che crea nuove realtà, utilizzando linguaggi diversi. 

G. Salvatori lavora a quadri di architettura, natura morta e paesaggio, una poetica fondata sull’opposizione natura-cultura e che si esplicita con il mondo letterario di cui condivide progetti e suggestioni. Lavori che riflettono la naturale urgenza del racconto, in varie figure: la linea d’oro di un profilo d’isola, la venatura della tavola di legno in sovrapposizione a quella del palmo di una mano. 

I dipinti trasudano le esperienze del mondo circostante, e descrivono con le loro forme uniche, trascritte dalla parola sia la letteratura che la poesia. Opere arte che rappresentano un elemento poliedrico, che sta per qualcos’altro sotto qualche aspetto o capacità; come se ogni opera rappresentasse un segno che ritaglia sia sul piano del significante che del significato, una sorta di materia(che costituisce tutto ciò che è articolabile, strutturabile). 

In questa materia si deve identificare un valore che è disponibile per l’interpretazione.
"La trasfigurazione di un vissuto –afferma l’artista- colta nel suo farsi ogni volta nuova visione".

Fabiana Traversi

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