la saggezza del raku: opere di Ugo Ferrero
Sala Santa Rita | 15 giugno – 6 luglio 2012
inaugurazione 14 giugno ore 18.30
La tecnica Raku esalta l’armonia e la bellezza presenti nelle piccole cose, in
sintonia con lo spirito zen. Il termine (rilassato, piacevole, che esprime
gioia di vivere) trae origine dall’attività del coreano Chojiro, che per primo affinò
la tecnica, sviluppandola dalla produzione di tegole a quella di ciotole per la
cerimonia del tè. Dal XVIII secolo il Raku
si diffonde oltre i confini giapponesi divenendo una produzione molto ricercata
di elevato valore artistico.
Ugo Ferrero ha adottato da anni l’antica
tecnica del Raku in un’accezione del
tutto innovativa e personale in cui non compare, nelle opere, il colore ma una
patinatura di cera d’api che conserva il pigmento originario dell’argilla. In
luogo dell’antica produzione di oggetti di uso quotidiano (cerimonia del tè),
questo poliedrico ed originale artista ha scelto il Raku per realizzare sculture, rappresentazioni di concetti
astratti, forme che sono simboli e concetti, incarnazioni della natura e
dell'armonia.
Con questo spirito, nella mostra
La saggezza del Raku: Opere di Ugo Ferrero,
alla Sala Santa Rita dal 15 giugno al 6 luglio 2012 , l’artista presenta un
trittico di opere sul tema della Saggezza,
Forza e Bellezza. Le
tre sculture, poste su supporti rotanti, grazie ad un sofisticato sistema
d'illuminazione, proiettano le loro ombre nell'abside della ex chiesa di Santa
Rita, coinvolgendo emotivamente il visitatore in maniera assolutamente
particolare e unica, tale da far scaturire un dialogo-confronto aperto e accattivante
tra opere e visitatore.
Giuseppe Ussani d’Escobar afferma: “La
Bellezza e la Forza si uniscono ad indicare la via della Saggezza. La Forza è
la capacità di costruire con tenacia e pazienza un progetto di vita, ma deve
essere temperata dalla Bellezza per non sfociare nel disordine e nella
confusione. Dall'unione di Forza e Bellezza scaturisce Amore, la speranza della
vita, il nascere o il rinascere quale uomo nuovo che può vincere la guerra
contro la parte oscura della sua anima ed andare verso la luce della sapienza,
della Saggezza che illumina la mente ed il cuore”.
Le nicchie laterali della sala ospitano
opere ispirate al Carmelo Bene di “Nostra Signora dei Turchi” ed altre della
serie “Biografismi” con cui l’artista cerca di decifrare tracce e segni nella
vita di personalità artistiche che hanno rappresentato punti fermi della
cultura internazionale.
cultura internazionale.
Il curatore, inoltre, sostiene, riferendosi
alla Bellezza: “Bellezza è una Venere sconvolta dal cattivo gusto, dalla
mediocrità e dalle meschinità della società attuale, attorcigliata su se stessa
in un delirio narcisistico privo di qualsiasi senso poiché tutto è crollato:
viviamo tra le macerie e continuiamo ad ostinarci a riflettere le nostre
sembianze in uno specchio deformante. Venere emette un urlo, potente, che tutti
possiamo ascoltare con il cuore immerso nella coscienza, ponendo il cuore
stesso al centro della nostra vita. Un urlo diverso da quello di Munch; l’urlo
della Bellezza di Ferrero è gravido di stupore, è disponibile a consegnarsi ad
un abbraccio vivificatore, al contatto fisico, mentre quello di Munch è
l’angoscia della solitudine, alla vigilia dell’Apocalisse”.
L’iniziativa - promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e
Centro Storico di Roma Capitale - è a cura di Giuseppe Ussani d'Escobar ed è organizzata da Sphaerica, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visual Luca
Ruzza Mario Cristofaro / OpenLab Company.

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