martedì 5 giugno 2012

la saggezza del raku: opere di ugo ferrero Sala Santa Rita


la saggezza del raku: opere di Ugo Ferrero
Sala Santa Rita | 15 giugno – 6 luglio 2012

inaugurazione  14 giugno  ore 18.30




La tecnica Raku esalta l’armonia e la bellezza presenti nelle piccole cose, in sintonia con lo spirito zen. Il termine (rilassato, piacevole, che esprime gioia di vivere) trae origine dall’attività del coreano Chojiro, che per primo affinò la tecnica, sviluppandola dalla produzione di tegole a quella di ciotole per la cerimonia del tè. Dal XVIII secolo il Raku si diffonde oltre i confini giapponesi divenendo una produzione molto ricercata di elevato valore artistico.
                                    
Ugo Ferrero ha adottato da anni l’antica tecnica del Raku in un’accezione del tutto innovativa e personale in cui non compare, nelle opere, il colore ma una patinatura di cera d’api che conserva il pigmento originario dell’argilla. In luogo dell’antica produzione di oggetti di uso quotidiano (cerimonia del tè), questo poliedrico ed originale artista ha scelto il Raku per realizzare sculture, rappresentazioni di concetti astratti, forme che sono simboli e concetti, incarnazioni della natura e dell'armonia.
Con questo spirito, nella mostra La saggezza del Raku: Opere di Ugo Ferrero, alla Sala Santa Rita dal 15 giugno al 6 luglio 2012 , l’artista presenta un trittico di opere sul tema della Saggezza, Forza e Bellezza. Le tre sculture, poste su supporti rotanti, grazie ad un sofisticato sistema d'illuminazione, proiettano le loro ombre nell'abside della ex chiesa di Santa Rita, coinvolgendo emotivamente il visitatore in maniera assolutamente particolare e unica, tale da far scaturire un dialogo-confronto aperto e accattivante tra opere e visitatore.
Giuseppe Ussani d’Escobar afferma: “La Bellezza e la Forza si uniscono ad indicare la via della Saggezza. La Forza è la capacità di costruire con tenacia e pazienza un progetto di vita, ma deve essere temperata dalla Bellezza per non sfociare nel disordine e nella confusione. Dall'unione di Forza e Bellezza scaturisce Amore, la speranza della vita, il nascere o il rinascere quale uomo nuovo che può vincere la guerra contro la parte oscura della sua anima ed andare verso la luce della sapienza, della Saggezza che illumina la mente ed il cuore”.
Le nicchie laterali della sala ospitano opere ispirate al Carmelo Bene di “Nostra Signora dei Turchi” ed altre della serie “Biografismi” con cui l’artista cerca di decifrare tracce e segni nella vita di personalità artistiche che hanno rappresentato punti fermi della
cultura internazionale.

Il curatore, inoltre, sostiene, riferendosi alla Bellezza: “Bellezza è una Venere sconvolta dal cattivo gusto, dalla mediocrità e dalle meschinità della società attuale, attorcigliata su se stessa in un delirio narcisistico privo di qualsiasi senso poiché tutto è crollato: viviamo tra le macerie e continuiamo ad ostinarci a riflettere le nostre sembianze in uno specchio deformante. Venere emette un urlo, potente, che tutti possiamo ascoltare con il cuore immerso nella coscienza, ponendo il cuore stesso al centro della nostra vita. Un urlo diverso da quello di Munch; l’urlo della Bellezza di Ferrero è gravido di stupore, è disponibile a consegnarsi ad un abbraccio vivificatore, al contatto fisico, mentre quello di Munch è l’angoscia della solitudine, alla vigilia dell’Apocalisse”.

L’iniziativa - promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale - è a cura di Giuseppe Ussani d'Escobar ed è organizzata da Sphaerica, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Visual Luca Ruzza Mario Cristofaro / OpenLab Company.

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