domenica 4 dicembre 2011

Gota de plata

fino al 4.XII.2011
Gota de plata
Roma, Teatro Italia

Aria, acqua, terra e fuoco: i quattro tempi del flamenco.

Uno spettacolo carico di suggestione e sensualità è stato allestito ieri sera al Teatro Italia. Gota de plata, fusione di musica, canto e danza, ha catturato gli spettatori in un viaggio attraverso la riscoperta di un mondo sempre più distante dall'uomo contemporaneo: la natura. La Compagnia Algeciras Flamenco, su progetto di Francisca Berton e Maria Cristina Gionta, racconta di una donna che sfugge al rumore chiassoso e caotico della vita metropolitana, fatta ormai di gesti alienati e meccanici, e rinasce a poco a poco grazie al contatto fisico con gli elementi della natura.

Protagonista, coreografa e danzatrice di flamenco, la stessa Francisca Berton, che ha dato vita ad una interpretazione magistrale ed emozionante: una tecnica eccezionale unita ad un'espressività eccelsa, ha danzato senza sosta e con passione. Con il linguaggio del suo corpo si è fatta tramite per la ricerca del suono e del ritmo, sia in una dimensione più propriamente fisica, sia in uno spazio quasi mistico, in cui le sonorità prodotte dalle mani di fata e dai piedi di fuoco divengono simboli profondi.

Ad accompagnare la Berton, uno gruppo di artisti altrettanto valenti: la penetrante voce di Rosarillo, le chitarre di Sergio Varcasia e Carlo Soi (il primo anche direttore delle musiche), le percussioni di Paolo Monaldi e il flauto traverso di Francesca Agostini. La musica è stata non meno evocativa della danza, poiché i suoni caldi e seducenti del flamenco sono stati costruiti in un crescendo progressivo: dai suoni confusi e spigolosi della città, a quelli delicati e leggiadri dell'acqua o dell'aria, fino alle possenti e travolgenti vibrazioni del fuoco e della terra.

Un percorso simbiotico quello tra la natura e il flamenco: l'acqua che zampilla porta a scoprire il dolce suono delle nacchere; il contatto con la polvere della terra stimola alla scoperta del ritmo prodotto dalle scarpe da flamenco; la luce del fuoco dà vita alla ampia e lavorata gonna rossa per la danza; uno scialle verde librato svela la plasticità della materia nell'aria.

Il disegno luci (curato da Michelangelo Vitullo) ha funto da narratore della vicenda, sottolineando le movenze sul palco ma raccontando anche gli stati d'animo della protagonista.

Ad elevare lo spettacolo al simbolismo, la scenografia inesistente, costituita dal buio: il nero che avvolge i musicisti sullo sfondo e la tenebra della platea da cui la ballerina sale sul palco all'inizio del suo racconto, e alla fine, quando l'oscurità tra le poltrone la inghiotte di nuovo. Dopo la conoscenza con il mondo naturale la donna è pronta a tornare nella realtà di tutti i giorni, ma con la ricchezza che questa esperienza le ha regalato: il flamenco, danza di tradizione popolare per eccellenza, permette di riscoprire il proprio corpo e lo spazio circostante, riconducendo l'essere umano alle sue radici naturali.

sara iacobitti

il 3 e il 4 dicembre
Gota de plata
Teatro Italia
Via Bari, 18 - 00161 Roma
Orari: sabato ore 21; domenica ore 17,30
Info: 06.44239286; http://www.teatroitalia.info

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