lunedì 18 febbraio 2008

Programmazione Auditorium

CONFERENZA STAMPA

Martedì 26 febbraio
Festival della Matematica 2008 – II edizione
La regina delle scienze e delle arti
Bookshop ore 12
Auditorium Parco della Musica


CALENDARIO

Martedì 19 febbraio (Replica 20 febbraio)
Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Peeping Tom – Belgio
“Le Sous-sol” PRIMA ITALIANA
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
EQUILIBRIO festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
prima italiana
Peeping Tom – Belgio
« Le Sous-sol »
martedì 19 e mercoledì 20 febbraio ore 21
Sala Petrassi - Auditorium Parco della Musica
Ideazione e interpretazione: Gabriela Carrizo, Franck Chartier, Samuel Lefeuvre
Maria Otal, Eurudike de Beul (Mezzo Soprano)
Assistente all’ideazione: Simon Versnel
Ideazione suono: Glenn Vervliet
Aiuto alla drammaturgia: Hildegard De Vuyst
Arrangiamento musicale: Piano e clavicembalo, Juan Carlos Tolosa
Violino e mandolino: David Nunez
Chitarra e basso: Jose Luis Montiel
Batteria: Lionel Beuvens
Organo Dieter Van Handenhoven
Registrazione: Yannick Willox
(Acoustic Recording Service)
Direttore Tecnico / Luci e scene: Yves Leirs
Tecnico del Suono: Sibren Hanssens
Coproduzione KVS – Bruxelles, Charleroi/Danses – Charleroi,
Théâtre de la Ville – Paris, Trafò - Budapest
Con il sostegno di
Autorità Fiamminghe
Scène Nationale de Petit-Quevilly / Mont-Saint-Aignan
Si ringrazia:
Ultima Vez, Heloise da Costa, Pauline Simon, Anne Chartier, Nele Dirckx
Diffusione e promozione: Frans Brood Productions

Già ospite dell’Auditorium nel 2005 e nel 2006 con « Le Jardin » e « Le Salon », lo straordinario collettivo belga Peeping Tom torna il 19 febbraio (replica il 20 febbraio) al Parco della Musica con « Le Sous-sol », terza parte della trilogia. Attraverso la loro inconfondibile danza, in cui ogni gesto si carica di senso, i Peeping Tom propongono un racconto intenso, e a tratti doloroso, sui temi della vecchiaia e della morte.
Dopo “Le Jardin” e “Le Salon”, con “Le Sous Sol”, terzo episodio della trilogia, scendiamo di un piano, in una grotta sotterranea (sotto il “Salon”), dove tutti i personaggi sono morti e sepolti. Vivono in un mondo strano, dove ogni cosa viene detta senza tabù, senza paura, con umorismo e senza rimproveri. Ogni rapporto che qui si crea è diverso dall’immagine che abbiamo del paradiso, dell’inferno o della vita sulla terra. Quest’ultima parte della trilogia si ispira, tra l’altro, al racconto di Dostoevskij Bobok, che vorremmo sviluppare in una direzione diversa. Infatti, diversi personaggi morti si ritrovano a discutere, si cercano, si trovano ma non si riconoscono, e soprattutto – quel che più ci interessa – parlano della loro morte, del perché e per come del loro destino già tracciato, argomenti seri e importanti che ci piacerebbe trattare con umorismo e irriverenza. Vorremo partire da questo tema, per sviluppare il movimento attraverso una struttura molto razionale, fredda e tecnica che, evidentemente, accentuerà l’aspetto emotivo della rappresentazione teatrale. Riprendendo in esame i personaggi che rappresentano le quattro generazioni del “Salon”, suddivideremo le loro morti, attraverso la danza, in due categorie: la morte accidentale, brutale e rapida, e la morte per malattia, lunga e dolorosa. Utilizzando una gommapiuma più spessa sotto il pavimento, aggiunta all’effetto del terriccio nero, cercheremo di esplorare ancor più a fondo le pericolose possibilità di salti e di ricadute, che ci offriranno ulteriori possibilità gestuali e ci apriranno la strada verso una varietà di movimento impossibile a realizzarsi su un normale linoleum.
Come per le due prime parti della trilogia, seguiremo la stessa struttura musicale, che ha come pilastro centrale i concerti scelti Alfred Schnittke, che raggiungeranno qui, con “Le Sous Sol”, il pieno della loro forza. Recupereremo anche alcuni frammenti già utilizzati nelle prime due parti per aiutare a illustrare il percorso dei personaggi nelle loro vite passate, i loro ricordi; anche i morti, infatti, ricordano le emozioni musicali particolarmente intense... Riprenderemo anche i pezzi pop che erano loro cari in passato, e che saranno riscritti dal nostro gruppo, composto da un’arpa, un violino, una chitarra e una batteria, e interpretati sulla scena dalla mezzosoprano.
(Peeping Tom)
Un ‘ritratto’ di Peeping Tom
Debutta nel 2002. Un camper si è perso negli ampi parcheggi del Bottelarij. L’ambiente è sporco e freddo. Nonostante ciò, due ballerine spuntano dal camper, in maglietta, e fanno la doccia sotto l’acqua gelata di un tubo per innaffiare. Questa scena fa parte di “Caravana”, un progetto che si svolge dentro e intorno a un caravan: si tratta di un’iniziativa di artisti che si sono incontrati nelle produzioni di Alain Platel (in “Les Ballets C de la B”). Le produzioni che li hanno riuniti hanno finanziato le loro tournée, ma gli artisti condividono soltanto la necessità di lavorare nuovamente insieme, senza preoccuparsi di sovvenzioni o altri aiuti. “Caravana” rappresentava il trampolino di lancio per questa ‘compagnia’. Il nucleo di Peeping Tom è costituito da Gabriela Carrizo e Franck Chartier. Lei è originaria dell’Argentina e collabora alla creazione de La Tristeza Complice; lui viene dalla Francia e si aggrega a La Tristeza durante la tournée. Entrambi partecipano quindi alla creazione di “Iets op Bach”. Per “Wolf”, lei assiste Alain Platel, mentre lui è uno dei clochard che si prendono cura dei cani. Lui collabora a delle produzioni della Needcompany, prima di lavorare insieme a Platel, mentre lei segue il percorso inverso. I loro cammini si incrociano finalmente grazie alla figlia Uma, che, ancora molto piccola, gioca nel “Salon”, finché non ne ha più voglia e viene rimpiazzata da una bambola. Diversi artisti gravitano attorno a questo nucleo, in costellazioni cangianti. Eurudike De Beul, la mezzosoprano fiamminga presente fin dall’inizio, presta la sua voce allo spettacolo “Le Salon” (in particolare nell’indimenticabile scena in cui demolisce il pianoforte tasto a tasto) e infine la si ritrova nel “Sous Sol”. L’attore Simon Versnel, un decano di Needcompany, si unisce alla creazione di “Le Jardin” e “Le Salon”, apportando la sua lunga esperienza, accumulata accanto a Jan Lauwers e Grace Ellen Barkey. Samuel Lefeuvre partecipa anch’egli all’ideazione di "Le Salon” e “Le Sous Sol”. È un ballerino stupefacente, una rara combinazione di elasticità e atletismo e, come membro giovane della compagnia, è una grande promessa per i futuri spettacoli danzanti di Peeping Tom. Al di là della questione di sapere chi tiene le redini della compagnia, l’essenziale è il rigore col quale Peeping Tom opta per la creazione collettiva. Ogni produzione si ispira alla precedente, ma, allo stesso tempo, ogni volta si riparte da zero. In un contesto dai margini molto ampi, ciascuna proposta viene vagliata e sottoposta alla valutazione di tutti. Approdare a una narrazione comune esige delle componenti solide, ma, una volta che il risultato è stato ottenuto, viene condiviso da tutti. È vero che più di un ballerino si sente stimolato e messo alla prova da coreografi che fanno appello alla creatività dei danzatori. Perché non lanciare un progetto proprio, pensano quindi diversi ballerini. Non ci restano i nomi dei promotori di queste iniziative, perché esse restano fortemente in debito col loro mentore e sono per vocazione legate al suo nome. Apparentemente, Peeping Tom ha una ‘tempra’ più forte.
"Plus vrai que vrai”. Prima creazione ufficiale, “Le Jardin”, è un dittico sorprendente: una sorta di cinema convertito in un’oscura discoteca dove degli strani personaggi di ogni sorta si lanciano nella vita notturna, con a seguire una performance dal vivo in cui tre personaggi del film ci si ripresentano nell’ambiente ordinato di un giardino tenuto con grande cura. “Le Jardin” mostra il giorno e la notte della loro esistenza? Il film rappresenta l’esistenza sognata dalla loro parte borghese repressa? O il passato dal quale si sono sradicati? I fili conduttori tra film e performance dal vivo liberano l’immaginazione dello spettatore senza dare risposte categoriche. Il seguito, “Le Salon”, è una solida rappresentazione nella quale Peeping Tom si dà a una drammaturgia condensata: testo, musica e danza si intrecciano senza soluzione di continuità, in una cornice concettuale iperrealista. I personaggi sono chiaramente elaborati senza che l’aspetto narrativo prenda il sopravvento. La famiglia svolge una funzione di perno: relazioni tra coppie, ma anche tra generazioni, tra genitori e figli. Il bacio della coppia Carrizo-Chartier in “Le Jardin” si ripete in “Le Salon”, ma stavolta c’è la bambina tra loro. La vita e il lavoro si ricollegano. Il ‘più reale del reale’ è praticamente la firma di Peeping Tom. Wim Vandekeybus non ha nascosto il suo entusiasmo per questa forma pura di teatrodanza e ha promesso un sostegno organizzativo da parte della sua organizzazione Ultima Vez. Il punto di partenza della nuova produzione “Le Sous Sol” si colloca in un luogo al di là della morte. Che tipo di immagini ne possiamo o ne vogliamo trarre? I codici che regolano i comportamenti sociali scompaiono. L’indicibile diventa dicibile. Tutto è possibile, oppure no? In “Le Sous Sol” fa il suo ingresso Maria Otal. Francese ma con parte della famiglia in Belgio, 80 anni, 48 chili, ballerina. Ripete la scena del bacio col giovane Samuel Lefeuvre. È il suo compagno morto giovane? I limiti sbiadiscono. Un corpo, dopo tutto, non è che un sacco di ossa. Che incontri ci riserva l’aldilà? Un uomo resta solo nel mondo ‘reale’. Ma quale mondo è più reale? Peeping Tom è, in effetti, il Pedro Almodóvar del teatrodanza. Degli strani personaggi occupano la scena, figure che evocano il mondo del circo, del music-hall, delle fiere. I loro contorni sono delineati con una notevole dose di amore e di umorismo perturbante. Peeping Tom presenta al pubblico un travestito, una nana, una soprano lirica che non arretra davanti a un combattimento di catch, una bambinetta o una ballerina molto anziana e vulnerabile. Storie di declino, di perdita, di umana confusione riguardo alla sessualità si combinano senza difficoltà alle prodezze fisiche e a una poesia figurativa di grande raffinatezza. Ma il legame più evidente con l’opera del regista Almodóvar è l’accento posto sull’emozione e il melodramma. Tristezza, tenerezza e bellezza sono le componenti dominanti, anche nelle storie più crudeli.
(Hildegard De Vuyst)

biglietto 15 euro
Abbonamento: 50 euro per 4 eventi a scelta
Info: 06 80241281

Mercoledì 20 febbraio
Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Peeping Tom – Belgio
“Le Sous-sol” PRIMA ITALIANA
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)


Giovedì 21 febbraio
Tra musica e Poesia
“Croce e delizia”

Sonia Bergamasco
interpreta Sandro Penna e Amelia Rosselli
Teatro Studio ore 21
Biglietto unico 10 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
LETTURE E CONCERTI
UN VIAGGIO NEL MONDO POETICO TRA 800 E 900
SONIA BERGAMASCO
legge Sandro Penna e Amelia Rosselli
21 FEBBRAIO 2008 – TEATRO STUDIO – ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

E’ una antologia della poesia italiana del Novecento quella che la Fondazione Musica per Roma e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presentano all’Auditorium in una serie di appuntamenti che arriveranno fino a maggio. Il 21 febbraio Sonia Bergamasco recita brani tratti da opere di Sandro Penna e Amelia Rosselli, due autori molto diversi, ma accomunati da un profondo tormento nell’affrontare le vicende della vita, sfociata, nel primo caso, nella emarginazione e nella lontananza dal “mondo”; nel secondo, in una angoscia crescente che la condusse al suicidio.
Scoperti e sostenuti nella loro attività da altri grandi poeti, come Saba e Pasolini, Penna e Rosselli trasmettono però con i loro versi sentimenti differenti. Leggerezza, trasparenza, semplicità e amore, anche carnale, sono le caratteristiche di fondo della poetica dello scrittore perugino, mentre la Rosselli, in un linguaggio definito “labirintico”, elabora una poesia in cui l’eco di una infanzia dolorosa si trasforma in sofferenza, solitudine, fatica di vivere.
Sonia Bergamasco, attrice colta e versatile, interprete teatrale con registi come Strehler e Carmelo Bene, celebre presso il grande pubblico soprattutto per il film di Marco Tullio Giordana, La Meglio Gioventù, propone con l’abituale sensibilità, non disgiunta da un grande virtuosismo tecnico, e accompagnandosi al pianoforte, questi due maestri della lirica del ventesimo secolo.
Il ciclo proseguirà a marzo con Maddalena Crippa che si dedicherà ai testi di Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante (18 marzo). Per la poesia tedesca Neri Marcoré si esibirà con le poesie di Trakl e Rilke messe in musica da Webern, Widmann, Manzoni, soprano Melanie Walz (27 marzo). Gabriele Lavia leggerà Gabriele D'Annunzio e Giuseppe Ungaretti (7 aprile), mentre l'ultimo appuntamento sarà in compagnia di Massimo Popolizio con i versi di Cesare Pavese e Dino Campana.

Le serate di lettura e i concerti si tengono sempre nel Teatro Studio alle 21
Biglietto unico 10 euro - Tre appuntamenti a scelta 21 euro
Info 06-80241281 – 06 8082058
Ufficio Stampa Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Tel 06 80 242 330
Fax 06 80 242 301
ufficio_stampa@santacecilia.it

Venerdì 22 febbraio
Storia della Canzone italiana
con Jovanotti
“I cantautori”
Sala Sinopoli ore 21
Biglietto unico 10 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
STORIA DELLA CANZONE ITALIANA
“I CANTAUTORI”
con la partecipazione di
JOVANOTTI
VENERDI 22 FEBBRAIO SALA SINOPOLI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Jovanotti sarà ospite alla serata dedicata a I cantautori, secondo appuntamento di Storia della Canzone Italiana, nuova produzione della Fondazione Musica per Roma.
Quella dei cantautori è una storia tutta italiana. Che inizia all’alba degli anni Sessanta e arriva fino ai giorni nostri, attraverso un percorso ricco e affascinante, fatto di canzoni memorabili e di personaggi importantissimi. Sarà questo percorso che Ernesto Assante e Gino Castaldo illustreranno nel secondo appuntamento con Storia della canzone italiana, la nuova serie di appuntamenti dell’Auditorium. Con loro, sul palco, per parlare dei cantautori ma anche della sua avventura, tra musica e parole, ci sarà uno dei grandi protagonisti del rinnovamento musicale italiano degli anni Ottanta e Novanta, Jovanotti un autore che è passato attraverso mille esperienze sonore e personali, un appassionato scrittore di musica che torna all’Auditorium a proporre la sua storia e la sua personale visione dei grandi momenti della musica italiana.
Raccontare la storia della canzone italiana moderna. E farlo con l’aiuto di alcuni dei suoi protagonisti. L’Auditorium Parco della Musica ospita una serie di incontri/lezione alle ore 21 condotti da Ernesto Assante e Gino Castaldo che vi accompagneranno attraverso cinquant’anni di canzone italiana, passando da Sanremo al rock, dai cantautori ai giorni nostri, con l’aiuto di alcuni dei personaggi più rappresentativi di questa storia. Il primo ospite di questa nuova serie di appuntamenti è stato Massimo Ranieri, uno dei principali protagonisti del rinnovamento della canzone italiana negli anni Sessanta ed uno dei più grandi interpreti che la nostra musica abbia mai conosciuto.

BIGLIETTO UNICO 10 EURO

Venerdì 22 febbraio (Replica sabato 23 febbraio)
Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Shantala Shivalingappa – India
“Namasya – soli contemporanei” – PRIMA ITALIANA
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 20 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
EQUILIBRIO festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
prima italiana
Shantala Shivalingappa – India
« Namasya – soli contemporanei »
venerdì 22 e sabato 23 febbraio ore 21
Sala Petrassi - Auditorium Parco della Musica
Ideazione, direzione artistica e interpretazione: Shantala Shivalingappa
Disegno luci: Nicolas Boudier
Creazioni video: Alexandre Castres
Regia video: Jim Vivien
Produzione: Per Diem & Co / Pierre Barnier - Gaëlle Seguin
Coproduzione: Théâtre de la Ville, Paris
In collaborazione con Just in Time Art Management
1 IBUKI souffle vital: Coreografia e costumi Ushio Amagatsu
musica Yoichiro Yoshikawa
2 SOLO Creato durante la residenza presso il Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch
musica Ferran Savall
costumi Marion Cito
3 SHIFT coreografia Santala Shivaligappa
4 SMARANA Coreografia Savitry Nair
musica tradizionale dell’India del Nord

Straordinaria interprete di Pina Bausch e indimenticabile Ofelia nell’Amleto di Peter Brook, l’incantevole danzatrice indiana Shantala Shivalingappa è una presenza importante al festival. L’artista - che si muove da anni al confine tra danza tradizionale indiana e ricerca contemporanea - presenta a Roma la sua ultima creazione, un programma di quattro soli da lei interpretati. (22 e 23 febbraio)
... a Thomas Erdos
La mia formazione di base è di danza classica indiana, e ho avuto l'occasione di sperimentare un altro modo di danzare per la prima volta con Pina Bausch. È stato uno degli incontri più significativi del mio percorso, tanto sul piano umano che su quello artistico. Col suo immenso talento, la sua delicatezza, la sua generosità, Pina mi ha spalancato le porte di un nuovo universo gestuale. Grazie a lei e ai suoi ballerini, ho imparato a pensare e a sentire diversamente il movimento, dalla sua concezione alla sua esecuzione: spontaneità, libertà e rigore, fluidità e movimento liberati dal corpo ma anche dal cuore.
C’è un apparente contrasto tra l’universo di Amagatsu, tessuto di lentezza, purezza e astrazione, e quello della danza indiana, ritmica e rapida, ornamentale e narrativa. Eppure queste diverse realtà sono accomunate dalla loro finalità: sprigionare luce ed intensità emotiva. Il progetto è dunque nato dal lavoro su due assoli con due coreografi che ammiro e il cui universo coreografico, estremamente personale e particolare, mi tocca nel profondo e trova risonanza nella mia sensibilità artistica. Il loro lavoro ha avuto un effetto magnetico su di me, ed ha rinnovato il mio desiderio di esplorare il movimento, e l’emozione derivante da esso. Sono stata letteralmente sedotta dall’idea di lavorare con coreografi di questo calibro: partendo dalla mia gestualità e tecnica di danza classica indiana ― e credendo profondamente nell’universalità della danza, del movimento e delle emozioni ― viaggeremo verso un’altra narratività, un’altra maniera di vivere e sentire la danza? Oppure il “Rasa”, l’essenza emanata dalla danza, sarà così diverso da far credere nel contrasto apparente delle forme? Alla pari del mio interesse per l’arte del Kuchipudi, il mio desiderio di percorrere questo cammino di esplorazione della Danza è altrettanto intenso. Su questo cammino niente è paragonabile all’eccezionale privilegio di lavorare con grandi artisti, e di incarnare il loro punto d'incontro nel tempo di una serata. (Shantala Shivalingappa)
Shantala Shivalingappa
Shantala Shivalingappa è nata a Madras.
Cresciuta a Parigi, Shantala viene introdotta fin dall’infanzia alla danza classica indiana, dapprima dalla madre, la ballerina Savitry Nair, e successivamente dal maestro Vempati Chinna Satyam nello stile Kuchipudi. Si esibisce in assoli, accompagnata dai suoi musicisti, in numerosi teatri e festival, con l’intento di far conoscere il Kuchipudi all’Occidente. In India come in Europa, il pubblico la considera una grande artista, la cui altissima qualità tecnica si unisce ad una grazia e sensibilità innate. Dall’età età di tredici anni ha anche il privilegio di iniziare a lavorare con i più grandi: Maurice Béjart (1789..et nous), Peter Brook (per il quale interpreta prima il ruolo di Miranda ne La Tempesta, poi quello di Ofelia ne La Tragédie d’Hamlet), Bartabas (Chimère), Pina Bausch (O Dido e Néfès). Lavorare con artisti di così alto livello arricchisce eccezionalmente la sua esperienza artistica. Shantala possiede un talento talmente prorompente da far passare il virtuosismo per una dote naturale. Da otto anni con la sua presenza illumina gli spettacoli di Pina Bausch, pur perseguendo la sua originaria vocazione di interprete di Kuchipudi, la danza tradizionale del sud-est dell’India. Shantala è l’immagine di questo Paese sublime, intimamente ricco e variegato.

biglietto 20 euro
Abbonamento: 50 euro per 4 eventi a scelta
Info: 06 80241281

Sabato 23 febbraio
Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Shantala Shivalingappa – India
“Namasya – soli contemporanei” – PRIMA ITALIANA
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 20 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)

Sabato 23 febbraio
*CONCERTO ESAURITO
Giovanni Allevi
“Allevilive Tour 2008”
Santa Cecilia ore 21
Biglietti: platea 25 euro; galleria 20 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
GIOVANNI ALLEVI
" Allevilive Tour 2008”
PRIMA DATA TOUR
SABATO 23 FEBBRAIO SALA SANTA CECILIA ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Come già avvenuto per il precedente “Joy Tour 2007”, Giovanni Allevi ha scelto di aprire il nuovo tour nella prestigiosa Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica. Il tour prende il nome da “Allevilive”, l’ultimo album del compositore e pianista marchigiano, un doppio disco dal vivo che racchiude composizioni tratte dai quattro album di Allevi per pianoforte solo (“13 Dita” pubblicato nel 1997, “Composizioni” pubblicato nel 2003, “No Concept” pubblicato nel 2005 e “Joy” pubblicato nel 2006) e l’ inedito, “Aria”. L’”Allevilive Tour 2008” toccherà le principali città italiane fino a Maggio.
Con “Allevilive” (30.000 copie vendute), “Joy” (100.000 copie vendute) e “No Concept” (70.000 copie vendute) Allevi è presente nella classifica Fimi/Nielsen dei dischi più venduti in Italia. Da pochi giorni, inoltre, è uscito “Joy Tour 2007”, il primo Dvd di Giovanni Allevi, registrato il 26 agosto durante il concerto allo Sferisterio di Macerata.
Diplomato in Pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e laureato con lode in Filosofia con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”, Giovanni Allevi rielabora la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee.
BIGLIETTO UNICO: platea 25 euro; galleria 20 euro

Domenica 24 febbraio
Lezioni di Rock
“The Wall – Pink Floyd”
Teatro Studio ore 11
Biglietto unico 5 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)

Domenica 24 febbraio
Lezioni di storia
Marco Revelli
“1968. la grande contestazione”
Sala Sinopoli ore 11
Biglietto unico 5 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
1968
La grande contestazione
MARCO REVELLI
domenica 24 febbraio 2008, ore 11
Il corteo risale da Piazza di Spagna e arriva a Valle Giulia. Sulle scale della Facoltà di Architettura di Roma, sgomberata il giorno prima per ordine del Rettore, ad attendere le migliaia di studenti c'è la Celere della Polizia di Stato. È una battaglia epica, alla fine della quale si contano quasi 500 feriti tra i manifestanti e più di 100 tra le forze dell'ordine. La notizia occupa le prime pagine dei giornali: è esploso il Sessantotto italiano. Passa un mese da quel 1 marzo 1968 e scene simili si ripetono a Berlino, di fronte alla sede dell'editore Springer, in reazione all'attentato contro il leader studentesco Rudi Dutschke (una settimana dopo l'assassinio di Martin Luther King). Passa un altro mese e a Parigi il cuore del Quartiere Latino, di fronte alla Sorbona, brucia di altri scontri. Arriva agosto: sono i giorni dell'invasione della Cecoslovacchia e dell'inutile resistenza ai carri armati russi. A ottobre è la Piazza delle tre culture di Città del Messico a coprirsi di morti, l’esercito ha sparato senza pietà, le vittime sono tutti studenti. Dieci giorni dopo, sempre a Città del Messico, i pugni chiusi nel guanto nero di due atleti di colore sul podio delle Olimpiadi gridano sulla scena del mondo la lotta delle Pantere nere. Il Sessantotto è questo: la prima, esplosiva manifestazione della globalizzazione, la prima, inedita dimensione mondiale della protesta giovanile. La contestazione di quei giorni è 'globale' non solo per l'estensione geografica, ma anche per l'ampiezza dei rapporti di potere che mette in discussione. Cosa rimane, oggi, di quei valori e di quella generazione? Quanto del nostro (buono o cattivo) presente ne porta i segni? È stato 'tradito', quel movimento, o 'ha vinto'?
Marco Revelli insegna Scienza della politica all'Università del Piemonte Orientale
Biglietto unico 5 euro
Editori Laterza, Ufficio stampa tel. 0645465302-05; e-mail: attadio@laterza.it
Fondazione Musica per Roma, Ufficio stampa tel. 0680241574 – 231
e- mail: ufficiostampa@musicaperroma.it
LEZIONI DI ROCK
a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo
The Wall – Pink Floyd
DOMENICA 24 FEBBRAIO TEATRO STUDIO ORE 11
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale (l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), e dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band. Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24 febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio

BIGLIETTO UNICO 5 EURO
INFO 0680241281

Domenica 24 febbraio
GenerazioneX
The Second Grace
The Niro
Teatro Studio ore 21
Biglietto unico 12 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
GENERAZIONE X
THE SECOND GRACE
THE NIRO
DOMENICA 24 FEBBRAIO TEATRO STUDIO ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Una serata dedicata a due nuove realtà della musica italiana che cantano in inglese e che promettono di affermarsi in poco tempo a livello internazionale.
I The Second Grace nascono dall’avventura cantautoriale di Fabrizio Cammarata, voce, chitarra e autore dei brani, ma è con Fabio Rizzo, John Riggio e Fabio Finocchio che la band crea un proprio tessuto sonoro fatto di contaminazioni indie-folk, sudafricane e di morbide liriche. In loro si fondono le visioni dei Sigur Ros e dei Calexico e il cantautorato di Bob Dylan, Nick Drake, Jeff Buckley, Damien Rice e Devendra Banhart che rappresentano il loro humus musicale. Al MEI 2007 Hanno ricevuto il premio Rivelazione Indie 2007.
The Niro è il nome d’arte del cantautore romano Davide Combusti che con la sua musica è approdato in breve tempo dal web alla discografia ufficiale. Ha già condiviso il palco con artisti importanti come Sondre Lerche, Isobel Campbel, Deep Purple, The Zephyrs, Tom Hingley (Inspiral Carpets), Lou Barlow. E’ appena uscito il suo primo lavoro “An ordinary man”. (In collaborazione con Repubblica/Roma La Vostra Musica www.roma.repubblica.it)

BIGLIETTO UNICO 12 EURO
INFO 06.80241281
Ufficio Stampa Musica per Roma: 06 80241574-228-231-261
ufficiostampa@musicaperroma.it

DANZA IN VIDEO - EQUILIBRIO
fino al 26 febbraio
Da lunedì a venerdì dalle 19 alle 21
sabato e domenica dalle 11 alle 21
AuditoriumArte
Ingresso libero
Tutto il programma su www.auditorium.com

MOSTRA
Colori di Roma

da Accardi a Zeichen, 80 artisti a confronto tra scrittura e arti visive
fino al 6 marzo 2007
Foyer dell’Auditorium Parco della Musica di Roma
Ingresso libero
Orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18 - domenica dalle 10 alle 18
MOSTRA

COLORI DI ROMA
DA ACCARDI A ZEICHEN, 80 ARTISTI A CONFRONTO TRA SCRITTURA E ARTI VISIVE
5 FEBBRAIO - 6 MARZO 2008
FOYER DELL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA

E’ stata inaugurata lunedì 4 febbraio la mostra Colori di Roma. Allestita nel Foyer dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’esposizione è promossa dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma e dalla Fondazione Musica per Roma.
Colori di Roma nasce da un’iniziativa del quotidiano La Repubblica che ha invitato autori che si esprimono secondo diversi linguaggi a creare un’opera, e a contaminare gli stili, per le pagine culturali della cronaca di Roma.
Una ideale tavolozza romana in cui le tinte forti o i passaggi delicati del racconto ispirato alla città, si incrociano, e spesso si fondono, con i toni decisi e le sfumature più delicate della pittura, ma anche del disegno e della fotografia.
Giunta al nono anno, la rassegna è iniziata nel 1999 con la serie “Roma in giallo”, per passare l’anno successivo alle “Storie d’amore” e poi a “Roma in blu”, a “Notti romane” e alle “Vacanze romane”, ai “Misteri di Roma”, quindi a “Strade di Roma” per finire l’anno passato con gli “Interni romani”. L’iniziativa editoriale è stata sempre conclusa da un libro che ha raccolto i testi e le immagini pubblicate. Ma anche da una mostra in cui gli artisti hanno proposto anche un esempio del proprio lavoro; e dopo la Casa delle Letterature, i saloni della Gnam, villa Poniatowsky, l’anno passato l’esposizione s’è tenuta nel foyer dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, che torna quest’anno ad ospitare la collettiva.
La prima edizione di questo lungo percorso ha visto insieme dieci scrittori e dieci artisti, l’anno scorso erano 30 e 30. Quest’anno si è arrivati al numero più alto, 80 in tutto.
Esponenti delle più importanti tendenze dell’arte contemporanea, legati al mondo della cultura romana e appartenenti a differenti generazioni, da quella dei maestri del dopoguerra alle nuove leve, gli autori delle immagini sono:
Carla Accardi, Giovanni Albanese, Andrea Aquilanti, Matteo Basilè, Elisabetta Benassi, Paolo Canevari, Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Francesco Clemente, Marco Colazzo, Nicola De Maria, Gianni Dessì, Mauro Di Silvestre, Stefano Di Stasio, Lino Frongia, Rossella Fumasoni, Giuseppe Gallo, Paola Gandolfi, Alessandra Giovannoni, Jannis Kounellis, Felice Levini, H. H. Lim, Carlo Maria Mariani, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Elisa Montessori, Nunzio, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Alfredo Pirri Vettor Pisani, Piero Pizzi Cannella, Oliviero Rainaldi, Giuseppe Salvatori, Andrea Salvino, Bernardo Siciliano, Donatella Spaziani, Marco Tirelli, Cy Twombly, Luciano Ventrone.
Tra le più belle penne della letteratura italiana, la lista degli scrittori comprende romanzieri ma anche poeti, autori di best seller e giovani da poco presenti sulla scena editoriale italiana:
Fulvio Abbate, Edoardo Albinati, Nanni Balestrini, Andrea Camilleri, Rocco Carbone, Giulia Carcasi, Patrizia Cavalli, Ascanio Celestini, Vincenzo Cerami, Mauro Covacich, Erri De Luca, Chiara Gamberale, Luigi Guarnieri, Raffaele La Capria, Nicola Lagioia, Marco Lodoli, Melania Mazzucco, Federico Moccia, Antonio Pascale, Lorenzo Pavolini, Aurelio Picca, Francesco Piccolo, Tommaso Pincio, Christian Raimo, Lidia Ravera, Ugo Riccarelli, Elena Stancanelli, Carola Susani, Emanuele Trevi, Valeria Viganò, Edoardo Sanguineti, Domenico Starnone, Igiaba Scego, Beppe Sebaste, Walter Siti, Amara Lakhous, Letizia Muratori, Giancarlo De Cataldo, Cristina Ali Farah, Valentino Zeichen.

INFORMAZIONI
Foyer dell’Auditorium di Roma - Ingresso gratuito –
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle ore 18; domenica dalle ore 10 alle ore 18
www.auditorium.com Tel. 06-80241281

ARTIST’S CORNER / 8
Prima della musica
ZIMMERFREI
Dall’8 febbraio al 9 marzo
Foyer Teatro Studio
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18 - domenica dalle 10 alle 18
ARTIST’S CORNER / 8
A CURA DI ANNA CESTELLI GUIDI
Prima della musica
ZIMMERFREI
Dall’8 febbraio al 9 marzo
Foyer Teatro Studio
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
INAUGURAZIONE 8 febbraio ORE 19.30

Con la rassegna Artist’s Corner, a cura di Anna Cestelli Guidi, l’Auditorium Parco della Musica, invita artisti e performer a trasformare con idee, azioni, opere gli spazi di questo luogo oramai centrale per la vita culturale romana.
Per l’ottavo appuntamento, dall’8 febbraio 2008, ZimmerFrei presenta il suo nuovo lavoro, Prima della musica (loop 10’, audio stereo, 2008).
Collettivo bolognese tra i più sperimentali e innovativi della creazione artistica contemporanea, ZimmerFrei, composto da Anna De Manincor, Anna Rispoli e Massimo Carrozzi, ha concepito e realizzato questo video espressamente per l’Auditorium e Fondazione Musica per Roma.
Girato nella sala grande durante il momento dell’accordatura e le pause di una prova dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il video è poi montato con quella particolare attenzione spazio-temporale che caratterizza la ricerca e la sperimentazione formale degli ZimmerFrei.
Nella visione degli artisti, la Sala Santa Cecilia, visitata per la prima volta dall’ultima fila della galleria durante una prova d’orchestra, diviene una cavità voluttuosa di legno rosso, morbido, liscio e gibboso come un grande intestino, il palco sfavillante e lontanissimo, come un altro pianeta, laggiù a terra. Una cavità con un cielo di legno e sottili linee di stelle, dove l’aria è spessa, satura di un suono composito e lievitato lungo il tempo, che esiste anche senza l’ascolto. Suono in potenza. Quello prima della musica, appunto.
È così che nel video, lo spazio della Sala Santa Cecilia diviene l’immagine mentale dello spazio musicale, dove la musica ancora non è. Un momento tecnico- l’accordatura – si fa suono concreto. Musica in potenza dentro un intestino di legno. Intanto fuori, osservati dall’alto, i gusci metallici di Renzo Piano sono pronti al decollo: gonfi di suono e di vibrazione trasformano la zona di contatto tra cielo e terra in un vuoto silenzio stellare.

credits
regia Anna de Manincor
suono Massimo Carozzi
fotografia e montaggio Anna de Manincor
con l’Ochestra Dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore d’orchestra Tan Dun
grazie a
Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Monitor video&contemporary art
ZIMMERFREI - Biografia
ZimmerFrei è il nome di un gruppo di artisti che lavorano sia singolarmente che collletivamente: Anna Rispoli (Bassano del Grappa, 20/08/74) Anna de Manincor (Trento, 18/08/72) e Massimo Carozzi (Massa, 04/08/67).
L’equipe nasce a Bologna nel 2000 e lavora in Italia e all’estero (Germania, Belgio, Grecia, Gran Bretagna, Stati Uniti).
ZimmerFrei fa confluire nell'ambito delle arti visive esperienze che provengono dal cinema, dalla musica e dal teatro, intersecando ogni volta ispirazioni, pratiche e tecnologie differenti in un progetto originale.
ZimmerFrei realizza installazioni sonore e video, performance, serie fotografiche e prototipi di audiovisione.
Esposizioni personali
2007
Site Specific #1 ZimmerFrei , Museo MAN, Nuoro, a cura di Maria Rosa Sossai
Memoria Esterna, C/O careof, Milano, a cura di Chiara Agnello e Lia Manzella
2006
perché siamo venuti, Monitor video&contemporary art, Roma
2005
If You Think This World Is Bad You Should See Some Of The Others, Comptoir du Nylon, Bruxelles, a cura di Frédérique Versaen
Panorama_Bologna, Voltone del Podestà, Bologna
2004
panorama, Monitor video&contemporary art, Roma
2001
N.K., InterAccess - Richmond 401, Toronto
N.K., ICI Istituto Italiano di Cultura, Londra
2000
N.K. Never Keep Souvenirs of a Murder, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Esposizioni collettive
2008
“The Hot Season. Italian Art Now”, Stenersen Museum, Oslo, a cura di Lorella Scacco e Bartolomeo Pietromarchi
“Arte e linguaggio. Le parole più usate nella semiosfera dell’arte contemporanea”, Fabbrica Borroni – Bollate (MI), a cura di Margherita Salmaso e Chiara Zizioli
2007
“Hallucination”, Mass, Seul, Corea, a cura di T-Yong Chung
“In contemporanea”, Triennale, Milano, a cura di C/O Careof
“Albedo. A new perspective in italian moving images”, teatro Junghans, Venezia, a cura di Andrea Bruciati
“Almost Cinema”, Vooruit Arts Centre, Ghent (B), a cura di Eva de Groote
2006
“Neverending Cinema/Cinema Infinito”, Galleria civica di arte contemporanea di Trento
“Echoes from the mountains”, XX Olimpiadi Invernali, Sansicario (TO)
“Cell Phone: Art and Mobile Phone”, Contemporary Museum, Baltimore, USA
"Video invitational”, Via Farini, Milano
“Frame”, Gertrude Contemporary Art Space, Melbourne
“Passages”, C/O careof, Milano
“Video.it”, Torino
2005
“Reaction”, festival internazionale della performance, EXTRA 51, Biennale d’Arte di Venezia, a cura di Camilla Seibezzi
“Ouverture”, Ex-Eggs, New York , a cura di Daniela Lotta
“Honey Money”, Assab One, Milano
“Modern Times”, Museo MAN, Nuoro, a cura di Maria Rosa Sossai
“Sound Facts”, Museo Internazionale della Musica, Bologna, a cura di Marco Altavilla
“Videotheka”, Kunsthalle, Vienna, a cura di Emanuele Guidi
“Poesia in forma di rosa: tribute to Pasolini”, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, a cura di Andrea Bruciati

Ingresso libero.

Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle ore 18; domenica dalle ore 10 alle ore 18

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