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martedì 19 marzo 2013

Fotografia

Dal 1 marzo al 5 maggio 2013


“I volti, le pietre, la città”
Mostra fotografica di Mario Carbone/ Emilio Gentilini 

1952-1985, fotografie dalla collezione del Museo di Roma in Trastevere
Roma, Museo di Roma in Trastevere

Un tuffo nel passato di Roma guidato dallo sguardo di Mario Carbone e Emilio Gentilini. Una città che si fa sapientemente sfondo quando deve celebrare i volti dei suoi abitanti. Una città che sfida il tempo con la sua umana ed eterna bellezza.

In uno dei luoghi più caratteristici di Roma, a due passi dalla Basilica di S. Maria in Trastevere, presso il Museo di Roma in Trastevere, sono esposte più di cento fotografie di Mario Carbone ed Emilio Gentilini, provenienti dalla collezione del museo e in parte dall’archivio personale di Mario Carbone. Gli scatti, tutti in bianco e nero, alcuni inediti, si concentrano su un periodo di tempo determinato, tra il 1952 e il 1985, ma dimostrano una vitalità tale da perpetuare la loro espressività fino ad oggi. I due artisti compiono un percorso professionale differente: Mario Carbone, fotografo ma anche documentarista, proviene dal mondo del cinema e dei cortometraggi, Emilio Gentilini si cimenta con la fotografia di moda e con la pittura. Entrambi però sono legati alla bellezza dei volti, solcati dalla memoria, dalla fatica, intrisi di quotidianità, e individuano in Roma uno dei luoghi più adatti a tale indagine sull’uomo. La città mostrata da Mario Carbone è caratterizzata dalle forti contraddizioni sociali, è sede di fermenti politici e religiosi e muta tra gli anni Cinquanta e Ottanta, pur mantenendo nel tempo una propria identità. Il fotografo calabrese abbraccia una poetica realista che risulta evidente nell’attenzione e nella nitidezza dei dettagli delle fotografie di via Margutta o di via Veneto, dove il mondo dell’arte di strada e quello dell’alta borghesia, con i suoi incontri ai caffè e le sue stoffe, si sovrappongono, ma si nota anche nella rappresentazione di mestieri umili come l’occhialaro. È abile poi nel gettare uno sguardo indiscreto nelle osterie dove la malinconia popolare esplode (esemplari gli scatti all’osteria Al Vero Albano che assumono quasi una consistenza pittorica e la donna seduta al tavolo col bicchiere che ricorda una natura morta). Al contrario di Gentilini però, Carbone dimostra un certa propensione alla tematica socio-politica che lo porta a immortalare cortei di protesta, operai a riposo ed episodi storici come la visita alla salma di Giuseppe Di Vittorio. Non mancano poi incursioni nel mondo dei teatri e dello spettacolo, che l’artista stesso frequentò, o la partecipazione a grandi eventi religiosi, alle processioni in via della Conciliazione, dove Carbone si mescola alla folla di fedeli. La tematica della fede è viva anche in Emilio Gentilini che concentra il proprio sguardo sul rione Trastevere degli anni Settanta e documenta momenti significativi della cultura popolare romana come la processione della Madonna del Carmine. Le fotografie di Gentilini sono meno nitide, ma più rappresentative dell’identità locale, poiché raffigurano antichi mestieri svolti porta a porta come l’arrotino o l’ombrellaio, ma anche l’abitudine di suonare o ballare il saltarello in strada. L’umanità raffigurata è meno varia: sono soprattutto le donne a occupare la scena, e in particolare quelle più anziane, depositarie della tradizione. Ogni momento quotidiano è vissuto dall’intera comunità di quartiere, è cemento dell’identità popolare di Roma, assumendo quasi una connotazione rituale. Non a caso le fotografie di interni sono in minoranza in entrambi i fotografi: lo spazio cittadino permea di sé i suoi protagonisti, in uno scambio reciproco di suggestioni e bellezza. La mostra suggerisce allo spettatore di trovare una continuità con la Roma di oggi, per capire quanto di quella partecipazione collettiva, di quell’umanità viva, immortalata dallo sguardo di due artisti differenti, sia ancora attuale e perpetuabile nelle generazioni a venire.
Irene Armaro

mostra visitata il 9 marzo

dal 1 marzo al 5 maggio 2013
I volti, le pietre, la città: Mario Carbone, Emilio Gentilini 1952 – 1985
a cura di Silvana Bonfili e Donatella Occhiuzzi
Zètema Progetto Cultura Srl

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1B - 00153 Roma
Orario: Martedì-domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì e 1 maggio

Ingresso: Intero: € 7,50; Ridotto: € 6,50
Info: Tel +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00); http://www.museodiromaintrastevere.it

venerdì 1 marzo 2013

Fotografia

I volti, le pietre, la città
MARIO CARBONE - EMILIO GENTILINI


1952-1985, fotografie dalla collezione del Museo di Roma in Trastevere
Museo di Roma in Trastevere
1 marzo - 5 maggio 2013

È una Roma pittoresca in cui si colgono già i segnali del cambiamento, quella raccontata dalle immagini di Mario Carbone ed Emilio Gentilini. 

A questi due grandi fotografi romani, dal 1° marzo al 5 maggio, il Museo di Roma in Trastevere dedica la mostra I volti, le pietre, la città. Mario Carbone - Emilio Gentilini che raccoglie oltre 100 fotografie provenienti dalla collezione del Museo di Roma in Trastevere e dalla collezione privata dell’archivio di Carbone, in fase di acquisizione da parte del Museo, grazie alla generosa donazione del fotografo.

L’esposizione è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina, a cura di Silvana Bonfili e Donatella Occhiuzzi con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. 

L’intento è quello di valorizzare e rendere visibile al pubblico parte dell’immensa collezione fotografica del museo trasteverino che si avvale anche di importanti fondi fotografici. Alcune delle immagini in mostra, scattate tra il 1952 e il 1985, non sono mai state esposte al pubblico.

Molte le affinità tra i due autori, come la scelta rigorosa del bianco e nero e il soffermarsi sui volti espressivi delle persone. Differenti invece la poetica e le tematiche oggetto delle fotografie.

Le immagini di Mario Carbone si distinguono per una poetica realista che documenta luoghi ed individui colti con nitida coerenza sia nelle istantanee che ritraggono ambulanti e operai nei rioni della città popolare, sia in quelle che documentano le vie dell’arte o della moda (Via Margutta, Via Veneto, Piazza del Popolo), frequentate da signore eleganti e personaggi famosi. Lo sguardo di Carbone si fa più antropologico nelle fotografie che ritraggono i fedeli in visita a San Pietro con il sacerdote che fa da cicerone o le turiste devote inginocchiate con i loro abiti stravaganti. Le donne e gli uomini ritratti nella semioscurità delle osterie (si veda la famosa immagine Osteria del Vero Albano) sono invece pervase da una vena di struggente malinconia. Le immagini di Roma degli anni Settanta e Ottanta del XX secolo danno invece più spazio alle tematiche sociali: le manifestazioni politiche e di protesta, la scena “povera” e le pareti spoglie di cantine e garage adattate a palcoscenici dove Carbone ritrae l’avventura irripetibile dei teatri d’avanguardia romani.

Emilio Gentilini circoscrive la sua indagine per immagini, negli anni Settanta dello scorso secolo; in particolare nel rione popolare di Trastevere. Luoghi e personaggi esprimono carica vitale ed energia: piazze e vie sono ingombre di persone e dei loro spesso poveri “strumenti del mestiere”. La città è ancora vissuta nella comune partecipazione di spazi e ritualità quotidiane e festive. Gentilini osserva e ritrae, con ironia e personale leggerezza, una Roma intenta e indaffarata in molteplici attività, personaggi alle prese con lavori scaturiti da una creatività spesso tutta romana, lavori stanziali ed ambulanti (le botteghe storiche, ma anche le improvvisate vendite di generi alimentari davanti alla soglia di casa, la raccolta di cartoni etc.). 

Molte le immagini dedicate alla socialità e alla religiosità (il battesimo, il matrimonio, le processioni). Usi e costumi nati dal bisogno e dall’inventiva estemporanea, tali da tramutare la necessità in vera estetica popolare (l’arredo dei balconi e dei davanzali, la metodica nello stendere i panni alle finestre, il catino per lavare i panni che diventa scaldino). E ancora, lo svago e il tempo libero vissuti fuori dalle mura domestiche dove strade, marciapiedi e cortili diventano territorio vissuto e partecipato per ballare il saltarello, giocare a “zecchinetta” e scambiare quattro chiacchiere con la vicina. 

Dunque i due autori ci restituiscono attraverso queste immagini un patrimonio prezioso di umanità generosa e vitale che si fonde con la storia stessa della città che abitano. 

Ed è Renato Nicolini, nel testo introduttivo del catalogo dedicato a Gentilini del 2006, ad evidenziare il valore di queste immagini fotografiche come ”bene culturale”, capace di cogliere le mutazioni del tempo e degli spazi urbani, che ora, di nuovo esposte ridanno senso e identità alle collezioni permanenti e agli stessi spazi museali:

”I luoghi di Roesler Franz debbono lasciare il posto ai volti degli individui, alle epifanie improvvise e brucianti che questi suggeriscono, senza più alcuna regola che possa portare alla prospettiva più ampia del quadro di genere. Il genius loci restringe il proprio campo d’azione nel passaggio dal pittore al fotografo…Dopo aver guardato a lungo queste foto, mi sono chiesto “Qual è il vero bene culturale? Le pietre o gli abitanti? “Tutti e due mi sono risposto. Dunque, il vero bene culturale è il paesaggio urbano, l’analogo, nelle città del paesaggio fuori della città. Ma come è possibile conservare qualcosa di effimero come uno stile di vita, gli occhi con cui una popolazione guarda il mondo, inventando così la tradizione?

Il Museo di Roma in Trastevere, che sta trovando nella fotografia la sua caratteristica, è lo strumento più adatto per interrogarsi su questo argomento. Non tutte le trasformazioni sono uguali; e sono i musei della città, questo nuovo tipo di spazio pubblico, le istituzioni appropriate per interrogarsi sull’argomento, e, perlomeno vivere la trasformazione con consapevolezza”.

Scheda Info
Mostra
I volti, le pietre, la città. MARIO CARBONE EMILIO GENTILINI
1952 - 1985, fotografie dalla collezione del Museo di Roma in Trastevere

1 marzo- 5 maggio 2013

Dove 
Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio, 1B
Orari 
martedì-domenica 10.00-20.00 
la Biglietteria chiude alle ore 19.00
Biglietti 
Intero €7,50; ridotto € 6,50; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Enti proponenti 
Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovrintendenza Capitolina
Mostra a cura di
Organizzazione 
Silvana Bonfili e Donatella Occhiuzzi