Visualizzazione post con etichetta ARTE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ARTE. Mostra tutti i post

sabato 14 settembre 2013

Annexe-1XUnknown


Annexe-1XUnknown
17 \5\013- 4\10 \013

Galleria Ex Elettrofonica 
Roma

Negli spazi della galleria Ex Elettrofonica, prende vita: "1XUnknown", un progetto indipendente presentato nella sua fase iniziale al museo MACRO di Roma nel dicembre scorso, ideato e realizzato da Annexe.

mercoledì 11 settembre 2013

The Sea is My land - Artisti del Mediterraneo


The Sea is My land
Artisti dal Mediterraneo
MAXXI - Spazio D
Fino al 29 settembre 2013 
Roma

"Non vi è alcun confine fra noi e le cose più vicine così come la distanza non è sufficiente a separarci dalle cose più lontane. Ogni cosa, dalla più bassa alla più sublime, dalla più piccola alla più grande, esiste dentro il tuo essere, senza differenze. La goccia

martedì 3 settembre 2013

Certosa di San Lorenzo


Certosa di San Lorenzo
Viale Certosa, 1
Padula, Salerno


Il fascino della Certosa di San Lorenzo, patrimonio dell’Unesco, ha attraversato i secoli mantenendosi però intatto fino ai nostri giorni. 

Già guardandola dall’alto, con la sua caratteristica forma a graticola che ricorda il martirio del santo a cui è dedicata, il visitatore è incuriosito dalla sua storia. Fondata nel lontano 1306 da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, la Certosa sorse in un territorio che fin dall’epoca romana era famoso per

martedì 23 luglio 2013

“The Dalì Universe”


“The Dalì Universe”

Dal 14 Giugno al 29 Settembre 2013
Villa Fiorentino
Corso Italia, 53 
80067 Sorrento


Una perla del Mediterraneo spalanca le braccia per accogliere Salvador Dalì, genio del Surrealismo. Un evento di rilievo internazionale quello che si dipanerà fino a Settembre nella cornice neoclassica di Villa Fiorentino a Sorrento. 

La mostra è incentrata principalmente sulle sculture in bronzo, molte delle quali visibili nelle principali piazze della città e realizzate dal maestro catalano. Le sale che ospitano le opere sono in tutto dieci e l’esposizione si articola su tre livelli; l’Omaggio a Tersicore troneggia al centro della prima sala in tutta la sua originalità: la dea dalle figure morbide si specchia quasi nella sua spigolosa trasposizione scultorea a significare che la classicità ed il caos convivono in ognuno di noi con uguale valenza. 
Adamo ed Eva, fulcro della sala seguente, sono raffigurati nell’attimo esatto in cui la donna porge la mela. In quel momento è fissata l’essenza del peccato originale ed il serpente, collocato tra l’uomo e la donna, si avvolge su se stesso creando un cuore che sta a simboleggiare la forza e la complessità del sentimento amoroso. 

Alice nel Paese delle Meraviglie è quasi come una personificazione dell’artista: Dalì amò molto questa storia e soprattutto amò l’ingenuità e la voglia di conoscenza tipica dei fanciulli; Alice è un personaggio surreale e lo si comprende dall’abbigliamento che indossa e dagli orpelli che la caratterizzano.

L’artista aveva due ossessioni: il fuoco e la figura femminile. Nella Donna in Fiamme avviene un connubio dove il fuoco, che si propaga lungo la veste, esprime la sensualità e la misteriosità della figura mentre il volto non ben definito rappresenta tutte le donne. 

Ai celebri orologi molli è dedicato un intero ambiente: Dalì utilizzava questo genere di simbolismo esclusivamente per ciò che detestava. Raffigurare in questo modo un oggetto meccanico equivale per il maestro catalano a snaturare del suo significato il rigido trascorrere del tempo anche perché, a livello psicologico, ognuno di noi ha una percezione diversa del tempo e proprio ciò lo rende mutabile e privo di ogni concretezza. 
L’opera dal titolo Newton Surrealista omaggia lo scopritore della gravità. Realizzando due aperture nella scultura Dalì vuol far capire che Newton era unicamente un simbolo e che le grandi scoperte da lui effettuate nascosero del tutto la sua personalità di grande scienziato. 

Le sculture in bronzo sono senza dubbio le protagoniste assolute dell’esposizione ed altre statue sono visibili nelle principali piazze della città. Ma oltre che su di esse, la mostra si sofferma su altri aspetti dell’estro di Dalì. Dettaglio interessante del maestro sono le sue creazioni in oro: egli infatti realizzò monete, croci ed altri oggetti plasmando il metallo quasi con venerazione in quanto lo considerava una celebrazione dell’anima. 

A completare la magnifica esposizione, sapientemente allestita, concorrono i disegni di Dalì tratti da libri illustrati: meraviglia il vivido cromatismo delle figure e la singolarità dei soggetti rappresentati, immagini che attraggono come calamite come solo la creatività di questo artista riusciva a fare. 

Chiude la straordinaria mostra un’ala interamente dedicata a mobili surrealisti dove lampade, sedie e divani si presentano in un unicum armonico ma allo stesso tempo quasi irreale: la collaborazione tra Dalì e Michel – Frenck produsse questi oggetti di design negli anni Trenta: non si tratta di mobili comodi ma di oggetti artistici e quindi di culto. 

Ad accompagnare il visitatore lungo i livelli della mostra una serie di frasi esemplificative di Dalì, uomo dalle mille sfaccettature e dalle innumerevoli ispirazioni. 

Lo sguardo dell’artista occhieggia sui manifesti lungo le strade di Sorrento, segue ogni individuo e sembra scavare a fondo il suo io: Dalì sembra ipnotizzare chi lo guarda, attirandolo verso quell’arte che, proprio per la sua complessità, continua a conquistare folle di curiosi. 
Una mostra realizzata con grande completezza in una location invidiabile che permette al grande pubblico di ammirare e di conoscere pezzi più o meno noti dell’artista spagnolo e di innamorarsi contemporaneamente della città delle sirene. 

Francesca Salvato


“The Dalì Universe”
Dal 14 Giugno al 29 Settembre 2013
Villa Fiorentino
Corso Italia, 53 
80067 Sorrento

Giorni ed orari di apertura: da lunedì a venerdì: 10.00/13.00 – 17.00/21.00
Sabato, domenica e festivi: fino alle ore 22.00.
Costo del biglietto: intero € 5,00; ridotto € 3,00.
Info e prenotazioni: 081/8782284; info@fondazionesorrento.com






















Jannis Kounellis



Jannis Kounellis
a cura di Bruno Corà

Dal 20.VI al 12.IX.2013 
Giacomo Guidi Arte Contemporanea
Roma


Jannis Kounellis inaugura l’estate, presentando i suoi ultimi lavori, in esclusiva per la Galleria Giacomo Guidi Arte Contemporanea, aprendo e firmando una nuova pagina per l’arte contemporanea.


Per l’esposizione a cura di Bruno Corà, Jannis Kounellis (Pireo, 1936) propone presso lo spazio di Giacomo Guidi due lavori inediti, pensati ad hoc per la galleria: un’opera e un’installazione site specific, entrambe senza titolo. 

La prima è una tela di grandi dimensioni dipinta di giallo, colore con cui erano imbrattate le case degli appestati nel 1600, attraversata da una trave di ferro decentrata, posta alla sinistra della composizione, appesa al soffitto; Kounellis aveva già usato il giallo e la sua simbologia per un’altra opera, esposta negli anni ’70, ma non ci sono testimonianze documentate di questo dipinto, poiché in quegli anni le fotografie erano tutte in bianco e nero. 

Dall’altra estremità della barra pende un gancio verosimilmente da macellaio, al quale è appeso un coltello che sfiora il pavimento. 
Proprio il coltello fa da trait d'union con l’installazione posta nella sala adiacente: lungo tutte le pareti perimetrali della sala, l’artista ha disposto un recinto di alte lamiere, le cui misure canoniche del ‘doppio letto’ formano una sequenza scalare ininterrotta che dinamizza l’intero rivestimento; sul fondo, un alto lampione di ferro, che forse rimanda all’indelebile icona concepita nei lager, la cui plafoniera è formata da lunghi coltelli da macelleria. 

L’installazione è ulteriormente arricchita dall’aggiunta di un cerchio composto di dodici sacchi pieni di carbone minerale, già esposti nel 1968. I materiali utilizzati da Kounellis non ne tradiscono le origini “povere”; anche in questo caso le sue installazioni diventano delle vere e proprie scenografie che occupano fisicamente la galleria, inghiottendo lo spettatore nell’ambiente sapientemente creato dall’artista.

L'installazione era divenuta vera e propria performance nel 1969 coi Fuochi e i Cavalli, legati alle pareti della galleria L'Attico di Fabio Sargentini, in un sontuoso scontro ideale tra natura e cultura nel quale il ruolo dell'artista era ridotto al livello minimo di un'operosità sostanzialmente manuale.

I lavori realizzati per la personale alla Galleria Giacomo Guidi Arte Contemporanea fanno il punto sulla maturità creativa dell’artista. Il grigio dei pannelli e la freddezza dell’acciaio, che ben si sposano con la pavimentazione scura in legno e i sacchi di carbone, evocano una bellezza cupa; il lampadario fatto di coltelli si erge a chiusura dell’esposizione come un macabro totem, le cui lame pendono sulle teste dei visitatori come una simbolica spada di Damocle. Una spada di Damocle che diventa sublime attraverso la maestria di Kounellis.

A Roma, sua città adottiva, l’artista del Pireo ha sempre riservato particolari attenzioni ed energie: nel 1960 infatti esordisce nella capitale, allestendo la sua prima mostra personale presso la galleria La Tartaruga.

J. Kounellis è stato esponente di primo piano della così detta “arte povera”, definizione coniata dal critico Germano Celant. Dopo un lungo percorso artistico il nuovo millennio l’ha visto impegnato con mostre soprattutto in sud America, (Argentina nel 2000, Uruguay nel 2001). 

Nel 2002 l'artista ripresenta l'installazione dei Cavalli (1969) alla Whitechapel di Londra e, poco dopo, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma costruisce un enorme labirinto di lamiera lungo il quale pone, quasi fossero altrettanti approdi, gli elementi tradizionali della sua arte, come "carboniere", "cotoniere", sacchi di iuta e i cumuli di pietre ("Atto unico"). 

Nel 2004, J. Kounellis realizza un'installazione nella Galleria dell'Accademia di Firenze, all'interno dell'esposizione temporanea Forme per il David, nata per celebrare i cinquecento anni dalla creazione del David di Michelangelo. 
Nel 2007 lavora alla realizzazione del 383° festino di Santa Rosalia a Palermo disegnando il carro trionfale della Santa. Sempre nel 2007 inaugura a Roma la Porta dell'Orto Monastico di Santa Croce in Gerusalemme, un’imponente cancellata di ferro impreziosita da elementi cromatici realizzati in pietre di vetro. Poco tempo dopo la Galleria Fumagalli e il Museo Adriano Bernareggi (Bergamo) dedicano rispettivamente all'artista una personale e un'unica installazione realizzata site specific. 

L'artista realizza uno speciale allestimento di opere proponendo una riflessione sull'arte e sull'uomo, testimonianza delle meditazioni poetiche da sempre al centro del suo lavoro e per le quali è stato indicato come possibile ospite alla Biennale di Venezia 2011 del primo padiglione della Città del Vaticano. 

Nel 2012 una famosa opera è esposta al museo d'arte contemporanea Riso nella città di Palermo. Nel 2013 è protagonista di una performance che lo vede impegnato con Bassiri alla Biblioteca Angelica, raggiungendo un notevole successo di pubblico e di critica.

Eleonora Vinci 




per maggiori informazioni:







giovedì 4 luglio 2013

Summer Show



Summer show


Il Ponte Contemporanea presenta Summer show, mostra collettiva di chiusura della stagione in una selezione di lavori di artisti che hanno collaborato con la galleria dal 1993 ad oggi.

In mostra opere di: Matteo Basilè, Erwin Blumenfeld, David Byrne, Cristopher Deeton, Rodrigo De La Sierra, Raimondo Galeano, Robert Gligorov, Richard Kern, Myriam Laplante, Nino Longobardi, Matt Marello, Maurizio Mochetti, Ma Lin, Tracey Moffatt, Nan Goldin, Vettor Pisani, Nicola Pucci, Oliviero Rainaldi, Franco Silvestro, Maurizio Vetrugno, Zhang Zhan.

Dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, in una sorta di collezione ideale d’arte contemporanea all’interno degli spazi della galleria che, a settembre, festeggerà i 20 anni di attività.


La mostra resterà aperta fino al 7 settembre 

Orari di galleria:
lunedì-venerdì 12.00-19.00
sabato su appuntamento

Il Ponte Contemporanea Via di Panico 55-59 00186 Roma Tel. 06 68801351
info@ilpontecontemporanea.com www.ilpontecontemporanea.com
facebook: Il Ponte Contemporanea

lunedì 1 luglio 2013

Luigi Ghirri. Pensare per Immagini Icone, paesaggi, architetture





Luigi Ghirri. Pensare per Immagini 
Icone, paesaggi, architetture 
dal 24 aprile al 27 ottobre 2013 


Come una lente da cui guardare il mondo e carpire una realtà nuova, l'opera di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Reggio Emilia, 1992) affascina e conquista in una vasta mostra fotografica, che trova nel Maxxi di Roma il suo sfondo ideale. 

Nel corso della sua carriera, il fotografo emiliano si è imposto sulla scena mondiale grazie alla sua straordinaria capacità di creare una fotografia "nuova", un modo di rappresentare la realtà che supera i limiti della mera riproduzione, per diventare interpretazione, scoperta e riflessione. 
Proprio per questa sua continua voglia di sfogliare le pagine del reale per coglierne l'essenza, egli ha sempre posto una particolare attenzione su ciò che il comune pensare classificava come banale: quei luoghi, quegli oggetti, quegli "angoli di mondo" relegati nel limbo del già visto, diventavano per lui territorio fertile per approfondire ed indagare, alla scoperta delle pieghe più nascoste della realtà. Così egli si è dimostrato profondo conoscitore della modernità: nelle sue fotografie vengono messe a nudo le contraddizioni della società, attraverso particolari che un occhio comune non riuscirebbe a cogliere. Ma, sopratutto, egli ha dimostrato una incredibile capacità di assumere un nuovo sguardo sulla realtà, pieno di quello stupore e di quella meraviglia che si potrebbero definire "pascoliane": egli stesso, infatti, ha affemato che "non c'è niente d'antico sotto il sole", in quanto tutto può essere reintepretato e guardato sotto luci diverse. 

La mostra "Pensare per Immagini" del Maxxi, rende omaggio a questo straordinario artista esponendo più di 300 fotografie, tra indimenticabili "vintage prints" e più recenti "new prints", menabò, cartoline, dischi e ritratti. Le opere sono organizzate secondo tre grandi aree tematiche: Icone, Paesaggi e Architetture. 
Aprono l'esposizione le Icone, risultato di una intuitiva capacità d'osservazione; le foto di vetrine, pubblicità, specchi, diapositive e tanti altri oggetti della modernità, svelano la società della serializzazione in ogni sua particolarità. Così le icone contemporanee vengono studiate, superando lo spazio ristretto del "comune", per divenire vessilli della memoria che ci accomuna. 
Grande attenzione in questa sezione è data, inoltre, alle foto di persone, riprese sopratutto di spalle, in modo da dare loro un infinito numero di possibili identità, lasciate all'immaginazione e al coinvolgimento dell'osservatore. 
I Paesaggi, sopratutto quelli emiliani, mostrano la profonda sensibilità artistica di Ghirri. 

Qui, più che nelle altre sezioni, si intuisce il suo profondo attaccamento per le terre in cui è nato e vissuto, oltre alla estrema curiosità che lo ha portato a viaggiare ed esplorare il mondo. Ogni suo paesaggio racchiude un mondo da scoprire, una realtà nuova da cogliere sotto la patina del già visto; il fotografo emiliano si fa portavoce di quello che lui definisce "l'enorme potere di rivelazione che ogni sguardo può contenere", invitandoci a non fermarci alle apparenze e a cogliere sempre nuovi punti di vista. Numerose fotografie mostrano, in questa sezione, il suo invito a guardare oltre le cose, configurando le inquadrature naturali come soglie pe andare verso qualcosa che è "altro". I paesaggi sono, così, specchi non solo di un mondo nuovo, ma, soprattutto, del nostro mondo interiore. 

Le Architetture costituiscono testimonianze del vissuto raccolte dal fotograto durante i suoi viaggi. In questa sezione, egli gioca con la luce, gli oggetti e gli sfondi, creando suggestive visioni. 
Ogni fotografia rappresenta un tassello nel percorso della memoria, ma non si tratta di un percorso reale, bensì di una costruzione dell'immaginario e dell'interpretazione, attraverso il quale Ghirri costruisce una pluralità di mondi. 

Icone, Paesaggi e Architetture si intersecano alla perfezione, rappresentando un tuttuno nella visione artistica del fotografo emiliano. Ogni fotografia si colora di possibili interpretazioni e si intinge nel denso fluido delle emozioni, che non appartengono solo a Ghirri, ma ance all'osservatore stesso. Così questa esposizione coinvolge, accompagna e coccola lo sguardo dei visitatori, immergendoli nella "realtà oltre la realtà", nell'affascinante viaggio esteriore ed interiore che scandiva la vita ed il lavoro di Luigi Ghirri. 

Luca Virgillito 


MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo 
www.fondazionemaxxi.it - info: 06.399.67.350; info@fondazionemaxxi.it 
orario di apertura: 11.00 – 19.00 (martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica) 
11.00 – 22.00 (sabato) giorni di chiusura: chiuso il lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre 
Ufficio stampa: MAXXI tel +39 06 3225178 - press@fondazionemaxxi.it