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venerdì 10 maggio 2013

LIGHTBLACK°

17-18-19 MAGGIO 2013 venerdì e sabato h 21,00 – domenica h 18
TSI La Fabbrica dell'Attore – Dynamis Teatro Indipendente

LIGHTBLACK°



drammaturgia Andrea De Magistris, Giovanna Vicari
con 8 Performers
regia Andrea De Magistris


Quando molte persone corrono tutte insieme nella stessa direzione, occorre porsi due domande: dietro a cosa stanno correndo e da che cosa stanno scappando. Z.Bauman

In una società che corre e tende ad escludere piuttosto che includere, la minaccia collettiva più grande è rappresentata dall'isolamento. Le paure individuali prevalgono in una corsa continua per sentirsi adeguati e il desiderio, destinato a restare insaziabile, sostituisce il bisogno.

Paure e desideri della contemporaneità, degli abitanti/atomi della nostra società molecolare, sono il punto di partenza del progetto Lightblack° di Dynamis Teatro. 

Per infrangere la bolla dell'isolamento, per entrare in comunicazione, la metafora della corsa acquista un significato determinante. 

Se ci pensiamo come cittadini corridori, che inseguono desideri e fuggono paure, il maratoneta diventa figura centrale.
La prima sperimentazione vede impegnata la Compagnia nel luglio 2012 nella città di Torino. I performers sono maratoneti che attraversano gli spazi, le strade, le città alla deriva.

Si perdono nello spazio urbano per Ri-scoprire i propri personali punti di vista su architetture, urbanistica e spazi sociali e per cercare relazione con i cittadini giocando con le parole di L.Carrol: “Qui, invece, vedi, devi correre più che puoi, per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte devi correre almeno il doppio”.

Nella tappa successiva, sostenuta da Teatro Vascello TSI La Fabbrica Dell'Attore, la Compagnia forma i maratoneti/performers in tre città italiane, Milano-Roma-Palermo, il 26-27 ottobre 2012. La maratona prevede una restituzione live al Teatro Garibaldi di Palermo. I contenuti degli incontri avvenuti in strada vengono raccolti dai maratoneti attraverso i loro smartphones e confluiscono nella sintesi scenica. La drammaturgia della maratona/performance si compone real time attraverso i materiali mediatici che via via arrivano dalla città.

Il 25 gennaio 2013, grazie alla collaborazione con il Teatro Vascello e Triangolo Scaleno Teatro, Dynamis presenta all' Opificio Telecom Italia Spazio Contemporaneo (Fondazione Romaeuropa) una maratona performativa. 42 minuti per le strade di Roma, Milano e Napoli con i 60 adolescenti che hanno partecipato alle tre giornate di laboratorio intensivo Across_lightblack°. 

I contenuti degli incontri tra i giovani maratoneti e i cittadini sono restituiti al pubblico attraverso la proiezione in tempo reale della maratona (ripresa audio/video, connessione Skype, WhatsApp).

Il progetto è selezionato alla settima edizione del Festival Teatri di Vetro di Roma e proposto al pubblico il 24 aprile 2013. 
L’ indagine, conservando la metafora della corsa, si orienta sui luoghi del quotidiano, i gesti ripetitivi che ci abitano, le promesse di felicità che popolano violentemente le nostre città.

A questa nuova tappa si aggiunge la città di Ravenna e la collaborazione con il Teatro delle Albe, i ragazzi coinvolti sono 80.
Estratto materiale #Roma #Milano #Napoli Performance 25 gennaio 2013 @Opificio Telecom Italia Fondazione RomaEuropa

Roma, WhatsApp
Ma cosa state facendo?
Milano, Telefono
State parlando con noi
Roma, Strada
Una maratona in tre città
Ah, in tre città?!
(risate del pubblico in Opificio)
Sì, e stiamo chiedendo alla cittadinanza
E che vuoi sapere?
Come?
Cosa vuoi che ti dica?
Tu sei mai scappata da qualcosa?
Senti scusa ma mica è un modo per farmi il filo?!
(altre risate del pubblico)
Milano, Skype
Pirla!
Napoli, Strada
Ti è mai capitato di scappare?
Non mi sembra
Hai mai corso verso qualcosa?
Quello sì
Verso cosa?
Verso un’indipendenza

In occasione del debutto del progetto Lightblack° presso il Teatro Vascello di Roma dal 17 al 19 maggio 2013 h21, Dynamis Teatro propone il contest fotografico 

NEROCHIARO
D E R I V E / F O T O G R A F I C H E
“ci sono cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate"

D Y N A M I S T E A T R O_ P H O T O _ C O N T E S T
NEROCHIARO PER PARTECIPARE vai al link: 

ACROSS Lightblack° è prodotto da Hikari produzioni, Dynamis Teatro, co-prodotto da Triangolo Scaleno Teatro/Teatri di Vetro, Teatro Vascello TSI La Fabbrica dell'Attore, in collaborazione con Fondazione Romaeuropa e Municipio Roma XI, con il sostegno di Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, e con il contributo della Regione Lazio, Assessorato Cultura, Sport, Politiche Giovanili e Turismo.


Lightblack° è prodotto da Teatro Vascello TSI La Fabbrica dell'Attore e Dynamis Teatro.


Botteghino
biglietti: prezzo unico 10,00 euro 
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30
domenica dalle 16 alle 19

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA 

sabato 4 maggio 2013

A U R E


14 e 15 MAGGIO 2013 h 21
TeatroPersona

A U R E

Con Valentina Salerno, Francesco Pennacchia, Chiara Michelini
regia di Alessandro Serra


A U R E chiude una trilogia del silenzio e della memoria. Lo spettacolo si ispira all’opera di Marcel Proust “Alla ricerca del tempo perduto”, un fiume placido e solenne di parole, ma soprattutto, un capolavoro pittorico, sinfonia perfetta di suoni e rumori.

In Proust tutto trasfigura, si agita, fluttua, deambula con una qualità sonnambolica in un mondo che è quello reale, ma è spinto come da un afflato che appartiene all’altra sfera. Così come il sogno si compie in una dimensione che non è la realtà ma che dalla realtà trae nutrimento, rubandone le immagini.

Nel suo quieto incedere la recherche si sfalda, il naturalismo si rompe, tutto evapora, rendendo indistinti oggetti e paesaggi. L’anima stessa è rivestita da un involucro corporeo. 

Aure, indicibili aloni di vita che ammantano ogni cosa, dice Elemire Zolla.
Non c’è storia né personaggi, solo figure e un luogo, la stanza della memoria, più volte descritta da Proust come una specie di secondo appartamento, quello del sonno. Come in un teatro di marionette “così riposante per chi ha preso in disgusto la lingua parlata. Terra quasi edenica dove il suono non è stato ancora creato”.

Autore dello spazio e delle figure Vilhelm Hammershøi, pittore danese del silenzio, capace di permeare la scena di tempo. Nei suoi interni, cui lo spettacolo si ispira, il tempo fluisce come fatto luminoso, tutto è al contempo immobile e vibrante: i tavoli e le sedie sembrano pronti a piroettare, gli oggetti a librarsi in volo, le numerose porte sempre sul punto di schiudersi, rivelando presenze taciute e stanze della memoria involontaria. 

Nella camera oscura interiore si accende una speciale luce: il corpo dell’attore che, come la luce, non si vede, ma fa vedere. Ecco allora che un piccolo gesto si ripercuote in noi ed echeggia, risvegliando un fatto dimenticato, che ci sembrava misero e non degno di nota. La vita vivente di contro la vita vissuta. In modo tale che ciò che si vede incorniciato nell’arcoscenico non sia altro che un fondale dipinto, cioè la vita. E se questo fondale un giorno crollasse, “cadrà nell’universo magico, senza che la caduta delle sue pesanti pietre offuschi con la volgarità d’un solo rumore la castità del silenzio»”.

Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30
domenica dalle 16 alle 19

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni 


mercoledì 24 aprile 2013

L’ARMA

Dal 30 aprile al 12 maggio dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18
Motoproduzioni Srl - TSI La fabbrica dell’Attore – La Casa dei Racconti


L’ARMA

Finalista 50° Premio Riccione per il teatro
di Duccio Camerini 
con Giorgio Colangeli, Andrea Bosca e Mariachiara Di Mitri
Regia di Aureliano Amadei


Un progetto teatrale/cinematografico nato dalla collaborazione di due pluripremiati e poliedrici artisti. Duccio Camerini, scrittore, regista, attore, con grandi e prestigiose collaborazioni alle spalle ed Aureliano Amadei regista e autore internazionale, eccentrico ed imprevedibile. 

A questo particolare intreccio si uniscono tre attori diversi, ma ugualmente sorprendenti. Giorgio Colangeli, vincitore, tra i tanti premi, di un David di Donatello; Andrea Bosca giovane e intenso attore emergente e Mariachiara Di Mitri, una giovanissima ed incredibile esordiente.

L'ARMA. Una favola cattiva sul mondo invisibile di oggi, che tratta di padri e figli, appartenenza ed esclusione, "sistema" ed individuo. Libertà, diremmo, se non fosse una parola ambigua. 

Centro dell'azione è un uomo che ha fallito i propri obbiettivi, ha tagliato i ponti col mondo.
Dopo aver rubato una neonata in modo incidentale, si ritira in cima ad una montagna.
Il suo vero figlio viene a cercarlo, ma sbaglierà tempo.

Sulla montagna è rimasta solo la figlia adottata/rapita e quasi prigioniera, che ormai è una ragazzina. Lei non conosce niente delle leggi del vivere, conosce solo i precetti ossessivi che le ha lasciato il padre. Precetti per difendersi dall'aggressività del mondo.

L’ARMA è un montaggio di primi piani che si muovono nel tempo e nello spazio. Ognuno dei tre personaggi compie un viaggio di andata e ritorno nelle proprie illusioni, mostrandoci esclusivamente un punto di vista privato, un tassello, un sottoquadro, un fotogramma: un primo piano. L'esigenza di stabilire un piano, un'inquadratura, deriva, forse, dal duplice impegno teatrale/cinematografico che il progetto prevede nella sua dimensione più ampia. Infatti, immediatamente dopo la rappresentazione teatrale, lo stesso cast sarà impiegato nell'adattamento cinematografico del testo. In questo modo si intende inquinare i due media, cercando di sfruttare reciprocamente i vantaggi di uno, nell'altro. E' per questo che la messa in scena avrà dunque degli aspetti cinematografici. Lo spazio vitale dei personaggi, è sempre impenetrabile, limitato e claustrofobico. Anche quando, dalla cima di una montagna, a turno, i personaggi credono di dominare il mondo, non percepiscono la bolla di vetro che li rinchiude. 

I tre tempi differenti, sono marcati dal fluttuare nello spazio scenico, del loro costretto ambiente vitale; un luogo variabile, soggettivo, nel quale si muove la rievocazione dei fatti. Ne esce un collage di ricordi, testimonianze e racconti, che lo spettatore vive attraverso l’elaborazione che i personaggi fanno di essi, fino a perdere il senso della verità.


Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30
domenica dalle 14 alle 19
Teatro Vascello 
Via Giacinto Carini 78 
Zona: Monteverde ROMA 

biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone

mercoledì 10 aprile 2013

DONNA NUMERO 4

TEATRO VASCELLO
dal 16 al 21 APRILE 2013 
dal martedì al sabato h21 – domenica h 18

Spiazzante, adrenalinica, divertente, torna Eleonora Danco, con due emozionanti atti unici. 
Donna numero 4 in prima nazionale, con il patrocinio e su commissione dell’Expo di Milano.
Per una settimana, nella stessa sera, Eleonora ci offre anche Nessuno ci guarda, la performance che ha entusiasmato pubblico e critica.
I suoi testi sono estremi e poetici..da non perdere. 

PRIMA NAZIONALE 

in collaborazione con la Triennale di Milano ed Expo 2015
DONNA NUMERO 4 

di e con Eleonora Danco


Regia Eleonora Danco


"Donna numero 4" è stato pubblicato da Skirà ed Expo Milano 2015 nel volume "Storie di cibo Racconti di vita" Skirà edizioni. 

Nella seconda parte sarà rappresentato il suo primo a solo che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica: "Nessuno ci guarda", pubblicato da Minimum fax.

"Ho lavorato su una figura femminile, che potrebbe essere anche maschile, un personaggio che passa inosservato all'esterno, con un mondo interiore deformato che palpita. Il suo rapporto con il cibo è un metronomo attraverso il quale decide di organizzare la sua vita, senza errori. Evitare aperitivi, cene, non compra niente, neanche le uova la farina, niente. Modificare il corpo per cancellare i ricordi. Le cose che mangiamo sono un'assunzione di responsabilità, per lei sono uno scopo. Riuscire ad essere metodici. Il cibo diventa anche uno scontro con l'esterno, la realtà urbanistica; nei musei, librerie, metropolitane, ovunque sappi che se vuoi puoi mangiare. Gli odori la obbligano alla memoria. I sughi, i soffritti, le scamorze alla piastra nei bar all'una e mezza. Immagini che affollano la sua testa, un bacino di attrazioni e rifiuti, drastiche decisioni. Come andare avanti se tutto intorno la riporta indietro? In scena con lei, si aggirano delle persone. A tratti la umiliano, la eccitano. Non smettono mai di muoversi. Sono l'inconscio del personaggio. Un movimento continuo ai margini del cervello. Donna numero 4 sa di essere un'adulta, dal latino:“cresco (ond'anche Adolescente) nutrire, cresciuto negli anni e nella persona, quanto basta per avere intelletto e discernimento”. 
Eleonora Danco 


NESSUNO CI GUARDA
I condizionamenti ricevuti nell'infanzia, nella vita adulta.

Ispirato alla pittura di Jackson Pollock.


Di nessuno ci guarda è stato scritto:
“..Un vero Talento..I suoi monologhi fanno ridere e fanno male, sono crudi e struggenti, un'artista capace di raccontare con rabbia e poesia tutta l'infelicità delle nostre periferie”
Marco Lodoli – La Repubblica

“Ho visto per la prima volta uno spettacolo di Eleonora Danco e ne fui impressionato... Le sue parole sono getti di colore, getti umani, sofferti e vitali.”
Mario Martone tratto da prefazione minimumfax 09

“Lo schema strutturale della perfomance di Eleonora Danco, nella prima parte un approccio aggressivo, corrosivo, critico verso l'intero sistema sociale. Il corpo dell'attrice viene messo in gioco in modo frenetico singhiozzante a strappi. Pensava a Jackson Pollock la Danco, al suo modo di comporre, e in Nessuno ci guarda il racconto e gesto pittorico procedono di pari passo, sussultando in un ritmo apparentemente casuale o arbitrario, in realtà trovando corrispondenza l'uno con l'altro.”
Franco Cordelli – Corriere della Sera ag.09

“...il colpo al cuore lo assesta con l'infanzia, fra coltelli della Upim, la voglia di fare l'amore con il papà, la paura di sbagliare, il ballo, lo sballo...Bravissima.”
Rodolfo di Giammarco –LaRepubblica 05

“...Scatenata energia, profonda palpabile disperazione, contagiosa euforia, un raro e mai comune senso dell'umorismo”
Nico Garrone – ETInforma 04

“Un flusso di ricordi infantili... Il corpo corre, sbatte... accoglie in se tutti i motivi del teatro...Sarebbe bello vedere questo spettacolo nei musei d'arte contemporanea”
Renato Nicolini - Tuttoteatro04

“...Personaggi in bilico sulla follia quotidiana...poesia sboccata e feroce...
Una tigre da palcoscenico, non mancatela.”
Rossella Battisti – L’Unità 05

“Eleonora Danco è un fenomeno di culto, come scrittrice e interprete di testi corsari, una performer in grado di alimentare un fluxus joyciano di slang romanesco.”
Rodolfo di Giammarco - LaRepubblica06

“La Danco regala due atti davvero unici.... E se la Danco piace per i testi e la voce, impressiona per la fisicità che sa dare alla sua performance davvero irrefrenabile. Regala emozioni vere e stilettate dure. E in Nessuno ci guarda oltre il testo bellissimo, un flusso di coscienza joyciano, come un pennello oscillando sul palco, cammina, corre, salta, si rotola a terra, si contorce e persino batte la testa contro un panello…da non mancare all'OutOff”
Luca Vido-Il Giorno Milano maggio09

“Quello che colpisce di Eleonora Danco teatrante anomala e guerriera, rabbiosa performer, è la capacità di usare la lingua come un cuneo che scava tra le macerie dell'inconscio.Che sia crudele romanesco di borgata (come in Me vojo sarvà) o l'italiano sincopato di Nessuno ci guarda, con lei non si fanno complimenti.” 
Sara Chiappori – La Reppublica Milano09


Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30
domenica dalle 16 alle 19

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA 
biglietti: intero 15,00 euro, ridotto 10,00 euro

giovedì 28 marzo 2013

Dal 3 al 14 aprile dal martedì al sabato h 21 – domenica h 18

Emilia Romagna Teatro Fondazione

CLÔTURE DE L'AMOUR


di Pascal Rambert
Traduzione Bruna Filippi
con Anna Della Rosa, Luca Lazzareschi
regia Pascal Rambert

Chi amiamo quando amiamo? Un uomo e una donna raccontano la violenza di un amore
che muore. CLÔTURE DE L'AMOUR, uno spettacolo di Pascal Rambert con Anna Della
Rosa e Luca Lazzareschi . Spettacolo rivelazione all'ultimo Festival di Avignone, un testo
già rappresentato in 8 lingue che è valso al suo autore il Gran Premio della Letteratura
Drammatica in Francia.

Un lavoro sulla crisi di una coppia, un lavoro sulla fine della loro storia d’amore.
Soli in scena in un grande stanza bianca, vuota, quasi asettica, un uomo e una donna si affrontano in due monologhi taglienti che non arriveranno mai a farsi dialogo. È lui che inizia la conversazione recitando un lungo e denso monologo che introduce il pubblico nei meandri della sua mente, alla ricerca delle ragioni della fine del suo amore. I pensieri e le parole si fanno lame taglienti e scintillanti, ordinate e pronte all’uso. Saranno solo alcuni impercettibili movimenti delle mani e del corpo a tradire la lucidità apparente del suo ragionare, mentre vengono messe in fila le ragioni primarie e secondarie del suo disamore. È il corpo che parla, che tiene le fila di questo lungo monologo mentre le mani, la bocca, le gambe si spingono oltre lo spazio scenico.

Lei ascolta a lungo e attentamente, mentre il suo corpo sottile e delicato respira, arriva a toccare acuti picchi di tensione emotiva per poi scivolare di nuovo nel più completo silenzio. Il corpo. Le sue posture, sanno come creare silenzio, come chiedere silenziosamente. È come se dicesse: “E allora? Sono qui. Sono qui (nonostante il mio silenzio) per riempire il tuo spazio. Sto aspettando. E continuo a farlo”. Dopo un lungo e profondo respiro inizia anche lei la sua replica, per poi chiudere il tutto con una tagliente frase assassina. Pascal Rambert, drammaturgo e regista nonché direttore del parigino Théâtre de Gennevilliers, introduce il pubblico in una vera e propria maratona tra paura e liberazione, tra domande e risposte che si concatenano. È nella brutalità di una parola onnipresente, nell’incredibile rigore di una scrittura fredda e aguzza che si esprime la forza universale di una pièce come Clôture de l’amour. C’è il maschile e il femminile. Ci sono due sguardi, due silenzi, due dialoghi che esprimono con le loro parole la potenziale violenza di un amore che muore.

Botteghino:
dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedì dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30 - domenica dalle 14 alle 19

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA
biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni
gruppi di almeno 10 persone

venerdì 22 marzo 2013

27 – 28 - 29 marzo 2013 ore 21

ATACAMA

presenta

la nuova produzione



“Galleggio, Annego, Galleggio”
Ideazione, coreografia e regia: Patrizia Cavola - Ivan Truol
Con Valeria Baresi, Anna Basti, Ilaria Bracaglia, Cristina Meloro, Marco Ubaldi
Musiche Originali: Epsilon Indi
Costumi: Medea Labate - Eva Seeber
Luci: Danila Blasi

Produzione: Atacama
MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento Dello Spettacolo
Regione Lazio – Assessorato Cultura, Sport, Politiche giovanili e Turismo
Residenza: La Scatola Dell’Arte, CORE Officina Coreografica

“Galleggio, Annego, Galleggio” debutta in prima nazionale a Roma il 27 marzo 2013, con repliche il 28 e 29 marzo 2013 presso il Teatro Vascello di Roma.

Un primo studio è stato presentato a conclusione della residenza creativa all’interno della rassegna “Corrispondenze” a Ladispoli (RM) e della rassegna “E-Novaction Mediascena Europa” a Roma il 2 e il 3 dicembre scorso e dell’Officina COREografica presso il Daf Lanificio di Roma il 7 dicembre.

Un discepolo dice al Maestro:

“Sono uno stupido. Galleggio, annego, galleggio, annego, galleggio, annego …. 
Quando potrò liberarmi da questo doloroso mondo? 
Galleggiare, annegare, galleggiare …. Com’è difficile vivere!”.
Il Maestro non risponde. Il discepolo lo guarda a lungo, in attesa, e alla fine gli dice:
“Maestro! Non sono forse qui, davanti a lei, a farle una domanda?”.
“Dove sei adesso? Stai galleggiando o annegando?” 

“Fonte di ispirazione di questa creazione è il libro “Cabaret Mistico” di Alejandro Jodorowsky e la frase di Ludwig Wittgenstein “Il sapere e il riso si confondono” contenuta nel testo. 

Le brevi storie che le diverse culture e tradizioni filosofiche Sufi, Buddhiste, Alchemiche, Koan, Haiku, Zen, Tibetane ci hanno lasciato e che Jodorowsky riporta in Cabaret Mistico, hanno guidato le improvvisazioni e la ricerca coreografica. Insieme ai danzatori i due coreografi hanno letto, abitato, ingoiato le storie e l’immaginario che evocavano, per poi dare vita ad una materia originale e personale che con naturalezza ha preso le distanze dalla fonte e attraverso un percorso di ricerca ha trovato la sua definizione. L’intenzione è di generare l’immagine a partire da quanto evoca la scrittura e dare forma, corpo, vita alla visione al di fuori delle logiche narrative. Attraverso queste storie spesso è stato possibile confrontarsi e ridere o almeno sorridere dei difetti, delle debolezze, delle contraddizioni dell’essere umano.

Il progetto coreografico unisce l’elaborazione di una danza che da vita ad una poesia fisica ad un lavoro di costruzione pittorico e visionario sull’immagine, all’uso della parola e ad un lavoro di interazione con le musiche originali.

Al progetto ha collaborato il compositore Sergio De Vito per la creazione delle musiche originali, Danila Blasi ha realizzato il disegno luci e Medea Labate e Eva Seeber hanno creato i costumi.

“Galleggio, Annego, Galleggio è un lavoro corale incarnato da un’umanità strabordante in movimento su una pista immaginaria e sommersa, che in una continua alternanza galleggia annega galleggia…….” 

Patrizia Cavola e Ivan Truol


ATACAMA
La compagnia Atacama nasce nel 1997 fondata da Patrizia Cavola, coreografa e danzatrice, e da Ivàn Truol, coreografo, danzatore, attore, come risultato di una collaborazione artistica esistente da diversi anni, e che aveva dato vita a spettacoli e creazioni collettive (“E’ Meglio che la luce rimanga spenta” - “Bianco Sale” - “A Sud del Cuore”). Nel 1999 prende la forma giuridica di Associazione Culturale e a luglio 2011 viene riconosciuta e iscritta nell’albo delle Onlus. Atacama è sostenuta e riconosciuta dal MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento dello Spettacolo

Nel 2007 Atacama è tra i soci fondatori di CORE Coordinamento Danza e Arti Performative del Lazio, P. Cavola è membro del Comitato Direttivo e Direzione Artistica dal 2007 al 2011. 

Parallelamente i due coreografi svolgono attività di formazione tenendo seminari e laboratori su tutto il territorio nazionale, un laboratorio continuativo presso La Scatola dell’Arte e corsi per professionisti presso lo I.A.L.S. di Roma. 

Nel 2010 Patrizia Cavola e Ivan Truol sono stati invitati ad insegnare presso l’Instituto de Estudios Secundarios de la Universidad de Chile. 

Da ottobre 2009 la compagnia ha residenza artistica presso La Scatola dell’Arte di Roma, centro di formazione e produzione Direzione Artistica di Patrizia Cavola e Ivan Truol. 

Nel 2011, nel 2012 e nel 2013 Atacama partecipa al progetto “In scena diversamente insieme”, a cura di Alvaro Piccardi, con finalità di integrazione sociale di categorie a rischio di emarginazione, realizzato dal Teatro Quirino – Vittorio Gassman e la Fondazione Roma Terzo Settore, in collaborazione con L’Ass. Sosta Palmizi, con tre laboratori di teatro danza, ideati e condotti da Giorgio Rossi e da Ivan Truol che hanno portato alla creazione di spettacoli finali, andati in scena a Roma al Teatro “Quirino - Vittorio Gassman”, il 28 settembre 2011 e l’11 giugno 2012 e a giugno 2013.


Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 16 alle 21,30
domenica dalle 14

Teatro Vascello 
Via Giacinto Carini 78 
Zona: Monteverde ROMA 

biglietti: intero 15,00 euro, ridotto 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 

TEATRO VASCELLO lunedì 25 marzo 2013 h.21

“Carissimo Pier Paolo...”
recital su frammenti da Pier Paolo Pasolini 



voce recitante 
Maurizio Donadoni 

musica composta ed eseguita dal vivo 
Nicola Alesini

collaborazione all'allestimento: Giovanni Rizzuti e Miae Kim


Maurizio Donadoni in “Carissimo Pier Paolo...” conclude gli appuntamenti che il teatro Vascello ha voluto dedicare in questa stagione teatrale a Pier Paolo Pasolini.

Ricordiamo con grande piacere gli artisti che hanno voluto insieme a noi ricordare questa straordinaria figura considerata tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo: Maddalena Crippa con La Poesia di Pier Paolo Pasolini (10 dicembre 2012), Caterina Venturini con Nessuna Pietà per Pasolini di Maccioni, Rizzo e Ruffino (11-20 gennaio 2013), Antonello Fassari con La Ricotta (25-27 gennaio 2013), Fabrizio Gifuni con Na specie de cadavere lunghissimo (29 gennaio – 3 febbraio 2013), Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco con Un'amicizia in versi - Attilio Bertolucci – Pier Paolo Pasolini (4 febbraio 2013).

Maurizio Donadoni accompagnato dal musicista Nicola Alesini ci presenta una cavalcata in cinque tappe nella vita e nei testi di Pasolini. Flash dalle opere più o meno note. Dagli esordi “friulani” ai romanzi “romani”. Dalle interviste, alle lettere indirizzate agli amici, dai diari alle rubriche dei giornali. Dai ricordi dei set cinematografici agli stralci dai processi. Dai verbali di polizia, alle perizie psichiatriche, ai referti autoptici, ai nuovi films da girare, messi in cantiere pochi giorni prima di essere assassinato. Brandelli di vita e poesia che emergono , affondano e riemergono, tra onde di suoni, in un continuo “rimando all'improvviso” tra parole e musica. Che Pasolini considerava “l'unica azione espressiva /forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà.”


MAURIZIO DONADONI

Attore e autore. Premio speciale IDI 1986 per l’interpretazione in “Bestia da Stile” di P. P. Pasolini, consegue nello stesso anno il premio UBU come miglior giovane attore. Nel 1991 gli viene assegnato il premio di drammaturgia RICCIONE – ATER per il primo testo che scrive “ Fosse piaciuto al cielo” e, nel 1994 il premio ISIDE FESTIVAL di BENEVENTO per il secondo “Memoria di classe” ( sulla tragedia del Vajont) opera che riceve nel 1995 il premio ENRICO MARIA SALERNO per la drammaturgia di impegno civile.

In teatro ha recitato, tra gli altri, diretto da Gabriele Lavia, Luca Ronconi, Massimo Castri, Carlo Cecchi, Cristina Pezzoli, Piero Maccarinelli, Valerio Binasco, Krizstof Zanussi, Marco Bernardi, Antonio Calenda; in cinema da Marco Ferreri, Carlo Lizzani, Franco Rossi, Giacomo Battiato. Alberto Bevilacqua, Pasquale Pozzessere, Sergeij Bodrov, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana, Saverio Costanzo. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui “ Un bambino di nome Gesù”, “Scoop”, “ Processo di famiglia” “L’ispettore anticrimine”, “La piovra 9”, Caravaggio, Pinocchio. Tra i testi finora scritti ha rappresentato con successo anche “Fegatelli”, “ Checkpoint K” , “Canto della Rosa Bianca” e “ Precarie età” prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.


NICOLA ALESINI

tradizione mediterranea, jazz e improvvisazione di stampo nord europeo, dalla voce di uno dei sassofonisti più originali nel panorama della musica italiana. Compositore e sassofonista, Nicola Alesini è da sempre attento ricercatore di nuove sonorità nell’ambito della tradizione mediterranea.

Nella sua musica,spesso fusa con altre forme d’arte (parola, gestualità e immagine), si incontrano e si fondono jazz e musica popolare, ambient e world music.
Visionarietà, magia, suggestione onirica, sono le cifre stilistiche delle sue composizioni e del suo fraseggio a volte lirico , a volte graffiante. 

Il suo linguaggio volutamente essenziale e comunicativo , supportato da una sonorità personale certamente riconoscibile, punta diritto al cuore dell'ascoltatore trascinato in un viaggio lontano dalla quotidianità. Ha lavorato con musicisti del calibro di Glen Velez, Hans Joachim Roedelius, David Sylvian, Roger Eno, David Thorn, Harold Budd, Steve Jansen, Richard Barbieri, Alessandra Celletti. Sylvian ha inserito due brani di Alesini nel suo doppio album antologico Anything and nothing.

Per il teatro ha lavorato per le musiche di scena con Cristina Pezzoli e Maurizio Donadoni (L’ANNASPO, CANTO della ROSA BIANCA). Attualmente è parte del CLAUDIO LOLLI TRIO,ed ha arrangiato l’ultimo disco di Lolli “LOVESONGS”.


Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 11 alle 21,30
domenica dalle 14


Teatro Vascello 
Via Giacinto Carini 78  
Zona: Monteverde ROMA 
biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 

Per contattarci >>> Cristina D’Aquanno ufficio stampa e promozione 
3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623 

mercoledì 20 marzo 2013

TEATRO VASCELLO lunedì 25 marzo 2013 h.21

“Carissimo Pier Paolo...”
recital su frammenti da Pier Paolo Pasolini 



voce recitante 
Maurizio Donadoni 
musica composta ed eseguita dal vivo 
Nicola Alesini
collaborazione all'allestimento: Giovanni Rizzuti e Miae Kim


Maurizio Donadoni in “Carissimo Pier Paolo...” conclude gli appuntamenti che il teatro Vascello ha voluto dedicare in questa stagione teatrale a Pier Paolo Pasolini.

Ricordiamo con grande piacere gli artisti che hanno voluto insieme a noi ricordare questa straordinaria figura considerata tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo: Maddalena Crippa con La Poesia di Pier Paolo Pasolini (10 dicembre 2012), Caterina Venturini con Nessuna Pietà per Pasolini di Maccioni, Rizzo e Ruffino (11-20 gennaio 2013), Antonello Fassari con La Ricotta (25-27 gennaio 2013), Fabrizio Gifuni con Na specie de cadavere lunghissimo (29 gennaio – 3 febbraio 2013), Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco con Un'amicizia in versi - Attilio Bertolucci – Pier Paolo Pasolini (4 febbraio 2013).

Maurizio Donadoni accompagnato dal musicista Nicola Alesini ci presenta una cavalcata in cinque tappe nella vita e nei testi di Pasolini. Flash dalle opere più o meno note. Dagli esordi “friulani” ai romanzi “romani”. Dalle interviste, alle lettere indirizzate agli amici, dai diari alle rubriche dei giornali. Dai ricordi dei set cinematografici agli stralci dai processi. Dai verbali di polizia, alle perizie psichiatriche, ai referti autoptici, ai nuovi films da girare, messi in cantiere pochi giorni prima di essere assassinato. Brandelli di vita e poesia che emergono , affondano e riemergono, tra onde di suoni, in un continuo “rimando all'improvviso” tra parole e musica. Che Pasolini considerava “l'unica azione espressiva /forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà.”


MAURIZIO DONADONI

Attore e autore. Premio speciale IDI 1986 per l’interpretazione in “Bestia da Stile” di P. P. Pasolini, consegue nello stesso anno il premio UBU come miglior giovane attore. Nel 1991 gli viene assegnato il premio di drammaturgia RICCIONE – ATER per il primo testo che scrive “ Fosse piaciuto al cielo” e, nel 1994 il premio ISIDE FESTIVAL di BENEVENTO per il secondo “Memoria di classe” ( sulla tragedia del Vajont) opera che riceve nel 1995 il premio ENRICO MARIA SALERNO per la drammaturgia di impegno civile.

In teatro ha recitato, tra gli altri, diretto da Gabriele Lavia, Luca Ronconi, Massimo Castri, Carlo Cecchi, Cristina Pezzoli, Piero Maccarinelli, Valerio Binasco, Krizstof Zanussi, Marco Bernardi, Antonio Calenda; in cinema da Marco Ferreri, Carlo Lizzani, Franco Rossi, Giacomo Battiato. Alberto Bevilacqua, Pasquale Pozzessere, Sergeij Bodrov, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana, Saverio Costanzo. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui “ Un bambino di nome Gesù”, “Scoop”, “ Processo di famiglia” “L’ispettore anticrimine”, “La piovra 9”, Caravaggio, Pinocchio. Tra i testi finora scritti ha rappresentato con successo anche “Fegatelli”, “ Checkpoint K” , “Canto della Rosa Bianca” e “ Precarie età” prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.

Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 11 alle 21,30
domenica dalle 14

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA 

biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 

lunedì 18 marzo 2013

TEATRO VASCELLO

18 19 20 MARZO 2013 h 21


TEATRO VASCELLO 

Lafabbrica in collaborazione con TSI la Fabbrica dell’Attore 
presenta



Hansel e Gretel. Il giorno dopo

3°capitolo della Trilogia dell’attesa
drammaturgia scenica a cura di Francisco Espejo
regia: Fabiana Iacozzilli

con: Elisa Bongiovanni, Marta Meneghetti e Giada Parlanti

scene di: Matteo Zenardi
costumi: Gianmaria Sposito
regista assistente: Ramona Nardò
assistente alla regia: Andrea Standardi

Un ringraziamento particolare per il loro contributo artistico a 
Gianluca Falaschi, Cristina Gaetano, Valeria Benedetti Michelangeli, Armando Pirozzi,
Marco Canuto, Luca Ricci, Orazio Caputo.

Con il patrocinio del Goethe Institut 
e il sostegno di Ex Lavanderia, Kilowatt Festival, Sycamore-t company, 
Forte Fanfulla, Casa della Pace, Lynk Academy .


La Compagnia romana Lafabbrica presenta al Teatro Vascello di Roma, in prima nazionale, lo spettacolo Hansel e Gretel. Il giorno dopo terzo ed ultimo capitolo della trilogia dell’attesa. In scena ci sono Hansel e Gretel adulti; sono talmente grassi da aver piegato sotto il loro peso le piccole sedie sulle quali siedono. Hanno mangiato quasi tutta la casa di marzapane e ignorano il grido di una strega che chiede aiuto senza ricevere alcuna risposta.

I celebri fratelli protagonisti della storia sono adulti che non riescono ad emanciparsi, incapaci di sollevarsi dallo stallo dell’attesa, mangiano e aspettano, condizione che li accomuna ai personaggi di tutta la trilogia. Il lavoro che la compagnia porta avanti è un’indagine sugli inetti, gli incapaci, su chi non vive una volontà di crescita o un desiderio di evoluzione. L’attesa, condizione che permette di rimanere immobili è il leit motiv del percorso drammaturgico e di ricerca, è l’alibi che permette di non affrontare, è il rifugio sicuro di chi teme il cambiamento ma accetta la trasformazione, inesorabile ed in questo caso degenerante, che l’obesità causa. L’allestimento è essenziale, con pochi elementi scenici e c’è estro e genialità per i costumi; la regia pone l’accento sulla drammaturgia scenica e dosa con sapienza il comico e il drammatico creando un’immagine grottesca dal forte impatto visivo da cui emergono irriconoscibili le tre attrici al pieno delle loro possibilità espressive.


Aspettando Nil, il primo capitolo della trilogia dell’attesa, ha vinto il Festival “Le voci dell'anima” 2007, la rassegna poetico-musicale “Ermo Colle” 2008, il premio di drammaturgia Fara Nume 2008 e l'UNDERGROUNDZERO Festival di New York 2010. Quando saremo grandi!, il secondo capitolo è stato presentato in prima nazionale al Fringe Festival di Napoli - edizione 2010, è stato finalista al Festival Argot Off 2012, Finalista Premio Scenario 2009 e Vincitore del bando di residenza "Teatri abitati" nel 2009.


NOTE DI REGIA

Il progetto parte dal desiderio di reinterpretare alcune delle più importanti favole di tutti i tempi mettendo al centro dell’analisi il mondo infantile come luogo di solitudine e di mancanza di risposte. 

Il punto di partenza del lavoro è la mia infanzia, il modo in cui da bambina ho vissuto l’incontro con il mondo fiabesco e con la potenza dei suoi simboli. Ricordo la mia incredibile paura di fronte alle immagini visive che le favole suscitavano in me e il mio totale smarrimento di fronte agli interrogativi che mi ponevo. Interrogativi ai quali nella solitudine della mia stanzetta non riuscivo a dare alcuna risposta: “ma perché un padre e una madre abbandonano dei figli al freddo e al gelo? E perché preferiscono farli morire piuttosto che sacrificare la loro vita? Dunque bisogna uccidere le vecchie donne per salvarsi?”.

L’unico insegnamento che avevo appreso e che mi tranquillizzava alquanto era che si dovevano sempre avere dei sassolini in tasca per ritrovare la strada di casa e mai delle briciole di pane. E così ho trascorso la mia infanzia con le tasche piene di sassi!

Oggi, grazie al saggio “Il mondo incantato” di B. Bettelheim, so che le favole sono fondamentali per il bambino perché trasportano nella realtà dei significati nascosti e lo aiutano ad elaborare le proprie paure.

Nonostante questa certezza continuo a nascondere qualche sassolino nella borsa.

Fabiana Iacozzilli


BIOGRAFIA

Lafabbrica nasce ufficialmente nel 2008, anche se i componenti della compagnia si incontrano anni prima durante il triennio di formazione al Centro Internazionale La Cometa (Roma).

I loro spettacoli sono il risultato di un lungo periodo di sperimentazione laboratoriale in cui la regista e gli attori compongono collettivamente una drammaturgia scenica.

Con “Aspettando Nil” primo capitolo della Trilogia dell'Attesa, vincono il Premio “Le voci dell'anima” 2007 di Rimini, “Ermo Colle” 2008, l'Undergroundzero Festival di New York 2010 e vanno in scena al Kilowatt Festival 2011. Con “Quando saremo GRANDI!” secondo capitolo della Trilogia dell'attesa, sono finalisti Scenario 2009, vincono Teatri abitati e debuttano al Napoli Teatro Festival 2011. Inoltre nel 2010 affrontano per la prima volta una drammaturgia contemporanea: “Un'altra gru” di Armando Pirozzi.

La compagnia organizza laboratori teatrali per attori in Italia e in Francia dove collabora con Autour de Peter. Attualmente è impegnata nella creazione del suo nuovo spettacolo “Hansel e Gretel il giorno dopo”, il terzo capitolo della TRILOGIA DELL'ATTESA, che debutterà a marzo al Teatro Vascello (Roma).

Fanno parte della compagnia: Elisa Bongiovanni, Fabiana Iacozzilli, Marta Meneghetti, Ramona Nardò, Giada Parlanti e Flaminia Salvemini.


Botteghino:

dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato

lunedi' dalle 9 alle 18,00

sabato dalle 16 alle 21,30

domenica dalle 14

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA 

biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 



Per contattarci >>> Cristina D’Aquanno ufficio stampa e promozione 

3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623