giovedì 12 gennaio 2012

I muri nel 2012

Lunedì 16 gennaio alle 17.00 alla Sala Squarzina del Teatro Argentina
incontro a più voci sul tema della malattia mentale
in occasione delle rappresentazioni al Teatro India dal 17 al 22 gennaio
di
Muri, prima e dopo Basaglia
di Renato Sarti con Giulia Lazzarini

All’incontro introdotto dal Presidente del Teatro di Roma, Franco Scaglia
interverranno
l’attrice Giulia Lazzarini e l’attore Fabrizio Gifuni
il Presidente Fondazione Franco e Franca Basaglia, Maria Grazia Giannichedda
il Direttore Dipartimento Salute Mentale di Trieste, Peppe dell’Acqua
del Comitato Scientifico Fondazione Basaglia, Tommaso Losavio
il Direttore artistico Teatro della Cooperativa, regista e drammaturgo, Renato Sarti

Testimonianze, contributi e interventi diversi intorno a temi di grande attualità e interesse sociale, politico, culturale e etico, si alterneranno nel corso dell’incontro a più voci dal titolo I muri nel 2012, di lunedì 16 gennaio alle 17.00 alla Sala Squarzina del Teatro Argentina a Roma, promosso in occasione delle rappresentazioni al Teatro India dal 17 al 22 gennaio dello spettacolo scritto e diretto da Renato Sarti, Muri, prima e dopo Basaglia, interpretato da Giulia Lazzarini.
L’ingresso all’incontro è libero fino a esaurimento posti.

“Molti hanno dimenticato – molti non lo hanno addirittura mai saputo – che i primi Untermenschen (sottouomini) vittime delle camere a gas naziste non furono gli ebrei, i rom, gli oppositori politici, gli omosessuali o i testimoni di Geova per il loro pacifismo. Le prime vittime del delirio della pura razza ariana furono 70.000 tedeschi handicappati, malati mentali: le così dette Lebensunwertes Leben, “vite prive di vita”, Ballastexistenzen, “vite zavorra”.
13 maggio 1978. Quattro giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro il Paese è dilaniato. Tina Anselmi, ex staffetta partigiana, è da poco Ministro della Sanità ma caparbiamente riesce ugualmente a far approvare la Legge 180.
A più di 30 anni di distanza dall'entrata in vigore della Legge Basaglia esistono ancora nel nostro Paese situazioni terribili che non riguardano soltanto coloro che soffrono di disturbi mentali (in certe regioni gli utenti vengono legati, percossi o sottoposti a massicce somministrazioni di psicofarmaci), ma anche i migranti, i rom, i tossicodipendenti, gli anziani, le persone deboli o i ragazzi considerati asociali. L'Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste è diventato un modello e un punto di riferimento a livello mondiale ed è meta continua di psichiatri provenienti da ogni continente. Cosa significa oggi il lavoro di Basaglia? C'è qualcuno, oggi, che vorrebbe smantellare la 180, portando indietro le lancette della storia dal punto di vista civile, umano, sociale, politico e culturale in Italia?”
Renato Sarti

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