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mercoledì 24 aprile 2013

I martedì del Jazz all'Officina Biologica




ogni martedì di maggio è jazz
allo spazio dell’officina biologica
in borgo angelico 30, roma
ingresso libero


Musicisti affermati e giovani talenti per i martedì jazz dell'officina biologica a un passo da S.Pietro in uno dei quartieri più suggestivi di roma, nel cuore di Borgo Pio.
Nella palazzina liberty dell'officina biologica, 451 metri quadri su quattro piani splendidamente ristrutturati a fondere modernità e tradizione, troverete buona musica e cibo sano: anche a noi sembra la cosa più normale del mondo.

Musicisti d'eccezione per cinque serate a ingresso libero, durante tutto il mese di maggio, nella prima rassegna jazz dell'officina biologica, con la direzione artistica di Carlo Cammarella:

invece del 'trasversale', 'indipendente' o 'alternativo', tornate normali all'officina biologica.



Neòs trio
martedì 7 maggio, ore 21:45
Caterina Palazzi, contrabbasso
Massimiliano Felice, organetto 
Vincenzo Core, chitarra
Il gruppo affonda saldamente le proprie radici musicali nella tradizione contadina ed artigiana dell’Italia del sud, pienamente consapevole dell’importanza che riveste la conoscenza e la “coscienza” del percorso storico di un popolo; a questo si aggiunge la piena consapevolezza di vivere in un’epoca che promuove e facilita il confronto ed il dialogo con altre culture e stili musicali, tradizionali o d’avanguardia che siano. Dalla sintesi di queste due anime, identità e dialogo, prendono vita composizioni originali in cui si alternano momenti di grande lirismo ad altri in cui interplay ed improvvisazione prendono il sopravvento.

Federico Procopio, Adriano Matcovich duo
martedì 14 maggio, ore 21:45
Federico Procopio, chitarra elettrica 
Adriano Matcovich, basso elettrico
Una formazione inedita (nata da una costola del trio Procopio - de Seta - Matcovich) che si muove all’interno di quel contesto musicale contemporaneo che potremmo definire jazz rock, facendo della ricerca del suono e delle sonorità più graffianti il proprio cavallo di battaglia. Il repertorio proposto, quindi, comprenderà composizioni provenienti dal disco di Federico Procopio "Early Years", tributi ad importanti musicisti come John Coltrane e Matthew Garrison, e brani inediti composti da questi due giovani talentuosi musicisti assai attenti alle tendenze musicali dell’ultimo periodo.

Pasquale Innarella e Carmine Ioanna duo
martedì 21 maggio, ore 21:45
Pasquale Innarella, sassofoni
Carmine Ioanna, fisarmonicaMartedì 21 maggio, invece, sarà il turno della formazione composto dal sassofonista Pasquale Innarella e dal fisarmonicista Carmine Ioanna. Un duo del tutto inedito che porterà un repertorio diviso tra musiche originali, classici del jazz, composizioni latino americane e brani (o frammenti di essi) provenienti da ogni parte del mondo. Melodie, arrangiamenti, combinazioni che molto spesso si trasformano in un romantico soffio di vento oppure in un vorticoso ed intrigante spunto per l’improvvisazione che, a seconda del caso, può rimanere collegata alla parte armonica e melodica del brano, oppure allontanarsi verso nuovi territori, disegnando nuovi scenari. Tutto questo per poi rientrare nella poetica del tema di partenza o per muoversi verso altri luoghi, altri suoni, altri umori sempre nuovi, sempre inesplorati. 

Leonardo Radicchi quartet
martedì 28 maggio, ore 21:45
Leonardo Radicchi, sassofono
Claudio Leone, chitarra
Lorenzo Cannelli, tastiere 
Filippo Radicchi, batteria
Il quartetto capitanato dal sassofonista Leonardo Radicchi, autore dell’ultimo disco Riot, porterà all’Officina Biologica una formazione studiata ad hoc per l’occasione. Insieme al talentuoso sassofonista, infatti, ci saranno Claudio Leone alla chitarra, Lorenzo Cannelli alle tastiere e Filippo Radicchi alla batteria. La band proporrà un repertorio diviso tra i classici del jazz e composizioni original dell’ultima uscita discografica, che prendono spunto da personaggi, tensioni sociali ed eventi che attraversano la società europea, americana e non solo. Musicalmente Riot si inserisce nell’orizzonte del jazz più contemporaneo senza dimenticare le lezioni che grandi maestri statunitensi ed europei hanno lasciato sulla sperimentazione, sulle contaminazioni. sull’impegno civile. Fra questi Miles Davis, Eddie Harris, Steve Coleman, John Zorn, Lingomania, Area, Joe Henderson… solo per citarne alcuni).

In two the night
martedì 4 giugno, ore 21:45
Andrea Lupoz, voce
Marco Silvi, pianoforte
Un progetto che nasce alla fine del 2011 per proporre un repertorio di standard Jazz e reinterpretazioni di brani Pop in chiave jazzistica. Andrea Lopez è, oltre che cantante, anche doppiatore e attore professionista, mentre Marco Silvi è un giovanissimo pianista che studia pianoforte jazz presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone. Un musicista versatile la cui ricerca ha compiuto una crescita importante attraverso la collaborazione con il sassofonista romano di fama internazionale Marcello Allulli, incentrata a riportare all’essenzialità e all’efficacia emotiva un Jazz sempre più distante dall’ascolto popolare. Uno spettacolo, dunque, all’insegna di alcuni grandi classici del jazz (e non solo) che non mancheranno di riscaldare il cuore dell’ascoltatore grazie ad un sound soffice, diretto ed immediato.




officina biologica
cibo che dà alla testa
borgo angelico 30
00193 roma, italia





mercoledì 27 marzo 2013

CASA DEL JAZZ


mercoledi 27 marzo ore 19 (sala concerti)
"Il jazz e il ballo: dal ragtime 
al boogie woogie"

Ciclo di seminari a cura di Paolo Prato
L’eredità europea e i sapori latini
Ingresso libero

Ultimo appuntamento mercoledi 27 marzo per il nuovo ciclo di guide all’ascolto a cura di Paolo Prato: "Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie".in questo incontro:” L’eredità europea e i sapori latini”. Le danze della Swing Era non hanno solo rimpiazzato i vecchi balli europei ma li hanno anche assorbiti nelle nuove sonorità, riconfezionati con nuovi ritmi e rivestiti di nuove movenze. L’incontro è dedicato alla sopravvivenza di valzer, polche e quadriglie all’interno del formato jazz e al contemporaneo insinuarsi di sapori e sensibilità provenienti da quel Sud del mondo che già negli anni Venti rappresentava i limiti dell’esotico: l’America latina. Tango, rumba, conga e persino la nostra tarantella hanno subito una metamorfosi grazie a commedie musicali e film rimasti nella memoria del Novecento. Ma c’è spazio anche a novità proposte dal Vecchio Mondo, dalle danze degli apaches parigini al lambeth walk londinese.


Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

lunedì 25 marzo 2013

CASA DEL JAZZ


martedi 26 marzo ore 19 (sala concerti)

“I grandi solisti del West Coast Jazz”

Guida all’ascolto a cura di Antonio Lanza
Buddy Collette:il più bianco dei californiani neri
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Nuovo appuntamento martedi 26 marzo alla Casa del Jazz in Roma per il ciclo di guide all’ascolto, “I grandi solisti del West Coast Jazz”,a cura di Antonio Lanza sul tema:” Buddy Collette:il più bianco dei californiani neri ”.Già lo scorso anno,il jazz californiano, fu oggetto di una serie di otto seminari, che – dopo un inquadramento generale di questa corrente stilistica nata nel 1951 e durata sino ai primissimi anni Sessanta – illustravano la vita e le opere di alcuni dei massimi fondatori di tale stile jazzistico, il più colto e raffinato del jazz moderno, fondato su elementi di ascendenza classica quali la fuga e il contrappunto, ma innervato dalla presenza di stilemi prettamenti jazzistici derivati dal cool jazz, dal be bop, dal blues e dal sapiente recupero della lezione di Kansas City, e in particolare di Lester Young, a cui tutti i sassofonisti californiani si ispirano. Mai come in questo stile gli arrangiamenti ebbero una parte così essenziale e la cura formale che ne deriva non è mai a scapito della creatività improvvisativa, che anzi risulta di qualità altissima, come testimoniano Art Pepper, Bud Shank, Jimmy Giuffre, Frank Rosolino e tanti altri artisti.

Quest’anno saranno presentati medaglioni di Lennie Niehaus, Bill Holman, John Graas, dei Candoli Brothers, di Jack Montrose e Bob Gordon, Bill Perkins e Richie Kamuca, Maynard Ferguson e Buddy Collette: tutte figure fondamentali che contribuirono in misura determinante all’affermazione mondiale del jazz californiano, che fu imitato in tutti gli Stati Uniti, in Europa (Italia compresa: si pensi al quintetto/sestetto Basso Valdambrini, al quintetto Fanni Volonté) e persino in Australia (dall’Australian Jazz Quartet).

Quando la cura degli arrangiamenti venne meno, si misero da parte fuga e contrappunto ed i solisti si appiattirono, in ossequio alle mode, sui moduli armonicamente più elementari dell’hard bop e del jazz modale, il jazz californiano entrò in una profonda crisi d’identità, dalla quale si risollevò grazie al rilancio revivalistico avvenuto tra la fine degli anni Ottanta ed i primi anni Novanta. Tuttavia l’epoca aurea di questo stile, che per quasi una decade fece di Los Angeles la capitale del jazz mondiale, furono quelli che vanno dal 1951 al 1958.


I seminari saranno tenuti dal prof. Antonio Lanza, ordinario di Letteratura italiana nell’Università dell’Aquila, membro del Consiglio direttivo della Società Dantesca Italiana, dell’Accademia Parnassos di Atene, direttore dei periodici internazionali «Letteratura italiana antica», «La Parola del testo» e «Studi danteschi», organo ufficiale della Società Dantesca Italiana, e di numerose collane di filologia e di saggistica letteraria con vari editori fiorentini e romani, autore di trenta volumi sulla letteratura italiana del Medioevo e del Rinascimento, nonché di tutte le voci di jazz della quinta appendice dell’Enciclopedia Treccani.

La parte storica sarà affiancata da quella musicale curata dal batterista Gianmarco Lanza, definito dalla critica «una realtà tra i maestri internazionali della batteria», che, continuatore dello stile di Shelly Manne, ha inciso CD con due grandi artisti del West Coast Jazz quali Bud Shank e Bill Smith, oltre a quelli con il trio Malaguti-Leveratto-Lanza (tra cui The revival of West Coast Jazz) e con i suoi Lighthouse Giants con arrangiamenti di Antonello Vannucchi (Adventures in West Coast Jazz). Inoltre ha collaborato con Benny Golson, Gianni Basso e Franco Cerri.

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

venerdì 22 febbraio 2013

PIETRO CIANCAGLINI THE - BASS JOURNEY -

Sabato 23 Febbraio 2013
 ore 22:00 Bar Italia Jazz Club, 
CASSINO, 
Corso della Repubblica 106


“The Bass Journey è un omaggio al Contrabbasso Jazz ma anche un viaggio che ripercorre le atmosfere del Jazz classico e attuale che hanno caratterizzato lo stile di alcuni grandi maestri di questa musica.”

PIETRO CIANCAGLINI dbass; 
CHIARA ORLANDO voice; 
ENRICO BRACCO guitar;

“The Bass Journey” è un omaggio al Contrabbasso Jazz ma anche un viaggio che ripercorre le atmosfere del Jazz classico e attuale che hanno caratterizzato lo stile di alcuni grandi maestri di questa musica.

Pietro Ciancaglini, seguendo le orme di contrabbassisti come Oscar Pettiford, Ray Brown, Red Mitchell, Charles Mingus ed altri, presenta un repertorio che spazia dallo swing al bebop fino al jazz moderno, il tutto con il supporto del chitarrista Enrico Bracco e la cantante Chiara Orlando, unendo così virtuosismo e melodia in una unica soluzione di continuità.



CASA DEL JAZZ


venerdi 22 febbraio ore 21 (sala concerti)
Ed Cherry "Quartet"
Ed Cherry chitarra
Art Hirahara piano
Marco Marzola contrabbasso
Jeromy Jennings batteria
Ingresso euro 10

Venerdi 22 febbraio alla Casa del Jazz il quartetto di Ed Cherry, un musicista e compositore di grande esperienza, grazie anche alla collaborazione al fianco di Dizzy Gillespie, con una profonda conoscenza del linguaggio jazzistico applicato alla chitarra semi acustica. 
Sul palco della Casa del Jazz con Eddy Cherry alla chitarra: Art Hirahara al piano, Marco Marzola al contrabasso e Jerome Jennings alla batteria.

Nato a New Haven, Connecticut, Dopo essersi trasferito a NewYork nel 78, Ed Cherry ha suonato la chitarra con Dizzy Gillespie 1978-1992, esibendosi nel quartetto di Gillespie, big band e conl'Orchestra delle Nazioni Unite, che ha registrato il Grammy Award-winning Live at Royal Festival Hall.Ha collaborato con::Dizzy Gillespie, Henry Threadgill, Kenny Burrell, Ray Brown, Steve Coleman, Paquito Dí Rivera,Freddie Hubbard, Carmen McRae, Elvin Jones, James Moody, David Murray, Claudio Roditi, JimmySmith, Sarah Vaugha , Clark Terry, Max Roach, Roy Hargrove, Jimmy Heath, Jon Faddis, RandyBrecker, Bobby Watson, Benny Green, Cyrus Chestnut, Kenny Barron, Ignacio Berroa, John Lee,Dennis Mackrel, Slide Hampton, Jimmy Heath, Flora Purim, Mario Rivera, Giovanni Hidalgo, PaquitoD'Rivera, Arturo Sandoval, Steve Turre, Danilo Perez, Airto Moreira ………

Art Hirahara, è un pianista tastierista jazz e compositore di NY. Originario della San Francisco BayArea, Art si trasferisce a New York nel 2003 per essere richiesto dal gruppo di musicisti difama mondiale. Art ha avuto il privilegio di suonare con Stacey Kent, Akira Tana, RufusReid, Don Braden, Roseanna Vitro, Dave Douglas, Vincent Herring, Victor Lewis,Travis Sullivan's Bjorkestra, Jim Black, Jenny Scheinman, Greg Cohen, Fred Ho, Sean Nowell, Royal Hartigan and Hafez Modirzadeh. Si è esibito in tutto il mondo, in Europa, Asia, Sud America, Medio Oriente e ampiamente in giro per gli Stati Uniti.

Marco Marzola,contrabbasso,catturato dai Jazz, si trasferisce a New York nel 1982, Barry Harris e Buster Williams. Ha suonato, registrato e collaborato con musicisti della scena Internazionale del jazz come:Jimmy Lovelace, Tommy Tarantine, Betty Carter, Harold Land, George Cables, GregHutchinson, Steve Turre, Tommy Campbell, John Hics, Tony Scott, Jessy Davis, BruceForman, Jimmy Cobb, Ed Cherry, Akua Dixon, Jaimeo Brown, Sherman Irby, JamesZollar, Dion Parson, Darrell Green, Stacy Dillard, Giulio Capiozzo, Flavio Boltro, Stefano Bollani,Fabrizio Bosso, e molti altri ancora.

Jerome Jennings,batteria,ogni tanto in un istante arriva un musicista abile all'arte della musica, si inserisce in qualsiasigenere musicale. Un musicista che contro alla credenza popolare, può suonare tutti gli stili, esuonarli tutti bene. Questo musicista è Jerome Jennings nato e cresciuto in Cleveland Ohio.Le sue performance e le registrazioni con Maestri luminari del Jazz come: Benny Golson,Sonny Rollins, Hank Jones, Ray Charles, Ernestine Anderson, Christian McBride,Wynton Marsalis, Count Basie Orchestra, Valery Ponamarev, Rufus Reid, Steve Turre,Kenny Barron, Dave Liebman, Cecil Bridgewater, Ronnie Mathews, Frank Foster, per citarne solo alcuni....

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso 10 euro

martedì 19 febbraio 2013

CASA DEL JAZZ



mercoledi 20 febbraio ore 19 (sala concerti)

"Il jazz e il ballo: dal ragtime dances al boogie woogie"
Ciclo di seminari a cura di Paolo Prato
Ragtime dances e danze della Jazz Age: charleston, shimmy, quickstep, cakewalk,
maxixe
Ingresso libero


Prende il via mercoledi 20 febbraio un nuovo ciclo di guide all’ascolto a cura di Paolo Prato: "Il jazz e il ballo: dal ragtime dances al boogie woogie".in questo incontro: Ragtime dances e danze della Jazz Age: charleston, shimmy, quickstep, cakewalk,maxixe.
Il ballo è un modo di vivere e appropriarsi della musica attraverso il corpo, la cui esperienza è stata centrale nell'affermazione del jazz. Uno stile 'dal basso' che ha sconvolto le abitudini del pubblico internazionale introducendo nuovi modi di ballare e intendere la musica che hanno rimpiazzato l’eredità europea fatta di valzer, polke e altri balli di coppia. Dalle danze originate dal ragtime a inizio secolo all’euforia cosmopolita degli anni Venti, dai balli della Swing Era ai grandi musical fino alle propaggini ‘afro’ del secondo dopoguerra, il ciclo mescola storia, costume e spettacolo attorno a uno straordinario patrimonio di filmati e documenti d’epoca nei quali celebri ballerini (da Bill 'Bojangles' Robinson a Fred Astaire), pubblici danzanti e coreografie raccontano un momento cruciale del Novecento.

Calendario incontri:
 
mercoledì 20 febbraio ore 19
"Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie"
Ragtime dances (1910-20): una mania che contagia il mondo
Ingresso libero
 
mercoledì 27 febbraio ore 19
"Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie"
Le danze della Jazz Age (1920-30): charleston, shimmy, quickstep, black bottom…
Ingresso libero
 
mercoledì 6 marzo ore 19
"Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie"
Le danze della Swing Era I (1930-46): lindy hop, foxtrot, one-step
Ingresso libero
 
mercoledì 13 marzo ore 19
"Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie"
Le danze della Swing Era II (1930-46): tip-tap, boogie-woogie, jive
Ingresso libero
 
mercoledì 20 marzo ore 19
"Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie"
L’età d’oro del musical: coreografie a ritmo di swing
Ingresso libero
 
mercoledì 27 marzo ore 19
"Il jazz e il ballo: dal ragtime al boogie woogie"
L’eredità europea (valzer, polka) e i sapori latini (tango, rumba, beguine,tarantella)
Ingresso libero

giovedì 14 febbraio 2013

CASA DEL JAZZ


venerdi 15 febbraio ore 21 (sala concerti)
Marcio Rangel /Flavio Boltro Duo
“Duas Cores”
Marcio Rangel chitarra
Flavio Boltro tromba
Ingresso euro 10

Una straordinaria coppia d’assi, Marcio Rangel e Flavio Boltro,venerdi 15 febbraio alla Casa del Jazz.Duo formidabile,Marcio Rangel, compositore di prim’ordine ed eccellente chitarrista mancino (suona la chitarra “al contrario”, proprio come Jimi Hendrix), scrive pagine di rara bellezza, che partono dal suo Brasile per poi abbracciare blues, jazz e flamenco. Flavio Boltro, uno dei massimi trombettisti della scena internazionale, ha condiviso un periodo glorioso del nostro jazz contemporaneo con illustri musicisti come Roberto Gatto,Franco Cerri, Stefano di Battista, Stefano Bollani,Enrico Rava.Ora vive a Parigi e collabora con i protagonisti del jazz mondiale.

Marcio Rangel è uno straordinario chitarrista e compositore brasiliano. Mancino, come già prima di lui Jimi Hendrix, suona la chitarra “al contrario”, utilizza cioè una normale chitarra da destri, suonandola rovesciata, quindi con le corde basse in basso e le corde alte in alto. Questa caratteristica, unita a un notevole talento, conferisce al suo suono una impronta unica, innovativa e irripetibile. Le sue composizioni originali sono di rara bellezza estetica e lirica, dotate di armonia e ritmi complessi e, allo stesso tempo melodicamente accessibili al primo ascolto. Il suo notevole eclettismo porta a un linguaggio chitarristico universale che, partendo dal suo Brasile abbraccia blues, jazz e flamenco, associando alla sua superba tecnica, una sensibilità non comune.

È stato ospite, in veste di interprete e/o compositore,nei maggiori festival e rassegne nazionali e estere, esibendosi sia come solista che in varie formazioni, al fianco di artisti riconosciuti nel panorama musicale nazionale ed internazionale.

Musicista talentuoso e brillante, Flavio Boltro è considerato uno dei più importanti trombettisti della scena jazz contemporanea, ex componente del sestetto di Michel Petrucciani. Nel ’98 viene citato da Wynton Marsalis, fra i migliori trombettisti del jazz mondiale. Ha segnato uno dei periodi più interessanti del jazz internazionale. Tra le sue collaborazioni ricordiamo: Petrucciani, Bireli Lagrene, Ron Carter, Richard Galliano, Gino Paoli,Cedar Walton, Danilo Rea, Bob Berg,Fabrizio Bosso, Don Cherry,Bollani, Wynton Marsalis, Cerri, Rava. Il famoso cantante di Carlos Santana Alex Ligertwoog, si unisce a Flavio Boltro nel suo ultimo album “Joyful” incredibilmente energico e positivo.www.myspace.com/flavioboltro

lunedì 11 febbraio 2013

SPAZIO JAZZ

Domenica 17 febbraio torna la rassegna SPAZIO JAZZ al MUZAK
Di scena il trio Corvini – Ferrazza – Vantaggio trio 





Una rassegna indipendente che è già al suo secondo anno di vita e che ha come scopo quello di offrire uno spazio in più per i giovani talenti del panorama musicale capitolino. Sono queste le caratteristiche di SPAZIO JAZZ, cominciato lo scorso novembre al MUZAK, e che proseguirà sempre nella stessa location domenica 17 febbraio con una formazione promettente, formata da tre giovani talenti assai attivi nel panorama nazionale italiano. Dunque, a salire su questo palcoscenico, per il consueto appuntamento domenicale, ci sarà il “Corvini – Ferrazza - Vantaggio trio”, composto da Claudio Corvini alla tromba e al flicorno, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria, che presenterà il nuovo progetto dal titolo “Traume”. 


Dunque, una formazione che fa dell’interplay e della forza compositiva il suo cavallo di battaglia. Il suono del trio, infatti, è caratterizzato da atmosfere miste che spaziano dalla musica contemporanea al jazz newyorkese di oggi. Gli aspetti minimalisti e “cameristici” si intrecciano nella musica del trio, formata quasi esclusivamente da composizioni originali, che nel susseguirsi tessono la trama di un discorso profondo fra i tre musicisti. Il repertorio è caratterizzato dalla presenza di “musica a programma” che permette di coinvolgere consapevolmente l’ascoltatore in prima persona nel discorso musicale e nelle trame sviluppate durante l’esibizione.


Via di Montetestaccio 38/a
Apertura ore 18:30
Inizio concerto ore 19.30
Ingresso €5

Aperitivo + prima consumazione €10 
Domenica17 febbraio
Corvini – Ferrazza – Vantaggio trio
Claudio Corvini - Tromba/flicorno
Jacopo Ferrazza - Contrabbasso
Valerio Vantaggio - Batteria

I grandi solisti del West Coast Jazz

CASA DEL JAZZ

martedi 12 febbraio ore 19 (sala concerti)
“I grandi solisti del West Coast Jazz”


Guida all’ascolto a cura di Antonio Lanza
Un kentoniano di ferro: Bill Holman
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Nuovo appuntamento martedi 12 febbraio allla Casa del Jazz in Roma per il ciclo di guide all’ascolto, “I grandi solisti del West Coast Jazz”,a cura di Antonio Lanza sul tema:”Un kentoniano di ferro: Bill Holman”.Già lo scorso anno,il jazz californiano, fu oggetto di una serie di otto seminari, che – dopo un inquadramento generale di questa corrente stilistica nata nel 1951 e durata sino ai primissimi anni Sessanta – illustravano la vita e le opere di alcuni dei massimi fondatori di tale stile jazzistico, il più colto e raffinato del jazz moderno, fondato su elementi di ascendenza classica quali la fuga e il contrappunto, ma innervato dalla presenza di stilemi prettamenti jazzistici derivati dal cool jazz, dal be bop, dal blues e dal sapiente recupero della lezione di Kansas City, e in particolare di Lester Young, a cui tutti i sassofonisti californiani si ispirano. Mai come in questo stile gli arrangiamenti ebbero una parte così essenziale e la cura formale che ne deriva non è mai a scapito della creatività improvvisativa, che anzi risulta di qualità altissima, come testimoniano Art Pepper, Bud Shank, Jimmy Giuffre, Frank Rosolino e tanti altri artisti.
Quest’anno saranno presentati medaglioni di Lennie Niehaus, Bill Holman, John Graas, dei Candoli Brothers, di Jack Montrose e Bob Gordon, Bill Perkins e Richie Kamuca, Maynard Ferguson e Buddy Collette: tutte figure fondamentali che contribuirono in misura determinante all’affermazione mondiale del jazz californiano, che fu imitato in tutti gli Stati Uniti, in Europa (Italia compresa: si pensi al quintetto/sestetto Basso Valdambrini, al quintetto Fanni Volonté) e persino in Australia (dall’Australian Jazz Quartet).

Quando la cura degli arrangiamenti venne meno, si misero da parte fuga e contrappunto ed i solisti si appiattirono, in ossequio alle mode, sui moduli armonicamente più elementari dell’hard bop e del jazz modale, il jazz californiano entrò in una profonda crisi d’identità, dalla quale si risollevò grazie al rilancio revivalistico avvenuto tra la fine degli anni Ottanta ed i primi anni Novanta. Tuttavia l’epoca aurea di questo stile, che per quasi una decade fece di Los Angeles la capitale del jazz mondiale, furono quelli che vanno dal 1951 al 1958.

I seminari saranno tenuti dal prof. Antonio Lanza, ordinario di Letteratura italiana nell’Università dell’Aquila, membro del Consiglio direttivo della Società Dantesca Italiana, dell’Accademia Parnassos di Atene, direttore dei periodici internazionali «Letteratura italiana antica», «La Parola del testo» e «Studi danteschi», organo ufficiale della Società Dantesca Italiana, e di numerose collane di filologia e di saggistica letteraria con vari editori fiorentini e romani, autore di trenta volumi sulla letteratura italiana del Medioevo e del Rinascimento, nonché di tutte le voci di jazz della quinta appendice dell’Enciclopedia Treccani.

La parte storica sarà affiancata da quella musicale curata dal batterista Gianmarco Lanza, definito dalla critica «una realtà tra i maestri internazionali della batteria», che, continuatore dello stile di Shelly Manne, ha inciso CD con due grandi artisti del West Coast Jazz quali Bud Shank e Bill Smith, oltre a quelli con il trio Malaguti-Leveratto-Lanza (tra cui The revival of West Coast Jazz) e con i suoi Lighthouse Giants con arrangiamenti di Antonello Vannucchi (Adventures in West Coast Jazz). Inoltre ha collaborato con Benny Golson, Gianni Basso e Franco Cerri.

mercoledì 30 gennaio 2013

LUCA AQUINO e CARMINE IOANNA



presentano: “aQustico in duo”

Sabato 2 Febbraio 2013 ore 22:00 Bar Italia Jazz Club, CASSINO, Corso della Repubblica 106

“La ricchezza dialogica di due grandi personalità musicali e dei loro strumenti che permettono estensioni immaginifiche a dir poco sognanti.

LUCA AQUINO tromba e flicorno, CARMINE IOANNA fisarmonica;


Un concerto ricco di emozioni, il romanticismo popolare che incontra il jazz di pregiata fattura. La ricchezza dialogica di due grandi personalità musicali e dei loro strumenti che permettono estensioni immaginifiche a dir poco sognanti. Luca Aquino, di rientro dal tour in Spagna, Marocco e Inghilterra con Manu Katchè ed il suo Icaro Solo, insieme al fisarmonicista Carmine Ioanna ci condurranno nei loro fantastici mondi musicali, attraverso le loro composizioni, tra le quali, in anteprima mondiale, alcune tratte dall'album aQustico in uscita a Settembre con la Tùk Music registrato in quintetto con Carmine, Sade Mangiaracina, Alessandro Marzi e Giorgio Vendola.



venerdì 18 gennaio 2013

JAM SESSION AL BAR ITALIA JAZZ CLUB


Domenica 20 Gennaio 2013 ore 20:30 Bar Italia Jazz Club, 
CASSINO, 
Corso della Repubblica 106

Perché venire a fare le jam session? Perché oltre che il semplice suonare è sempre un momento di crescita, è il luogo ideale per stringere rapporti con altri musicisti e per far nascere nuovi progetti.

La jam session del Bar Italia jazz club continua dopo il successo della jam Natalizia! Perché venire a fare le jam session? Perché oltre che il semplice suonare è sempre un momento di crescita, è il luogo ideale per stringere rapporti con altri musicisti e per far nascere nuovi progetti. L'ora di inizio è fissata per le 20:30, in modo da dare a tutti la possibilità di suonare. Il Bar Italia mette a disposizione batteria, impianto, amplificatori, quindi portate il vostro strumento e suonate! Ci saranno due set: uno alle 20:30 ed uno alle 22:30, intervallati dalla musica del gruppo base. Per la migliore riuscita della jam, qualora ci fossero gruppi stabili che vogliano suonare, è opportuno comunicare agli organizzatori via facebook o mail, che formazioni intendono suonare e quali brani, in modo da darci la possibilità di accorpare più musicisti ed evitare attese interminabili per suonare! JAZZ E LIBERTA'!!!

Gruppo Base: Gioia Mignanelli: voce, Giovanni Aquino: chitarra, Domenico Iavazzo: batteria, Gianfranco De Lisi, basso.






martedì 8 gennaio 2013

Luca Sapio and Capiozzo e Mecco Band



Sabato 12 gennaio ore 21 (sala concerti)

Luca Sapio and Capiozzo & Mecco Band

“Who Knows”

Luca Sapio voce
Antonio Padovano sax
Palmiro Del Brocco tromba
Alex Tomei trombone
Valerio Guaraldi chitarra
Michele Guidi tastiere
Matteo Pezzolet basso
Christian Capiozzo batteria
Ingresso euro 10

Sabato 12 gennaio alla Casa del Jazz, Luca Sapio and Capiozzo & Mecco Band presenteranno:“Who Knows”. Cominciamo dalla prima bella notizia: Who Knows ha vinto il PIMI 2012 come miglior album dell’anno. Per i giurati di questo importante riconoscimento “Il cantante/songwriter ha stupito con un formidabile disco Soul/R&B prodotto a New York dal "guru" della black music Thomas Brenneck”.
Pubblicato dalla Ali Buma Ye! Records e distribuito da Audioglobe,mentre la distribuzione digitale è curata da Orchard, Who Knows è quello che in Inghilterra definirebbero come un vero e proprio “labour of love”. Un lavoro pieno di passione, stile e personalità che sintetizza magistralmente l’impatto emotivo del soul classico con un suono attuale e coinvolgente. Quella realizzato da Luca Sapio And Capiozzo & Mecco e dai loro musicisti, con la bellissima e magistrale regia di Thomas “TNT” Brenneck è un disco vero, forte e solido, Musica dell’anima, per davvero.
E ora le altre belle notizie: nei prossimi giorni Who Knows sarà disponibile anche in vinile. Un “elleppi”, come si diceva u tempo, bello, “pesante” e con un suono prepotente.
E ancora: dal 6 novembre, Who Knows è uscito anche in Europa con un altro partner importante,il disco e il CD saranno infatti distribuiti da Rough Trade. Who Knows arriverà così in Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Olanda. A seguire sarà la volta della Francia e poi tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 toccherà a… E qui ci fermiamo, per il momento, perché così a breve avremo altre belle notizie per tutti voi.
Ci limitiamo a ringraziare tutti voi che avete contribuito a renderci così felici dandoci la foreza per continuare su questa strada. E non dimenticate che “pochi conoscono il soul come Luca Sapio” e soprattutto pochi lo cantano come lui.

Luca Sapio è un sincero e profondo appassionato della musica soul, specialmente di quel soul che arriva dritto dal cuore.
Luca sa bene che “Non si può cantare soul senza aver vissuto il blues” perchè non è di certo estraneo ai tempi duri. Ha trascorso grande parte della sua vita lavorando, cantando e viaggiando attraverso gli Stati Uniti D’America, portando con se il disagio di essere uno straniero in una terra straniera.
Tonnellate di classici dischi di soul music ascoltati dal giradischi di suo padre lo hanno aiutato a superare numerose difficoltà come non avere un permesso di soggiorno ed un lavoro sicuro. Grazie al suo talento ha collaborato con numerosi ed importanti artisti di vario genere dal jazz al rock
(Tony Scott, Elton Dean, Eumir Deodato, David Bianco, Juliette Lewis).
Una volta rientrato in italia, dopo aver inciso alcuni album con diverse band (The Accelerators, The Black Friday, Quintorigo), riscuotendo un discreto successo di critica e pubblico, inizia a lavorare con fortunato duo soul jazz Capiozzo & Mecco all’arrangiamento di suoi brani. Thomas “TNT” Brenneck , Il veterano e leggendario produttore di Brooklyn (Cee-lo, Mary J. Blidge, Mark Ronson, D’Angelo, St. Vincent, Charles Bradley, Sharon Jones, Amy Winehouse) invita Luca e i ragazzi a registrare nei suoi Dunham Studios a Williamsburgh, Brooklyn, New York.
Le nove canzoni originali conteniute nel disco evocano il classico suono soul blues degli anni sessanta con fiati, solidi grooves e organi ruvidi immersi in un mare di psichedelia: l’impatto è devastante.
L’intero lavoro viene registrato in una sola settimana live nel Gennaio del 2012. Guidati da Brenneck diversi componenti della soul family di Brooklyn dalla Menahan Street Band, The Budos, The Extraordinaries, hanno aggiunto il loro riconoscibile marchio a questo incredibile album d’esordio.
Due riletture oscure completano l’album: “Who Knows” di Marion Black e “Rosey” di Jim Sullivan. Su queste due tracce, Luca impartisce il suo stile, potenti interpretazioni di quanto il soul significhi per lui.
Questo disco non è nostalgico , Luca apporta uno stile nuovo e fresco ad suono senza tempo che come qualcuno disse “ha fatto grande l’America” .

Hanno scritto di Who Knows…
“A dir poco sorprendente. Difficile credere che un italiano possa realizzare un album così rigorosamente soul, accurato, credibile e gonfio di passione” (Gino Castaldo, La Repubblica)
“In Italia è conosciuto per lavori con band come Accelerators, Black Friday, Quintorigo. Negli States, invece, pare che, pur senza permesso di soggiorno e un lavoro, sia riuscito a farsi prendere per mano dal leggendario produttore Thomas “TNT” Brenneck per la realizzazione di un disco che è quanto di meno “italiano” si possa pensare: blues graffiante e ottimo soul.” (Michele Wad Caporosso, Rolling Stone)
“Eppure, anche se il linguaggio musicale di Luca Sapio, un soul vintage tradizionale, è nato negli Stati Uniti, il gioco del revival soul/funk/blues funziona benissimo, perché suona prima di tutto onesto”. (Luca Valtorta, Il Venerdì)
“Luca Sapio, qui spalleggiato anche da Mecco Guidi e Christian Capiozzo, può senz’altro essere considerato uno dei migliori vocalist bianchi della scena soul contemporanea. Album eccellente."(Giancarlo Susanna L’Unità)
"Voce profonda e graffiata da un'esistenza spesa per la musica…" (Barbara Tomasino, Rumore)
"Nove brani e due cover di un soul blues buono, forte, sudato (piaciuto anche al Letterman Show" (Diletta Parlangeli, D News)
"Andrà probabilmente a finire che Luca Sapio ce lo rivenderanno gli americani stessi, che intanto hanno impresso un bel marchio di approvazione accorrendo a suonarci a frotte, Thomas "TNT" Brenneck in cabina di regia e dall'altra parte del vetro le Gospel Queend di Naomi Shelton e membri di Dap-Kings, Budos e Menahan Street Band" (Eddy Cilia, Il Mucchio Selvaggio)
"Luca Sapio: la via del soul italiano" (Chiara Maffioletti, Corriere Della Sera)
“Sapio non è solo una voce dall'emozionante timbro black, è anche un autore che ha ascoltato migliaia di dischi blues e R'n'B, imparando come chiudere una storia d'amore in tre minuti di musica, inventandosi un disco che guarda al passato senza suonare nostalgico" (Emiliano Coraretti, Repubblica Xl)
“Viste le notizie dell’ultima ora, con il video del singolo How Did We Lose It sul sito di David Letterman, le buone prospettive ci sono tutte.” (Carlo Babando, Il Mucchio Selvaggio)
“Album registrato (magistralmente) a Brooklin e affollato di gente che ha contribuito a lanciare in orbita una Amy Winehouse, come una Sharon Jones…” (Eddy Cilia, Audio Review)
“Who Knows è un disco sincero, fatto con il cuore e per questo carico di passione.” (Alessandro Basile, Caffènews.it)
“E poi la voce. Voce che è Otis Redding, è Solomon Burke, è Joe Tex, è Curtis Mayfield, è James Carr, è Spencer Wiggins. E’ Luca Sapio e il suo straordinario esordio” (Roberto Remondino, Distorsioni.net)
“Un disco capace di evocare i grandi momenti della mitica scena soul evitando il terreno minato del citazionismo banalotto e frusto” (Davide Zucchi, Jam)

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso 10 euro

CASA DEL JAZZ



giovedi 10 gennaio ore 21 (sala concerti)
Fabrizio Bosso
“Spiritual”
Fabrizio Bosso tromba
Alberto Marsico organo Hammond
Alessandro Minetto batteria
Ingresso euro 15

Giovedi 10 gennaio alla Casa del Jazz, Fabrizio Bosso, con l’organo e il piano di Alberto Marsico e la batteria di Alessandro Minetto presenta uno dei suoi progetti live più divertenti: Spiritual, evidente omaggio in chiave soul alla tradizione gospel.
La memoria del passato e l’energia di nuovi linguaggi si alternano e alimentano la carica deflagrante della musica di un organ trio molto adrenalinico. Progetto nato nel 2008 sulla matrice comune della black music, tende a esplorare per lo più un repertorio di tipo tradizionale nel quale spiccano grandi classici come Down by the Riverside, Amen, il più noto When the Saint Go Marchin’in e Amazing Grace, quell’inno molto amato dalla comunità afroamericana che per assurdo fu composto proprio da un mercante di schiavi.
Le sonorità di Spiritual invadono pacificamente i sensi e l’anima, richiamando alla memoria quella frase pulsante dai Salmi di Davide che Mahalia Jackson amava ripetere trasformandola in musica ipnotica: “Let’s make a joyful noise unto the Lord!” (Leviamo un gioioso frastuono in gloria del Signore!). La maestosa cantante, creatura straordinaria dei torridi e palpitanti circuiti gospel di New Orleans e Chicago, a quell’imperioso richiamo biblico rispondeva nel modo più diretto ed esuberante, lasciando che la sua voce si librasse sulle alidi un'ispirazione schietta, liberatoria, e combinando la sua ardente devozione tanto a un senso palpabile che a una potente sensualità lirica. Così, alla loro maniera altrettanto peculiare e verace, fanno i tre jazzisti piemontesi: scatenano un gioioso e ben controllato frastuono in cerca di alte vette spirituali mentre swingano con la più rocciosa e carnale eloquenza.

Reduce dal successo di Enchantment, l’omaggio a Nino Rota inciso con la London Symphony e da Vamos, inciso con i Latin Mood, Fabrizio Bosso ha pubblicato il 22 novembre il nuovo album Face to Face con il fisarmonicista Luciano Biondini.

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso 15 euro

giovedì 3 gennaio 2013

ATINAJAZZ WINTER 2013


JAZZ MADE IN ITALY…E NON SOLO.
DA VENERDI 4 A DOMENICA 6 GENNAIO
ATINA-PALAZZO DUCALE
 
Giunta ormai alla sua quarta edizione, AtinaJazz Winter (4,5 e 6 gennaio 2013), la sessione invernale del festival, grazie soprattutto ad un’intensa programmazione di grande qualità e varietà, sta sempre più imponendosi come uno degli appuntamenti principali che caratterizzano la prima settimana dell’anno nel Basso Lazio.
Anche per questa edizione 2013, le novità non mancheranno,nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Atina, con ben 7 concerti in 3 giorni di cui 5 anteprime assolute. Non solo grande musica in programma, ma anche interessanti workshop per gli addetti ai lavori, gite turistiche alla scoperta della Valle di Comino, degustazioni di prodotti del territorio, la presentazione di un libro di ricette in musica, una mostra fotografica e molto altro ancora.
Un calendario ricchissimo con tutti gli appuntamenti musicali ad ingresso gratuito,grazie alla particolare formula adottata in collaborazione con due tra le più apprezzate e dinamiche etichette discografiche del panorama italiano ed internazionale:CAM JAZZ e JANDO MUSIC,che approfitteranno del palcoscenico di AtinaJazz per presentare le loro più interessanti novità in uscita per l’inizio del 2013.
Nell’addentrarci nella programmazione del festival,si scopre subito,che finalmente una manifestazione di grande livello come AtinaJazz, ha riservato particolare attenzione alla produzione italiana. Una produzione che trova grandi riconoscimenti all’estero ma che molte volte non viene adeguatamente valutata e supportata nel nostro paese.Tutti i concerti in programmazione vedono formazioni composte da musicisti Italiani, alcuni dei quali protagonisti del panorama nazionale come Enzo PietropaoliMichele RabbiaFulvio SigurtàLuca Aquino, solo per citarne alcuni,ma grande spazio anche ai nuovi talenti del jazz italiano come il quartetto di Marco Valeri, il trio di Alessandro Lanzoni e quello di Enrico Zanisi, proprio in questi giorni vincitore del TOP JAZZ 2012 come miglior nuovo talento italiano. E ancora: Alessandro Paternesi quintet e ilLokomotive Trio, progetto made in AtinaJazz in una veste rinnovata e in continua evoluzione.
Ad aprire Atina Jazz Winter venerdi 4 gennaio Marco Valeri 4et: Marco Valeri batteria, Daniele Tittarelli sax, Pietro Ciancaglini contrabbasso, Francesco Lento tromba che presenterà il suo nuovo cd “The Apple”,realizzato con Jando Music.A seguireAlessandroLanzoni trioAlessandro Lanzoni piano, Matteo Bortone basso, Enrico Morello batteria che presenterà il cd “Dark Flavour”,realizzato con CamJazz.
Sabato 5 gennaio il programma di Atina Jazz Winter presenterà,nel pomeriggio,nel Cantinone Visocchi:Michele Rabbia Solo in collaborazione con CAM Jazz,quindi a suire in serata a Palazzo Ducale:Enrico Zanisi TrioEnrico Zanisi  piano, Francesco Ponticelli contrabbasso, Alessandro Paternesi,batteria che presenterà il cd “Life Variations”,realizzato per CamJazz .Enrico Zanisi ha appena vinto il Top Jazz,referendum della rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento 2012.A seguire,Enzo Pietropaoli 4et Enzo Pietropaoli contrabbasso, Fulvio Sigurta' tromba, Julian Oliver Mazzariello piano, Alessandro Paternesi batteria,che presenterà in anteprima assoluta il nuovo cd “Yatra vol.2”,realizzato per Jando Music.
Ultima giornata,domenica 6 gennaio,per Atina Jazz Winter con i concerti di Alessandro Paternesi P.O.V. Quintet: Alessandro Paternesi,batteria,Simone La Maida,Sax, Gabriele Evangelista contrabbassoFrancesco Diodati,chitarra,Enrico Zanisi,pianoforte che presenterà il cd “Dedicato”.Un quintetto formato dai migliori talenti del jazz italiano come anche la classifica del Top Jazz testimonia:Zanisi al primo posto,Diodati,secondo e Paternesi,terzo.Chiuderà Atina Jazz Winter:New LoKoMotiveTrio Feat. Luca Aquino: Tommaso Folchetti,pianoforte, Mario Mazzenga,contrabbasso, Giulio Marcelli,batteria., Luca Aquino,tromba.
Estremamente interessante anche la collaborazione, sempre più intensa, con il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, che coordinerà l’organizzazione dei due workshop che si terranno il 4 ed il 5 pomeriggio ad Atina. In questi appuntamenti, aperti al pubblico ma evidentemente pensati specificatamente per gli addetti ai lavori, si parlerà dei vari aspetti legati alla comunicazione degli eventi culturali, in particolar modo dell’importanza di una corretta gestione del marchio e del rapporto con gli sponsor che, sempre più in futuro, saranno chiamati a sostituirsi ai finanziamenti pubblici, purtroppo meno disponibili a causa della crisi e non solo.
Da sottolineare anche la collaborazione con il Conservatorio L. Refice di Frosinone per il progetto ATINAJAZZ CAMPUS che si sta strutturando proprio in queste settimane in maniera più organica per la prossima edizione 2013, rispetto alla quale si spera di avere ad Atina un numero sempre più cospicuo di studenti stranieri provenienti da vari paesi euroepi e dal Canada.
Ampio ed immancabile risalto al territorio, sia attraverso le originali degustazioni di prodotti tipici durante gli intervalli tra i concerti in programmazione, sia attraverso due mini tour: il primo, la mattina del sabato, con la visita alla splendida Abazia di Montecassino e la domenica alla ricerca degli scorci più caratteristici della Valcomino e alla scoperta del Cabernet d’Atina Doc. 
Proprio a proposito di degustazioni, AtinaJazz sarà anche l’occasione per presentare un originale libro dal titolo “Ricette Umorali”, edito da Fazi e scritto da Isabella Pedicini, che farà capolino proprio nel rapporto tra cibo, vino e musica, con delle sorprese che metteranno sicuramente di “buon umore” il pubblico del jazz in quei giorni. 
Come sempre, tutto ad AtinaJazz Winter “ruoterà intorno alla musica jazz”, dai concerti alle mostre fotografiche, fino ad approcciare le degustazioni dei rinomati vini e dei famosi fagioli cannellini di Atina, i formaggi di Picinisco, i torroni di Alvito, il tartufo di Campoli Appennino.
Insomma,Atina Jazz Winter,sarà un occasione preziosa per coniugare la grande musica con le splendide ricchezze di un territorio forse ancora troppo poco conosciuto rispetto al panorama nazionale.Se un turismo culturale è possibile in relazione ad AtinaJazz si potrà scoprire anche grazie ad un nuovo progetto realizzato dall’associazione culturale turistica nazionale Dreaming Holidays sulla valorizzare del turismo e il rilancio dell’immagine dell’ Italia all’estero. Attraverso la progettazione e realizzazione di attività di promozione turistica del territorio, l’obiettivo è quello di invitare gli associati a raggiungere le località proposte e guidarli in un affascinante viaggio attraverso luoghi sconosciuti, percorsi insoliti, e il lifestyle italiano. Una delle azioni prioritarie è rivolta agli iscritti all’A.I.R.E (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e alle loro famiglie. Mantenere saldo il legame con le proprie radici è un obiettivo comune.
Tanto, tantissimo dunque in questa IV edizione di AtinaJazz Winter, che si vuole presentare come il modo migliore per dare l’arrivederci alle vacanze natalizie e tuffarsi nel nuovo anno.

INGRESSO GRATUITO
INFO 392 9545762