mercoledì 26 marzo 2014

E POI…PINOCCHIO



TEATRO ELISEO

E POI…PINOCCHIO

Domenica 30 marzo ore 11: ultima occasione per farvi portare a teatro dai vostri bambini per E poi…Pinocchio, spettacolo di grande successo che, in quasi 100 repliche in due stagioni, ha incantato 33.000 BAMBINI
Azione scenica in due atti liberamente ispirata a “Pinocchio” di Carlo Collodi.

Testo e regia di Gigi Palla

Scene e costumi di Santuzza Calì
Con Cristina Capodicasa, Gerardo Fiorenzano, Sergio Mancinelli,
Veronica Milaneschi, Gigi Palla, Gabriela Praticò, Silvia Scotto
Musiche originali di Alessandro Cercato
Tecnica: teatro d'attore, con musiche e inserti di videoteatro.



Domenica 30 marzo ore 11: ultima occasione per farvi portare a teatro dai vostri bambini per E poi…Pinocchio, spettacolo di grande successo che, in quasi 100 repliche in due stagioni, ha incantato 33.000 BAMBINI.

Dopo due anni l’avventura del nostro Pinocchio volge al termine. L’ultima occasione per vedere in scena la produzione del Teatro Eliseo E Poi..Pinocchio scritto e diretto da Gigi Palla, con i costumi e le scene di Santuzza Calì, è dunque domenica 30 marzo. Lo spettacolo vede protagonisti Cristina Capodicasa, Gerardo Fiorenzano, Sergio Mancinelli, Veronica Milaneschi, Gigi Palla, Gabriela Praticò, Silvia Scotto. Musiche originali di Alessandro Cercato. Lo spettacolo era inizialmente previsto da novembre a gennaio, ma a seguito delle elevate richieste di scuole e famiglie, le repliche sono andate avanti fino a marzo. Un grandissimo successo dunque! Ringraziamo per questo famiglie, bambini e scuole che hanno fatto si che il nostro Pinocchio abbia potuto raccontare le sue avventure.

E poi... Pinocchio. Ovvero il difficile compito di essere un bambino.
“ Potrebbe essere questo il sottotitolo più azzeccato per questo allestimento che – come Racconta Gigi Palla - a grande richiesta, la compagnia del progetto bambini del Teatro Eliseo ripropone per la stagione teatrale 2013/2014, dopo il successo dello scorso anno.
Infatti per questa elaborazione del celeberrimo romanzo di Collodi, ho pensato di partire proprio da lì, dal punto in cui l'autore toscano termina la sua opera, con la tanto sudata “metamorfosi” da burattino a bambino, volendo infatti riflettere su quella condizione che noi “grandi” sempre rimpiangiamo, quella dell'età della fanciullezza, che siamo soliti descrivere come spensierata, e a vagheggiarla con malcelata malinconia.

Dimenticandoci che magari non è stato tutto rose e fiori.
Infatti, ogni stagione della nostra vita in realtà ha difficoltà commisurate alla condizione corrispondente e anche l'infanzia non sfugge a questo assunto.
E allora ho immaginato un Pinocchio che, dopo aver sudato tanto per essere un bambino, si trova ad affrontare con dei nuovi occhi, quelli appunto del bambino, tutte le difficoltà della sua nuova condizione, della sua nuova realtà.
Una realtà che ho voluto apparisse al nostro eroe difficile da decifrare e da affrontare; un mondo del tutto diverso da quello disincantato a cui era abituato, un mondo che prevede assunzione di responsabilità, impegno, dovere, obblighi, precetti; un mondo dove tutto appare più complicato: farsi capire dai grandi, farsi accettare dagli amici, difendersi dai bulli della scuola... un mondo frenetico, pieno di impegni, di troppe cose da fare.

In buona sostanza un mondo che è una grande fatica e che in breve lo porterà a rimpiangere la sua antica, spensierata condizione e a desiderare di ritornare indietro, a quando era solo un burattino di legno.
Ed è proprio in questa ricerca della condizione perduta che risiede il nodo drammatico dello spettacolo, il motore dell'azione scenica: una nuova avventura che proprio attraverso questa ricerca porterà Pinocchio ad acquistare rinnovata consapevolezza e fiducia per la sua condizione di bambino.

A fargli da contrappunto in questo viaggio avventuroso nella vita reale ho pensato di inserire tutti i personaggi più importanti del racconto collodiano, anche loro però “contaminati” dalla vita reale, e per questo così trasformati, da apparire spesso irriconoscibili agli occhi del protagonista: una Fata Turchina “trendy” e in cerca di successo nel mondo dello spettacolo, irrimediabilmente concentrata su se stessa e quindi incapace di dare ancora ascolto al suo diletto burattino, un Gatto e Volpe prigionieri nel loro ruolo di imbroglioni ma ormai sempre meno scaltri, un Grillo sempre pedante ma che attua nuove strategie educative, un Lucignolo dj di una discoteca e molti altri ancora.
Ma in questa elaborazione ho anche voluto far rivivere le pagine del romanzo collodiano creando uno spettacolo che alterna alle scene della nuova realtà del Pinocchio bambino, le scene del ricordo del Pinocchio che fu, più direttamente ispirate e fedeli alle pagine del Collodi: un modo per mettere a paragone le due condizioni, del bambino, nuova e presente, e del burattino, rimpianta e passata, per far risaltare il senso di un'esperienza che sostanzialmente appare o verrebbe apparire come un percorso di crescita”.

CANZONI DELLO SPETTACOLO
Anche la scelta delle musiche dello spettacolo risponde all'esigenza dell'alternanza tra nuova avventura e ricordo dell'avventura passata. Accanto alle musiche originali composte dal maestro Cercato, le cui basi potranno essere scaricate sul link che troverete sul sito www.teatroeliseo.it, echi di celebri temi dedicati al burattino di legno.

Recite per le scuole dal lunedì al venerdì ore 10.30 (sabato riposo)
Recite per le famiglie: domenica ore 11
(1, 8, 15, 29 dicembre, 5 gennaio, 2, 9, 16 febbraio, 2, 9, 23, 30 marzo)

Biglietti:
Scuole (lun / ven): Bambini 8 € | Adulti 12 €
Domeniche per le famiglie: Bambini 10 € | Adulti 12 €

durata spettacolo 1 ora e 30' più un intervallo

INFO E PRENOTAZIONI SCUOLE E GRUPPI:



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