Teatro Quirino
Fino al 28 Aprile
di Vitaliano Brancati
regia MAURIZIO SCAPARRO
scene e costumi Santuzza Calì
musiche Pippo Russo
luci Franco Buzzanca
con Pippo Pattavina, Giovanna Di Rauso
Max Malatesta, Marcello Perracchio
Giovanni Guardiano, Valeria Contadino
Veronica Gentili, Chiara Seminara
Una famiglia di siciliani nella capitale da anni e l'arrivo di una persona che porterà prima rigore e sicurezza e poi profondo scompiglio. Pregiudizio o non pregiudizio?
Roma, anni '50, all'ombra del Vaticano e di tutti i “buoni e giusti” comportamenti: una ricca famiglia borghese siciliana vive quotidianamente la sua vita “normale” punteggiata da qualche stranezza dovuta alle caratteristiche di ciascun membro degli anìbitanti della casa.
La vicenda, che prende vita nel soggiorno di casa Platania, vede protagonista un anziano signore che vive con un imperdonabile scrupolo: aver portato la figlia al suicidio perchè troppo rigoroso nel suo affermare ciò che era giusto e ciò che era sbagliato.
Accanto a lui, un figlio farfallone e irresponsabile, cresciuto all'ombra del triste accaduto e a cui è sempre stato permesso tutto, che ha una moglie che afferma di avere visioni di fatti spiacevoli che finiscono sempre con la morte di qualcuno dei suoi cari.
A portare un po' di sano scompiglio anche una cameriera fuori dalle righe, arrivata da un piccolo paesino siciliano, che stenta a parlare in italiano e vive in un suo mondo: una figura particolare che comunque è considerata ormai parte della famiglia e a cui tutti sono molto legati.
L'arrivo di Caterina Leher, governante francese calvinista sconvolgerà quella che era la già “strana” quiete familiare dei Platania. La sua figura, considerata di grande rigore ed integrità morale, riuscirà ad influenzare le menti di tutta la famiglia e a far sorgere dei dubbi sulla sessualità della stralunata cameriera. Questo porterà al licenziamento dell'ingenua siciliana, costretta a tornare sull'Isola, e l'episodio darà il via ad una serie di eventi che porteranno a svelare lati oscuri, non detti, rimorsi e paure di tutti i personaggi.
Solo un occhio esterno alla famiglia, un giornalista che arriva in casa Platania, riuscirà a vedere in modo “diverso” le situazioni che si susseguono nella casa e si ritroverà per caso a condividere con tutta la famiglia l'intero dramma.
Una vicenda controversa, con cui il sig. Platania dovrà fare i conti fino alla fine dello spettacolo, fino a quando accadrà l'insospettabile e la verità su Caterina verrà fuori portando di nuovo sconforto e un nuovo senso di colpa al protagonista, forse condannato a dover convivere con il dilemma dello scegliere ciò che è giusto o ciò che è sbagliato.
In alcuni punti dello spettacolo riecheggia l'affermazione “in questa casa non ci sono pregiudizi”...... ma sarà vero o sarà solo apparenza? Sforzarsi di essere al passo coi tempi ma in realtà non riuscire ad andare al dil là del proprio naso e rimanere abbagliati da ciò che sembra giusto ma in realtà nasconde molto più di quello che si possa immaginare.
Una pièce teatrale di forte impatto per il tema trattato: l'omosessualità femminile, con tutto il rifiuto e la non accettazione del “diverso”.
Lo spettacolo inizia con dei toni simpatici, di commedia e poi si evolve in dramma. Dramma per ciascun personaggio in modo diverso.
Il rapporto di fiducia che si instaura tra la governante e il padrone di casa è vissuto sulla scena man mano, si evolve lentamente e a volte lo spettatore è portato a pensare che il troppo perbenismo di Caterina stia per crollare. Bisogna aspettare fino alla fine dello spettacolo per riuscire a vedere la “vera” governante, con le sue paure e insicurezze.
Un inizio simpatico e un tragico epilogo che fa piombare l'intera famiglia nel buio assoluto e lo spettatore è portato a riflettere su cosa sia stata la morale e il “perbenismo” degli anni '50 e qual è stata l'evoluzione degli stessi nel corso degli anni fino ai nostri giorni.
Ileana Talarico
Per maggiori informazioni su date e orari dello spettacolo
Biglietteria: 06.67.94.585

Nessun commento:
Posta un commento