Edgar Allan Poe
Il Racconto di un Uomo
Teatro Eliseo
Fino al 7 Aprile
di Alessandro Prete ed Elettra Dafne Infante
Con Pino Insegno – Alessia Navarro
e con Andrea Murchio
luci Stefano Valentini
coreografia Alessandra Bianchini
costumi Gisa Rinaldi
corpo di ballo Alessia Cotigni, Luciana Fuzetti,Michelle Vitrano, Carlotta Ballanti,Carlo Pucci, Ivan Piccioli
ballerino acrobata Paolo Ladisa
scenografia Marco Calzavara
regia Alessandro Prete
“Passione-Gelosia-Ossessione-Delirio-Passione-Gelosia-Ossessione-Delirio-Passione-Gelosia-Ossessione-Delirio”: le voci che si susseguono meccanicamente nella mente di un uomo, il circolo vizioso che mette in contrasto la coscienza di Edgar Allan Poe e le sue azioni in un contesto a tratti gotico a tratti rock e multimediale. Il tutto costruito intorno ad un unico dilemma.
Un uomo che narra la sua controversa storia, tra fantasia e realtà, la follia dell'amore, il desiderio di possesso,che porta a dei gesti estremi: un'ambientazione molto gotica che traspare già dai primi attimi dello spettacolo. Un modo nuovo per mettere in scena in chiave moderna la poetica di un grande personaggio della letteratura.
Messi da parte i panni del doppiatore, del simpaticone in stile “Premiata Ditta” e da intrattenitore da palcoscenico sempre con la battuta pronta, in scena si riscopre un Pino Insegno in tutta la sua arte attoriale che dà vita al suo personaggio mettendo in evidenza tutti i lati più oscuri dello stesso: la paura, la coscienza e la consapevolezza di fare qualcosa di sbagliato, le sue ossessioni.
Una valanga di parole e versi che si snodano sul palcoscenico attraverso la sua voce.
Al suo fianco la tanto amata Eleonora, interpretata da Alessia Navarro, colei per cui nasce l'ossessione e la gelosia che porterà il personaggio ad affrontare il suo lato più oscuro e controverso della sua personalità.
Sul palco anche il bravo Andrea Murchio, un personaggio che assiste e vive da vicino il dilemma di Allan Poe, colui che per primo rimane coinvolto nel e dal suo racconto.
La costruzione scenica è basata su molti giochi di luce, essenziali per creare l'atmosfera giusta e per dare risalto ad ogni parola e movimento che prende vita sul palco.
In alcuni momenti molto coinvolgenti, anche grazie alle musiche dai toni molto rock e alle coreografie che danno un continuo alla storia tra una scena e l'altra, il classico buio finale è sostituito da un improvviso fascio di luce puntato sul pubblico, sempre a ritmo di musica. Il tutto porta lo spettatore a sentirsi maggiormente coinvolto da ciò che accade in scena con la curiosità di sapere cos'altro accadrà da li a poco.
Le diverse scene sono concatenate dalle coreografie di un bravo e preaparato corpo di ballo che interpreta in diversi momenti la paura, l'ossessione, i pensieri che si susseguono nel cervello e nell'animo del protagonista.
Presente anche un ballerino acrobata, i cui interventi creano degli effetti scenici a prima vista semplici, ma sicuramente di forte impatto visivo.
L'ambientazione gotica è resa più “tecnologica e moderna” grazie al supporto di alcune proiezioni di video che arricchiscono il tutto e danno allo spettacolo una nuova connotazione definito come un “affresco Gothic-rock”.
Poco più di un'ora di spettacolo, senza interruzione, un susseguirsi di prosa, musica, danza, poesia e visualizzazioni multimediali che accompagnano il pubblico in un viaggio nella mente contorta di un uomo ossessionato dalla sua unica domanda: “Avete mai amato una persona così tanto da condannare voi stessi all'inferno?”
Spettacolo da scoprire.
Ileana Talarico

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