lunedì 15 aprile 2013

All'ImBrunire



All'ImBrunire
attraverso Sergio Bruni…la canzone napoletana

- Teatro Millelire - 

con 
Antonio Diana, Gabriele Guarino, Laura Pagliara, 
Giovanni De Anna, Antonio Frate, Domenico Frate

ideazione e regia Antonio Diana
arrangiamenti musicali Mariano Bellopede Carmine Marigliano
direttore musicale M° Antonio Landolfi
consulenza storica Armando De Rosa


Andare a teatro da spettatore e ritrovarsi nella scena a stretto contatto con gli attori; vedere a pochi passi di distanza uno spettacolo e rivivere alcuni momenti che ripercorrono i punti salienti della vita di un artista Italiano con lo spirito Napoletano... il tutto visto e interpretato con una nuova chiave di lettura.

Guglielmo Chianese, conosciuto da tutta Italia come cantautore, chitarrista e compositore con il nome di Sergio Bruni: la sua storia, vista da diverse angolazioni e in diversi modi, prende vita e coinvolge il pubblico

Si passa dal suo essere uomo al suo essere artista, alla difficoltà di fare ciò in un periodo storico difficile per l'Italia e per gli italiani, si attraversa la guerra per arrivare all'incontro con la musica e con l'amore, l'inizio della sua vita da “artista” e il suo destino a rimanere nella storia di Napoli e dell'Italia proprio come Eduardo o il principe Totò.

Un susseguirsi di parole e musiche che si trasforma in un piacevole viaggio per lo spettatore fino al momento dell'”imbrunire” in cui ci si ritrova davanti ad un leggìo, una sedia, tanti fogli di spartiti vuoti lanciati in aria come petali di fiori e una chitarra, la chitarra tanto amata dall'artista e uomo Sergio Bruni avvolta da un fascio di luce. 

Se si dovesse racchiudere lo spettacolo in una parola sarebbe sicuramente “libertà”, intesa in molteplici modi: Libertà (intelligente) dell'arte e dell'artista, Libertà di pensiero e di espressione, Libertà del popolo, Libertà di amare, Libertà universale dell'uomo.

Vari quadri scenici che rendono omaggio ad un grande artista e che ricostruiscono la sua vita.

Le sue melodie fanno da colonna sonora all'intero spettacolo e le canzoni sono interpretate con una nuova chiave di lettura, per renderle più “reali”, per far sì che portino lo spettatore dentro la vicenda attraverso ogni nota ed ogni parola che prendono forma e significato sul palco.

Sei gli attori in scena che narrano attraverso canzoni, dialoghi e monologhi che diventano un tutt'uno con la storia. Ogni movimento assume un preciso significato, ogni parola ha un peso e una rilevanza nella storia narrata: niente è lasciato al caso.

Una nota di merito, oltre che alla bravra degli attori e cantanti (tra cui due giovanissimi gemelli che, essendo identici, hanno reso possibile la costruzione di alcune scene di particolare effetto visivo) va alle trovate registiche che hanno reso ogni quadro narrativo unico, con una caratteristica particolare che lo contraddistingue; che sia stato un effetto mimico o di luce, un effetto vocale con l'intrecciarsi delle belle voci o un effetto visivo, in ogni caso è stato tutto ricercato minuziosamente e curato nel dettaglio.

Uno spettacolo che coinvolge e che merita di essere visto, non solo dai napoletani o dagli amanti della cultura partenopea ma da tutti coloro che apprezzano l'arte teatrale.

Una bella storia riletta in modo nuovo, il tutto “condito” da quella semplicità del teatro “piccolo” delle “piccole” compagnie di attori preparati che riescono a farsi “grandi” e a distinguersi nel momento in cui comunicano con forza qualcosa al pubblico coinvolgendo ed emozionando.

Ileana Talarico

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