martedì 19 giugno 2012

Green Dreams

Sguardi della giovane arte campana


Fino all’8 luglio 2012
Green Dreams
Sguardi della giovane arte campana
Tempio di Pomona, Palazzo Arcivescovile, Salerno


Una nuova occasione per giovani artisti, quella promossa dal Comune di Salerno e dall’Assessorato Cultura e Università: un’esposizione che raccoglie i lavori di uomini e donne che, pur lavorando in Campania, sono attivi anche altrove; le opere si propongono col chiaro intento di instaurare un dialogo con quanto accade nel mondo che ci circonda, aprendosi a nuove idee e concetti, senza però abbandonare la propria unicità. Forme d’arte molteplici quelle con cui il visitatore potrà relazionarsi, si spazia infatti dall’olio su tela alla stampa lambda su carta, dalla stampa fotografica digitale ai video, passando attraverso la tempera acrilica su tela fino alla terracotta smaltata invetriata. 

Alcuni nomi sono già noti ai cittadini salernitani, è il caso di Valentina Cipullo e Federica D’Ambrosio che, stavolta, regalano un piccolo assaggio della loro bravura: la prima espone uno dei quadri presenti anche nella mostra che ha avuto luogo agli inizi di maggio, una giovane donna pensierosa dalle labbra scarlatte mentre la seconda propone anfore reinterpretate che si tingono di bianco e di blu. 

Corrado La Mattina osa con lo smalto laser plex su tela: di volta in volta sui piccoli quadri si vede un’ombra che nuota in un colorato fondale, passeggia in un prato o contempla le stelle; altre sue opere, invece, vedono una sagoma che si staglia su uno sfondo bianco; colpisce il contrasto tra colori base come il bianco e il nero e le sfumature più vivaci del blu, del verde e del rosso. 

Adelaide Di Nunzio sceglie la fotografia immortalando danze popolari di uomini e donne al Cairo: tuniche bianche e nere volteggiano durante i movimenti sfrenati, vecchi strumenti riproducono suoni di antica memoria e gli attimi sono fermati per sempre in queste foto. Michele Attianese utilizza l’olio su carta per raffigurare una serie di foto in bianco, nero e grigio che propongono forme geometriche e figure umane colte in modo essenziale e senza fronzoli. 

Francesco Carillo regala due opere, una raffigura il volto di una bambola il cui volto è solcato dalle lacrime, l’altra è un’ampia panoramica di una città sul mare nel momento in cui le prime luci della sera si accendono e il cielo inizia a cambiare colore abbracciando la notte. 


Pasquale Napolitano opta per due video illustrativi, ciascuno di pochi minuti in cui si alternano, con insolito ritmo, sprazzi di vita reale mentre Anna Maria Saviano gioca col viso di una donna non ben delineato: si riescono a scorgere gli occhi che guardano verso il basso e, alle spalle del busto femminile, un’ ampia vetrata da cui entra una misteriosa luce azzurra. 


Loris Lombardo ricorre all’olio su tela per rappresentare una fanciulla in primo piano e a figura intera: i colori sono molteplici ma tutti tenui e delicati, il pallore della protagonista è opalescente, ella sembra quasi pervasa da una luce ultraterrena e, la sua espressione statica, acuisce maggiormente questa impressione. 

Con Celesta Bufano il colore trionfa. Si ha la sensazione di trovarsi dinanzi a tonalità quasi fluorescenti, l’immagine sembra attraversare la tela e catapultarsi su chi la contempla, lo sguardo indagatore della donna dal fulvo caschetto penetra gli occhi di chi la fissa. 

Giovanni Marotta propone quattro foto scattate all’interno delle rovine di Pompei: solo bianco e nero, scorci di strade in balia dello scorrere dei secoli che vengono solcate dalla luce del sole al tramonto, un cane gironzola errabondo calpestando, inconsapevolmente, pietre che hanno scritto la storia. 

Giorgio Milano utilizza tempera acrilica su tela per raffigurare forme astratte che si perdono in un vortice che tutto ingoia mentre una sfera violacea racchiude in sé un intero universo imperscrutabile. Angelo Maisto, invece, propone dei quadri con cornice dove sceglie di includere piccoli utensili utilizzati quotidianamente ma reinterpretati alla luce della sua arte: una spazzola, una presa elettrica, una rosa prendono vita assemblandosi e creando insoliti connubi.

Mary Cinque sceglie di regalare al visitatore una cernita di tanti piccoli quadretti dove trovano spazio gli oggetti più disparati mentre Luciano Gallo, per ognuna delle sue tre opere, presenta angolazioni diverse di una stessa realtà, spaziando dalla figura al centro del riquadro per poi soffermarsi su particolari minori con noncurante attenzione. 

Antonio Ambrosino utilizza la stampa fotografica e indugia su alcuni colori in particolare, le sue opere sono ricche di tonalità forti così come gli innovativi sguardi proposti dall’artista; i lavori di Manuel Di Chiara riportano il pensiero alla Pop Art: i colori sono vivaci, c’è un revival dei mezzi di locomozione del passato, la Vespa che occhieggia dal quadro fa scorazzare la mente di chi la guarda verso nuovi luoghi tutti da scoprire col vento tra i capelli. 

Paula Sunday immortala un gruppo di donne operose che lavorano in una fabbrica alle macchine da cucito: i modelli creati sono convertiti in figura umana forse a significare l’alacre impegno delle operaie pur se in un lavoro ripetitivo e meccanico. Pierfrancesco Solimene, servendosi della ceramica, propone un oggetto di design dalle tonalità delicate e dalle forme ruvide, irregolari e indefinite. Emmanuele De Ruvo, su uno sfondo bianco, traccia linee sottili o tratteggiate, dando vita a figure geometriche essenziali; Paolo Bini gioca con il colore creando sfumature cupe e di complessa interpretazione per un osservatore comune che si trova quasi spaesato di fronte a forme d’arte così innovative. 

Una mostra collettiva di grande interesse e singolarità quella inaugurata sabato pomeriggio presso il suggestivo Tempio di Pomona: ancora una volta le giovani menti del Sud hanno avuto la possibilità di far conoscere opere fresche, per nulla scontate, spaziando dalla fotografia alle pennellate di colore e offrendo un piccolo ma significativo contributo alla sete di arte di cui non bisognerebbe mai fare a meno. 

Francesca Salvato


Dal 16 giugno all’ 8 luglio 2012
a cura di Massimo Bignardi con la collaborazione di Marcella Ferro e Pasquale Ruocco

Tempio di Pomona, Palazzo Arcivescovile
Via Roberto il Guiscardo, Salerno
Orari: dal lunedì alla domenica ore 18.00/21.00
Ingresso gratuito



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