giovedì 29 marzo 2012

SATYRICON








Direttore artistico Manuela Kustermann
Stagione Teatrale 2011-2012
Dal 13 al 29 aprile 2012

Compagnia Verdastro Della Monica in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
SATYRICON
una visione contemporanea

ideato e diretto da Massimo Verdastro
spettacolo in cinque Capitoli dal Satyricon di Petronio

I - LA PINACOTECA DI EUMOLPO
II - TRA SCUOLA E BORDELLO
III - QUARTILLA
IV - LA CENA DEL NULLA
V- NELL’ANNO DI GRAZIA POST- NAUFRAGIUM



SEI DRAMMATURGHI ITALIANI PER UN SATYRICON CONTEMPORANEO: è l’idea portante del progetto ideato e diretto da Massimo Verdastro dal Satyricon di Petronio, in scena, dal 13 al 29 aprile, al Teatro Vascello Stabile di Innovazione di Roma.

Il “Satyricon” di Petronio è un’opera-mondo, uno di quei lavori che racchiudono l’esperienza umana, il tutto e il contrario del tutto. I frammenti intensissimi che ce ne sono giunti disegnano il ritratto di un'età inquieta che per molti aspetti assomiglia a quella in cui stiamo vivendo.


L’attore e regista MASSIMO VERDASTRO (Premio Ubu, Premio ETI Olimpici del Teatro) ha coinvolto nella rivisitazione di numerosi episodi del grande romanzo della latinità alcuni tra gli autori italiani più significativi: Antonio Tarantino, Luca Scarlini, Marco Palladini, Letizia Russo, Magda Barile, Lina Prosa. Ne sono scaturite sette drammaturgie inedite, che sono andate a costituire il tessuto di un Satyricon contemporaneo, articolato in cinque momenti teatrali, denominati Capitoli.
“Ogni autore ha esplorato quelle pagine antiche - sottolinea Massimo Verdastro - interpretandole in modo personale, pur aderendo all’intento comune di non tradire mai lo spirito di Petronio. Una pluralità di voci, quindi, ognuna diversa dall’altra per lingua e stile, così come diversi sono le lingue e i generi del Satyricon, ma anche un’opportunità rara che ha messo la mia Compagnia in stretto contatto con coloro che scrivono per il teatro, i quali, in questa occasione, hanno scritto su invito di chi il teatro lo pratica costantemente, consentendo una relazione viva, sempre incentrata sul confronto e sulle necessità concrete della pratica scenica, non solo dell’attore ma anche di chi crea le scene e i costumi, le musiche, le luci, i video.”

Nato e cresciuto attraverso numerose fasi laboratoriali, il progetto Satyricon è nondimeno il risultato di un incontro/confronto tra un folto numero di attori e un’équipe di creazione interdisciplinare (Stefania Battaglia, scenografa e costumista, Charlotte Delaporte, coreografa, Francesca della Monica, cantante e performer, Theo Eshetu, video artista, Silvio Benedetto, pittore e muralista di fama internazionale).

I singoli Episodi/Capitoli, allestiti dapprima autonomamente e in tappe successive, nel corso di un triennio, nell’occasione di questa presentazione al Teatro Vascello, confluiscono in un allestimento complessivo e di sintesi dei molteplici contributi autoriali.

Un viaggio appassionante, parallelo al viaggio sfrenato dei giovani protagonisti di quel capolavoro che qualcuno ha definito “il romanzo crudele della giovinezza” e non a torto perché le avventure di Encolpio, Ascilto e Gitone ci riportano prepotentemente a quella condizione umana dove tutto è permesso e dove si ha la convinzione di essere “sani, eterni, invincibili”.
Petronio però ci ricorda che quella stagione è destinata a finire come la vita del resto, e allora, nel romanzo, tutti i personaggi corrono, corrono sfrenatamente contro il tempo, con l’illusione di sconfiggere la morte.

Nel foyer del Teatro Vascello, si terrà la mostra di Silvio Benedetto "Disegni per un Satyricon" .

Garda il TRAILER dello spettacolo




I Capitolo - LA PINACOTECA DI EUMOLPO di Antonio Tarantino
con un prologo - La Guardiana di Luca Scarlini

La Pinacoteca di Eumolpo è la rivisitazione di uno degli episodi centrali del Satyricon: l'incontro tra il giovane studente Encolpio e il poeta-pedagogo Eumolpo in una pinacoteca, quintessenza del museo, dove i due trovano riparo in vari momenti delle loro vite raminghe.
Videoritratti degli attori prendono il rilievo dei pinakes che adornavano le mummie del Fayyum, strepitosa sequenza di frammenti rubati alla vita, istanti in diretta degli ultimi anni dell’Impero. Criside, una guardiana lunatica, spiega al pubblico le meraviglie di quel repertorio. Il suo discorso connette, come è in tutto il Satyricon, arte e melanconia
Da qui parte il percorso drammaturgico di Tarantino che sviluppa altrimenti lo stesso filo. La riflessione di Eumolpo, maestro di vizio e di saggezza, si appunta su un’opera che raffigura la guerra di Troia e “quelle troie di guerre” diventano, dopo la performance pittorica dal vivo di Silvio Benedetto, commento al gesto perenne dell’artista che cerca di medicare il dolore di vivere, inventando favole. Il tono è quello del capolavoro della latinità che gli invidiosi grammatici vollero ‘d’argento’: scanzonato e profondo allo stesso tempo. Tra sberleffi e lazzi, battute e aggressioni fisiche e verbali, disegna il ritratto di un’età inquieta che, per molti aspetti, assomiglia a quella in cui stiamo vivendo.

II Capitolo - TRA SCUOLA E BORDELLO di Marco Palladini

I tre giovani protagonisti – Encolpio, Ascilto e Gitone - si muovono sullo sfondo della Roma odierna, luogo emblematico di corruzione e disfacimento di una società che confina al consumo delle merci la ragione d’essere degli uomini. Si parla una lingua che allo stesso tempo è debitrice del romanesco del Belli e della neolingua degli sms.
Dalla Scuola di Retorica del professore Agamennone, che Palladini trasforma in una ‘clinic’ dove si studiano le trasformazioni del linguaggio, al girone infernale di un bordello, fino alle squallide camere di un alberghetto, i tre amici cercano disperatamente riparo da un mondo che nega loro qualsiasi prospettiva di vita.

III Capitolo – QUARTILLA di Letizia Russo

Nella reinvenzione di Letizia Russo, Quartilla, sacerdotessa del dio Priapo, è una bizzarra highlander in grado di attraversare le epoche senza mai invecchiare. Soltanto il suo latino maccheronico tradisce gli oltraggi del tempo. Così, dal primo secolo dopo Cristo, scortata dai suoi bizzarri assistenti – Psiche, Pannuchis e Boy George - giunge fino a noi moderni, più che mai determinata a punire i profanatori dei riti orgiastici di Priapo. Ed è quello che succede ad Encolpio, Ascilto e Gitone, ‘guardones’ per sbaglio delle pratiche segrete. Quartilla racconta l'avventura, scandita da apparizioni e trasformismi, nel segno di una comicità belluina.

IV Capitolo – LA CENA DEL NULLA di Massimo Verdastro e Andrea Macaluso
con i monologhi – Il lupo mannaro di Magda Barile
Fortunata di Letizia Russo

Massimo Verdastro e i suoi collaboratori si misurano in maniera più diretta con la parola del romanzo antico nella rivisitazione dell'episodio forse più celebre del Satyricon di Petronio: La Cena di Trimalcione. La tessitura testuale intarsia un funambolico gioco di rimandi – da Virgilio, a Petrolini a Eliot – oltre a due preziosi contributi scritti da Letizia Russo e Magdalena Barile.
Il simposio più eccessivo e travolgente dell'antichità rivive ancora una volta tra farsa e melanconia, i due poli fra cui si muove il suo straripante anfitrione. Self made man, pirotecnico patrono di tutti i dandies, sia pure in veste brutale, ma anche ossessionato dall’incombere del tempo che scorre e dalla morte, Trimalcione affida la gestione della sua fortuna alla sua donna tuttofare, Fortunata appunto, della quale Letizia Russo disegna uno scanzonato ritratto da prima donna manager della storia.
Nondimeno è l’intera schiera dei commensali – liberti arricchiti come il padrone di casa – ad inscenare con racconti, chiacchiere, sfoggi di cultura raccogliticcia, grossolanità, la miracolosa fortuna della compagine sociale emergente. Ospite d’eccezione: Anna Moroni, superstar televisiva del programma La prova del cuoco.

V Capitolo – NELL’ANNO DI GRAZIA POST NAUFRAGIUM di Lina Prosa

Lina Prosa rivisita l’episodio del naufragio sulla spiaggia di Crotone, proponendo un testo in due quadri, ‘Verso Trimalchiopolis’ e ‘Carmen in fine’, che la regia di Massimo Verdastro declina nelle forme complementari di un teatro-live e di un teatro in video, quest’ultimo con la collaborazione del noto video artista Theo Eshetu.
Nel primo quadro i due giovani amanti, Gitone ed Encolpio, si scoprono alla deriva in un luogo indecifrabile, dopo il naufragio del battello su cui si erano imbarcati. Li assiste Mercurio che si incarica di narrare i momenti terribili della tempesta.
Nel secondo quadro, siamo nella città di Trimalchiopolis, banchetto sconfinato di una civiltà ingorda, ora distesa di ossa e rottami, dove l’unico sopravvissuto, il vecchio poeta Eumolpo, ci parla del disfacimento spirituale e fisico del suo/nostro tempo, chiamando finalmente in causa lo stesso Petronio Arbiter.

Progetto Satyricon o l’elogio del plurale
Il Progetto Satyricon inizia il suo viaggio nel 2008, con un laboratorio teatrale di indagine sul grande romanzo della latinità: il Satyricon di Petronio. A questa prima tappa di lavoro, con attori giovani e meno giovani, ne sono seguite numerose altre, in diverse città italiane.
Il periodo di studi e verifiche preliminari ha rafforzato la mia intenzione di trasferire sulla scena quella materia letteraria così affascinante e così sorprendentemente contemporanea.
Per trasformare la scrittura petroniana, le sue vicende frammentarie e il suo impasto di stili, in scrittura teatrale, creando un trait d’union tra il suo e il nostro tempo, ho pensato di coinvolgere alcuni drammaturghi, per me tra i più significativi in Italia, chiedendo a ciascuno di loro di rivisitare un episodio del romanzo. L’incontro con gli autori ha prodotto sette testi inediti che sono andati a costituire il tessuto drammaturgico di un Satyricon contemporaneo, articolato in cinque momenti teatrali, denominati Capitoli.
Ogni autore ha esplorato quelle pagine antiche, interpretandole in modo personale, pur aderendo all’intento comune di non tradire mai lo spirito di Petronio. Una pluralità di voci, quindi, ognuna diversa dall’altra per lingua e stile, così come diversi sono le lingue e i generi del Satyricon, ma anche un’opportunità rara che ha messo la mia Compagnia in stretto contatto con coloro che scrivono per il teatro, i quali, in questa occasione, hanno scritto su invito di chi il teatro lo pratica costantemente, consentendo una relazione viva, sempre incentrata sul confronto e sulle necessità concrete della pratica scenica, non solo dell’attore ma anche di chi crea le scene e i costumi, le musiche, le luci, i video.
Un viaggio appassionante, parallelo al viaggio sfrenato dei giovani protagonisti di quel capolavoro che qualcuno ha definito “il romanzo crudele della giovinezza” e non a torto perché le avventure di Encolpio, Ascilto e Gitone ci riportano prepotentemente a quella condizione umana dove tutto è permesso e dove si ha la convinzione di essere “sani, eterni, invincibili”, per usare le parole di Nino Gennaro, un altro autore da me tanto amato. Petronio però ci ricorda che quella stagione è destinata a finire come la vita del resto, e allora, nel romanzo, tutti i personaggi corrono, corrono sfrenatamente contro il tempo, con l’illusione di sconfiggere la morte.

Il Progetto Satyricon è nato lontano da logiche di potere o da spartizioni di torte più o meno appetibili; è il risultato di uno sforzo produttivo, non privo di difficoltà, per lo più della mia Compagnia, supportata dalla condivisione e dall’accoglienza di strutture amiche, come Pontedera Teatro, Fabbrica Europa, Fondazione Sipario Toscana/La Città del Teatro e il suo Metamorfosi Festival, Officina Giovani/Comune di Prato, il Teatro delle Donne, ArtistiperAlcamo, PalermoTeatroFestival. Ma soprattutto il nostro Progetto è stato, è possibile, grazie all’entusiasmo e alla generosità del numeroso e infaticabile gruppo di lavoro: gli attori e i collaboratori tutti, all’insegna di una spericolata e appassionante avventura.
Il nostro viaggio continua.
Massimo Verdastro


Lo specchio della vita
Il Satyricon è un’opera-mondo, uno di quei lavori che racchiudono all’interno l’esperienza umana, il tutto e il contrario del tutto. I frammenti intensissimi che ce ne sono giunti illustrano creature ansiose che non sanno il loro domani, che vivono alla giornata, di espedienti.

La crisi economica rende tutti instabili; fa saltare equilibri forse immaginari, che pure scandiscono la vita quotidiana. Sperduti nel buio dei mutui non concess, della delocalizzazione e delle ipoteche-capestro, ci aggiriamo in una realtà che è sempre più inconoscibile, misteriosa, in cui gli dèi della statistica e della politica ci tengono in scacco e ci manipolano a loro piacimento.

Fantocci nelle mani del gran burattinaio, Encolpio, Ascilto, Trimalcione vagano come foglie in un gran turbinare di vento. Il rumore assordante della Storia rende la loro clamorosa protesta vitale flatus vocis, come se fossero emuli della Sibilla, che nella sua ampolla chiede solo di morire, di sparire infine come corpo per divenire suono, placando una memoria che troppo ha visto e sentito.

Il progetto Satyricon creato insieme a Massimo Verdastro e a tutti gli altri che hanno contribuito in una nomade serie di produzioni, ha avuto una lavorazione stratificata. In cinque anni circa siamo passati dalla prima elaborazione di una possibile progettazione, alla creazione di un kolossal da camera, che mette in scena i testi di molti autori italiani contemporanei. Roma è il ricordo colorato della Suburra, declinata nei fantasmi dell’avanspettacolo e del latino maccheronico, tra scene corali e monologhi accorati.

La città è madre e matrigna, sembra dar ricetto a tutti coloro che le domandano asilo, ma basta poco per avere l’esilio. Fuori dal limite dell’urbs infatti accadono gli incantesimi e le magherie; nel vicino mare infesta la triremi pirata di Lica e Trifena, che vuole rendere tutti schiavi. Nell’isola azzurra Tiberio celebra il proprio mito di dissolutezza e il sentire è quello di una caducità senza scampo.

L’avventura del Satyricon in questo progetto è stata in primo luogo viaggio nelle molteplici lingue del presente, avventura nella babele del qui e ora che nell’antico riecheggia. L’idioma di oggi, frammentato, scheggiato, iridescente è insomma lo specchio della vita, che altrettanto sfugge, cambia di stato e di natura.
Luca Scarlini


COMPAGNIA VERDASTRO DELLA MONICA – E’ stata fondata a Firenze nel 1999 nell’ottica di coniugare l’esperienza attoriale con quella musicale. Parallelamente alla realizzazione di spettacoli, la Compagnia svolge attività didattica e formativa.
Nel corso di questi anni, Massimo Verdastro e Francesca Della Monica hanno portato in scena diversi spettacoli, segnando l’incontro con autori quali: Wilde, Joyce, Pound, Artaud, Gadda. Alcuni titoli: De profundis – una ballata per Oscar Wilde, Molly B e le rose di Gibilterra, Cantos – omaggio a Ezra Pound, SuperElliotGabbaret - Bestiario Romano, Eros e Priapo.

La compagnia ha ottenuto il sostegno produttivo di numerose Istituzioni e Festival: ETI, Festival di Santarcangelo, Teatro Garibaldi di Palermo, Ass. alla Cultura del Comune di Palermo, Armunia Festival Costa degli Etruschi, Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli, Fondazione Pontedera Teatro, Festival Internazionale Fabbrica Europa, Fondazione Sipario Toscana - La Città del Teatro, Teatro delle Donne, Comune di Prato/Officina Giovani, Museo Nazionale del Bargello di Firenze, ArtistiperAlcamo, PalermoTeatroFestival, La Fabbrica dell’Attore, Accademia di Brera, Festival internazionale di Teatro di Tolosa, Casa Laboratorio di San Paolo (Brasile), SESC CE di Fortaleza (Brasile), Gruppo Galpao di Belo Horizonte (Brasile).

MASSIMO VERDASTRO Attore e regista, Massimo Verdastro è riconosciuto tra i migliori attori teatrali in Italia. E' stato interprete di numerosi spettacoli con le regie di Peter Stein, Luca Ronconi, Federico Tiezzi., Sylvano Bussotti, Mauro Avogadro, Andres Morte, Gianfranco Varetto, Roberto Andò, Giancarlo Nanni, Giancarlo Cauteruccio, Roberto Bacci, Per l’interpretazione di "L'ultimo nastro di Krapp" di S. Beckett, per la regia di G. Cauteruccio, viene segnalato dalla critica come uno dei migliori attori della stagione teatrale '93-94. Dal 1995 collabora con la compagnia teatrale i "Magazzini" oggi "Compagnia Sandro Lombardi".
Nel 2002 ottiene il premio UBU come migliore attore non protagonista per lo spettacolo "L'Ambleto" di Giovanni Testori (nel doppio ruolo di Arlungo e Polonio), per la regia di F. Tiezzi. Ottiene inoltre il Premio ETI Olimpici del Teatro 2007 come migliore attore non protagonista per il ruolo di „Upupa‟ negli “Uccelli” di Aristofane, ancora per la regia di F. Tiezzi.
Particolarmente apprezzato è il suo impegno nella scoperta, nell’interpretazione e nella direzione delle nuove drammaturgie. Ha collaborato ripetutamente con Lina Prosa e Nino Gennaro, gli autori siciliani di cui si è fatto promotore e interprete. Di Nino Gennaro, lo scrittore corleonese scomparso nel 1995, ha portato in scena gran parte della sua opera: La trilogia - "Una Divina di Palermo", "La via del sexo", " Rosso Liberty" - presentata nel 1998 al Festival di Santarcangelo; "Alla fine del Pianeta", e "Teatro Madre" presentato nel 1999 ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo.

FRANCESCA DELLA MONICA E’ una delle personalità di maggior rilievo nel panorama italiano e europeo della pedagogia della voce, oltre ad essere una delle più interessanti cantanti sperimentali nell’ambito della musica contemporanea. Fin dall'inizio della sua carriera si è dedicata alla musica del Novecento storico e contemporaneo, privilegiando le esperienze sperimentali e d'avanguardia. Il suo interesse per questo repertorio l'ha portata a incontrare e a collaborare con musicisti come Sylvano Bussotti, John Cage, Giancarlo Cardini, Aldo Clementi, Marco Betta, Armando Gentilucci, Roberto Fabbriciani, Daniele Lombardi, Paolo Castaldi, Giuseppe Chari, Pietro Grossi, Vittorio Fellegara, Francesco La Licata, Andrea Nicoli, Riccardo Vaglini, e a partecipare a numerose rassegne di musica contemporanea in Italia e all'estero. Ha inciso per l'etichetta "Materiali Sonori" due CD dedicati a musiche di John Cage, per i "Quaderni di Octandre”, musiche di Giancarlo Cardini, per l’etichetta “ Ars Pubblica”, musiche di Della Monica e Vaglini. Per la casa editrice brasiliana Circus Producoes ha registrato un album di sue musiche intitolato “ Ultraexistir”. Per la Rai ha inciso musiche di Alberto Savinio, Poulenc, Mozart e Cage.

STEFANIA BATTAGLIA Architetto, scenografa e costumista, ha sviluppato un’operatività multiforme, tra arti sceniche e arti visive, progettando scene, costumi, luci, multivision, videoambienti, installazioni e allestimenti per eventi multimediali.
Ha collaborato con Compagnie ed Enti di rilievo, nazionale e internazionale nei settori del teatro di ricerca, della prosa, della danza e dell’opera lirica, tra cui: Teatro Comunale di Firenze-Maggio Musicale Fiorentino, Biennale di Venezia sezione arti visive e sezione musica, Teatro Regio di Torino, Teatro dell'Opera di Bilbao, Ravenna Festival, Accademia Chigiana di Siena, Festival Internazionale Fabbrica Europa-Firenze, Festival Internazionale di Pergine (TN), Festival de la Cité di Losanna, Museo Nazionale del Gioco di Losanna, Teatro Nazionale Croato di Fiume, CRT Artificio Milano, Teatro Metastasio/Fabbricone-Prato, Centro Regionale per la Danza di Pistoia, Balletto di Toscana, Ensemble di Micha van Hoecke, R.A.I. Radiotelevisione italiana.

CHARLOTTE DELAPORTE Dopo gli studi di danza classica e di danza moderna e contemporanea è interprete in spettacoli di Karine Saporta e Odile Azagury. A partire dal 1978 ha creato numerosi ‘soli’ e coreografie per varie compagnie di danza. In collaborazione con Edwige Wood ha creato spettacoli per l’infanzia che hanno avuto un ampio successo e una lunga circuitazione in Francia e all’estero. Segue la formazione interministeriale “danseur intervenant en milieu scolaire”.

Biografie degli autori
ANTONIO TARANTINO si impone nel panorama teatrale nazionale in età matura con il Premio Riccione per il Teatro con Stabat Mater e Passione secondo Giovanni. Descrivendo il quotidiano a volte maniacale, a volte tragico, di personaggi popolari travestiti da figure ispirate a miti antichi o evangelici, i testi di Tarantino sono portatori di un felice linguaggio che ingloba gergo, slang, citazioni classiche o bibliche, reminescenze popolari e neologismi, per un impasto dove registro comico e tragico si alternano senza soluzione di continuità. Con Ubulibri ha già pubblicato Quattro atti profani (1997), Materiali per una tragedia tedesca (2000), opera allestita al Piccolo Teatro di Milano e vincitrice del Premio Ubu per la miglior novità italiana, e La casa di Ramallah e altre conversazioni (2006).

LUCA SCARLINI (Firenze 1966), saggista, drammaturgo, performer. Ha insegnato in molte università e accademie d’arte, è al momento docente presso lo Ied di Milano. Di recente ha pubblicato: D’Annunzio a Little Italy (Donzelli, Roma, 2007), Lustrini per il regno dei cieli (Bollati Boringhieri, Torino 2007), Sacre sfilate (Guanda, Milano 2010), Un paese in ginocchio (Guanda, Milano, 2011), Nella terra del piacere (L’ancora del Mediterraneo! ). Ha all’attivo numerosi testi per il teatro e la performance in italiano e inglese, ha curato molte edizioni di classici, come traduttore e curatore, per Fazi, Einaudi, Rizzoli e per case editrici straniere. Come storyteller, drammaturgo e conferenziere in scena ha lavorato tra l’altro con Massimo Verdastro, Monica Benvenuti, Sylvano Bussotti, Massimiliano Damerini, Francesco Dillon, Maria Natacha Nicora, Emanuele Torquati, Fanny e Alexander, Motus, Teatro Sotterraneo e numerosi altri gruppi.

MARCO PALLADINI, romano, è attivo da tre decenni nel panorama nazionale in veste di poeta, narratore, nonché drammaturgo, regista, performer e critico nell’ambito del teatro d’autore e di ricerca. Suoi versi sono stati tradotti in tedesco, greco, ungherese, ucraino e inglese. Il suo testo drammatico Serial Killer (Sellerio, 1999) è stato tradotto in lingua catalana: Assassí (Arola Editors, Barcelona 2006). È direttore della rivista on-line del Sindacato Nazionale Scrittori > www.retididedalus.it.

LETIZIA RUSSO (Roma, 1980) inizia a scrivere nel 1998. Il suo secondo testo, Tomba di Cani, vince il premio Tondelli nel 2001 e il premio Ubu nel 2003. Tra gli altri suoi testi: Primo Amore, Babele, Binario Morto - Dead End (commissionato dal National Theatre di Londra), Edeyen, Dare al Buio, Blitz. Traduce dall'inglese e dal portoghese. Parallelamente ha curato adattamenti e riscritture di classici: La Trilogia della Villeggiatura (Schauspielhaus, Colonia) e Il Feudatario, di Goldoni; Spettri, di Ibsen; Haensel und Gretel, dei fratelli Grimm. I suoi testi sono stati tradotti e messi in scena in Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Cile, Brasile.

MAGDALENA BARILE, diplomata nel 2002 all’Accademia D’arte Drammatica Paolo Grassi nel corso di scrittura drammaturgia, vive a Milano dove lavora come autrice televisiva (L’albero Azzurro (Raidue), Camera Cafè (Italiauno), Affari di famiglia (televisione svizzera italiana) e teatrale (Amazzonia, Manuel e Miranda, La Maga Olga, In Tumulto (teatro kimset, Bari 2007), progetto One Day (Accademia degli Artefatti, Roma), Lait (Teatro i, Milano, 2009), Fine Famiglia, Pim, Spazio Milano 2010, Piccoli Pezzi CRT, milano 2010).
E’ una delle autrici/fondatrici del progetto Bancone di Prova, laboratorio di scritture per il teatro con sede stabile a teatro i, Milano.

LINA PROSA vive ed opera a Palermo dove dirige il Teatro Studio Attrice Non, settore di ricerca del Progetto Amazzone (Mito-Scienza-Teatro). Più che ventennale è il sodalizio artistico con Massimo Verdastro. I suoi testi, tradotti in francese da Jea-Paul Manganaro, sono all’attenzione del teatro francese: Programma Pentesilea / Allenamento per la Battaglia Finale (tradotto anche in brasiliano), Cassandra on the Road (Odeon – Theatre de l’Europe”, prima edizione di Face à face / Parole d’Italia per le scene di Francia). Lampedusa Beach ( Premio Annalisa Scafi per il teatro civile, 2005 e Premio Anima, 2007), già prodotto in Francia con la regia di Marie Vayssiere, ha vinto di recente la rassegna internazionale di testi in forma di lettura promossa dalla Comedie-Francaise. Attualmente lavora a tre progetti di drammaturgia: “Esecuzione/Ifigenia” con Miriam Palma “Didon Dido Didone” con NicoNote, “Appunti della vita ordinaria di un mammifero” con Accademia Amiata Mutamenti.


Satyricon
una visione contemporanea

TESTI di:
Antonio Tarantino, Luca Scarlini, Marco Palladini, Letizia Russo, Magda Barile, Lina Prosa
coordinamento drammaturgico di Luca Scarlini e Massimo Verdastro
REGIA: MASSIMO VERDASTRO
SCENE E COSTUMI: STEFANIA BATTAGLIA

con Massimo Verdastro, Alessandro Schiavo, Luigi Pisani, Giuseppe Sangiorgi, Marco De Gaudio, Andrea Macaluso, Tamara Balducci, Giovanni Dispenza, Valentina Grasso, Giusi Merli

e con la partecipazione di
Silvio Benedetto, Francesca Della Monica, Charlotte Delaporte, Anna Moroni


Drammaturgia musicale: Francesca della Monica
Movimenti di scena: Charlotte Delaporte
Azione pittorica: Silvio Benedetto
Luci: Valerio Geroldi, Tommaso Checcucci, Marcello D'Agostino
Ritratti video: Massimo Verdastro, Marzia Maestri
Opera video ‘Carmen in Fine’: Theo Eshetu
Consulenza filologica: Monica Longobardi
Organizzazione e comunicazione: Stefania Battaglia
Collaborazione alla promozione: PAV
Aiuto regia: Andrea Macaluso
Produzione:
COMPAGNIA VERDASTRO DELLA MONICA - TSI LA FABBRICA DELL’ATTORE
in collaborazione con:
Festival Internazionale Fabbrica Europa di Firenze, Fondazione Pontedera Teatro, Fondazione Sipario Toscana/La Città del Teatro di Cascina, Teatro delle Donne e Avamposti/Calenzano Teatro Festival, Società Dante Alighieri di Firenze, Palermo Teatro Festival, Centro Amazzone di Palermo, Associazione ArtistiperAlcamo e con il Patrocinio del Comune di Prato - Officina Giovani

Dal 13 al 19 aprile 2012
Capitolo I - La Pinacoteca di Eumolpo di Antonio Tarantino,
con un prologo - La guardiana di Luca Scarlini
Capitolo II – Tra scuola e bordello di Marco Palladini
Capitolo III – Quartilla di Letizia Russo

Dal 20 al 26 aprile 2012
Capitolo IV – La cena del nulla di Massimo Verdastro e Andrea Macaluso,
con due monologhi – Il lupo mannaro di Magda Barile e Fortunata di Letizia Russo
Capitolo V - Nell’anno di grazia post-naufragium di Lina Prosa

27-28-29 aprile 2012 , ore 19
Capitolo I – Capitolo II – Capitolo III- Capitolo IV - Capitolo V


orari: dal martedì al sabato ore 21 - domenica ore 18.00 – dal 27 al 29 aprile, ore 19
Prezzi: 20,00 euro intero, 15,00 euro ridotti di legge e nostri convenzionati.
Teatro Ragazzi ridotto studenti € 10,00 più omaggio al professore accompagnatore in matinée. € 12,00 serali o pomeridiane

Nessun commento:

Posta un commento