martedì 13 marzo 2012

Il balcone di Golda

PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
20 marzo | 1 aprile 2012

Il balcone di Golda
di William Gibson

Traduzione di Maria Rosaria Omaggio ed Enrico Luttmann
concessione Agenzia Danesi Tolnay

con Paola Gassman
regia Maria Rosaria Omaggio
musiche Luis Bacalov

costumi Sandra Cardini
aiuto regia Benedetta Baglioni
video Andrea Giansanti
fonica Valerio Rodelli
disegno luci Camilla Piccioni


Dal 20 marzo all’1 aprile, Paola Gassman porta in scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi Il balcone di Golda di William Gibson per la regia di Maria Rosaria Omaggio.
La pièce sulla vita della leader israeliana Golda Meir, mette in luce un periodo storico fondamentale per comprendere meglio il conflitto medio-orientale e offre, col sorriso, le sfaccettature di una delle maggiori figure del secolo scorso.


Golda’s balcony, ultimo lavoro teatrale di William Gibson, esce nel 2003 dalla abile penna di questo drammaturgo celebre soprattutto per “Anna dei miracoli” e “Due sull’altalena”. L’autore, affascinato dalla vita della leader israeliana Golda Meir, rilavorò al monologo “Golda” scritto nel 1977 per Anne Bancroft, la magnifica interprete di Anna dei miracoli, e che non era stato accolto come sperava. La nuova stesura fu finalmente un grande successo. Questo testo vanta, a tutt’oggi, il record di maggior tenitura di un monologo a Broadway con oltre 3.000 repliche. È stato messo in scena anche in tutti i Paesi di lingua spagnola.
Il ritratto di Golda Meir è toccante, coinvolgente e, oltre a mettere in luce un periodo storico fondamentale per comprendere meglio il conflitto medio orientale, offre col sorriso le sfaccettature di una delle maggiori figure del secolo scorso dalla semplice e complessa personalità. Non è un caso che Gibson sia stato considerato in America il miglior autore maschile di animi femminili.
Il balcone di Golda narra di due balconi: quello della sua casa a Tel Aviv, da cui vedeva il Mediterraneo con le navi cariche di ebrei che tornavano alla loro terra promessa e quello che si riferisce al soprannome dato ad un settore segreto all'interno della struttura di armi nucleari di Dimona nel deserto del Negev.
Ennio Flaiano scriveva che “In teatro si ritrovano i simboli delle cose perdute di vista” e l’autore, William Gibson, riassume in questa frase il senso profondo del suo testo:
“Cosa accade quando l’idealismo diventa potere?”
E potrei aggiungere: “Cosa accade quando protagonista dell’idealismo e del potere è una donna, influenzata anche dalle emozioni private e dall’ironia della sua formazione?”
Uno spettacolo necessario per almeno due motivi:
- I ragazzi italiani, e forse persino i quarantenni, non conoscono la Meir e quanto abbia fatto per il suo popolo. Dunque neppure sanno come sia nato Israele, pur ascoltando le costanti notizie sui conflitti in Medio Oriente!
- Essere donna non significa soltanto adoperarsi per essere un oggetto di piacere e Golda Meir è una delle figure femminili più importanti del secolo scorso.
Terzo motivo, e non meno rilevante, è che il progetto arrivi sui palcoscenici italiani con due artiste che, nonostante i tempi, non smettono di operare scelte di qualità con entusiasmo, competenza e passione.
Maria Rosaria Omaggio

Sono convinta che oggi più che mai essere un’attrice che abbia sincerità di intenti sia un ruolo oltre che di grande privilegio - tale penso davvero che lo sia - ed anche di enorme responsabilità perché le viene a volte affidato, come in questo caso a me, il compito certo non facile di restituire l’immagine integra e veritiera ma anche profonda e nascosta di una donna entrata a pieno diritto nella storia e quindi anche nell’immaginario di tutti.
Sono però altresì convinta che noi “donne” possediamo una dote istintiva che ci permette di raggiungere gli intenti affidandoci alla “memoria“ dei sentimenti che da sempre ci accomunano e ci spingono a non desistere. Ed è proprio con questa speranza che cercherò di raggiungere “Golda” affacciandomi al suo duplice balcone con timore, umiltà e rispetto, ma anche passionalità, tenacia e autorevolezza sicuramente confortata in questo arduo cammino dalla penna di un autore importante come Gibson e dalla affettuosa e competente complicità di una regista-donna come Maria Rosaria.
Paola Gassman

GOLDA MEIR (1898-1978)
Golda Mabovič, in seguito divenuta Meir, nata a Kiev il 3 maggio 1898 e morta a Gerusalemme l’8 dicembre 1978, è stata una politica israeliana, attivista nel movimento sionista che si prefiggeva di creare uno Stato israeliano sotto il mandato britannico, Ministro degli Esteri, quarto premier d'Israele (1969) e prima donna a guidare il governo del suo Paese, quarta a ricoprire tale posizione a livello internazionale.
Una donna che, paragonata al primo ministro britannico Margaret Thatcher, venne definita la "lady di ferro" della politica israeliana e quindi per determinazione e rigore strategico "l'unico vero uomo in Israele", tanto che anche David Ben-Gurion, ex primo ministro israeliano, era solito riferirsi a lei citandola come "il miglior uomo al governo". Ma nonostante questo, pur sempre una donna, una moglie, una madre, una nonna. In “Intervista con la storia” di Oriana Fallaci, le note biografiche sono anche di carattere personale: “nacque a Kiev, nel 1898, col nome di Golda Mabovitz, che crebbe in America, a Milwaukee, e qui sposò Morris Meyerson nel 1917, che nel 1918 emigrò con lui in Palestina, che il cognome Meir glielo impose Ben Gurion perché suonasse più ebraico, che il suo successo sbocciò dopo che era stata ambasciatore a Mosca al tempo di Stalin, che fumava almeno sessanta sigarette al giorno, che si nutriva principalmente di caffè, che la sua giornata lavorativa durava diciotto ore, che come primo ministro guadagnava la miserabile cifra di 240.000 lire al mese. Colei da cui dipendeva il destino di milioni di creature, colei che poteva fare o disfare la pace nel Medio Oriente, accendere o spegner la miccia di un conflitto mondiale. … Anche se non si è affatto d’accordo con lei, con la sua politica, la sua ideologia, non si può fare a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene”.

WILLIAM GIBSON (1914-2008)
The Miracle Worker (Anna dei miracoli) è il titolo del dramma che ha reso William Gibson (nato a New York City il 13 novembre 1914) internazionalmente famoso. Fu scritto nel 1957 e messo in scena per la prima volta a Broadway nel 1959, anche se inizialmente era stato concepito per la tv con repliche addirittura in 56 Paesi (difficile dimenticare la scena della fontana in cui Helen stabilisce quel «definitivo contatto»). Successivamente (nel 1962) fu trasformato in un film diretto da Arhur Penn con Anne Bancroft e Patty Duke (entrambe premiate con l'Oscar). The Miracle worker, versione per il palcoscenico, rimase in scena per oltre dieci anni (vinse naturalmente ogni genere di Tony Award, gli Oscar del teatro) ed è ancora replicato. Anche in Italia Anna dei miracoli trionfò sul piccolo schermo (nel 1968, protagoniste Anna Proclemer e Cinzia De Carolis) oltre che in teatro. Più di recente (1988), Mariangela Melato lo riportò in teatro con immutato successo. Forse per questo Gibson («aveva un talento particolare nel descrivere le donne» ha detto di lui Penn) rimase sempre l'uomo di Anna dei Miracoli. Nonostante abbia scritto una dozzina di romanzi e il seguito del suo successo (Monday after Miracle, 1982). I libri più venduti (La tela del ragno, 1956, e Due sull'altalena, 1958) sarebbero diventati film. Non c’è dunque da stupirsi che la sua Golda’s balcony (2003), monologo-biografia di Golda Meir, sarebbe finita -manco a dirlo- sui palcoscenici di Broadway e poi in tutto il mondo.

Paola Gassman
Attrice, si è dedicata quasi esclusivamente al teatro, a eccezione di alcune sporadiche ma significative apparizioni televisive in commedie e sceneggiati. Figlia d'arte, la madre era Nora Ricci, prima moglie di Gassman, si diploma all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico di Roma nel 1968 e subito dopo debutta con lo Stabile dell'Aquila, recitando in un testo di Osborne tratto da Lope De Vega.
All'inizio della carriera si ricordano i tre anni trascorsi nella compagnia “Teatro Libero” diretta da Luca Ronconi, che con lo spettacolo Orlando Furioso la vide presente in moltissime nazioni europee e negli Stati Uniti, culminando in una importante trasmissione televisiva a puntate.
Sempre in quel periodo prese parte agli spettacoli La tragedia del vendicatore per la regia di Ronconi e Cucina diretta da Lina Wertmuller. Entrò poi nella compagnia Brignone-Pagliai con gli spettacoli Spettri di Ibsen e Processo di famiglia di Diego Fabbri. Nel 1981 si forma la compagnia Pagliai-Gassman-De Santis, con cui nello stesso anno allestisce Il gatto in tasca , adattamento del testo di Feydeau di R. Lerici, con la regia di Proietti e l'anno dopo Il bugiardo di Goldoni, per la regia di A. Piccardi. Sempre con il marito recita nella compagnia Teatro e Società in Il piacere dell'onestà (1984) di Pirandello, regia di M. Castri, Giobbe (1985) di Karol Wojtyla, diretto da K. Zanussi e Domino (1987) di Marcel Achard, regia di L. Squarzina. Nell '87 partecipa all'allestimento de Il mercante di Venezia , diretto da O. Costa e presentato a Taormina Arte. L'anno dopo si forma l'inossidabile compagnia Pagliai-Gassman che produce numerosi spettacoli tra i quali: Scene di matrimonio (1988) di I. Svevo, Sogno di una notte di mezz'estate (1991) di Shakespeare con la regia di Mauro Bolognini e Ifigenia in Aulide (1992) di Euripide, presentati entrambi al festival di Borgio Verezzi. E ancora, Giù dal monte Morgan (1993) di A. Miller, regia di M. Sciaccaluga, Vita col padre (1994) di H. Lindsay e R. Crouse e Federico e la luna (1995), omaggio a García Lorca ideato e interpretato dalla Gassman e Pagliai. Nel '98 recita nel testo del padre O Cesare o nessuno, sulla vita e il mito di Edmund Kean, regia dello stesso Vittorio Gassman. È stata inoltre diretta dal padre Vittorio in Fa male il teatro e Bugie sincere.
Con la ditta teatrale Pagliai-Gassman si ricorda il lungo periodo dedicato a Pirandello: Liolà, Il piacere dell'onestà, L'uomo, la bestia e la virtù, Ma non è una cosa seria, e poi ancora Il gatto in tasca di Feydeau.
Ha recitato con registi quali Squarzina, Castri, Bolognini, Piccardi, Sciaccaluga, Ronconi, Maccarinelli, e tra i molti recenti spettacoli si ricordano Spirito allegro di Coward, Harvey di Chase, e Elena di Euripide, Viaggio a Venezia e La bottega del caffè di Goldoni. Negli ultimi anni col marito Ugo Pagliai si è dedicata anche alla poesia e a tutti quei brani che si legano alla memoria e al repertorio.
Nella scorsa stagione è in scena con Pietro Longhi con la commedia di Donald Churchill Divorzio con sorpresa per la regia di Maurizio Panici. Sempre con Pietro Longhi interpreta Una dozzina di rose scarlatte.
Nel 2007 ha pubblicato presso Marsilio Editore l'autobiografia Una grande famiglia dietro le spalle.


Maria Rosaria Omaggio
È un'attrice divenuta popolare in Italia giovanissima attraverso il piccolo e il grande schermo, non tralasciando mai il teatro.
Basti ricordare il successo tv di Edera in prima serata su Canale 5, la prima lunga fiction in 22 puntate diretta da Fabrizio Costa, II Generale di Luigi Magni con Franco Nero, Erland Josephson e Jacques Perrin, La valigia delle Indie e L'uomo di Suez di Christian Jaque e Donne di mafia di Giuseppe Ferrara.
Di prossima programmazione su RAI 1 il film di Anna Negri A fari spenti nella notte. Sta girando Walesa di Andrzey Wajda nel ruolo di Oriana Fallaci. Nell’estate 2011 ha girato un cameo in Bop Decameron di Woody Allen.
Per il cinema, dopo un fortunato debutto al fianco di Tomas Milian in Squadra antiscippo e Roma a mano armata, conquista il mercato di lingua spagnola con La lozana andalusa di Vicente Escrivá. Interpreta Culo e camicia con Renato Pozzetto di Pasquale Festa Campanile, Era una notte buia e tempestosa di e con Alessandro Benvenuti, Rimini Rimini di Corbucci, Adventures of Hercules con Lou Ferrigno e Incubo sulla città con Paco Rabal e Mel Ferrer. Jean Claude Lubjansky, aiuto di Peter Brook, la dirige ne Il triangolo a quattro lati con François Marthouret e Alain Maratrat e Muzzi Loffredo in Occhio nero, occhio biondo, occhio felino....., film premio De Sica alla XL Mostra del cinema di Venezia. Il corto Un’altra lei, scritto e diretto da Rocco Mortelliti, ha vinto il Festival di New York. Nel 2008 ha girato i corti Adagio di Patrizio Cigliano e Fine delle trasmissioni di Marcello Cotugno e ha il ruolo di Elsa Morante in Guido Rossa di Giuseppe Ferrara. Il corto Scorciatoie del giovane Simone Barbetti è stato selezionato al Giffoni Film Festival 2010 e The Museum of Wonders di Domiziano Cristopharo ha vinto il Fantafestival 2010. Sempre per Cristopharo ha appena finito di girare Bloody Sin.
In teatro è La schiava d'oriente di Carlo Goldoni, La Venexiana, Fedra di L. A. Seneca, La moglie di Claudio di Dumas, Spirito allegro di Noel Coward, ma la sua attività teatrale è vasta e articolata. Con L'impresario di W. A. Mozart, opera diretta dal Maestro Giuranna e allestita da Tonino del Colle, cominciò una fortunata collaborazione con musicisti. Hanno fatto seguito: George e Chopinsky - lettere in concerto con Luca Lionello e Roberto Parrozzani al pianoforte, Parole a fior D'acqua, da D’Annunzio con Adriano Paolini al piano, Le donne, i cavalier, l’arme… io canto con La Cortesia del Ballo e la musica rinascimentale di Armonia Antiqua, Alba Italica di Leoncavallo-Belvederi in onore di G. Mameli con l’orchestra diretta dal Maestro Bonavolontà, per il quale ha inciso anche Das Lied Von Der Erde (I canti della terra) di Mahler, Musiche di scena, a cura del Maestro Antonio Di Pofi, Le mille e una notte con gli Ecovanavoce e la Missa de Beatificatione, trasmessa in mondovisione dalla Sala Nervi in onore della beatificazione di Padre Pio, scritta dal Maestro Sergio Rendine con testi di Francesco Zimei, diretta da Maurizio Dones, con solista Josè Carreras. In occasione del Giubileo 2000, è ancora voce recitante con Mariano Rigillo su testi di Vincenzo De Vivo e Baget Bozzo, dell’opera Passio et resurrectio del Maestro Rendine per grande orchestra, i Solisti Aquilani ed Enzo Gragnaniello, più volte replicata. Il Teatro dell’Opera di Roma le ha affidato nel 2001 Udii la voce, udii il grido dalla Medea di Euripide, melologo in tre movimenti composto dal Maestro Alessandro Cusatelli, per voce, violoncello, percussioni e orchestra sintetizzata al computer. Ha interpretato e curato la regia di Histoire du soldat di Igor Stravinskij e il recital su poesie futuriste Zang Tumb Tumb FuturismOggi, Spettacolo concerto di teatro magnetico con Livio Matrone alle percussioni. Negli ultimi anni ha rivolto una particolare attenzione al rapporto letteratura e teatro, offrendo significative e applaudite prove con La santa sulla scopa scritta e diretta da Luigi Magni, Sotto banco di Domenico Starnone, chiamalavita tratto da opere e le canzoni ritrovate di Italo Calvino, per cui firma anche allestimento e regia e primo spettacolo italiano ospitato nell’Auditorium delle Nazioni Unite a New York. Con soprano, coro e pianoforte ha messo in scena Il canto di Didone da Virgilio, Ovidio e Ungaretti. Ha dato voce a Oriana Fallaci in readings, per una biopic in due puntate di RadioRai3 e per Radio Vaticana. È la Graciela di Diatriba d’amore contro un uomo seduto, messo in scena con musica dal vivo per la regia di Alessandro D’Alatri, unico testo teatrale del Nobel colombiano Gabriel García Márquez, che le ha concesso i diritti di rappresentazione e il testo è ora pubblicato in italiano negli Oscar Mondadori. È la Duse nel recente Sensi Dannunziani a Pescara. Festeggia col recital “Omaggio a voi”, i suoi primi 25 anni di teatro. Ha ideato Il teatro per l’Unicef (www.ilteatroperlunicef.com).
È un’appassionata studiosa di antropologia e ha pubblicato cinque libri, tradotti in varie lingue. L’ultimo è Il linguaggio dei gioielli, un importante volume illustrato sulla storia dell’ornamento, edito per i tipi della Baldini Castoldi Dalai, di cui è in lavorazione l’aggiornamento per la ristampa.
Oltre a tre Maschere d'argento, una targa Gromo alle Grolle di Saint Vincent e un Biglietto d'oro a Taormina, ha ricevuto per l'interpretazione di Shakespeare horror show, diretta da Claudio Boccaccini, il premio Salvo Randone 2000 e Versiliana, mentre i riconoscimenti Donna e cultura Campidoglio 2007 e Aquila d’oro 2009 per l'interpretazione del testo di Márquez.
Per l’intenso impegno attivo nel sociale è Goodwill Ambassador UNICEF.


Il pianista e compositore Luis Bacalov è nato a Buenos Aires, dove ha iniziato la sua formazione musicale all'età di cinque anni con il professor Enrique Baremboim continuando poi gli studi con Berta Sujovolsky (allieva di Schnabel).
Inizia giovanissimo l'attività concertistica in Argentina, come solista, in duo con il violinista Alberto Lisy ed in vari gruppi da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica americana dell'Ottocento e del Novecento.
In Italia e in Francia, a partire dagli anni '60, è molto attivo come compositore per il cinema, collaborando tra gli altri con registi quali Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Giraldi, Wertmuller, Kurys, Stora, Lefebvre, Borowczyk, Greco, i fratelli Frazzi, Pasolini, Fellini, Radford e Rosi.
Per le musiche de "Il Postino", con la regia di Massimo Troisi, ha avuto numerosi premi e nomination: il Davide di Donatello, il Globo d'Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d'Argento dell'Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Oscar dell'Accademia of Motion Pictures Arts and Science, il Premio Bafta (Brithish Academy for Film and Television Arts), il Premio "Nino Rota".
Per "La Tregua" di Francesco Rosi ha conseguito una nomination per il Davide di Donatello.

Bacalov svolge anche attività come pianista e direttore d'orchestra in Europa e America, sia per Radio e Televisioni che per Società di Concerti. Attualmente, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latinoamericani, incluse le proprie. É anche autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra. Ha recentemente terminato una composizione per soli, coro e orchestra intitolata "Misa Tango".
Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d'incontro fra diverse culture musicali, approdando ad un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea).

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