Fino al 6.5.2012
Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980
Roma, Palazzo delle Esposizioni
Una selezione di opere che hanno segnato il solco dell’arte contemporanea nel mondo
Da oltre oceano la bellezza e il prestigio di sessanta tra le opere più importanti e suggestive della collezione permanente dalla Solomon R. Guggenheim Foundation sono a Roma, in mostra al Palazzo delle Esposizioni. Un percorso che attraverso dipinti e installazioni si snoda lungo un periodo fondamentale della storia made in USA, a ridosso del secondo conflitto mondiale sino alla decade d’oro degli anni Ottanta: tra prosperità economica, rivolgimenti politici, conflitti internazionali e fioritura culturale. La collezione permanente della New York School - trapiantata in parte a Roma per tre mesi - pietra miliare e centro di riferimento per l’arte moderna e contemporanea, vanta i nomi di artisti che a colpi di genio hanno mutato la concezione di opera d’arte, innovato e sorpreso: Rothko, Pollock, Calder, De Kooning, Kline, Rauschenberg, Lichtstein, Neumann.
La mostra si estende lungo quattro lati, quattro così le sezioni in cui è divisa, quattro i grandi movimenti di riferimento in quarant’anni di evoluzione artistica. Nell’atrio centrale, a completare e sovrastare i visitatori, campeggiano i versetti: “Dust to dust, ashes to ashes, earth to earth” (terra alla terra, cenere alla cenere, polvere alla polvere), prestito dal sapore biblico ad un dominio prettamente profano.
Il trionfo della passione per l’arte, l’innovazione, l’avanguardismo, la sperimentazione portarono alla ribalta quello che nasceva nel 1937 - 54th Street di New York - come il Museum of Non Objective Painting quale piccola galleria espositiva, grazie alla consapevolezza che arte significa fornire appoggio ad artisti emergenti e non convenzionali.
Il percorso espositivo riflette questo tracciato, attraverso le grandi personalità di tre appassionati d’arte la cui opera è ben sottolineata dalle parole di Lauren Hinkson, curatrice della mostra: “Peggy Guggenheim, Lawrence Alloway e il conte Giuseppe Panza di Biumo, esposero, raccolsero e studiarono l’arte americana da profondi conoscitori di un mondo dell’arte che andava ben oltre i confini dei lori paesi”.

Richard Estes
the Solomon R. Guggenheim Museum
Summer 1979 - 79x140
Il filo rosso che collega l’intera esposizione è effettivamente il delinearsi del ruolo sempre più importante del Guggenheim da semplice vetrina espositiva della pittura astratta europea a centro internazionale di riferimento per l’arte contemporanea: quattro fasi, quattro tempi.
Nella prima sezione, osserviamo diversi approcci all’astrazione della decade 1945-55, raccolti da Peggy Guggenheim in alcune opere della sua collezione, offrendo visibilità ad alcuni tra gli artisti americani che al tempo, ispirandosi al surrealismo europeo, consacrarono il primo grande movimento del dopoguerra, l’Espressionismo astratto.
Si prosegue poi verso una seconda e decisiva fase dell’arte americana: la Pop Art, nata come satira e parodia dell’industrializzazione, finita per divenirne mero emblema. La sezione espone alcune delle opere tratte dalla celebre mostra Guggenheim del ’63: Six Painters and the object.
Un terzo ed ulteriore sguardo, dall’America all’Italia, nella città di Varese, dove il conte Giuseppe di Biumo, raccolse nella sua residenza privata, opere (passate al Guggenheim nel 1991) di reazione e protesta verso l’arte pop ovvero creazioni fredde, dalle forme geometriche elementari, dai colori stesi uniformemente e linearmente su superficie piane. Un trionfo anche qui di materiali industriali tra i quali lo spettatore è chiamato in causa affinché sia l’opera stessa a rapportarsi con la struttura del corpo umano.
Ed infine la quarta sezione, dove il post minimalismo e l’arte concettuale divengono padrone: una sezione emblema della critica all’opera d’arte in sé, al concetto stesso di arte, galleria o museo. Il pubblico è chiamato a completare l’opera ancor più di prima: il risultato è un prodotto perennemente in fieri, segno di una composizione fondata sul pensiero, sull’idea, conseguente abbandono del fine puramente estetico/figurativo.
Da concedersi per essere proiettati tra le atmosfera della Grande Mela eppure ad un passo dal centro di Roma.
sara felline
mostra visitata il 19 Febbraio 2012
Dal 7 Febbraio al 6 Maggio 2012
Il Guggenheim: l’avanguardia americana 1945 – 1980
A cura di Lauren Hinkson
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194
Orari: ore 10-20 (Domenica, Martedì, Mercoledì, Giovedì) ore 10-22.30 (Venerdì e Sabato) – Lunedì chiuso. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
Biglietti: intero €12,50 – ridotto €10 – gruppi €10 per persona e scuole €4 per studente dal Martedì al Venerdì eccetto festivi.
Info e prenotazioni: 06 39967500
Catalogo SKIRA
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