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martedì 22 gennaio 2013

LA RICOTTA

Direttore artistico Manuela Kustermann 
Stagione Teatrale 2012-2013 


25,26,27 GENNAIO 2013
CHARLOT e MIND PRODUCTION
di Pier Paolo Pasolini
Antonello Fassari e Adelchi Battista
progetto musicale di Lele Marchitelli

Dedicato a Pasolini 

“Non è difficile prevedere per questo mio racconto dei giudizi interessati, ambigui, scandalizzati. Ebbene, io voglio qui dichiarare che comunque si prenda “la ricotta”, la storia della Passione, che indirettamente “la ricotta” rievoca, è per me la più grande che sia mai accaduta, e i testi che la raccontano i più sublimi che siano mai stati scritti.” 

Pier Paolo Pasolini “LA RICOTTA” (1964) è un racconto che è diventato l’episodio di un film dal titolo “RO.GO.PA.G.” prodotto da Bini. Siamo sul set cinematografico dove si gira un film sulla Passione di Cristo. Stracci, il protagonista, che fa la parte del Ladrone buono, fra una pausa e l’altra della lavorazione cerca di trovare di che sfamarsi, poiché ha dato alla moglie e ai sette figli il suo cestino. Sullo sfondo, raccontati, i personaggi tipici del grande carrozzone cinematografico: il regista, illuminato e assente, il giornalista inconsapevole marionetta del sistema, il produttore, la Maddalena, le altre comparse. Una umanità fotografata nel suo rapporto con l’Assoluto e con il profano, come in una sorta di Giudizio Universale, dove Stracci, il generico che diventa protagonista, trasfigurato dalla ricerca del cibo, affronta un Calvario reale ma invisibile a tutti gli altri.

Antonello Fassari 


Teatro Vascello 
Via Giacinto Carini 78 
Zona: Monteverde ROMA 
biglietti: intero 20,00 euro, 
ridotto 15,00 euro, 
ridottissimo 12,00 euro studenti,
 promozioni gruppi di almeno 10 persone 

promozione@teatrovascello.it - botteghino@teatrovascello.it 
orari: venerdì e sabato ore 21 domenica ore 18.00 
Per contattarci >>> Cristina D’Aquanno ufficio stampa e promozione 
3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623 
Per i vostri suggerimenti promozione@teatrovascello.it www.teatrovascello.it

SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO 
UNO SPAZIO DI LIBERTA’ DOVE L’IMMAGINAZIONE DIVENTA REALTA’

Come raggiungerci: Il Teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio a Roma sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo. Con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma tel 06 5800108; Via Francesco Saverio Sprovieri, 10, Roma tel 06 58122552; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma tel 06 5803217 


Con mezzi pubblici: autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano: da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello 


giovedì 27 dicembre 2012

WORDSTAR(S)

Direttore artistico 
Manuela Kustermann

Stagione Teatrale 2012-2013

dall'8 al 20 GENNAIO 2013

Teatro Stabile del Veneto

WORDSTAR(S)

di Vitaliano Trevisan
con Ugo Pagliai
Paola di Meglio e Alessandro Albertin
e con Paola Gassman
regia Giuseppe Marini

Note di regia
Sebbene poco incoraggiata, quando non decisamente maltrattata, la nostra drammaturgia contemporanea mostra, malgrado tutto, importanti segnali di vitalità da cui si stagliano delle punte avanzate di cui vale la pena occuparsi. Un plauso e un ringraziamento particolari, dunque, al Teatro Stabile del Veneto e al suo direttore per questa esemplare e significativa controtendenza.
Wordstar(s) di Vitaliano Trevisan è, lo affermo subito e con imprudente faziosità, un testo importante, a suo modo, un classico. In primo luogo per la sua qualità meta-testuale e metadrammatrica, capace di fare del medium usato il proprio tema e la propria narrazione. Il linguaggio e la scrittura diventano, in modo autoriflessivo, materiale del racconto, la forma stessa diventa sostanza narrativa.
Ulteriore motivo di originalità e fascinazione, Wordstar(s) è scritto senza punteggiatura e con gli ‘a capo’ tipici delle strutture versali e funzionali alla proposta di una lingua artificiale, ricreata in provetta, che aspira a farsi distillato purissimo, partitura.
L’artificio è tuttavia così abilmente condotto e sorvegliato da conservare al linguaggio il suo simulacro di quotidianità. A ribadire la centralità tematica della scrittura, insieme al titolo (WORDSTAR è, nel linguaggio del computer, un programma di scrittura, peraltro ormai obsoleto) lavora un sottotitolo, altrettanto suggestivo: ritratto di scrittore come uomo vecchio (mi è parso subito il titolo di un quadro di Francis Bacon e questa forte suggestione non ha mancato di reclamare i suoi diritti e le sue urgenze in sede scenografica, nei costumi, nell’uso della luce e del colore, appunto, alla Bacon).
Ma è la scelta dello scrittore a chiudere coerentemente il cerchio di questa profonda meditazione sulla scrittura. E quale altro scrittore se non Samulel Beckett, che ha dedicato (sacrificato) l’intera esistenza alla sua irriducibile ossessione per il linguaggio e che ha spinto la letteratura e il teatro al limite delle loro (im)possibilità espressive, portandole al collasso per usura. Lo scrittore che, partendo dal presupposto che l’immaginazione è morta e la vena creativa esaurita, corteggia l’idea della fine della letteratura e della parola che si stempera nel silenzio da cui trae origine e a cui vuol fare ritorno. Lo scrittore più fedele all’idea dell’arte come fallimento inevitabile (“essere artista è fallire – scriveva – così come nessun altro ha il coraggio di fallire” o ancora “nessuna capacità di esprimere… insieme all’obbligo di esprimere”).

Tenendosi al riparo dalla cronistoria o dalla biografia teatralizzata, Wordstar(s) narra (con libertà immaginativa che ha consentito possibili e pertinenti pennellate bernhardiane nella composizione del ritratto) gli ultimi giorni - o forse ore - di vita del grande scrittore, colto nella sua quotidianità comicamente scandalosa. La vertigine del pensiero e il tormento creativo dell’artista si coniugano con la tragicomica goffaggine dell’uomo, letteralmente in mutande, e di un corpo, cervello compreso, che va in malora e che impedisce le più elementari attività quotidiane, come tagliarsi le unghie dei piedi. Al flusso monologante del protagonista fanno da contrappunto le due figure femminili di Suzanne e Billie – la moglie e l’amante - che nel loro chiacchiericcio post mortem, logorroico e delirante, sembrano proprio (e così le ho trattate registicamente) due creature beckettiane nel loro teatrino purgatoriale…così da avere sullo stesso palcoscenico lo scrittore e il suo teatro in un alternante doppio registro con cui, a mio avviso, respira il testo-spettacolo. Analogo trattamento, un po’ meno marcato, per la figura del giornalista-professore-biografo Knowson, che vagheggia fortune editoriali sulla vita di Samuel. Ringrazio ancora chi ha ritenuto di dover affidare a me la cura registica di questo atto di nascita. Nel farlo ha forse tenuto conto di quella sorta di primo amore per il gigante irlandese come nulla osta ad occuparsi di Wordstar(s), o, forse, per favorire un avvicinamento di due beckettiani incalliti, quali Trevisan e me…
E grazie a Ugo Pagliai che ha immediatamente creduto nel progetto abbracciandolo col coraggio e la spericolatezza del grande artista della scena… anche se abbiamo immediatamente escluso di lavorare in maniera mimetica alla costruzione di questo ritratto, fare Beckett non era uno scherzo… guardatelo e ascoltatelo: una meraviglia.


Giuseppe Marini 
Note dell’autore
WordStar, il più diffuso programma di scrittura prima dell’avvento di Microsoft Word. Niente più stelle, solo parole. Allo stesso modo, come un programma di scrittura ormai obsoleto, si spegne un vecchio scrittore, Samuel – direttamente ispirato alla figura e alla biografia di Samuel Beckett –, incalzato dal ricordo della moglie e dell’amante, entrambe inaspettatamente morte prima di lui, e tormentato dalla presenza del direttore di una rivista di studi a lui dedicata, che cerca di carpirgli un’ultima “illuminante” dichiarazione.


Vitaliano Trevisan

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde _ ROMA biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro _ studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 12,00 euro

orari: dal martedì al sabato ore 21 domenica ore 17.00 
Per contattarci >>> Cristina D’Aquanno ufficio stampa e promozione 
3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623

mercoledì 19 dicembre 2012

Una serata per ricordare Tito Piscitelli


venerdì 21 dicembre ore 21
al Teatro Vascello di Roma (Sala Studio)

Una serata per ricordare Tito Piscitelli

con Manuela Kustermann, Danilo Nigrelli, Arturo Cirillo, Fabrizio Parenti, Nuccio Siano e tanti altri amici.


Regista teatrale, 42 anni, napoletano, Attilio “Tito” Piscitelli è stato ucciso il 24 novembre durante una rapina a Salvador de Bahia, la città in cui viveva da anni. Prima di trasferirsi in Brasile aveva firmato spettacoli da testi di Mishima, Müller, Bernhard, Von Mayerburg e Fassbinder. In Brasile aveva collaborato con varie associazioni per il recupero dei ragazzi a rischio. Uno dei suoi progetti più importanti si intitolava “Todos nós-Tutti noi” e coinvolgeva cinquanta adolescenti dei Quartieri Spagnoli e di Salvador de Bahia. Lo spettacolo è andato in scena al Mercadante di Napoli e al Teatro Vascello di Roma nel 2006.

Alla serata in sua memoria, che si svolgerà al Teatro Vascello il 21 dicembre alle 21, parteciperanno tra gli altri Manuela Kustermann, Danilo Nigrelli, Arturo Cirillo, Fabrizio Parenti, Nuccio Siano, Patrizia Zappa Mulas che leggeranno brani dai suoi autori preferiti.

ingresso libero 
Teatro Vascello
Via G. Carini, 78 
 Roma