E' una storia semplice e popolare ambientata a Napoli, ma riconducibile ai ragazzi di tutte le città del mondo.
Due ragazzi, Saverio De Lucia e Raffaele Capasso, “‘o russo”, usciti dall’istituto di correzione per minori di Nisida, prendono strade diverse e si perdono di vista. Si ritrovano dopo vent'anni. Saverio è un prete di strada che si dedica al volontariato ed in particolare al recupero dei ragazzi del quartiere cercando di appassionarli alla musica, Raffaele ‘o russo è un camorrista e quei ragazzi tende ad usarli come corrieri per i suoi loschi traffici. Tra i due nasce un conflitto di intenti e di personalità che si acuisce sempre di più, fino al punto che “‘o russo”, incapace di affermare se stesso se non attraverso la violenza, arriverà ad uccidere Don Saverio. Ma quel suo gesto, che sul momento sembra una vittoria, segnerà in realtà la sua sconfitta. La morte di Saverio darà al gruppo dei ragazzi la forza di ribellarsi alla camorra e di lanciare contro di essa, attraverso la musica, un grido di dolore, disperato e liberatorio, che diventa il grido di disprezzo di tutta la città.
La mission di Scugnizzi
Indicare un’alternativa, una possibile strada, un possibile mestiere a dei ragazzi che hanno particolare attitudine e passione per la musica e il teatro, offrendo loro un’occasione di lavoro vero e proprio, che possa, ci auguriamo, anche proseguire nel tempo. “Scugnizzi” come una palestra, un laboratorio, un’opportunità. Moltissimi dei nostri ragazzi delle precedenti edizioni (sia attori che tecnici) lavorano oggi stabilmente e con successo in teatro, in cinema ed in tv. Tra noi della Compagnia spesso ci diciamo che “Scugnizzi” è una mentalità, un desiderio di riscatto, un modo un po’ insolito di essere napoletani, lontano dagli stereotipi e dai luoghi comuni del “napoletanismo”. Questi meravigliosi ragazzi sono la speranza e la faccia pulita di Napoli.
Claudio Mattone
DA MERCOLEDì 9 MARZO A DOMENICA 3 APRILE
TEATRO SISTINA
TEATRO SISTINA

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