venerdì 18 marzo 2011

CONFITEOR

AMBRA
TEATROALLAGARBATELLA
piazza Giovanni da Triora, 15
tel. 06 81173900
ORARIO: sab. h 21.00 - dom. h. 17.00
biglietti: interi € 15,00 ridotti € 12,00
19 e 20 marzo 2011

CONFITEOR

di Giovanni Testori
regia di Alfredo Traversa
con Valerio Tambone e Antonella Fanigliulo
Rino ha ammazzato il fratello Nando ,diversamente abile, insieme all’unico amico che il giovane aveva trovato nella casa di cura in cui era ricoverato. viene incarcerato, ma non crede nell'amore che salva tutti o nel semplice perdono. Quindi, decide che l'unico modo è espiare la colpa attraverso le più feroci torture e violenze del carcere, accettate come dono di salvezza. Finché non verrà ucciso lui stesso. Dopo la morte, inizia il suo dialogo pubblico con la madre, figura poetica e struggente. Tra tutti i mezzi di auto-flagellazione che poteva scegliere per confessare, Rino sceglie il più crudele , ovvero il teatro, che gli permetterà di raggiungere l'espiazione attraverso la reiterazione sistematica del duplice omicidio.

Il teatro' diventa così necessità, mero mezzo per rivivere raccontando ogni sera, sul palco, ciò che ha commesso, trasformandosi in punizione. La parola si fa corpo, sangue, ferita brutale e aperta, amore.

La necessità di andare in scena con l’opera Confiteor è stata una decisione condivisa e vissuta con totale trasporto dagli interpreti. L’urgenza di comunicare, o meglio, di vivere con lo spettatore lo stesso spazio, lo stesso tempo, l’identico disorientamento, è divenuta urgenza dell’anima, urgenza dell’attore che tutto dona, tutto chiede, possibilità ultima di continuare a riaffermare la supremazia dell’arte teatrale, trasformazione del teatro in luogo sacro per una comunità, spazio scenico che offre l’occasione di ritrovarsi perdendosi.

Il Teatro di Testori, meglio il CONFITEOR di Testori è opera imperdibile; provare a metterla in scena significa verificare la dimensione spirituale del Teatro. Ha significato per noi morire in scena. Nella proposta attuale è momento di resurrezione. Per un teatro che non può non essere necessario: un teatro che sia casa e tomba; un teatro vecchio e nuovo; un teatro che ha bisogno di scrollarsi di dosso l’indifferenza ed il perbenismo. Vedere quest’opera e questi attori diventa atto coraggioso perché la Vita vuole coraggio.

Nessun commento:

Posta un commento