Dal 7 maggio al 2 giugno 2013
Noli Foras ire
Palazzo delle Esposizioni – Sala Fontana
Roberto Ferri
Uno stupefacente viaggio alla scoperta dell’Io, tra Bene e Male, sacro e profano, visione e classicità.
Dal 7 maggio al 2 giugno 2013 va in scena “Noli Foras Ire”, una mostra che include trentasei opere di Roberto Ferri, artista figurativo contemporaneo di ispirazione caravaggesca.
Originario di Taranto, 32 anni, laureato - con lode - Accademia di Belle Arti a Roma, l’artista esibisce la prima one-man show "Roberto Ferri e il sogno del Parnaso" nel Centro di Arte Contemporanea di Roma. Profondamente ispirato da pittori del barocco (in particolare Caravaggio) e di altri antichi maestri del Romanticismo, l'accademismo, e Simbolismo (David, Ingres, Girodet, Gericault, Gleyre, Bouguereau, Moreau, Redon, Rops, ecc), le opere di Ferri sono già presenti in molte importanti collezioni private a Londra, Parigi, Madrid, Barcellona, Miami, New York, San Antonio, Roma, Milano, Malta, Dublino, Boston, e il Castello di Menerbes, Provenza.
Nella splendida cornice del Palazzo delle Esposizioni di Roma, si possono ammirare ventiquattro dipinti su tela e dodici disegni e bozzetti preparatori eseguiti con tecniche varie.
Costamntente in bilico tra classicismo e contemporaneità, Ferri unisce l'estremo realismo di pose ed espressioni umane - che testimoniano l'ottima conoscenza anatomica dell'artista- ad un senso di oniricità che genera stupore e meraviglia nello spettatore. Nella pittura di Ferri non c’è solo il Seicento italiano di Michelangelo Merisi o Guido Reni; il giovane artista possiede la capacità di Michelangelo con il retaggio del Surrealismo di Dalì, del fantasy dei fumetti, dei film di fantascienza come Alien, e guarda alle esperienze visive di David Lachapelle. Un artista così consapevole della sua tecnica da potersi permettere di fondere insieme angeli e demoni, aspirazioni spirituali e vincoli della carne, la purezza e l'impudicizia.
La mostra è organizzata da Franco Senesi Fine Art, Simona Gatto e Francesca Sacchi Tommasi, con la supervisione artistica di Vittorio Sgarbi, di Claudio Strinati, dirigente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e di Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa.
Da dove nasce Noli Foras Ire?
“Ho voluto confrontarmi con un detto di S. Agostino che recita: Noli foras ire in te ipsum redi in interiore homine habitat veritas (Non andare fuori, rientra in te stesso, è nel profondo dell'uomo che risiede la verità). In parte rispecchia il lavoro proprio dell’artista: quello di calarsi nel bozzolo dell’Io per poi riuscire a trovare una risposta.
Questa mostra rispecchia un po’ tutta la mia poetica, quasi a 360 gradi; una continua ricerca di se in cui l’uomo riscopre il bene, così come tira fuori il male residente nella propria anima.”
Un monito a non uscire fuori dalla propria interiorità, un viaggio non sempre felice. Scavando dentro noi stessi possiamo trovare soprattutto del marcio. Un concetto molto caro a Ferri, quello della dualità tra bene e male, che esprime mettendo insieme figure umane anatomicamente impeccabili che recano al loro interno scarafaggi, zanne e mostruosità che tutti, nessuno escluso, quotidianamente nasconde. Un Male che entra ed esce dalla carne bianca e perfetta.
“E’ una parte di noi con cui conviviamo costantemente. A volte ce ne vogliamo liberare, come accade in Negredo: la materia al nero, quella della fase alchemica che assurge alla liberazione e alla materia sublimata” continua Ferri.
Cosa si prova nell’essere considerato il nuovo Caravaggio?
“E’ una bella responsabilità ma è anche molto gratificante. Essere recensito da grandi ed affermati critici di fama internazionale è un bel fiore all’occhiello che posso sfoggiare (ride)!
Fondamentalmente, faccio quello che mi viene più naturale. La responsabilità non si tramuta in uno sforzo, anzi: diciamo che è un continuo raccontare se stessi. La gente ci si ritrova e questa è la cosa più bella del mio lavoro e della mia passione. Il dono ci deve essere, ma lo studio deve compensare il dono; altrimenti, se manca uno, cede l’altro. Ad esempio, Requiem è stato portato avanti per un anno e mezzo circa; ma il tempo è relativo, tutto dipende sempre dalla forza e dalla spinta vitale che mi suggerisce ogni mia opera.
Insieme alle opere della personale, sono stati presentati i dipinti raffiguranti le quattordici stazioni della Via Crucis commissionati nel 2010 a Ferri per la Cattedrale di Noto, meraviglioso esempio di arte ed architettura barocca siciliana. Alcuni di questi dipinti sono stati esposti nel 2011 a Palazzo Grimani di Venezia in occasione della Biennale Internazionale d'Arte, evento da cui nacque l'idea di Roberto Ferri e del critico e giornalista Fabio Isman di esporre in anteprima il lavoro completo in una prestigiosa sede romana, come il Palazzo delle Esposizioni, prima della definitiva collocazione nella Cattedrale a novembre 2013.
Ferri lavora e abita a Sutri, nel cuore della Tuscia, terra di ricca di fascino e storia. Nel corso della sua carriera, ha inoltre prestato la sua arte per il terzo romanzo dello scrittore e amico Alessandro Vettori, “Le Rêve du Diable”, un libro che parla dei limiti dell’arte, fin dove essa può spingersi e cosa possiamo chiamare arte e cosa no. Una collaborazione nata sotto il segno dell’entusiasmo e del rispetto per il lavoro di entrambi.
“Noli Foras ire” è il viaggio di un uomo sempre in bilico tra la scoperta della sua interiorità e il male che ne deriva. Un fatto da spurgare o accettare.
Questo dipende solo da noi.
Martina Colelli
ROBERTO FERRI "NOLI FORAS IRE"
e la presentazione della Via Crucis per la Cattedrale di Noto
Palazzo delle Esposizioni – Sala Fontana
Roma, via Nazionale 194
7 maggio – 2 giugno 2013
Martedì, mercoledì, giovedi e domenica dalle 10 alle 20 – Venerdì e sabato dalle 10 alle 22.30. Lunedì chiuso
info.pde@palaexpo.it - www.palazzoesposizioni.it




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