Serata Campanile
Fino al 17 Marzo 2013
Teatro Due – Roma
testi di Achille Campanile
di e con
Cristina Borgogni, Massimo Fedele, Paolo Lorimer
una produzione TSI La Fabbrica dell’Attore –Teatro Vascello – Roma
Tre leggii che dominano la scena, tre attori e le loro voci, l'immaginazione del pubblico che, con tanta attenzione segue le rocambolesche vicende lette e interpretate sul palco: questi gli ingredienti di un recital all'insegna di un umorismo “d'altri tempi”.
Eleganza, raffinatezza e ironia sono le parole d'ordine che legano un noto umorista romano, le sue storie e tre bravi attori che riescono a riportare con garbo sulla scena lo spirito e il buongusto del surreale tanti cari all'autore.
Achille Campanile rivive, con la sua verve, attraverso le voci di Paolo Lorimer, Cristina Borgogni e Massimo Fedele che hanno preso in prestito dall'umorista le sue parole e le hanno riproposte sotto forma di scene: scene veloci che arrivano subito al pubblico, proprio come le parole dirette e talvolta taglienti dello stesso autore.
Brani estratti da alcune opere del Campanile come “Tragedie in due battute” “Manuale di conversazione” “Vita di uomini illustri” e altri.
Freddure, battute simpatiche e mai volgari con quel gusto del primo '900 che riaffiora tra i versi ma soprattutto tra i giochi di parole.
Si assiste quasi increduli agli ingarbugliati discorsi che nascono tra i vari personaggi dello spettacolo che danno vita ad esilaranti scene di fraintendimenti e mettono in evidenza le tante sfaccettature della nostra lingua italiana. E
Esempio classico, e forse maggiormente conosciuto, il lungo discorso sull'Acqua Minerale che porta all'esasperazione i personaggi, per passare alla discussione su come poter comunicare la morte di un caro attraverso un semplice telegramma senza creare troppi scompensi ai destinatari della notizia, o al tentativo di trovare un nesso tra l'immortalità dell'anima e gli asparagi.
Tutti discorsi che nella loro assurdità seguono pur sempre un filo logico e non fanno una grinza creando delle simpatiche situazioni.
Un elegante tuffo nel passato che porta il pubblico a godere di uno spettacolo come se stesse guardando un filmato in bianco e nero dei primi anni del secolo scorso: complice anche la colonna sonora che intervalla alcune scene in cui risuonano le voci del Trio Lescano coi loro “tulli tulli tulliipan” per passare a canticchiare “Maramao perchè sei morto”.
Giochi di parole basate su uno humor intelligente, dal gusto tipicamente italiano con un'ironia da cogliere tra le righe.
Lo stile di Campanile si contraddistingue per una prosa curata, precisa, pignola, con la costante ricerca di impeccabilità linguistica e tanto precisi e impeccabili appaiono i tre attori in scena che riescono a destreggiarsi benissimo nei contorti ragionamenti lasciatici in eredità dal Campanile e riescono a mettere in scena il gusto surreale di quelle realtà che nasce dalla penna dell'autore.
ileana talarico
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