Dal 23 al 25 novembre 2012
Salerno, Teatro delle Arti
Via Guerino Grimaldi, 7
Inizia con l’incipit classico delle fiabe il racconto proiettato sui favolosi anni ’60, quegli anni che hanno fatto la storia e che gli adulti di oggi ricordano ancora con grande nostalgia. Lo spettacolo, scritto da Caludio Tortora, recitato da Renata Tafuri e Antonello Ronga, animato dall’eccezionale corpo di ballo diretto da Pina Testa, con le scenografie di Peppe Natella, l’orchestra Polymusic e le musiche di Marcello Ferrante, si sviluppa seguendo un leitmotiv che ripercorre le diverse tappe di quel decennio entrato ormai nel mito.
Si comincia con l’ingresso di un uomo che, attraversando la platea, sale sul palco ed insieme alla band intona uno dei brani più noti di Lucio Battisti. Si entra nel vivo del racconto quando inizia una schermaglia tra una donna che ha vissuto quegli anni, contrassegnati dal boom economico, ed un giovane che, invece, protesta perché non comprende tutto questo fervore nel ricordare quel periodo in quanto egli preferisce di gran lunga l’epoca attuale ma la donna, con fare materno, gli consiglia di sedersi ad ascoltare perché potrebbe ricredersi in merito. Nel corso dell’evento sono numerose le proiezioni di filmati degli anni ’60 a partire dalla storia della Lambretta, della Vespa e della tanto bramata auto, acquisto che attestava lo sviluppo economico in corso e che contribuiva all’espansione del Nord, crogiolo di lavoratori che affluivano a Milano o a Torino non solo dalla provincia ma anche dal ben più lontano meridione. Gli attori e le cantanti dell’epoca sono ormai entrate nel mito: le celebri Gina Lollobrigida e Ingrid Bergman, la fascinosa Brigitte Bardot, l’algida Patty Pravo, la stella del Gattopardo, Claudia Cardinale, donne ancora oggi al centro dell’attenzione; l’allora giovane e carismatico Vittorio Gassman, la comicità senza tempo del grande Totò, la bellezza mediterranea di Sofia Loren, la goliardia di Alberto Sordi.
E come dimenticare le invenzioni nate in quel decennio d’oro? Il rimmel e la minigonna, oggetti del desiderio per tutte le donne che sognavano quell’emancipazione negata loro per secoli. Ma quelli non erano solo anni dedicati agli show e ai beni materiali bensì erano anni in cui operavano uomini contraddistinti da un carisma che rivive ancora: John F. Kennedy, il presidente più popolare ed amato, Martin Luther King che incitava le masse spingendole a sostenere i diritti civili degli esseri umani discriminati. Erano quelli gli anni in cui la televisione faceva il suo ingresso nelle case degli italiani animando le serate delle famiglie con programmi per tutti, come Rintintin, Lassie, Lascia o Raddoppia mentre i piccoli avevano la consuetudine di andare a letto dopo aver visto Carosello.
Il racconto prosegue ed il giovane, molto scettico all’inizio, si appassiona ascoltando le storie di chi ha vissuto quegli anni, si entusiasma vedendo le coreografie magistralmente interpretate dalle quattro coppie d ballerini che fanno rivivere quel tempo danzando sulle note di Pepito, Tu si na malatia e St. Tropez twist di Peppino di Capri. Negli anni ’60 c’erano grandi campioni dello sport come Gianni Rivera ma quella era anche l’epoca del primo sbarco sulla Luna e del papato di una figura come Giovanni XXIII che è entrato nella storia per la sua umanità e per il celebre discorso della Luna in cui, teneramente, raccomandava ai genitori di portare ai propri piccoli una carezza da parte del Papa. È questa anche l’occasione per riflettere sul reale significato della vita accusata, troppo spesso, di regalare solo giorni tristi come recita la canzone di Elio Gandolfi interpretata da una giovane donna, dimenticando invece che essa è il dono più prezioso mai ricevuto.
Gli anni del boom economico erano caratterizzati dai grandi temi sociali come l’emancipazione femminile, l’aborto, la guerra in Vietnam, la prima circolazione dell’hashish e della marijuana; la colonna sonora per eccellenza era cantata dai Beatles che mandavano in delirio i giovani dell’epoca. Erano gli anni in cui operavano le Brigate Rosse e iniziava la dittatura di Fidel Castro, mentre Mao Tse - tung, portavoce del Partito Comunista, univa la Cina educandola ai suoi principi. Poi, un po’ alla volta, arrivò il declino di quegli anni d’oro fino a giungere ai giorni nostri animati solo dai reality, dagli scandali che interessano la politica, dalla crisi attraversata dalla Chiesa. L’epoca attuale è in mano ai tronisti, nuovi idoli dei giovani; la nostra età si identifica con fatti di cronaca eclatanti come quello riguardante la Costa Concordia, lo scandalo di Cortina, la mancanza di soldi ai pensionati contro l’eccessiva prodigalità per gli stipendi di chi conta; i giudici vengono a loro volta accusati degli stessi reati che dovrebbero giudicare e padroneggia solo chi è più forte del suo prossimo: ma qual è la possibile soluzione? Semplice, uno sciopero del pensiero, come suggeriscono i protagonisti dello spettacolo, un nuovo inizio, un’elezione popolare che ribalti tutto e tutti così da preservare il futuro e le nuove generazioni. D’altronde, l’unico momento per essere felici è quello attuale.
Uno show suggestivo e d’effetto quello messo in scena dagli artisti e che nel corso di circa due ore ha permesso ai non più giovani di tornare indietro nel tempo e, contemporaneamente, ha consentito ai ragazzi di entrare nel vivo di un decennio rivoluzionario sotto numerosi aspetti. E il confronto tra le due epoche vede in netto vantaggio gli anni ’60, anni di certo più semplici dove ciò che per noi è ormai consuetudine, per i nostri genitori era motivo di lotta e di fatica ma, almeno, le piccole vittorie quotidiane erano realmente sentite perché mai date per scontate.
francesca salvato
Dal 23 al 25 novembre 2012
Salerno, Teatro delle Arti
Via Guerino Grimaldi, 7
Orario spettacoli: 23 e 24 novembre h. 21.00/ 25 novembre h. 18.30
Durata: 2 ore
Nessun commento:
Posta un commento