mercoledì 31 ottobre 2012

LE MEMORIE DI UN IMPRESARIO




Immagine in linea 1
 
piazza Giovanni da Triora, 15 - Roma
dal 1 al 4 novembre

La Compagnia del Capannone

presenta
Carlo Molfese
che racconta

LE MEMORIE DI UN IMPRESARIO


ovvero
In principio era il Teatro
due tempi di Marcello e Marco Molfese da un’idea di Mario Moretti e Carlo Molfese
con Antonio Coppola, Loredana Castrovilli, Maria Giordano e Emanuele Pedini
musiche di Nino Rota, Fiorenzo Carpi, Antonio Sinagra
impianto scenico Toni Sarnataro elaborazioni Musicali Mariano Perrella
coreografie Alessandra Puglielli
regia Marco Simeoli 

Molfese racconta la sua storia. Questo napoletano doc rappresenta in realtà un pezzo importante della storia recente del teatro a Roma. Fu lui che nel lontano 1976 creò il primo vero Teatro Tenda a piazza Mancini, s’inventò, insomma, il primo palcoscenico popolare non fatto di mattoni, non chiuso in un palazzo, senza velluti, senza poltrone rosse. L’idea di un teatro “mobile” e non “stabile”, potenzialmente itinerante, aperto a un pubblico non borghese. In altri termini, per quell’epoca, un’autentica rivoluzione. Un teatro non convenzionale, che però, fino al 1984, ospitò il meglio della creatività teatrale del momento: dal classico alla sperimentazione, dalla grande tradizione alle novità drammaturgiche. Tutti, o quasi, i grandi autori e attori, i mattatori, gli affabulatori sono passati al Teatro Tenda Mancini: da Eduardo De Filippo a Gigi Proietti, da Vittorio Gassman a Massimo Troisi, da Carmelo Bene a Roberto Benigni, da Dario Fo a Domenico Modugno. Fra gli stranieri, Tadeusz Kantor con La classe morta, Marcel Marceau e Le Grand Magic Circus di Gerome Savary, Victoria Chaplin e Jango Edwards. Ed è questa bella avventura personale e artistica che Molfese racconta nello spettacolo. Un’agile carrellata, divertente e ironica, attraverso i ricordi di questo eclettico artista, diventato poi impresario, tra gustosi aneddoti, poesie, molte canzoni e “macchiette”. Un pirotecnico pamphlet, cui si aggiungono le testimonianze virtuali di tanti “amici” del Tenda Mancini, fra cui Federico Fellini che, in un filmato, dice: “Del Teatro Tenda ho un ricordo simpatico, di qualcosa di povero, modesto, umile, provvisorio. Aveva la stessa aria che suggeriva il circo la prima volta che l’ho visto”. Roma, in quel periodo, viveva sotto la cappa degli anni di piombo. Rammenta Molfese: “Si sparava per le strade e la maggioranza della gente se ne stava rintanata in casa. Ma noi riuscivamo a riempire il teatro, raggiungendo anche le oltre duemila presenze a sera, come si è verificato per molti mesi con lo storico e ancor oggi ricordato da molti A me gli occhi please con Gigi Proietti. Quest’avventura ebbe inizio con il Teatro Tenda, che prima di Piazza Mancini si spostava in giro per Roma toccando tutti i quartieri con uno spettacolo dal titolo Alle nove sottocasa, era il teatro che andava a trovare il pubblico della città”. Molfese, riprendendo quell’idea, vuole ripetere l’esperienza con un tour nei teatri romani per andare sul posto a ringraziare e salutare quel pubblico che ancora ricorda quell’esaltante avventura e i moltissimi giovani che ne hanno sentito parlare e ai quali bisogna consegnare una memoria storica di quella stagione culturale e sociale tanto ricca di avvenimenti, di personalità e di grandi cambiamenti. Un giro per Roma e Provincia che vuole essere per Molfese una sorta di pellegrinaggio/giubileo che coincide con i 50 anni di mestiere di impresario.


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