Fino al 24.VI.2012DORIS SALCEDO: Plegaria Muda.
Roma, MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo.
Doris Salcedo evoca la morte e omaggia la vita con una Preghiera Muta al MAXXI

La mostra è stata presentata ieri (14 marzo 2012) con una conferenza stampa, tenutasi nell'auditorium del MAXXI, dall'autrice Doris Salcedo, dal presidente della fondazione MAXXI Pio Baldi, dal direttore della Cam Fundacao Calouste Gulbenkian, Isabel Carlos, dalla curatrice del MAXXI Arte, Monia Trombetta e dal direttore MAXXI Arte Anna Mattirolo. «Con questa mostra - dice Pio Baldi - il MAXXI si conferma luogo di sperimentazione e produzione artistica aperta alla collaborazione con le istituzione dedicate alla creatività contemporanea, con lo scopo di uno scambio culturale di carattere nazionale e internazionale».
La mostra, parte di un progetto itinerante commissionato dalla Cam Fundacao Calouste Gulbenkian di Lisbona e dal Museet di Malmo e organizzata da MAXXI Arte, è nata da un accurato processo di ricerca e riflessione iniziato nel 2004 con un viaggio a Los Angeles e con un rapporto ufficiale che dichiarava che nell’arco di vent’anni oltre diecimila giovani sono deceduti di morte violenta. Racconta Doris Salcedo “vivendo con altri individui che abitano in aree povere e in situazioni precarie, si comincia a comprendere la correlazione esistente tra questa condizione, e la conseguente morte violente, anonima e invisibile. La ‘morte sociale’ o ‘morte della vita’ che ho potuto vedere a Los Angeles mi ha fatto comprendere che , nonostante la diversità del luogo, la situazione non era diversa da quanto vissuto dai giovani delle aree depresse delle città colombiane”. L’opera è la risposta a un particolare episodio verificatosi tra il 2003 e il 2009, quando circa 1500 giovani colombiani vennero uccisi dall’esercito senza alcuna ragione apparente. Fu chiaro in seguito che il governo colombiano aveva implementato un sistema di incentivi e ricompense per l’esercito, se quest’ultimo avesse provato di aver ucciso un gran numero di guerriglieri. Così Doris Salcedo riunisce in un’unica installazione una serie di episodi contraddistinti da conflitti interni, guerre civili, violenza sociale, rielaborando il dolore per i defunti, la morte senza sepolture, le fosse comuni, la morte anonima. Per questo “Plegaria Muda” vuole riconosce il valore di ogni singola vita, di ogni singola tomba, assumendo un carattere individuale con la ripetizione ossessiva della sepoltura e facendosi portavoce di un messaggio di dolore, ma soprattutto di speranza.

L’opera è costituita da una serie di tavoli di legno sovrapposti che evocano, nel loro ripetersi di moduli, un luogo di sepoltura collettivo, tra i quali è inserita una zolla di terra. Un vero e proprio labirinto, un luogo silenzioso e contemplativo dove lo spettatore vive un’esperienza altamente drammatica e carnale. Un’esperienza collettiva capace di avviare il processo di elaborazione del lutto e celebrare un funerale che non è mai avvenuto.
Un’opere pensata con un’attenzione minuziosa nella forma estetica, ma soprattutto tecnica, dove erba, terra e legno dei tavoli vivono un rapporto armonioso. Difatti l’opera prevede un processo di crescita e di deterioramento, grazie all’adattamento climatico, della luce e di irrigazione, grazie al quale l’erba cresce facendosi strada tra le assi di legno dei tavoli. L’erba diventa così è il simbolo della vita e di resurrezione. “Spero che, nonostante tutto, anche in condizioni difficili possa vincere la vita….come avviene in ‘Plegaria Muda’”, ha dichiarato l’artista colombina.

Nel percorso di mostra, è allestita una reading room: cataloghi, monografie, descrizioni e fotografie dei suoi principali lavori guideranno il pubblico alla conoscenza di Doris Salcedo, tanto forte ed empatica quanto complessa.
LE FRONTIERE COME FERITA: UNA MOSTRA E DUE INCONTRI.
A partire dal lavoro di Doris Salcedo, MAXXI B.A.S.E. (il centro di ricerca del museo) e Limes (la rivista italiana di geopolitica) hanno pensato il progetto Le frontiere come ferita: 5 creazioni cartografiche in mostra e due tavole rotonde.
Le carte (Sala Incontri MAXXI B.A.S.E., dal 15 maggio, ingresso libero). Limes ha prodotto e pubblicato in quasi vent’anni oltre 3mila creazioni cartografiche originali. In mostra al MAXXI B.A.S.E. una selezione di cinque grandi carte di frontiera, tra cui una nuova carta geopolitica pensata ad hoc.
Le tavole rotonde (Auditorium del MAXXI, 15 maggio e 19 giugno, ingresso libero). Due incontri sulle frontiere italiane e quelle europee, per riflettere sui conflitti, sulle migrazioni, sui confini culturali, etnici e mentali all’interno degli spazi disegnati dalle frontiere ufficiali.
Nata in Colombia nel 1958, Doris Salcedo vive e lavora a Bogotà. Ha ricevuto un premio dalla Penny McCall Foundation nel 1993 e un riconoscimento dalla Solomon R. Guggenheim Foudndation nel 1995. I suoi lavori sono stati presentati in collettivi e in mostre a lei dedicate in tutto il mondo, inclusi Colombia, Brasile, Messico, Canada, Australia, Stati Uniti ed Europa. Ha squarciato il pavimento della Tribune Hall alla Tate Moderm di Londra (2007); ha murato una sala del Castello di Rivoli a Torino (2005); riempito con più di 1500 sedie il vuoto lasciato dalla distruzione di un edificio a Istanbul (2003).
roberta fratini
Doris Salcedo: Plegaria Muda.
15 marzo 2012 – 24 giugno 2013
MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo
via Guido Reni 4 A, Roma
martedì- domenica 11.00-19.00
sabato 11.00-22.00
ingresso: €11; ridotto: €8-4
info: tel. 06 39967350
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