
Fino al 19 Febbraio
Teatro dell’Angelo
Terroni
Liberamente tratto dall’omonimo best seller di Pino Aprile, il Sud diviene protagonista per una serata.

Una pièce teatrale che da più di un anno itinera nei vari teatri della penisola, ispirata al libro che scandalizzando e rivedendo alcuni pilastri storici degli albori di una neonata Italia, ha creato un caso senza precedenti: una pièce in programma al Teatro dell’Angelo di Roma fino al 19 Febbraio che alterna monologhi a spazi di teatro-canzone.
Nel pieno rispetto della tradizione musicale meridionale, con incursioni anche in dialetto arricchite da brani di Modugno, Bennato, della canzone popolare di fine ‘800, lo spettacolo diretto, ideato ed adattato da Roberto D’Alessandro, porta in scena una realtà sconosciuta alla storiografia ufficiale; per dirla con le parole di Pino Aprile: “Tutto quello che è stato detto e fatto perché gli abitanti dell’Italia del Sud diventassero Meridionali”.
Alla luce dei riflettori ormai spenti sul 150esimo anniversario di questa Unità, si accendono quelli di un altro racconto, di un’altra annosa questione, politica e macroeconomica, quella del Mezzogiorno: agli occhi dell’uomo comune da sempre arretrato ma alla luce di questa inedita verità, sfruttato, defraudato di ogni sua ricchezza. Le casse del Regno delle due Sicilie, racconta D’Alessandro, vennero completamente svuotate, le case depredate, le donne violentate, le risorse di un regno all’avanguardia nel più ampio contesto storico-politico di un Europa metà Ottocento, drenate e traslate a favore di un’altra economia posta più a Nord, per pagare e sanare il deficit dei fratelli piemontesi.
Si passano in rassegna gli eccidi compiuti dall’esercito, eccidi efferati, degni di una Marzabotto, nella lotta al brigantaggio.
Se non nelle fonti storiografiche, diviene protagonista per qualche minuto sul palco, la realtà locale di Mongiana, città al tempo avanguardisticamente produttrice di ferro e ghisa, la realtà industriale più sviluppata in quegli anni in Italia e in Europa nel settore metallurgico, progressivamente depredata e la sua produzione diminuita a favore dell’industria del Nord. Oggi Mongiana è un paese fantasma con non più di 1000 abitanti, che vive nell’ombra di un passato fiorente destituito e depennato tra i fumi di una più gloriosa retorica post-unitaria.
Da ieri ad oggi, sul palco il monologo spazia in un viaggio per immagini, evocate percorrendo la Salerno Reggio Calabria, tra cantieri avviati o da avviare, tra chilometri di strade dissestate nella testimonianza lampante e tutta moderna di ciò che una storia taciuta ieri, abbia portato oggi ad una realtà di mafia costellata da una carenza sistematica di infrastrutture.
E dunque sul palco, si passano in rassegna, complice il pubblico divertito e partecipativo, i vari stereotipi appartenenti a questo macropreconcetto per cui l’uomo del Sud sia: pigro, sporco, ignorante, mafioso, camorrista, nullafacente, parassita (e via dicendo) in rapporto ad un Nord senza macchia, produttivo, iperattivo, motore trainante e locomotiva economica del nostro beneamato paese.

La rilettura di fatti volutamente sepolti e rimossi a favore della retorica pro unificazione, apre con questa rappresentazione una finestra sull’ipocrisia del nazionalismo e cita in causa la ferita di una supposta minorità meridionale tutta da rivedere e curare ex novo.
Senza dubbio,uno spettacolo da vedere, per conoscere e riflettere, almeno per una serata, su tutto quello che ancora non sapete rispetto al Sud, aprendo gli occhi a partire dal 1861.
sara felline
Terroni
Dal libro di Pino Aprile
Teatro dell’Angelo
Regia di Roberto D’Alessandro
Musica di Mimmo Cavallo
7 Febbraio – 19 Febbraio
Via Simone de Saint Bon 19
Botteghino : ore 10-13.30/15-20 (da Lunedì a Sabato) ore 12-17 (Domenica)
Tel. 06/37513571 – 06/37514258
Biglietti : € 25 (poltronissima intero), € 20 (poltronissima ridotto), € 22 (poltrona intero), € 18 (poltrona ridotto)
www.teatrodellangelo.it
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