martedì 14 febbraio 2012

I cinque del Wolf Ripper Studio

Cinque ragazzi, tre architetti, un ingegnere e un artigiano del legno.
Fabio Tienforti, Chiara Pattaro, Giovanni Federici, Adriano Ercoli e Matteo Pronestino.
Sono i fondatori del Wolf Ripper Studio, che si occupa di Design, Ingegneria e Architettura.

Unendo le forze e le idee hanno creato oggetti dal design sicuramente insolito.
Alcuni, come la Venere, sono ispirati all'arte, osservando attentamente, infatti, notiamo la stretta somiglianza della sagoma della dea con un'opera del Pistoletto: la Venere degli stracci. Arte nell'arte si può dire. Pistoletto, infatti, era solito utilizzare per le sue opere calchi di statue classiche. Fonte della sua ispirazione fu la “Venere con mela” del Thorvaldsen. In questo caso, però abbiamo una rivisitazione tutta nuova del concetto di arte e della scultura in sé, che qui diventa un appendiabiti. Una trasposizione del concetto più classico di arte che entra nella quotidianità, arte che si piega alla contemporaneità della vita di ogni giorno, unendo funzionalità e bellezza. Qui è come se la Venere appendiabiti voglia riordinare il mucchio di stracci cui era stata posta davanti “indossandoli”. Il materiale utilizzato è il legno in una presentazione tutta bidimensionale, ponendoci di fronte alla dualità del bianco e del nero, del contrasto tra lo splendido marmo delle sculture classiche e il legno, materiale più povero, ma che ha sempre svolto un ruolo importante nell'arte.
Restando nel campo dell'arte vera e propria abbiamo Pablo, che si ispira al periodo della Tauromachia di Picasso e gli rende omaggio con il suo nome. Pablo è un porta coltelli dalla forma taurina realizzato in legno di abete. Nell'era attuale i canoni classici dell'arte sono stati stravolti, sono cambiati, e l'oggetto di uso comune assume un ruolo centrale.
MyDomo, selezionato per Officina delle arti (38^ mostra dell'abitare, Casaidea 2012) è un carrello dalla linea essenziale e compatta. Legato alla riduzione dello spazio abitativo, quindi della cucina, svolge il pratico ruolo di carrello porta vivande, ma non dimentica la bellezza di una forma dinamica e che vuole restare al centro dell'attenzione.
Restando nell'ambito degli spazi ristretti e ricordando ironicamente la casa di Pozzetto in, Ragazzo di campagna, anche la sedia Cubo unisce, al ruolo di “seduta” quello di porta oggetti collocandoci in un contesto di plurifunzionalità. La caratteristica centrale di Cubo è quella di divenire scaffalatura componibile. Come il “cugino” MyDomo, Cubo è stata selezionata per il toBEco (expocasa 2012, Torino).
Il contemporaneo pone sfacciatamente allo sguardo di tutti l'oggetto che siamo abituati a vedere in un ottica di utilità, di utensile. Lo rinnova e lo fa divenire arte. La caffettiera, dal tempo delle porcellane, ha sempre avuto il suo fascino delicato, per poi passare a forme e colori stravaganti, fino ad arrivare a Valeria, che non è una caffettiera, ma ne costituisce una valida alleata. Quante volte il caffè, durante la preparazione, cade sul ripiano della cucina? Valeria, il “salva caffè”, non è altro che una simpatica base a forma di chicco di caffè, che permette di evitare sprechi. In un'epoca dominata dalla crisi, Valeria è una delle piccole soluzioni che ci vengono fornite dal genio di questi ragazzi.
La fantasia però non si ferma qui, abbiamo Dado un portapenne che funge da porta oggetti, non dimenticando Alfonzie, una sorta di centro tavola con la funzione di “esporre” il cibo.

Che dire, oltre a una fervente fantasia nel creare forme, questi ragazzi ne hanno molta anche per i nomi, piuttosto stravaganti ma senza dubbio simpatici e innovativi, come le loro idee. Nel periodo di crisi generale che stiamo attraversando questo modo di vedere e rivisitare gli oggetti è importante sia ai fini dell'ecologia sia per reinventarsi un mestiere.
Nell'epoca in cui i giovani sono definiti bamboccioni e mammoni, questa è una possibilità di rivalsa, una possibilità di dimostrare a tutti che i giovani valgono e che non sono solo tv e videogiochi.

Sito ufficiale:

maria merola

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