venerdì 24 febbraio 2012

Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore

Lunedì 27 febbraio ore 21.00
Teatro Argentina

Presentazione e lettura di
Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore
di Angelo Mellone

a cura di Andrea Di Consoli
letture di Michele Lastella e Angelo Mellone
Dj Andrea Borgnino
video di Marco Zampetti



Lunedì 27 febbraio alle ore 21 presso la Sala Squarzina del Teatro di Roma si terrà la presentazione del poema di Angelo Mellone, “Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore”, con letture di Michele Lastella e Angelo Mellone su musiche di Dj Andrea Borgnino e proiezioni di immagini di Marco Zampetti.

“Questo poema sentimentale e civile, sia pure d'una civismo obliquo, tagliente, furioso e, in certi momenti, sprezzante, colpisce primieramente per un fatto: per essere un canto delle radici spezzate, e dunque un canto per qualcosa che da tutto è diventato niente, anche se questo niente continua a ossessionare, a ingigantirsi, a tormentare, soprattutto a certe ore del giorno e della notte, quando la nostalgia, unita a un disprezzo mal dissimulato, fa prendere atto - a un livello profondissimo della coscienza - che "tu, ovunque vada / qualunque cosa faccia, tu questo sei". L'impossibile Sud di Angelo Mellone – come si legge dalla prefazione al teso di Andrea Di Consoli – risorge sempre dalle proprie ceneri e rinasce altrove, tant'è che il suo è uno dei tanti modi, l'ennesimo, di essere meridionali lontani dal Meridione, perché ogni meridionale, fosse anche in capo al mondo, cerca piazze, riti e amicizie con le quali rifondare in terra "straniera" la terra perduta, e forse - ma è solo una delle tante congetture di chi si occupa dell'assurda scienza dell'esilio - ogni meridionale sogna di crearsi un Sud altrove, il vero Sud che porta nel cuore e che non ha trovato nel suo tempo storico. C'è anche nostalgia, in questo poema, e la nostalgia dell'Autore è corrosa dall'acido della "salvezza", perché indubbiamente il punto di vista di questa voce narrante è il punto di vista di chi è scampato a un naufragio, cioè di chi, senza sapere bene da cosa, si è salvato da un "male" ineffabile, come una brutta malia che tutto stordisce e abbruttisce, perché il Sud di Mellone sembra condannato - quasi per determinazione sovrastorica - alla subalternità, al crimine, alla deturpazione e, dunque, a una perenne infelicità (...)".

TEATRO ARGENTINA
ingresso libero
27 gennaio ore 21

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