Giulia Lazzarini dà voce a
Mariuccia Giacomini
infermiera del Manicomio di Trieste prima e dopo la Legge Basaglia del 1978.
La grande signora della scena è la protagonista di
Muri, prima e dopo Basaglia
testo e regia di Renato Sarti
un diario/testimonianza dal mondo della malattia mentale

Da martedì 17 a domenica 22 gennaio al Teatro India va in scena lo spettacolo Muri, prima e dopo Basaglia, testo e regia di Renato Sarti, con protagonista Giulia Lazzarini nel ruolo dell’infermiera del Manicomio di Trieste, Mariuccia Giacomini.
Il testo restituisce l'esperienza di lavoro e di vita dell’infermiera nell’arco di tre decenni presso l'ospedale psichiatrico triestino prima dell’arrivo di Franco Basaglia e dopo la rivoluzione sancita nel 1978 dall’introduzione della Legge 180, nota come Legge Basaglia. Camicie di forza, psicofarmaci, lobotomia, elettroshock e violenze erano le pratiche normali quotidiane e all’ordine del giorno. In tre decenni di esperienza, la protagonista vive il mutamento del manicomio da luogo di isolamento estremo a luogo di comprensione e di dialogo. Tutto quello che fino ad allora per l’infermiera come per il mondo era la “prassi”, si scardina, e i confini tra "normalità" e "follia" rivelavano tutta la loro precarietà. E se Trieste è l’unica città al mondo dove la parola mato è sinonimo di uomo, e che uno zio dello stesso Sarti è morto all'interno del manicomio, nel cui teatro il regista iniziò nei primi anni ’70 a lavorare, era inevitabile che proprio da qui e da tutto questo prendessero corpo un testo e uno spettacolo teatrale.

“Nel 1972 – racconta Renato Sarti – avevo appena incominciato a fare l’attore in un piccolo gruppo teatrale a Trieste e la direzione dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale ci concesse l’uso del teatro situato nel comprensorio manicomiale a condizione che durante le prove e gli spettacoli, fosse consentito l’accesso agli utenti Fra questi c’era Brunetta, una ragazza lobotomizzata, che aveva marchiata sul suo volto tutta la violenza di cui le istituzioni sono capaci: pochi denti, occhi infossati, cicatrici. Insieme a una parte del cervello le avevano tolto anche la capacità di camminare diritta e l’uso della parola. Si sedeva con noi e non chiedeva altro che quello che per anni le era stato negato: comprensione e rispetto. In occasione del trentennale dell’entrata in vigore della legge Basaglia, raccolsi delle testimonianze con l’intento di farne un testo che partisse però dall’altra parte della barricata, quella degli infermieri. E l’aspetto più significativo della ricerca è stato quello di scoprire che l’esperienza di Basaglia ha scardinato le ipocrisie e le arretratezze della società italiana. Nel momento in cui il rispetto, la disponibilità e il dialogo prendevano il posto della prigionia e dei maltrattamenti, le lacerazioni che avevano segnato la vita degli utenti facevano venire a galla le sofferenze di coloro che avrebbero dovuto curarli. L’infermiera del testo rivive la sua esperienza di tre decenni, riflette su quello che ha visto e vissuto in ospedale e lo fa con una nostalgia particolare, ma soprattutto con la lucidità estrema, quasi spietata, di chi si rende conto che la spinta di quegli anni si è affievolita, e rischia di finire inghiottita dall’indifferenza che - in un brusio continuo di antenne e motori - sempre di più ci avvolge e ottunde”.
Le musiche sono di Carlo Boccadoro; le scene di Carlo Sala; le luci di Claudio De Pace.
Una produzione Teatro della Cooperativa in coproduzione con Mittelfest con il sostegno di Regione Lombardia – progetto Next e della Provincia di Trieste.
TEATRO INDIA
Muri, prima e dopo Basaglia
17-22 gennaio 2012
Ufficio promozione
Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346
Biglietteria Teatro Argentina: tel. 06.684.000.311 (ore 10-14;15-19 lunedì riposo)
Teatro India, Lungotevere V. Gassman, Roma
Apertura botteghino ore 17-21 nei giorni di spettacolo- tel. 06.684000311
Biglietto: € 18 e ridotto € 14.
Orari: tutte le sere ore 21- domenica ore 18
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