lunedì 30 gennaio 2012

Cenerentola

Roma, Teatro Parioli Peppino de Filippo

La favola di Charles Perrault si colora di comicità.

Ultimo appuntamento ieri per la Cenerentola presentata dalla Compagnia del Balletto di Milano al Teatro Parioli dal 24 al 29 gennaio 2012. Lo spettacolo, uno dei quattro titoli che la compagnia rappresenta in tutta Italia per la stagione 2011/2012 insieme a Romeo e Giulietta, Pierino e il lupo e La vie en rose... chansons, ha debuttato il 30 ottobre al Teatro Comunale di Bologna. Il coreografo Giorgio Madia ha traslato l'ambientazione della favola negli anni Cinquanta: lo stereotipo femminile delle donne-bamboline, bellissime come Barbie ma relegate al ruolo casalinghe, ben si addice alla situazione della protagonista. L'allestimento di Madia è basato su musiche di Gioachino Rossini, selezione che egli stesso ha compiuto creando una sorta di pastiche delle composizioni più famose: da alcune arie tratte dalla Cenerentola, alle ouverture delle più celebri opere rossiniane, fino ad inserire brani del repertorio strumentale.
Nel primo atto l'antefatto, ossia la morte della madre, il matrimonio del padre e poi la morte di quest'ultimo, è filtrato da un drappo bianco, per richiamare le ombre del passato.
Sollevato questo velo la scena si apre sul palazzo in cui dimora Cenerentola: la protagonista, posta sul fondo della stanza, è vestita in maniera identica alla tappezzeria in damascato bianco e grigio, a riprova che viene considerata alla stregua del mobilio. Spicca per contrasto la Matrigna, in un taffetà bordeaux, e non sono da meno le Sorellastre in camicie da notte giallo ocra e rosa, con due fiocchi giganti sulla testa. Cenerentola si barcamena tra l'aiuto alle Sorellastre e le faccende domestiche, e sulle note di “Una volta c'era un re” (Cenerentola, I, 1) danza il suo assolo per evadere dalla routine.


Con l'arrivo dell'invito al gran ballo tutta la casa viene sconvolta, ma ovviamente a Cenerentola viene proibito: eloquente il podio portato in scena con le Sorellastre a pari merito al primo posto e ultima la servetta. Giunge in aiuto una fatina alquanto sexy (con tanto di guêpière e calze autoreggenti), che prima si incastra maldestramente nel camino, e poi arriva in soccorso con una carrozza magica che porta Cenerentola al castello, accompagnata dall'Ouverture del Guglielmo Tell. Il pubblico si aspetta il cambio d'abito, che avviene fuori scena, mentre l'atto si chiude con la Fata che rincorre con il vestito in mano la sbadata protagonista.

Il secondo atto si apre sul ballo a palazzo reale: la Matrigna, questa volta in ciclamino, e le Sorellastre, vestite di giallo canarino con l'enorme fiocco, una sulla pancia e l'altra sulla schiena, risaltano tra la corte elegante per la loro goffaggine. Con l'Ouverture della Gazza Ladra il Principe, un po' spocchioso, fa il suo ingresso solenne, mentre gli adulatori gli si prostrano ai piedi e le dame svengono al suo passaggio; la Matrigna stessa si fa zerbino per lui e le Sorellastre in esilaranti gag tentano di sedurre il malcapitato. Avviene finalmente l'incontro tra il Principe e Cenerentola, e dopo il mancamento di quest'ultima, fatta rinvenire a suon di schiaffoni, i due iniziano un passo a due nella penombra, perdendosi l'una nell'altro. La Fata sexy torna in scena a ricordare che è l'ora della mezzanotte, rintoccata da un orologio gigante, e la protagonista fugge perdendo la scarpetta. Il Principe non si dà pace sull'aria “Sì ritrovarla io giuro” (Cenerentola, II, 2) e interviene di nuovo la Fata sexy “pescando” letteralmente il ragazzo con la scarpa gemella di quella smarrita dalla fanciulla.


La scena si sposta a casa di Cenerentola di nuovo alle prese con le Sorellastre, tornate dal ballo ubriache, e la Matrigna, sbronza e con tanto di giovanotto rimorchiato al ballo. Arriva il Principe, e anche se un po' sconcertato dalla casa in cui è capitato, non si dà per vinto e cerca di far entrare con grandi sforzi la scarpetta nei piedoni delle signore presenti; Cenerentola viene nascosta da un paralume ma alla fine prova la scarpetta e sul sestetto “Questo è un nodo avviluppato” (Cenerentola, II, 8) la vicenda in realtà si scioglie: l'atto si conclude con i festeggiamenti a palazzo reale e il sipario cala sulle due Sorellastre scalpitanti a terra, trascinate via per i piedi.

Una Cenerentola insomma improntata più sull'ironia che sul romanticismo: ingredienti cardine sono stati la scenografia e i costumi di Cordelia Matthes, e le coreografie impastate di danza classica, contemporanea, elementi acrobatici e una gestualità comica e brillante.


sara iacobitti

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