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venerdì 22 marzo 2013

TEATRO VASCELLO lunedì 25 marzo 2013 h.21

“Carissimo Pier Paolo...”
recital su frammenti da Pier Paolo Pasolini 



voce recitante 
Maurizio Donadoni 

musica composta ed eseguita dal vivo 
Nicola Alesini

collaborazione all'allestimento: Giovanni Rizzuti e Miae Kim


Maurizio Donadoni in “Carissimo Pier Paolo...” conclude gli appuntamenti che il teatro Vascello ha voluto dedicare in questa stagione teatrale a Pier Paolo Pasolini.

Ricordiamo con grande piacere gli artisti che hanno voluto insieme a noi ricordare questa straordinaria figura considerata tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo: Maddalena Crippa con La Poesia di Pier Paolo Pasolini (10 dicembre 2012), Caterina Venturini con Nessuna Pietà per Pasolini di Maccioni, Rizzo e Ruffino (11-20 gennaio 2013), Antonello Fassari con La Ricotta (25-27 gennaio 2013), Fabrizio Gifuni con Na specie de cadavere lunghissimo (29 gennaio – 3 febbraio 2013), Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco con Un'amicizia in versi - Attilio Bertolucci – Pier Paolo Pasolini (4 febbraio 2013).

Maurizio Donadoni accompagnato dal musicista Nicola Alesini ci presenta una cavalcata in cinque tappe nella vita e nei testi di Pasolini. Flash dalle opere più o meno note. Dagli esordi “friulani” ai romanzi “romani”. Dalle interviste, alle lettere indirizzate agli amici, dai diari alle rubriche dei giornali. Dai ricordi dei set cinematografici agli stralci dai processi. Dai verbali di polizia, alle perizie psichiatriche, ai referti autoptici, ai nuovi films da girare, messi in cantiere pochi giorni prima di essere assassinato. Brandelli di vita e poesia che emergono , affondano e riemergono, tra onde di suoni, in un continuo “rimando all'improvviso” tra parole e musica. Che Pasolini considerava “l'unica azione espressiva /forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà.”


MAURIZIO DONADONI

Attore e autore. Premio speciale IDI 1986 per l’interpretazione in “Bestia da Stile” di P. P. Pasolini, consegue nello stesso anno il premio UBU come miglior giovane attore. Nel 1991 gli viene assegnato il premio di drammaturgia RICCIONE – ATER per il primo testo che scrive “ Fosse piaciuto al cielo” e, nel 1994 il premio ISIDE FESTIVAL di BENEVENTO per il secondo “Memoria di classe” ( sulla tragedia del Vajont) opera che riceve nel 1995 il premio ENRICO MARIA SALERNO per la drammaturgia di impegno civile.

In teatro ha recitato, tra gli altri, diretto da Gabriele Lavia, Luca Ronconi, Massimo Castri, Carlo Cecchi, Cristina Pezzoli, Piero Maccarinelli, Valerio Binasco, Krizstof Zanussi, Marco Bernardi, Antonio Calenda; in cinema da Marco Ferreri, Carlo Lizzani, Franco Rossi, Giacomo Battiato. Alberto Bevilacqua, Pasquale Pozzessere, Sergeij Bodrov, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana, Saverio Costanzo. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui “ Un bambino di nome Gesù”, “Scoop”, “ Processo di famiglia” “L’ispettore anticrimine”, “La piovra 9”, Caravaggio, Pinocchio. Tra i testi finora scritti ha rappresentato con successo anche “Fegatelli”, “ Checkpoint K” , “Canto della Rosa Bianca” e “ Precarie età” prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.


NICOLA ALESINI

tradizione mediterranea, jazz e improvvisazione di stampo nord europeo, dalla voce di uno dei sassofonisti più originali nel panorama della musica italiana. Compositore e sassofonista, Nicola Alesini è da sempre attento ricercatore di nuove sonorità nell’ambito della tradizione mediterranea.

Nella sua musica,spesso fusa con altre forme d’arte (parola, gestualità e immagine), si incontrano e si fondono jazz e musica popolare, ambient e world music.
Visionarietà, magia, suggestione onirica, sono le cifre stilistiche delle sue composizioni e del suo fraseggio a volte lirico , a volte graffiante. 

Il suo linguaggio volutamente essenziale e comunicativo , supportato da una sonorità personale certamente riconoscibile, punta diritto al cuore dell'ascoltatore trascinato in un viaggio lontano dalla quotidianità. Ha lavorato con musicisti del calibro di Glen Velez, Hans Joachim Roedelius, David Sylvian, Roger Eno, David Thorn, Harold Budd, Steve Jansen, Richard Barbieri, Alessandra Celletti. Sylvian ha inserito due brani di Alesini nel suo doppio album antologico Anything and nothing.

Per il teatro ha lavorato per le musiche di scena con Cristina Pezzoli e Maurizio Donadoni (L’ANNASPO, CANTO della ROSA BIANCA). Attualmente è parte del CLAUDIO LOLLI TRIO,ed ha arrangiato l’ultimo disco di Lolli “LOVESONGS”.


Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 11 alle 21,30
domenica dalle 14


Teatro Vascello 
Via Giacinto Carini 78  
Zona: Monteverde ROMA 
biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 

Per contattarci >>> Cristina D’Aquanno ufficio stampa e promozione 
3405319449 (cellulare) Teatro Vascello 06 5881021 – 06 5898031 - fax 06 5816623 

mercoledì 20 marzo 2013

TEATRO VASCELLO lunedì 25 marzo 2013 h.21

“Carissimo Pier Paolo...”
recital su frammenti da Pier Paolo Pasolini 



voce recitante 
Maurizio Donadoni 
musica composta ed eseguita dal vivo 
Nicola Alesini
collaborazione all'allestimento: Giovanni Rizzuti e Miae Kim


Maurizio Donadoni in “Carissimo Pier Paolo...” conclude gli appuntamenti che il teatro Vascello ha voluto dedicare in questa stagione teatrale a Pier Paolo Pasolini.

Ricordiamo con grande piacere gli artisti che hanno voluto insieme a noi ricordare questa straordinaria figura considerata tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo: Maddalena Crippa con La Poesia di Pier Paolo Pasolini (10 dicembre 2012), Caterina Venturini con Nessuna Pietà per Pasolini di Maccioni, Rizzo e Ruffino (11-20 gennaio 2013), Antonello Fassari con La Ricotta (25-27 gennaio 2013), Fabrizio Gifuni con Na specie de cadavere lunghissimo (29 gennaio – 3 febbraio 2013), Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco con Un'amicizia in versi - Attilio Bertolucci – Pier Paolo Pasolini (4 febbraio 2013).

Maurizio Donadoni accompagnato dal musicista Nicola Alesini ci presenta una cavalcata in cinque tappe nella vita e nei testi di Pasolini. Flash dalle opere più o meno note. Dagli esordi “friulani” ai romanzi “romani”. Dalle interviste, alle lettere indirizzate agli amici, dai diari alle rubriche dei giornali. Dai ricordi dei set cinematografici agli stralci dai processi. Dai verbali di polizia, alle perizie psichiatriche, ai referti autoptici, ai nuovi films da girare, messi in cantiere pochi giorni prima di essere assassinato. Brandelli di vita e poesia che emergono , affondano e riemergono, tra onde di suoni, in un continuo “rimando all'improvviso” tra parole e musica. Che Pasolini considerava “l'unica azione espressiva /forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà.”


MAURIZIO DONADONI

Attore e autore. Premio speciale IDI 1986 per l’interpretazione in “Bestia da Stile” di P. P. Pasolini, consegue nello stesso anno il premio UBU come miglior giovane attore. Nel 1991 gli viene assegnato il premio di drammaturgia RICCIONE – ATER per il primo testo che scrive “ Fosse piaciuto al cielo” e, nel 1994 il premio ISIDE FESTIVAL di BENEVENTO per il secondo “Memoria di classe” ( sulla tragedia del Vajont) opera che riceve nel 1995 il premio ENRICO MARIA SALERNO per la drammaturgia di impegno civile.

In teatro ha recitato, tra gli altri, diretto da Gabriele Lavia, Luca Ronconi, Massimo Castri, Carlo Cecchi, Cristina Pezzoli, Piero Maccarinelli, Valerio Binasco, Krizstof Zanussi, Marco Bernardi, Antonio Calenda; in cinema da Marco Ferreri, Carlo Lizzani, Franco Rossi, Giacomo Battiato. Alberto Bevilacqua, Pasquale Pozzessere, Sergeij Bodrov, Marco Bellocchio, Marco Tullio Giordana, Saverio Costanzo. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui “ Un bambino di nome Gesù”, “Scoop”, “ Processo di famiglia” “L’ispettore anticrimine”, “La piovra 9”, Caravaggio, Pinocchio. Tra i testi finora scritti ha rappresentato con successo anche “Fegatelli”, “ Checkpoint K” , “Canto della Rosa Bianca” e “ Precarie età” prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.

Botteghino:
dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedi' dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 11 alle 21,30
domenica dalle 14

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA 

biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone 

mercoledì 24 ottobre 2012

Otello



30 ottobre.11 novembre
Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

OTELLO

di William Shakespeare
traduzione adattamento regia Nanni Garella
con Massimo Dapporto Maurizio Donadoni
Angelica Leo Federica Fabiani Gabriele Tesauri Massimo Nicolini Matteo Alì
scene Antonio Fiorentino 
luci Gigi Saccomandi
costumi Claudia Pernigotti 

Appunti di drammaturgia per Otello
di Nanni Garella

Un avamposto militare in un territorio di occupazione, la Repubblica veneta contro i Turchi, occidente contro oriente: una storia già vista, che ritorna e costruisce nella mente un immaginario di guerre, purtroppo, vicine e devastanti. La fibra morale di un mondo, quello occidentale, messo a dura prova dalla crudezza dello scontro, con l’inevitabile ripercussione sulle vicende private dei protagonisti: di quelli nobili e virtuosi, come di quelli meschini e malvagi.

Nell’Otello di Shakespeare, alla fine, perdono tutti, i nobili e i malvagi: Desdemona, Emilia, Roderigo assassinati, Otello suicida, Iago travolto dai suoi stessi inganni e dalle sue trame scellerate. Tutti fanno scelte sbagliate. Il mondo non ritrova il suo equilibrio, dopo l’atto estremo di Otello e il sacrificio di sua moglie: come dopo un’eclissi di sole e di luna - stralcio simbolico di una immagine barocca - l’uomo resta sotto un cielo vuoto.

Se si spegnessero il sole e la luna,
insieme, in un buio eclisse...
se la terra tremando si squarciasse... (Otello, V, 2)

Otello, come Lear e Macbeth, è sceso nell’abisso, è giunto sino in fondo, ha vissuto l’esperienza umana della gelosia fino all’estremo. Shakespeare è l’unico autore, dopo i greci, che riesce a darci tragedie vere; e Otello, nella storia teatrale, è una delle poche vicende pienamente conosciute dal pubblico, soprattutto dall’epoca romantica in poi. Il pubblico del nostro tempo è abituato a sentire i nomi, così stravaganti e improbabili, di Iago, Desdemona, Otello, a legare ad essi un racconto di gelosia e di sangue e a restare avvinto dalle passioni che muovono i destini di quei personaggi. Ma, conoscendo l’esito tragico della storia, lo spettatore contemporaneo continua a interrogarsi sulla fragilità della natura umana.

Otello, una volta scrostato dai depositi romantici e naturalistici, è un grande dibattito, profondo e appassionante, sulla natura umana: per Otello il mondo è bello, gli uomini sono nobili, e giustificano la loro esistenza nella lealtà e nell’amore; per Iago il mondo è abietto e volgare e gli uomini sono come animali, carogne che si divorano l’un l’altro; da un lato un’idea del mondo e della natura umana che volge lo sguardo alla convivenza, alla bellezza e all’armonia; dall’altro la totale assenza, machiavellica, di ideologia, il pragmatismo empirico più spregiudicato.

Nessuno ha la meglio, alla fine. In realtà, il mondo somiglia molto di più a come lo immagina Iago, ma anch’egli ne è travolto, come Riccardo III. Cosa resta, dopo gli assassini, i suicidi, il crollo della fiducia, della fedeltà e dell’amore? Probabilmente solo la notte buia, il cupo abisso in cui precipita a volte la mente umana. L’accesso di follia distruttiva e autodistruttiva, omicida e suicida, di Otello, nutrita dalla menzogna e dall’infamia di Iago; e la dissoluzione di un mondo di valori, come famiglia, patria, amore, lealtà, coerenza morale.

E resta solo un linguaggio sfasato e incerto, sconnesso, schizoide. L’unica vittoria di Iago consiste nel distruggere la poesia, l’eroismo, la grandezza del generale Otello, infrangendo le sue certezze di linguaggio, spingendolo all’afasia, al balbettio, in una sorta di eloquio spezzato che somiglia tanto al monologo interiore della letteratura moderna - di Joyce, di Beckett.

A letto con lei... sopra di lei! Si dice “a letto con lei” quando qualcuno si scopa una donna... A letto con lei... che schifo! Il fazzoletto... deve confessare... il fazzoletto! Farlo confessare... e poi impiccarlo per quello che fatto. No, prima impiccarlo, e poi farlo confessare! Sto tremando, lo vedi? Tremando dalla rabbia... una rabbia nera... Non sono le parole che mi fanno tremare. Puh! Che schifo: i nasi, le orecchie, le labbra... Non è possibile... Confessa!... Il fazzoletto!... Demonio!... (Otello, IV, 1)

Corpi, labbra, amplessi immondi, schifosi sono le uniche immagini residue del bel mondo eroico di Otello, sono la vittoria del pragmatismo di Iago, ma sono anche lo sprofondamento dell’uomo nel mondo dell’ombra, dove la nobiltà d’animo si trasforma in scelleratezza, il coraggio in codardia; dove la tolleranza lascia rapidamente il posto al pregiudizio razziale più osceno.

Otello è la notte. Un’immensa figura fatale. La notte è innamorata del giorno. L’africano adora la bianca. E’ grande, è augusto, è maestoso, ha al suo seguito il coraggio, la battaglia, la fanfara, la bandiera, la fama, la gloria, è Otello; ma è nero. E allora come fa in fretta l’eroe geloso a trasformarsi in mostro! Il nero diventa negro. Con quanta rapidità la notte ha fatto segno alla morte! (Victor Hugo, William Shakespeare).