Visualizzazione post con etichetta MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma. Mostra tutti i post
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martedì 11 dicembre 2012

III edizione del Premio 6ARTISTA



Francesco Fonassi / Margherita Moscardini
a cura di Michele D’Aurizio
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
via Nizza 138, Roma
Project room 2

Dal 13 dicembre 2012 al 10 febbraio 2013.


Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita dal 13 dicembre 2012 al 10 febbraio 2013 nella Project room 2, la mostra diFrancesco Fonassi e Margherita Moscardinivincitori della terza edizione di 6ARTISTA, a cura di Michele D’Aurizio, curator in residence presso la Fondazione Pastificio Cerere per il 2012.
6ARTISTA – il programma di formazione concepito dall’Associazione Civita e dalla Fondazione Pastificio Cererecon il sostegno diAllianz, per supportare la crescita professionale di talenti under 30 che vivono in Italia – rappresenta un’opportunità sempre più importante per i vincitori, ai quali viene offerto un percorso formativo di alto livello culturale: entrambi hanno infatti trascorso nell’arco di tutto il 2012 due periodi di residenza, sia a Roma presso la Fondazione Pastificio Cerere, sia a Parigi presso la Cité Internationale des Arts, grazie alla collaborazione degli Incontri Internazionali d’Arte.
Con questa mostra si riconferma l’attenzione del Museo verso le nuove generazioni di artisti e il sodalizio fra MACRO, Civita e Fondazione Pastificio Cerere.

Fonassi presenta Kollaps, Aufstieguna videoinstallazione concepita come una riflessione sulla voce umana e sui suoi effetti nello spazio/tempo.
L'artista combina nel video due scenari: il sito archeologico della Piramide del Sole, a Visoko (Bosnia-Hercegovina), e un laboratorio di ricerca sul rumore. Rinvenuta nel 2005 all'interno di una montagna, la Piramide del Sole è attualmente oggetto di studi archeo-acustici da parte di un gruppo di ricercatori italiani e croati, che nel corso di esperimenti sul propagarsi della voce umana nei cunicoli sotterranei spesso ricorre a performer, ai quali viene chiesto di eseguire canti antichi all'interno della Piramide.
In Kollaps, Aufstieg, Fonassi invita una cantante professionista a prestare la propria voce come protagonista dell'opera. La voce femminile disegna gli spazi dentro i quali la cantante si muove – i cunicoli, il paesaggio intorno alla Piramide, la camera riverberante –utilizzando come partitura i limiti del campo audiovisivo imposti dallo stesso artista, entro i quali la cantante improvvisa liberamente.L'esperienza sonora del corpo-voce è riproposta fedelmente nell'installazione, nel tentativo di ricreare un'atmosfera antica, dove la voce torna a essere il primo strumento musicale dato all’uomo, nonché un canale prediletto attraverso il quale esprimere il rapporto tra l'umano e il divino.
L'opera riafferma così l'interesse dell'artista nel suono tanto come fenomeno fisico che culturale e, dunque, nella dialettica tra suono e dinamiche psicologiche del singolo e della collettività. Fonassi evidenzia quindi il potenziale comunicativo, "segnico" per azzardo, del suono e invita a riconsiderarne la ricezione come una più complessa dinamica di ascolto.
Moscardini, invece, presenta 1XUnknown, un progetto ongoing composto da una serie di volumi, concepiti come altrettanti "kit", che raccoglie video di monoliti ripresi a camera fissa.

Nata dalla ricerca di forme solide abitabili che esprimano, attraverso il proprio carattere di permanenza, una forma di appartenenza al contesto, la serie in mostra costituisce il nucleo iniziale del progetto e presenta immagini raccolte lungo l’Atlantic Wall, la linea difensiva edificata tra il 1940 e il 1944 lungo l’intera costa atlantica europea, dalla Francia alla Norvegia, con lo scopo di difendere la "Fortezza Europa". Non ancora censiti in modo scientifico, i bunker dell’Atlantic Wall sono sculture a tutti gli effetti, realizzati senza fondamenta attraverso un’unica colata all’interno di grandi casseforme. Estranee a ogni ricerca estetica, in quanto frutto di una produzione standardizzata che sintetizza all’estremo le proprie ragioni funzionali, queste fortificazioni sono oggi forme ambigue, non identificabili per funzione, o epoca di edificazione, manifestandosi piuttosto come figure archetipiche. Il progetto è il risultato iniziale di una ricerca ancora aperta, manifestazione di un interesse verso forme e moduli architettonici che nonostante il loro carattere di estraneità al contesto – carattere invece proprio della scultura – hanno raggiunto un grado di appartenenza al paesaggio, ottemperando quindi all'esigenza di mimesi espressa nel loro disegno progettuale. L’artista riflette quindi sulle possibilità che un processo di trasformazione di ordine naturale, come quello erosivo, possa essere imitato da chi ha facoltà progettuali.
Dice Michele D’Aurizio: “La mostra, nonostante raggruppi le opere di Fonassi e Moscardini nella stessa sala, non è da intendersi come una doppia personale. Laddove ricorrono delle assonanze nelle ricerche dei due artisti, queste non sono state né stimolate né concertate nella fase di ideazione della mostra, e sono piuttosto riconducibili a una tendenza, propria dell'arte italiana se si vuole, di mettere costantemente in discussione i linguaggi dell'arte per indagare un senso del fare artistico nella contemporaneità. L'utilizzo di un determinato mezzo espressivo è così sempre accompagnato da una consapevolezza puntuale e proattiva del mezzo stesso, che permette all'artista di accennare al potenziale mistico e spirituale dell'opera, come nel caso di Fonassi, o azzardare un discorso regressivo sul formalismo, come nel caso di Moscardini”.
La mostra è accompagnata da due pubblicazioni, una per ciascun artista, con testi critici sulle ricerche di Francesco Fonassi e Margherita Moscardini e materiale di compendio alle opere esposte.
La mostra 6ARTISTA: Francesco Fonassi / Margherita Moscardini è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, dall’Associazione Civita, dalla Fondazione Pastificio Cerere, grazie al contributo di Allianz.


Titolo6ARTISTA Francesco Fonassi / Margherita Moscardini
A cura di: Michele D’Aurizio
Date: 13 dicembre 2012 - 10 febbraio 2013
Inaugurazione: 12 dicembre 2012 ore 19.00
Sede: MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, via Nizza 138, Roma www.museomacro.org
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima); da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.
Tariffa intera: non residenti 12,00 €, residenti 11,00 €. Tariffa ridotta: non residenti 10,00 €, residenti 9,00 €.
Informazioni sul premio 6ARTISTA: www.6ARTISTA.IT, T +39 06 6920502826artista@civita.it

giovedì 22 novembre 2012

Amalia Pica


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Una Storia
Cinque artisti per raccontare una personale storia dell’arte

Amalia Pica

venerdì 23 novembre 2012, ore 18.30
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
via Nizza, 138
Auditorium

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma e >DEPART FOUNDATION sono lieti di presentare il terzo appuntamento con Una Storia: un ciclo di cinque incontri con altrettanti artisti di fama internazionale appartenenti a diverse generazioni, per ripensare il classico format del talk d’artista. Una Storia è un progetto a cura di Luca Lo Pinto.

Dopo Marcello Maloberti, Olaf Nicolai e Mario Garcia Torres sarà l’artista argentina Amalia Pica ad incontrare il pubblico romano venerdì 23 novembre, alle ore 18.30 all’Auditorium del MACRO. L’ultimo appuntamento con Una Storia sarà il 14 dicembre con il maestro John Stezaker (Worcester - Inghilterra nel 1949).

Nata in Argentina nel 1978 durante la così detta “guerra sporca”, ovvero sette anni di campagna contro i sospetti dissidenti e sovversivi, Pica ha sviluppato il suo lavoro per sondare i limiti e i fallimenti del linguaggio. Si è particolarmente interessata al ruolo dell'artista come medium di messaggi al pubblico, come colui che può tradurre il pensiero in azione, l’idea in oggetto.

Il suo lavoro è una riflessione ottimista sul significato dei momenti significativi e a volte fugaci delle nostre esperienze condivise, per questo motivo spesso nelle sue opere sono incorporati elementi che richiamano eventi legati ai momenti di festa come bandiere, striscioni, coriandoli, e arcobaleni; attraverso questi ed altri materiali semplici, a volte casualmente trovati,, Pica crea sculture ed installazioni esteticamente godibili e concettualmente rigorose.

Amalia Pica (Neuquén Capital, Argentina, 1978) attualmente vive e lavora a Londra. Dopo aver studiato presso l'Instituto Universitario Nacional del Art e l'Escuela Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires, è stata in residenza alla Rijsakademie di Amsterdam nel 2004-2005. Tra le mostre personali ricordiamo: Chronic Listeners, Kunsthalle St Gallen (2012); Amalia Pica: UMMA Projects, alla University of Michigan Museum of Art (2011); C-sale presso la Malmo Konsthall, Svezia (2010). Nel 2013 sono previste le mostre presso il List Visual Arts Center del MIT di Cambridge (MA) e il Museum of Contemporary Art, di Chicago (US); la Kunsthalle Lissabon di Lisbona, il Museo Nacional De Bellas Artes, di Neuquen (Argentina) e il Museo Tamayo di Città del Messico (Messico). Le mostre collettive includono: Hayward Gallery, London (2010); Kunsthalle Basel (2008); Encuentro Regional de Arte, Montevideo (2007); Stedelijk Museum, Amsterdam (2007); Platform Garanti, Istanbul (2006) e la Biennale di Liverpool (2006). Pica ha partecipato alla 54ma Biennale di Venezia (2011) ed è stata inclusa nella seconda Triennale The Ungovernables del New Museum (New York). Nel 2011 ha vinto premio CIFO della Cisneros Fontanals Art Foundation, Miami.

Una Storia si propone di individuare chiavi di lettura insolite e alternative ai percorsi ampiamente riconosciuti e consolidati come “classici” della storia dell’arte italiana e internazionale. A tale scopo sono stati invitati cinque protagonisti del panorama artistico contemporaneo le cui narrazioni offriranno non solo spunti di riflessione sulla storia dell’arte ma anche, e soprattutto, interessi e punti di riferimento dei protagonisti dell’arte di oggi.

Parole, immagini, suoni e video saranno gli elementi attraverso i quali si svilupperanno le narrazioni affascinanti e sorprendenti di ciascuno degli artisti: cinque veloci viaggi attraverso il tempo e la storia; cinque “storie dell’arte” in bilico tra una dimensione più intima e personale e una più collettiva e familiare.

INFO PUBBLICO
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: 18.30
Gli incontri con artisti stranieri saranno tenuti in lingua inglese con una traduzione simultanea.

INGRESSO LIBERO

mercoledì 14 novembre 2012

Programma Artisti in residenza

TALK D’ARTISTA:
JULIETA ARANDA


giovedì 15 novembre 2012, ore 18.00
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
Sala Cinema
via Reggio Emilia, 54

Nell’ambito del programma Artisti in residenza, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta il talk diJulieta Aranda che, in conversazione con Andrea Lissoni, curatore dell’HangarBicocca, parlerà degli sviluppi più recenti della sua pratica artistica condividendo alcune riflessioni sul concetto di autonomia artistica.

Durante l’incontro sarà proiettato per la prima volta in Italia il film Notes for a Time/Bank, parte del progettoTime/Bank, concepito insieme all’artista russo Anton Vidokle. Il progetto, iniziato nel 2009 – ancora in corso – ed esposto a dOCUMENTA13, è una piattaforma che raccoglie professionisti del settore dell’arte e della cultura al fine di scambiare il proprio tempo e le proprie competenze.

Julieta Aranda | Biografia

Nata a Città del Messico, vive fra Berlino e New York. Ha partecipato a numerose collettive e ad importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea, tra cui: Moscow Biennale, 2007; Liverpool Biennial, 2010; Istanbul Biennial , 2011; Performa a New York, 2011; Biennale di Venezia, 2011; Gwangju Biennial, 2012; dOCUMENTA13, 2012. Co-direttore insieme ad Anton Vidokle di e-flux, network internazionale per la distribuzione di informazioni sull’arte, Julieta Aranda ha realizzato i progetti Time/Bank, Pawnshop e e-flux video rental che avviati nell’ e-flux storefront di New York hanno viaggiato attraverso vari luoghi del mondo.

Andrea Lissoni | Biografia

Storico dell’arte e curatore, dal 2009 è curatore all’HangarBicocca di Milano. È co-fondatore di Xing e co-direttore del Festival internazionale Netmage. Curatore del magazine Cujo, collabora con numerose riviste quali Rolling Stone e Mousse. Ha co-curato mostre collettive fra cui Collateral. Quando l’arte incontra il cinema (HangarBicocca, Milano e SESC Pompeia, San Paolo, Brasile, 2007), Check-in Architecture (Biennale Architettura di Venezia, 2008) e personali di diversi artisti nazionali e internazionali.

INFO PUBBLICO
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
via Reggio Emilia 54, Roma

mercoledì 31 ottobre 2012

NEON


La materia luminosa dell’arte
A cura di David Rosenberg e Bartolomeo Pietromarchi


“Fin qui i tubi a gas rari sono serviti quasi solo ad accendere nelle strade delle nostre città fuochi d'artificio multicolori di gusto volgare che si sono guadagnati molti nemici: non sempre sono orgoglioso quando si scopre in me il padre di simili orrori” 
(Georges Claude 1870-1960, inventore del neon).


Le parole dell'inventore del neon nel 1933 non furono uguali per tutti, infatti già dagli anni Trenta tal materia era utilizzata da artisti come Moholy-Nagy, il quale lavorava al Bauhaus, così come molti artisti fino ad oggi ne hanno preso la luminosità ed il colore per realizzare le proprie opere.
Ad oggi nella partership tra MACRO ed Enel ed in occasione dei 50 anni d'azienda, si presenta a noi una raccolta che comprende 70 opere di oltre 50 artisti:

Chul Hyun Ahn, He An, Jean-Michel Alberola, Stephen Antonakos, Olivo Barbieri, Massimo Bartolini, Jean-Pierre Bertrand, Pierre Bismuth, Stefan Brüggemann, Marie José Burki, Pedro Cabrita Reis, Pier Paolo Calzolari, Maurizio Cattelan, John Cornu, Tim Davis, Cédric Delsaux, Laddie John Dill, Tracey Emin, Cerith Wyn Evans, Flavio Favelli, Spencer Finch, Dan Flavin, Claire Fontaine, Piero Golia, Douglas Gordon, Alfredo Jaar, Gyula Kosice, Joseph Kosuth, Brigitte Kowanz, Piotr Kowalski, Sigalit Landau, Bertrand Lavier, Marcello Maloberti, Mario Merz, François Morellet, Andrea Nacciarriti, Maurizio Nannucci, Moataz Nasr, Bruce Nauman, Valerio Rocco Orlando, Fritz Panzer, Anne e Patrick Poirier, Riccardo Previdi, Delphine Reist, Jason Rhoades, Paolo Scirpa, Jamie Shovlin, Keith Sonnier, Pascale Marthine Tayou, Tsuneko Taniuchi, Massimo Uberti, Bik Van Der Pol, Grazia Varisco, Vedovamazzei.

Una serie di realizzazioni che ripercorrono il tempo dal 1940 ad oggi, per mostrarci le varie opere di artisti contemporanei al di là degli anni.
La particolarità di questa mostra è proprio la varietà dei lavori esposti: alcune si mostrano a livello minimalista, altre invece non si fermano alla luce ed al colore, bensì ad un vero e proprio gioco mentale di rebus e termini; il neon dunque nella sua semplicità viene rielaborato in modo tale da divenire un nuovo linguaggio visivo e di scambio.

“E' la luce che trasporta energia e rende evidente la forza delle immagini, lo spettro della luce è colore! Colore che nasce tra contrasto di luce ed oscurità. I colori vengono assorbiti completamente dalla luce, per divenire visibili sulla linea d'ombra” 
(Una conversazione con Maurizio Nannucci, Pietromarchi).

Così tra le luci ed i colori del mondo gli artisti vogliono arrivare a spingere il nostro sguardo per portarci ad osservare oltre quegli infiniti contrasti di ombre e chiarore, il loro intento è donarci nella semplice immagine molto di più, vedendo in questo mare di colori intensi qualcosa che va oltre il nostro occhio, che sia un messaggio o una profonda rimembranza per noi.
Giulia Casaldi


MACRO
Via Nizza 138
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00/ sabato ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un'ora prima)
Ingresso: tariffa intera non residenti 14,50 euro, residenti 13.50 euro
tariffa ridotta non residenti 12.50 euro, residenti 11.50 euro
Info: +39 06 67 10 70 400
www.museomacro.org

lunedì 29 ottobre 2012

Terzo appuntamento: Influenze calcistiche nell’arte


Nell’ambito del programma Artisti in residenza


L’ITALIA NEL PALLONE

Quattro conferenze sul tema “le arti e il calcio”
Terzo appuntamento: Influenze calcistiche nell’arte
martedì 30 ottobre 2012, ore 18.00

MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma
Sala Cinema - via Reggio Emilia 54


Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta martedì 30 ottobre 2012, alle ore 18.00, il terzo appuntamento de L’Italia nel pallone, un ciclo di quattro conferenze sul tema “arte e calcio”.

Influenze calcistiche nell’arte è il titolo dell’incontro, in cui si affronterà il rapporto tra arte e calcio attraverso i progetti Partita Bianca e Terza maglia, ideati dall’artista Gianni Piacentini e realizzati dall’Associazione culturaleVIAINDUSTRIAE.

Il primo, una partita di calcio tra “uguali” - svoltasi nel 2010 allo Stadio San Pietro di Foligno -, in cui le maglie di tutti i giocatori erano bianche e prive di numeri, è stata un’occasione per riflettere sul valore del gioco al di là di schieramenti e antagonismi.

L’esperienza si è poi sviluppata in Terza maglia: le maglie usate per la partita bianca sono state usate come supporto di pensieri sul tema della positiva condivisione, presa di distanza dalla violenza negli stadi, elaborati da artisti di ascendenza concettuale, tra cui Cesare Pietroiusti, Miriam Laplante, Douglas Gordon, Gian Maria Tosatti.

Interverranno: Gianni Piacentini, ideatore dei progetti; Gian Maria Tosatti, tra gli artisti di Terza Maglia e ideatore del festival RELOAD, che ha riproposto a Roma nel 2011 il progetto Partita Bianca; Emanuele De Donno – Associazione culturale VIAINDUSTRIAE.

L’Italia nel pallone è un’iniziativa sviluppata dall’Ufficio Didattica del MACRO in collaborazione con Giovanni Giaretta, nell’ambito del suo progetto legato al programma Artisti in residenza. Durante gli incontri esperti del settore si alternano con una serie di interventi su come il calcio – lo sport più amato e seguito in Italia - abbia influenzato varie discipline, dall’arte all’architettura, dalla letteratura alla fotografia.

La ricerca che Giovanni Giaretta sta sviluppando durante la residenza al MACRO è una ricerca teorica che vede le sue origini nel documentario Le sport et les hommes (1961) di Hubert Aquin le cui immagini sono accompagnate da un testo elaborato appositamente da Roland Barthes sulla possibilità di tracciare una storia dello sport individuandone una specifica fenomenologia e poetica.

INFO E PRENOTAZIONI
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Per informazioni
Elisabetta Dusi
Ufficio Didattica MACRO

MACRO
via Nizza 138, Roma
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giovedì 25 ottobre 2012

Una Storia



Cinque artisti per raccontare una personale storia dell’arte
Mario Garcia Torres

venerdì 26 ottobre 2012, ore 18.30
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
via Nizza, 138
Auditorium

Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma e >DEPART FOUNDATION sono lieti di presentare il terzo appuntamento con Una Storia: un ciclo di cinque incontri con altrettanti artisti di fama internazionale appartenenti a diverse generazioni, per ripensare il classico format del talk d’artista. Una Storia è un progetto a cura di Luca Lo Pinto.

Dopo Marcello Maloberti e Olaf Nicolai, sarà MARIO GARCIA TORRES ad incontrare il pubblico romano venerdì 26 ottobre, alle ore 18.30 all’Auditorium del MACRO.

Mario Garcia Torres con piglio ludico e a volte nostalgico, propone un ripensamento e una riscoperta della storia dell'Arte Concettuale, svela poetiche dimenticate per portarne alla luce nuove idee e nuovi significati. Attraverso i suoi interventi, proiezioni di diapositive, film e installazioni, Garcia Torres ripensa la tradizione in modo personale, animando eventi della storia recente con una curiosità che è allo stesso tempo critica e sensuale. Come un archeologo della storia della cultura, Garcia Torres propone una nuova estetica dell'informazione.

Una Storia si propone di individuare chiavi di lettura insolite e alternative ai percorsi ampiamente riconosciuti e consolidati come “classici” della storia dell’arte italiana e internazionale. A tale scopo sono stati invitati cinque protagonisti del panorama artistico contemporaneo le cui narrazioni offriranno non solo spunti di riflessione sulla storia dell’arte ma anche, e soprattutto, interessi e punti di riferimento dei protagonisti dell’arte di oggi.

Parole, immagini, suoni e video saranno gli elementi attraverso i quali si svilupperanno le narrazioni affascinanti e sorprendenti di ciascuno degli artisti: cinque veloci viaggi attraverso il tempo e la storia; cinque “storie dell’arte” in bilico tra una dimensione più intima e personale e una più collettiva e familiare.

Mario Garcia Torres (Monclova, 1975) attualmente vive a Città del Messico. 
I suoi lavori sono stati esposti, tra l’altro, presso il Museo Hirschhorn Museum, Washington, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Kroller-Muller Museum, Otterlo, il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, San Francisco, UC Berkeley Museum of Art e Pacific Film Archive, Berkeley, Tate Modern, Londra, Museo Universitario de Arte Contemporaneo, il Messico, il Jeu de Paume, Parigi, Wattis Institute, San Francisco, Kunsthalle di Zurigo, Kunstverein Düsseldor, e il Kunstverein Frankfut. Ha esposto anche a Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Vienna, la Galleria d'arte Belkin, Vancouver, e il Centre Georges Pompidou di Parigi. Ha partecipato a numerose mostre collettive come la Biennale di Sao Paulo 29, del 2010 Biennale di Taipei, Taipei, la IX Triennale Baltico Internazionale d'Arte, Vilnius, l'VIII Biennale di Panama, Panama, la Triennale di Yokohama 2008, Yokohama, la 52 ° Biennale di Venezia, Venezia e Documenta 13, Kassel, Germania.