PAESAGGI SONORI
a cura di Stefano Pogelli
domenica 8 maggio - ore 16.30
al centro polivalente di arteterapia ad indirizzo musicale
presso Coes - Via Della Nocetta 162 , Roma (Villa Pamphjli)
terzo incontro
NEL LABIRINTO DEI SIMBOLI: LA STORIA DELLA NOTAZIONE MUSICALE,
IL RAPPORTO TRA I SEGNI E IL LINGUAGGIO DELLA MUSICA
Roma, 3 maggio 2011 – Domenica 8 maggio dalle ore 16.30 alle ore 19 presso il centro polivalente di arteterapia ad indirizzo musicale PLAY Stefano Pogelli, regista e conduttore di programmi culturali e musicali, docente di Storia della musica, Storia del rock e Storia degli strumenti musicali, direttore artistico del corso triennale di musicoterapia PLAY, terrà il terzo di cinque incontri sul tema dei Paesaggi sonori, nell’ambito del I anno del corso partito lo scorso novembre. Le conferenze-ascolto, che fanno parte del calendario della scuola, sono eccezionalmente aperte al pubblico (ingresso a sottoscrizione), e pensate per esplorare, analizzare, commentare il suono in cui viviamo.
Visto il successo del primo (All’improvviso: la variazione e l’improvvisazione, dalla musica rinascimentale al jazz, dal rock alla musica contemporanea) e del secondo incontro (Ostinato: dalle ciaccone e passacaglie del repertorio barocco ai riff dei Rolling Stones e dei Led Zeppelin) continuiamo ad addentrarci nei Paesaggi sonori con Stefano Pogelli. Dopo l’appuntamento di domenica 8 maggio con altre due incursioni: Musica in scatola: la storia della musica riprodotta da Edison all’Ipod e Rumori quotidiani: musica e natura, musica e ambiente urbano.
Stefano Pogelli, nato a Roma nel 1956, lavora a Radio Rai dal 1986 come regista e conduttore di programmi culturali e musicali. Attualmente lavora presso la discoteca centrale della RAI dove si occupa del restauro digitale di vecchi documenti sonori. Insegna Storia della musica, Storia del Rock e Storia degli strumenti musicali presso la Scuola di Musica di Testaccio, l’Accademia della Critica, l’Associazione Stratos di Bari. Tiene da dieci anni corsi di guida all’ascolto presso il Festival di Musica Antica di Urbino. Ha studiato oboe al Conservatorio di Santa Cecilia, ha suonato negli anni Ottanta con Giovanna Marini e con il Laboratorio di Bruno Tommaso e ha diretto per diversi anni la Banda della Scuola di Testaccio. Suona strumenti antichi e popolari (ghironda, cornamuse, bombarde, banjo, bouzouki e concertina) con il gruppo Circle Game. Come strumentista ha collaborato, per concerti e incisioni discografiche, con membri di celebri gruppi di folk-rock inglese, come i Fairport Convention, la Albion Band, i Pentangle e i Jethro Tull. Ha pubblicato il saggio Musica Celtica (Roma, Castelvecchi, 1997) e ha curato la traduzione di Lucky Man, autobiografia di un tastierista rock di Keith Emerson (Stampa Alternativa, 2007) e di Fragile, la storia degli Yes di Patrick Humphries. Insegna Storia delle produzioni radio-televisive all’Università di Lecce.
PLAY
Il corso. Articolato in mille ore tra formazione e tirocinio, fornisce le competenze teoriche e tecniche per applicare la musicoterapia in diversi campi. E’ suddiviso in quattro aree: musicoterapica, musicale, psicologica e medica, con laboratori, seminari, lezioni frontali, conferenze (in allegato la brochure informativa). L’idea del corso nasce dall’esigenza di creare un luogo che - oltre ad essere destinato ad una preparazione professionale - possa diventare uno spazio fisico di incontro e uno spazio culturale. Grazie al COES, promotore del progetto, abbiamo la possibilità di ospitare il corso e i vari eventi PLAY in una cornice splendida come Villa Pamphilj e di far lavorare insieme uno staff che da anni condivide esperienze e filosofie professionali e non solo. L’onorevole Argentin ha espresso «viva soddisfazione per l’apertura di questo spazio per la formazione in Musicoterapia, che si prefigge di essere un punto di riferimento, accoglienza e sviluppo per l’applicazione delle artiterapie a Roma».
La musicoterapia. Ha l’obiettivo di instaurare una relazione tra musicoterapista e paziente attraverso l’uso del codice corporeo-sonoro-musicale, per offrire e aprire nuovi canali di comunicazione, sviluppare una propria creatività ed una capacità relazionale, canalizzare l’aggressività, fornire un contenimento rispetto a vissuti e bisogni emersi nella relazione. Il luogo è di importanza fondamentale: è uno spazio fisico che ricrea uno spazio interno che il paziente non ha e non trova nel quotidiano, dandogli la possibilità di rielaborare i propri vissuti e i propri bisogni e di canalizzarli in modo creativo, soprattutto in questo momento storico- sociale dove già la società è frammentata e non favorisce l’integrazione.
Chi siamo. Fabio Buccioli, musicoterapeuta in vari ambiti, magister del modello Benenzon di Mt, fondatore dell’orchestra integrata Pezzi di Ricambio e direttore del corso; Stefano Pogelli, regista e conduttore di programmi culturali e musicali per Radio Rai, insegna Storia della musica, Storia del Rock e Storia degli strumenti musicali presso la Scuola di Musica di Testaccio e l’Accademia della Critica, direttore artistico di PLAY; Alessandra Ciolfi, psicologa clinica e di comunità, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, vicedirettore di PLAY e coordinatore dell’area medico psicologica PLAY; Raffaele Burchi, dottore in musicologia e musico terapista nel settore del plurihandicap dal 1989, coordinatore area musicoterapica PLAY; Marcello Duranti, sassofonista, fiatista degli Acustimantico e coordinatore dei laboratori musicali integrati PLAY; Federica Galletti, coordinatore didattico dell’Accademia Romana di Musica e dell’Accademia Europea Musicale e coordinatrice dell’area musicale PLAY.
info: 327 7407722
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