lunedì 25 aprile 2011

VIVA ITALIA! SUGGESTIONI MUSICALI DEL RISORGIMENTO

per celebrare i 150 anni dell’Unità Nazionale
nell’ambito della mostra “Giuseppe Mazzini e la musica”
al Museo Napoleonico fino al 29 maggio 2011

VIVA ITALIA!
SUGGESTIONI MUSICALI DEL RISORGIMENTO
 
Musiche della grande tradizione Ottocentesca

Roma, Museo Napoleonico
28 aprile 2011 ore 19.30 e 21.00
Relatore e pianista Prof. STEFANO RAGNI
del Conservatorio F. Morlacchi e Università per Stranieri di Perugia

Roma, 28 aprile 2011

“Da ‘arpa d’or dei fatidici vati’ a ‘Patria oppressa’, ogni coro verdiano è un manifesto di identità nazionale: ricordate l’inizio del film di Luchino Visconti ‘Senso’ con quel tenore che si impenna su ‘Di quella pira’ e il coro gli risponde ‘All’armi, all’armi’? Putiferio in sala, grida di ‘Viva L’Italia’ e bandierine tricolori ovunque. Era il 1866, la vigilia dell’ultima, fatale guerra di Indipendenza, e nel teatro La Fenice di una Venezia ancora austriaca il grido di rivolta era unanime”. Le parole di Stefano Ragni chiariscono quanto sia forte il legame tra musica e movimento rivoluzionario unitario nel periodo risorgimentale.

VIVA ITALIA! Arricchisce il percorso della mostra “Giuseppe Mazzini e la musica” – al Museo Napoleonico fino al 29 maggio 2011 – sommandosi alle testimonianze originali della passione mazziniana per la musica, tra cui il manoscritto con lo spartito musicale autografo, il Canto delle mandriane bernesi, che riproduce un canto popolare svizzero ascoltato nel 1836 durante l’esilio svizzero a Grenchen, e alcuni degli spartiti musicali patriottici della collana patrocinata dallo stesso Mazzini negli anni Sessanta del secolo.

VIVA ITALIA! è un viaggio nella più bella colonna sonora della storia italiana, un concerto che ripercorre le tappe dell’epopea trascinante che ha realizzato l’Unità d’Italia. Il 28 aprile 2011 al Museo Napoleonico, il pianista Stefano Ragni, del Conservatorio Francesco Morlacchi e Università per Stranieri di Perugia presenta musiche della grande tradizione Ottocentesca in due repliche, alle ore 19.30 e alle ore 21.00.

Nell’Ottocento risorgimentale nei teatri d’opera, dal sud al nord della penisola, il dibattito politico si identificava con le storie narrate dal melodramma, trovandovi motivi di riflessione, di emulazione, di incitamento, a volte di aperta sfida alle autorità. La storia dell’Unità nazionale marciava con il ritmo della musica operistica di Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi e dietro ogni manifestazione musicale si celava la rivolta, la cospirazione. I ritmi e le dinamiche musicali sempre più incalzanti culminarono nei cori verdiani, palese manifesto di anelito alla libertà, alla democrazia e all’unità che non poteva più essere ignorato.

Accanto a queste grandi espressioni del melodramma, ovunque si udivano le strofe dell’Addio del volontario, la Bella Gigogin, i Giovani ardenti di Romagna, Bandiera dei tre colori, una musica popolare cantata dai volontari di tutte le campagne militari, testimonianza di un Risorgimento forse minore, ma più autentico, insurrezionale e repubblicano. Infine, tanta è la musica che celebra le gesta dell’eroe conosciuto in tutto il mondo, Garibaldi, dagli inni dei Cacciatori delle Alpi alle melodie siciliane, lombarde, napoletane.

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