lunedì 15 aprile 2013

Museo “Roberto Papi”


Museo “Roberto Papi”

Palazzo Galdieri
Via Trotula de Ruggiero, 23
Salerno


Accade spesso che piccoli gioielli situati nelle nostre città siano quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico.

 È questo il caso del Museo Roberto Papi, accattivante realtà collocata nel centro storico di Salerno. Ad accogliere il visitatore, in prossimità dell’ingresso della struttura, una stilizzata figura femminile che quasi sicuramente può essere ricondotta a Trotula de Ruggiero, prima donna medico appartenente alla celeberrima Scuola Medica Salernitana. 
Il Museo ha una stretta connessione con la tradizione medica che, nei secoli addietro, rese nota la città ben oltre i suoi confini territoriali. Mario e Ferdinando Papi, padre e fratello del compianto Roberto a cui è intitolato il Museo, hanno deciso di donare parte della loro collezione che consta di attrezzature medico – chirurgiche risalenti ad un arco di tempo che va dal XVII al XX secolo.

 Nel febbraio di quest’anno è stato siglato un accordo tra la Fondazione Scuola Medica Salernitana e la cooperativa Galahad per ottenere che le bellezze raccolte nell’edificio possano essere conosciute da molteplici destinatari. 
Le numerose sale di Palazzo Galdieri ospitano una ricchissima strumentazione che tocca tutte le branche della medicina: la prima sala racchiude in sé gli strumenti utilizzati nell’ambito della pneumologia, come gli apparecchi per curare la tubercolosi o la bottiglia di Mariotte per il trattamento dell’aspirazione endocavitaria. 
La sala seconda accorpa strumenti utilizzati nell’ambito militare e neurochirurgico: è possibile visionare seghe di ogni forma e dimensione destinate all’amputazione degli arti ma anche clisteri di varie grandezze ed apprendiamo che, nelle epoche passate, la corte di Francia soleva ricorrere a questi utensili piuttosto di frequente. 

La terza sala ospita attrezzi ginecologici risalenti soprattutto al XIX secolo come i forcipi, assieme ad una ricca apparecchiatura finalizzata all’anestesia. Molto particolari anche i cofanetti che fungono da farmacia portatile e, trattandosi di invenzioni non contemporanee, maggiormente stupisce l’ingegno dei nostri predecessori. 
L’ambiente successivo presenta un elemento unico nel suo genere: si tratta del raro cofano di Mathieu, contenitore che accorpa in sé una variegata strumentazione chirurgica utilizzata dalla marina militare francese, mentre la camera seguente è dedicata all’oculistica e all’otorinolaringoiatria: palettine, pinzette ma anche forbici, aghi, speculi auricolari ed elettrostimolatori. 

All’odontoiatria è riservata la sala seguente con vetrine che includono tenaglie per le estrazioni dentarie, modelli di protesi e sulle pareti curiosi manifesti pubblicitari di dentifrici. Molto accurata anche la sezione predisposta per ospitare le apparecchiature in uso per la riabilitazione come gli elettrostimolatori ed i termocauteri, inoltre conclude la carrellata di strumenti medici l’ambiente dedicato nuovamente all’odontoiatria dove si possono ammirare cofanetti contenenti pinze, tenaglie e addirittura trousses per l’igiene del cavo orale. 
Arricchiscono ulteriormente il Museo le riproduzioni di farmacie con mobili ed utensili riconducibili ad epoche ormai lontane, le sedie e le attrezzature degli antenati dei nostri odontoiatri e la rievocazione fedele di un ospedale militare risalente al secondo conflitto mondiale. 

Nell’ottica della promozione del Museo Papi, i giovani che compongono la cooperativa Galahad hanno dato luogo ad un’iniziativa molto interessante: sono previste infatti delle visite guidate in costume d’epoca per fare in modo che il visitatore entri pienamente nell’atmosfera dei secoli ormai andati. Il Museo Papi però è aperto alla contemporaneità e proprio per questo, oltre ad essere il contenitore di tesori unici nel loro genere - in Italia infatti una realtà simile a questa salernitana è riscontrabile solo a Pavia - organizza concerti e mostre pittoriche: fino al 21 aprile è possibile ammirare le opere di Ferdinando Bove, artista salernitano che ha ricevuto diversi riconoscimenti e che ama immortalare soprattutto vedute caratteristiche del capoluogo e fiori di notevole bellezza, con pennellate intense e colori vividi, ricorrendo all’utilizzo non solo della tela ma anche della ceramica. 

Strutture come quella descritta costituiscono un innovativo modo di approfondire aspetti della conoscenza quasi sempre trascurati e che, invece, offrono un contributo di grande rilievo per fasce di età sempre più ampie. Un viaggio alla scoperta del sapere medico che ci fa rendere conto di quanto possa arricchirci il contatto con un mondo considerato erroneamente complesso. 
Francesca Salvato



Museo “Roberto Papi”
Palazzo Galdieri
Via Trotula de Ruggiero, 23
Salerno

Giorni ed orari di apertura: lunedì, martedì, mercoledì apertura previa prenotazione, dal giovedì al sabato: ore 9.30/13.00 – 18.00/20.00; domenica: ore 9.30/13.00.

Costo del biglietto: intero € 3,00; ridotto: € 1,00 (per gli studenti con tessera universitaria e per gli over 65). L’ingresso è libero per i bambini al di sotto dei 5 anni e per le persone diversamente abili.

Info: 089/253190; fax: 2596500; 347/0097908; 347/9296504; 340/4601034;







Nessun commento:

Posta un commento