a cura di Maurizio Calvesi
15 febbraio – 15 marzo 2013 Galleria Russo
“Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente”.
Da : “Il Manifesto del Futurismo”, Le Figaro, 20 febbraio 1909
L'imperativo futurista torna a riecheggiare nella città capitolina, si è inaugurata infatti il 15 febbraio negli spazi della Galleria Russo di Roma la mostra: “Marinetti chez Marinetti”, un evento che vede come protagoniste oltre quaranta opere esposte al pubblico e vendute, per la prima volta, provenienti dalla collezione privata di Filippo Tommaso Marinetti.
Ritratti biografici di una famiglia, di un'avanguardia tutta italiana, di sperimentalismi e innovazioni. Frammenti di percorsi politici e artistici, di volontà, di speranze, e di entusiasmi, un susseguirsi di passioni ed emozioni si spogliano per un istante dai dinamismi e dalle vertigini spigolose del movimento per dimorare nei gesti, e nelle sfumature di affetti quotidiani e familiari.
Dai tratti irruenti di Leo Longanesi, che tracciano il viso accennato di Marinetti, risaltandone l' occhio risoluto carico di patriottiche ambizioni in un ritratto risalente al 1922, si procede con il Ritratto parolibero, Marinetti ferito, 1917, di Francesco e Pasqualino Cangiullo, una descrizione immediata ed incisiva del volto di Marinetti immerso in una rappresentazione privata dalla sintassi narrativa e abbandonata completamente alle celebri “parole in libertà”.
Dalle icastiche linee fissate su carta, si approda all'imponenza della straordinaria tela di Gerardo Dottori: Ritratto di famiglia del 1930-1932, una costruzione solenne di una famiglia geniale, alla quale si aggiungeva la neonata Luce fasciata da una simbolica placenta.
Nove piccoli tesori, le tavole parolibere di mano dello stesso Marinetti, delle “analogie disegnate” come le definiva l' artista, considerevoli testimonianze del sodalizio tra poesia e arti figurative, sostenuto per la prima volta proprio dagli artisti futuristi.
Parole, immagini, numeri e tratti spasmodici che si rincorrono, in una successione casuale di idee, ordinate dal caso che diviene linguaggio, criterio e identità. La storia dell'avanguardia italiana è dunque raccontata attraverso le composizioni di grandi artisti e importanti opere, Il delicato e molto intenso Ritratto di Benedetta eseguito da Giacomo Balla, il famoso Ritratto di Marinetti Sole Marinetti della Zátková, l’incisione intitolata al Trionfo della morte del periodo simbolista di Luigi Russolo o due Ritratti di Aldo Palazzeschi realizzati dal suo amico Ardengo Soffici sono soltanto alcuni degli esempi delle opere presenti alla mostra curata da Maurizio Calvesi.
Una sezione a parte è inoltre dedicata alle opere provenienti da altre prestigiose collezioni; fra gli artisti importanti emerge Umberto Boccioni con il Ritratto della Signora Cragnolini Fanna, dalla collezione Sarfatti; due quadri realizzati da Giacomo Balla, conservati nella sua casa, e due disegni di Carlo Erba, il Ritratto della madre Giuditta e Ritratto di Filippo Tommaso Marinetti.
nadia gardini
“Marinetti chez Marinetti" a cura di Maurizio Calvesi
Fino al 15 marzo 2013 Galleria Russo via Alibert 20, Roma
Orari di apertura:
telefono: telefono e fax:
lunedì 16.30-19.30; da martedì a sabato 10.00-19.30
info@galleriarusso.com; www.galleriarusso.com 06 6789949;
06 69920692
Ufficio Stampa e Comunicazione: Barbara Dicorato – Arteefatti; cell.340 7704969




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