Teatro Parioli Peppino de Filippo
da venerdi 3 a domenica 5 febbraio
inScena – Produzione spettacoli
presenta:
la Compagnia Corrado Abbati
in:
LA VEDOVA ALLEGRA
libretto di Victor Léon e Leo Stein da un soggetto di Henri Meilhac;
musica di Franz Lehár
Adattamento e regia: Corrado Abbati
Scene: Stefano Maccarini Costumi: Artemio Cabassi
Coreografie: Giada Bardelli Direzione musicale: Marco Fiorini
Da venerdi 3 a domenica 5 febbraio al Teatro Parioli Peppino De Filippo, a Roma in via Giosuè Borsi 20, diretto da Luigi De Filippo, inScena – Produzione spettacoli.presenta:la Compagnia Corrado Abbati in:LA VEDOVA ALLEGRA, libretto di Victor Léon e Leo Stein da un soggetto di Henri Meilhac; musica di Franz Lehár,dattamento e regia: Corrado Abbati,scene: Stefano Maccarini Costumi: Artemio Cabassi,coreografie: Giada Bardelli,direzione musicale: Marco Fiorini.
Centocinquanta anni fa, nel 1861, il commediografo e librettista francese Henri Meilhac (lo stesso della Carmen di Bizet), scrisse un piacevole vaudeville che però divenne famosissimo solo molti anni dopo, nel 1905, grazie alla musica di Franz Lehár: era nata La Vedova Allegra.
“Non si offenda, ma questa non è musica”. Questa frase, dettata dallo stesso Lehár, apparve incisa sulle medaglie omaggio che la direzione del Teatro An der Wien offrì in occasione della trecentesima replica de La Vedova Allegra: una rivincita che il musicista volle concedersi nei confronti della direzione del teatro stesso e dei critici, che la sera della prima gli avevano rivolto quello scettico e non lungimirante apprezzamento. Ma forse avevano ragione. La Vedova Allegra non è musica, è molto di più: è una emozione, una esperienza sensitiva che si stampa a lungo nella memoria di chi l’ascolta.
La Vedova Allegra è un capolavoro di genuina ispirazione dove i protagonisti sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, di promesse, di sospetti e di rivelazioni. Un parapiglia che, come è naturale che sia in una operetta, al termine si ricompone nel migliore dei modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l’aitante diplomatico Danilo. Così, nel finale, tutti cantano la celeberrima marcetta “È scabroso le donne studiar!” in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa edizione de La Vedova Allegra, dove si va da Maxim (ancora oggi simbolo mondano-turistico parigino), si danno nomi capricciosi alle donnine che allietano le serate piccanti dei diplomatici, si cantano valzer pervasi da un erotismo scintillante, si ballano indemoniati can-can e si ama con assoluta gaiezza in una atmosfera spensierata e contagiosa che assimila attori e pubblico. Ed è in questa sinergia che l’operetta vola sulle ali del canto, della danza, della prosa, della maschera, del gesto facendosi teatro perfetto o, in modo meno presuntuoso, perfettamente teatrale. E dopo 150 anni la storia della Vedova Allegra è ancora qui fra di noi ed è ancora oggi uno degli spettacoli più rappresentati al mondo; cosa è dunque successo? Nulla nella partitura di Lehár, molto in chi capisce che si può tranquillamente accettare la dimensione intellettuale della nostalgia che rende più sereni… e chi, di questi tempi, non ne ha bisogno?
Corrado Abbati
ORARIO SPETTACOLI:
Venerdì 3 febbraio ore 21
Sabato 4 febbraio ore 21
Domenica 5 febbraio ore 17
INFO:
Teatro Parioli Peppino De Filippo
Via Giosuè Borsi, 20 – 00187 Roma
Telefono: 06 807 30 40
Sito internet: www.teatropariolipeppinodefilippo.it
Orario botteghino:
dal martedì al sabato ore 10.30 -19.00 | domenica dalle ore 16.00
INGRESSO da 22 a 28 euro ridotti da 16 a 19 euro
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