martedì 5 febbraio 2008

A CHORUS LINE



IL MUSICAL PIÙ EMOZIONANTE,
ATTUALMENTE IL PIÙ GRANDE SUCCESSO A BROADWAY,
TORNA IN SCENA ANCHE A ROMA

È stato uno dei più grandi successi del musical di tutti i tempi; è stato lo spettacolo che, prodotto dalla Compagnia della Rancia nel 1990, ha convinto tutti che anche in Italia si potesse mettere in scena un musical; la nuova edizione americana, attualmente, è il più grande successo in cartellone a Broadway: “A Chorus Line”, il “re” dei musical, torna in Italia in una nuova edizione prodotta dalla Compagnia della Rancia e da Giacaranda.
Anche questa nuova edizione di “A Chorus Line” vedrà la regia associata di Baayork Lee e Saverio Marconi - che già avevano firmato le precedenti edizioni - e il riallestimento sarà curato da Luis Villabon.
Baayork Lee è una delle più profonde conoscitrici di “A Chorus Line”: oltre ad essere stata la ballerina che ha originariamente ispirato, con la sua vita reale, la storia di Connie, uno dei personaggi del musical di Michael Bennett, ha diretto e riallestito le coreografie originali di decine di edizioni del musical in America e in tutto il mondo e ha curato le coreografie dell’edizione attualmente in scena a Broadway.

“A Chorus Line”, il musical più emozionante, tra coreografie straordinarie e canzoni coinvolgenti, è una storia che conquista il cuore. Nella penombra di un teatro di Broadway, l’audizione per un nuovo spettacolo è quasi terminata. Una linea bianca sul palcoscenico divide la zona del corpo di ballo dal proscenio riservato alle star: lungo questa “linea del coro” si susseguono i racconti di diciassette personaggi che, attraverso la musica e la danza, condividono con gli spettatori le storie delle loro vite. Diciassette storie bellissime, alcune divertenti, altre commoventi, tutte straordinariamente toccanti, regalano così la “rara sensazione” di un musical indimenticabile che, dopo 30 anni, conserva ancora un messaggio profondo anche per le nuove generazioni.

Al TEATRO BRANCACCIO
dal 12 al 24 febbraio
prezzi da € 35,00 a € 20,00

OTELLO

BIS s.r.l.
presenta

ANDREA GIORDANA
in

OTELLO
di William Shakespeare

con
Marcello Prayer Jago
Ivana Lotito Desdemona
Luca Giordana Cassio
Valentina Valsania Emilia
Barbara Giordano Bianca
Michele Mietto Lodovico
e con

Pino Tufillaro
nel ruolo di Roderigo

scene Almodovar - costumi Carlo De Marino
musiche a cura di Harmonia Team
aiuto regista Francesco Brandi

Regia
GIANCARLO SEPE




Un luogo per Otello, un sognatore romantico che scappa dalla realtà cruda, quella dei dolori del cuore, perché ha paura di soffrire. Egli agisce in una sorta di decanto della reggia, dove non ci sono veri e propri segni del valore e del grado, ma solo un rifugio, uguale a quello che gli studenti per affrancarsi dalla vigilanza dei genitori, s’inventano in spazi non canonici, in luoghi dove è difficile capitare per caso. Come succede ai pazzi deliranti dei racconti di Poe, che per le loro brutture o torture psicologiche, usano le cantine, le torri, e i giovani i garage o i lavatoii, o le zone dove alloggiano i condizionatori, le lavanderie e cosi via.
…Otello una sorta di capitan Nemo che comincia a odiare gli uomini, perchè questi lo hanno tradito, deriso blandito, hanno fatto finta di accettarlo, per poi distruggerlo per una vile storia di letto, solo perché la sua donna, bella e giovane, ha scelto lui, nero e avanti con gli anni.



Nessuno ama Desdemona come l’ama lui, questo tutti lo sanno, eppure, per una storia di forma e di facciata, devono dimostrare che l’amore della giovane è solo un errore dovuto alla gioventù e nient’altro, e a questo s’impegnano di porre rimedio gli uomini bianchi come coalizzati in una vendetta da postribolo, preparata senza amore ai danni di chi invece l’amore lo sente: forte, tumultuoso nel petto, un amore che sembra un dono che Otello crede di non meritare completamente. Quasi è lui il primo a non capacitarsi di come una donna bella e giovane e bianca possa davvero innamorarsi di lui, senza che quest’atto di giustizia, d’equità nei confronti di un nero, non debba nascondere una trappola, un trabocchetto. Dicevo di un capitan Nemo che in onore del suo idealismo e della purezza s’invaghisca della stella, invece che degli abissi, degli astri, dei colori, delle musiche, e che solo in un contesto che sente amico, com’è la scena, riesce ad essere sé stesso, anche se aggredito da porte che vomitano personaggi dei suoi incubi, dei suoi presagi o quelli mossi dalla forza di Jago. Solo lì, al sicuro da sguardi indiscreti, riesce a malapena a dipanare gli avvenimenti che scoppiano in lui e non trovano una loro plausibilità cronologica, come se il tempo degli accadimenti fosse impazzito, oppure come se fosse accaduto gia tutto e noi vedessimo solo i fantasmi di un’angoscia che non riesce a placarsi. Jago chiede ad Otello cosa voglia dire un bacio dato di nascosto… ecco per il Moro prendere forma la paura, l’abbandono, la solitudine, la perdita di qualcosa che nessuno potrà più restituirti una volta persa. Perdere Desdemona è come dire addio all’illusione di una vita fatta di passioni, a cui sembrava aver rinunciato da tempo. Otello è innamorato della vita fatta d’amore, che è l’unica vita che ti da l’illusione della giovinezza. L’amore cancella la differenza e fa assomigliare tutti quelli che amano a degli Dei immortali, proprio perchè innamorati. L’Otello è romantico perchè finchè si commuoverà sarà vivo.


TEATRO ELISEO Roma
12 febbraio – 2 marzo