mercoledì 13 febbraio 2008

MASSIMO BARTOLINI



"Ho cercato di rendere praticabile l'immaginazione. Sto cercando di rendere praticabile l'immaginazione. Per praticabile intendo poterci portare anche il corpo, nel piano dell'immaginazione intendo




M. Bartolini

Massimo Bartolini nasce a Cecina nel 1962, partecipa a numerose esposizioni italiane ed internazionali, tra cui Manifesta 4 (Francoforte, 2002), la LI e la XLVIII Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (rispettivamente nel 2005 e nel 1999). Tra le mostre personali troviamo quelle al Museu Serralves - Museu de Arte Contemporanea, Porto, 2007; Ikon Gallery - Ikon Eastside, Birmingham, Gran Bretagna, 2007; GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, 2005; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, 2003; StŠdtisches Museum Abteiberg, Mönchengladbach, Germania, 2003; Forum Kunst Rottweil, Rottweil, Germania, 2000; Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno, 1998; Fondazione Teseco per l’Arte, Pisa, 1997.Inoltre, tra le collettive: Où? Scenes du Sud: Espagne, Italie, Portugal, Carrè d’Art – Musée d’Art Contemporain de Nimes, Nimes, Francia, 2007; Ironia Domestica. Uno sguardo curioso tra collezioni private italiane, Museion - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Bolzano, 2007; Ecstasy: In and About Altered States, The Museum of Contemporary Art, Los Angeles, USA, 2005.
Bartolini è un artista che definisce e re-interpreta gli spazi, dà loro nuova forma e nuovi significati, creando ambienti inusuali, intrisi di una intensa, suggestiva atmosfera. Le sue opere sono caratterizzate da una costante oscillazione tra percezione e impercettibilità. Elementi dinamici inducono lo spettatore ad una riflessione stilistica, mentre lo proiettano su di un piano quasi metafisico. Attraverso una sorta di distillazione polisensoriale, Bartolini crea spazi antimonumentali, effetti intensi e coinvolgenti che interagiscono con l’ambiente circostante. Elemento principe è la luce: le porte chiuse lasciano intravedere un bagliore sinistro ed affascinante, inquietante ed irresistibile. La luminosità è quasi tangibile, concreta, sensibilmente vera. Tutto è lasciato alla percezione, in un incalzare di elementi dinamici e concretizzati in armonia. Nell’opera Mixing Parfums, per la quale Bartolini riceve nel 200 il Premio per la Giovane Arte Italiana, due ambienti distinti vengono collegati attraverso una luminosa porta girevole, mentre profumi differenti inebriano gli spazi, intrisi di calore e leggerezza. In luoghi apparentemente vuoti si genera una grande forza espressiva, come nelle opere che portano il titolo di Testa, dove si mescolano con trasparenza ingredienti nuovi ed antichi, mentre l’axis mundi, figura ricorrente in Bartolini, unisce idealmente gli elementi. L’opera di Bartolini si inserisce molto bene nel quadro dell’arte contemporanea, dove il conscio rifiuto di canoni estetici occidentali e rinascimentali genera il superamento della comune teoria architettonica, creando una rivoluzione visiva che l’artista rappresenta egregiamente. Così come Piero Della Francesca tentò nel corso della sua vita di rappresentare visivamente l’atmosfera, creando così un unicum nella storia dell’arte, allo stesso modo questo artista crea l’atmosfera nello spazio concreto, attraverso elementi familiari, studiati, plasmati, innalzati a strumenti di pura visione, per giungere allo scopo finale: “ rendere praticabile l’immaginazione”.

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