Visualizzazione post con etichetta Z2O Galleria | Sara Zanin. Mostra tutti i post
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giovedì 9 maggio 2013

RAPHAËLLE DE GROOT 


La réserve 
22 maggio - 12 luglio 2013 



Premiata nel 2012 col prestigioso premio artistico Sobey, il suo lavoro è incentrato intorno al concetto di ar- chiviazione ed è legato a vari contesti di ricerca che si sviluppano nel corso di incontri con persone e comu- nità, spesso chiamate a partecipare attivamente. Le opere di de Groot prendono la forma di azioni, oggetti, immagini e documentazione. Un aspetto centrale nella sua ricerca sono le performance che esplorano le modalità in cui l’arte viene creata e percepita attra- verso la messa in scena di alcune costrizioni – come ad esempio la cecità, abiti limitanti o la soppressione della faccia – che creano una condizione di espropriazione e perdita: perdita di riferimenti, perdita di control- lo e dell’immagine di sé. 

Dal 2009, Raphaëlle de Groot lavora sul progetto Le poids des objets (Il peso degli oggetti) che ruota intorno ad una collezione di circa 1780 oggetti che ha raccolto in un certo numero di comunità in Canada e altrove (Stati Uniti, Messico, Italia). Durante mostre, viaggi e residenze l'artista offre alle persone che lo desiderano la possibilità di donare oggetti ormai obsoleti, inutili, conservati in fondo a un armadio. De Groot offre quindi una seconda vita a queste tracce quotidiane dando loro un posto nelle sue opere. Questi oggetti comuni, vit- time del disinteresse e del rifiuto, paradossalmente contengono in sé l’attaccamento e le emozioni dei loro proprietari. Diventando custode di questi oggetti, l’artista narra la loro storia e ne garantisce la conservazione materiale e il loro divenire simbolici. Infatti, al di là della loro funzione fisica originale, questi oggetti raggiun- gono una forte dimensione simbolica perché tornano ad una seconda vita e vengono riassegnati. 

Gli oggetti divengono gradualmente dei compagni, in qualche modo si umanizzano e farli sfuggire all’inerzia è un punto focale della ricerca dell’artista. La réserve, che dà il titolo alla mostra, è il nuovo video dell’artista presentato per la prima volta al pubblico. In questo lavoro sono collegati diversi spazi che evocano luoghi dimenticati: un deposito museale, un ma- gazzino, un tetto. L'artista raffigura il movimento di un personaggio che indossa un mantello reversibile con diverse tasche; il mantello rappresenta una forma di abitazione transitoria per una collezione di oggetti che il personaggio trasporta da un luogo ad un altro. 

Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare La réserve di Raphaëlle de Groot. 
L’artista quebecchese – in concomitanza alla sua partecipazione nella 55 Biennale di Venezia con un’inedita 
performance curata da Louise Déry, direttrice della Galleria de l’UQAM a Montréal – presenta una nuova  serie di lavori, dopo la precedente personale Il volto interiore (2007).

giovedì 7 marzo 2013

Habitat

MARCO MARIA GIUSEPPE SCIFO 


Habitat 

Testo di Antonello Tolve 
23 MARZO - 11 MAGGIO 2013 

Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare Habitat di Marco Maria Giuseppe Scifo. A due anni di distanza dalla prima personale, Running Glance, l’artista presenta oggi un nuovo ciclo di lavori che mira a concepire un discorso organico e totale su un paesaggio che investe gli orizzonti culturologici attuali per costruire una nuova acuta riflessione sul mondo della vita. Su un mondo in rovina da recuperare e sanare mediante accenti estetici che costruiscono una necessaria uscita dall'indifferenza del presente. 

Diviso in tre stazioni, in tre paesi critici, in tre progetti (in tre work in progress) che si articolano nei tre spazi della galleria, il disegno messo in campo da Marco Maria Giuseppe Scifo pone lo sguardo dello spettatore di fronte ad un processo di conoscenza che mira a riattivare una capacità di analisi globale sull'esistenza del singolo e della specie. 

Segnati da una volontà che agisce sull'ambiente circostante con interventi poetici e delicati, i tre progetti in mostra – Globo pentacisdodecaedro, Habitat - Molecolare e In Nubibus – creano aperture preziose ad un processo meditativo che ritorna a considerare l'essere umano come facente parte di un unico organismo vivente, di un habitat che è spazio integrale e integrante, locus et logos del viaggio linguistico proposto dall'artista. Un viaggio che evidenzia la necessità di riconiugare (e riconsiderare) due mondi apparentemente distanti. Di riunire all'interno di uno stesso spazio prospettico (di stampo fisiologico e riflessivo), i vari orizzonti della natura. Vista, quest'ultima, come un corpus pulsante, come un luogo in cui si intrecciano esperienze e progetti, come un luogo in cui coabitazione, partecipazione e relazione si fanno nuclei e grumi del pensiero umano e del destino della civiltà. 

Se Globo pentacisdodecaedro, una scultura cinetica che simula la rotazione del pianeta lungo l'asse terrestre, mette in luce la volontà di geometrizzare la forma sferica del mondo per quotarne il volume, per leggerne la pelle e per evidenziare i limiti del singolo individuo, Habitat - Molecolare (una serie di disegni a penna in light-box) considera, dal canto suo, la natura umana e quella animale come piccoli insiemi di masse molecolari che si spostano nello spazio. In Nubibus, infine, una video-animazione con disegni animati che simulano il movimento delle nubi, pone l'accento sulla vaporizzazione delle cose, ma anche su un'atmosfera attraverso la quale l'artista accende paragoni, metafore luminose sulla perdita della moralità. Di un territorio da riconquistare per assaporare nuovamente un panorama creativo – quello della natura – in continuo divenire.


Z2O Galleria | Sara Zanin 
Mostra: Marco Maria Giuseppe Scifo - Habitat 
Durata mostra: 23 marzo – 11 maggio 2013 
Sede: Via della Vetrina 21, 00186 Roma 
Orari: da martedì a sabato 10.30 - 19.30 (o su appuntamento) 
Ingresso libero 
Per ulteriori informazioni: +39 06 704 522 61
 info@z2ogalleria.it; www.z2ogalleria.it