a cura di Tulliola Sparagni e Mariastella Margozzi
9 ottobre 2012 – 27 gennaio 2013
Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
La mostra organizzata dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea su Paul Klee si propone di analizzare il rapporto che questo artista ha avuto con l’Italia, visitata sei volte. Le sue reazioni sono state di volta in volta diverse, ma si inscrivono in categorie d’interesse principali che sono lo studio dell’arte classica, l’immersione nella natura, la passione per la musica e il confronto con il futurismo.
La mostra, caratterizzata da un’atmosfera soft, dalle pareti di un grigio freddo che non dà luminosità ai quadri, si svolge su cinque sezioni: i disegni satirici di un Klee interessato a mostrare gli aspetti più grotteschi dell’animo umano, compenetrato dall’animalità; il rapporto con il futurismo, con il quale ha in comune una delle sue cifre stilistiche principali: la linea, elemento fondante dell’idea artistica e, ad essa concatenata, l’attenzione verso la geometricità dell’architettura; il periodo di insegnamento alla scuola Bahuaus, incorniciato da cartoline-ricordo dell’Italia dei primi del Novecento, accompagnate dalle parole delle poesie di Klee stesso e dalle opere di altri grandi artisti a lui vicini, soprattutto Kandinskij; la folgorazione della musica di Mascagni e Puccini e i ritratti che sembrano usciti dalla commedia dell’arte; infine l’Italia come meta delle vacanze, con le particolarità “caratteriali” che Klee assegna a ogni città visitata: Genova è “drammatica, moderna, visiva”, Roma “epica, storica, narrativa”, Firenze “internazionale” e “Napoli ha tutto: splendore e miseria. La sua natura è paradisiaca”.
Nel 1948 alcune opere di Klee sono selezionate per la Biennale di Venezia, altre fanno parte della collezione di Peggy Guggenheim che, per l’occasione, è presentata per la prima volta in Europa. Nel 1950 lo spazio dedicato a Klee sarà più ampio, con 17 opere esposte alla Biennale, nel padiglione della Germania, dedicato al gruppo del “Cavaliere Azzurro”. Ma è il 1954 che lo vede protagonista, con ben 54 opere provenienti dai maggiori musei tedeschi. Nel 1960 viene pubblicato in traduzione italiana il suo libro Teoria della forma e della figurazione, con l’introduzione di Giulio Carlo Argan che fa scalpore perché lo paragona a Leonardo da Vinci: “tanto Leonardo quanto Klee nella loro riflessione non hanno di mira l’oggetto dell’arte, ma piuttosto il modo del suo prodursi, non la forma (…) ma la formazione come processo”.
Questo avvicina Klee al mondo dell’infanzia, del quale ammira e valorizza la capacità di creazione istintiva, slegata da una visione pregiudiziale e razionale, basata sull’emozionalità e sul potere della fantasia. Non a caso, al centro del percorso espositivo è stata collocata una sala dedicata ai bambini. In un angolo è possibile sedersi e, muniti di cuffie, colori a cera e fogli, ascoltare la lettura della teoria di Klee sulla creazione artistica e capire che per lui “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è”.
adele giacoia
DOVE
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131 - 00197 Roma
INFO
telefono: 06 322 98 1
ORARIO
Orari di apertura museo: da martedì a domenica ore 8.30 - 19.30;
Orari di apertura mostre temporanee: da martedì a domenica ore 10.30 - 19.30;
Chiusura settimanale: lunedì;
