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lunedì 4 febbraio 2013

TEATRO STANZE SEGRETE





DAL 2 al 24 FEBBRAIO 2013

L'EREDITA' DI ESZTER

Uno spettacolo di Riccardo Cavallo 
omaggio a Sandor Marai

con

Claudia Balboni
Nicola D'Eramo
Martino Duane
Elisa Pavolini

collaborazione artistica: Oreste Baldini
costumi: Claudia Balboni
sartoria: Bice Minori
scenotecnica: Stefano Massai
luci: Marco Maione
regista assistente: Annalisa Biancofiore


Sarà in scena al Teatro Stanze Segrete dal 2 al 24 Febbraio 2013 L'EREDITA' DI ESZTER, uno spettacolo di Riccardo Cavallo, omaggio a Sandor Marai; con: Claudia Balboni, Nicola D'Eramo, Martino Duane, Elisa Pavolini

Eszter aspetta da venti anni il ritorno di Lajos, il suo grande amore, l'unico della sua vita. Un amore mai consumato perché Lajos è un incantatore, inaffidabile, bugiardo: un mascalzone, come lo definisce Laci, il fratello di Eszter. Lajos pur dichiarando il proprio amore ad Eszter, sposa sua sorella. Perché? "Perché tu non mi hai impedito di farlo", sostiene lui. Ma "gli amori infelici non finiscono mai" e così Eszter vive nel ricordo di quell'unico amore la sua vita malinconica. (che strani percorsi hanno gli innamoramenti femminili. Vale proprio la pena per un uomo così superficiale ed egoista?)

Ed ecco che Lajos, ormai vedovo, torna con la figlia Eva. "Ci ha portato via tutto. Che cosa vuole da noi?" Si chiede Laci. Ma Eszter aspetta quel momento da venti anni e finalmente i due sono di nuovo l'uno di fronte all'altra. Ma il Lajos che lei ora ha davanti agli occhi non è il Lajos che ha accompagnato i suoi ricordi in tutti quegli anni. È un uomo dimesso, gli anni sono passati anche per lui. E allora Eszter lucidamente, quasi fosse un destino, accetta di piegarsi all'ultimo inganno del traffichìno Lajos, punendosi. Per non aver sfidato la vita prima fuggendo con lui, e di averla sciupata dopo, nel ricordo di un uomo che non c'è più e forse non c'è mai stato. 

Sándor Márai, in origine Sándor Károly Henrik Grosschmid de Mára (Košice, 11 aprile 1900– San Diego, 22 febbraio 1989), è stato uno scrittore e giornalista ungherese. La sua fama è legata in particolare al romanzo Le braci, apparso in Italia nel 1998 e L'eredità di Eszter, pubblicato nel 1999. Largamente trascurato al di fuori dell'Ungheria, la sua opera (fatta di poesie, romanzi e diari) è stata "riscoperta" solo recentemente e ripubblicata in francese (1992), inglese, tedesco e italiano ed è ora considerata parte dei capolavori della letteratura europea del XX secolo.

Stanze Segrete Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) tel. 06.6872690 / 3889246033. Botteghino: dalle 18,30 alle 21 consigliata prenotazione tel. Posti 40. 

Biglietti: Intero 13 euro - Ridotto 10 euro - Tessera Obbligatoria 3 euro.

Sconto ATAC: biglietto ridotto per coloro che si presentano in teatro con un biglietto obliterato in giornata o con l’abbonamento.

Riduzione concessa a: giovani fino ai 25 anni (documento di identità) - anziani dai 70 anni (documento di identità) - Professionisti dello spettacolo.

Orari dello spettacolo: serali ore 21.00, domenica pomeridiana ore 19.00.

giovedì 3 gennaio 2013

IL PROFUMO DEL TÈ ALLA CANNELLA


TEATRO STANZE SEGRETE

DALL’8 AL 20 GENNAIO 2013
la Compagnia Diritto e Rovescio 
presenta

IL PROFUMO DEL TÈ ALLA CANNELLA

I Sapori dell'Eros

di Arianna Di Pietro
con:
Giulia Adami, 
Arianna Di Pietro,
Anna Graziano
ed Elisa Pavolini
Regia: Annalisa Biancofiore


Sarà in scena al Teatro Stanze Segrete dall’8 al 20 gennaio 2013, “IL PROFUMO DEL TÈ ALLA CANNELLA - I Sapori dell'Eros” di Arianna Di Pietro, con: Giulia Adami, Arianna Di Pietro, Anna Graziano ed Elisa Pavolini. Regia: Annalisa Biancofiore.

Nell'intimità del teatro salotto Stanze Segrete prende vita l'hammam della Damasco moderna, che accoglie gli spettatori nel pieno di un rito nuziale, fatto di bagni profumati e tè alla cannella. La ricca Hanan presenta sua figlia Najat, giovane sposa. Più che mamma e figlia, due amiche. Che si confrontano e ridono, con autoironia, della loro condizione di donne. Ma il cuore di Hanan ha un angolo chiuso a chiave, in cui non entra nessuno, neanche Najat. Qui vive il ricordo di Alia, la sua serva in gioventù, che ha amato con l'anima, il corpo e le mani.

Nell'abbraccio dell'hammam, Hanan riuscirà finalmente a raccontare la sensualità e la tenerezza della sua storia segreta, sciogliendo il suo dolore in un bicchiere di tè.

Dopo "Le mille e una notte", lo spettacolo "Il profumo del tè alla cannella", liberamente ispirato all'opera di Yazbek Samar, si configura come seconda tappa ideale del nostro viaggio attraverso "I sapori dell'Eros", quelle inebrianti e sensuali essenze d'oriente sempre pronte a risvegliare i palati, e i desideri, più assopiti. 

Uno spettacolo tutto al femminile, che non parla solo alle donne ma anche e soprattutto agli uomini, in un linguaggio universale e affascinante. La pulsione umana atta a rappresentare uno spaccato di realtà, facendo si che questa venga interpretata dal riflesso dei modi di pensare ed agire dei quattro personaggi protagonisti della vicenda.

Stanze Segrete 
Via della Penitenza, 3 ( Trastevere ) 
Botteghino: dalle 18,30 alle 21 consigliata prenotazione tel. 
Posti 40.

Biglietti: 
Intero 13 euro - Ridotto 10 euro - Tessera Obbligatoria 3 euro.

Sconto ATAC: biglietto ridotto per coloro che si presentano in teatro con un biglietto obliterato in giornata o con l’abbonamento.

Riduzione concessa a: giovani fino ai 25 anni (documento di identità) - anziani dai 70 anni (documento di identità) - Professionisti dello spettacolo.

Gli orari dello spettacolo sono confermati; serali ore 21.00, pomeridiane ore 19.00.

venerdì 21 settembre 2012

RITRATTO DI SIGNORA IL TORMENTO DELLE FIGURE


TEATRO STANZE SEGRETE
dal 2 al 14 Ottobre 2012
L’Associazione Culturale UPNOS
presenta
RITRATTO DI SIGNORA
IL TORMENTO DELLE FIGURE
Omaggio ad Alda Merini
di e con
Elisa Pavolini
Regia: Mario Schittzer
Costumi: Mariella D’Amico
Assistente alla regia: Arianna Di Pietro

Sarà in scena al Teatro STANZE SEGRETE dal 2 al 14 ottobre, Ritratto di Signora – IL TORMENTO DELLE FIGURE – Omaggio ad Alda Merini, di e con Elisa Pavolini per la regia di Mario Schittzer.

Elisa Pavolini - dopo il grande successo riscosso nella passata stagione - porta in scena le parole e le suggestioni di Alda Merini, incontrando virtualmente tanti personaggi che della sua vita hanno fatto parte. Uno spettacolo che è un pacchetto emotivo, che oltre essere visto va soprattutto ascoltato.

“I miei amori cominciano nei tempi futuri. I veri amori sono dei sogni, sono delle invenzioni, sono dei parametri di poesia. Se questo o quell’altro uomo siano veramente esistiti, se abbiano toccato la mia carne, questo è un fenomeno secondario”.

Ce li descrive così, Alda Merini, i suoi amori. Come dei sogni, come delle figure. A volte incubi, a volte ombre, a volte intense suggestioni che scuotono l’anima, la svuotano e la tormentano.

Il racconto “Il tormento delle figure”, pubblicato nel 1990, è un viaggio che attraversa l’anima: un flusso di coscienza poetico e razionale, a tratti logico e disarmante, in altri momenti compulsivo e logorante; come se l’Amore possa essere al tempo stesso una salvezza e una dannazione.

La Merini ci presenta alcuni degli uomini della sua vita, alcuni dei suoi amori, veri o presunti; quelli che l’hanno presa e violentata, amata e osannata, disprezzata e tradita.

Alda Merini è una donna ferita, innamorata, felice, sola ma prima di tutto è un’anima poetica che assapora il gusto dell’esistenza, vivendone il dolore e la gioia, con gli occhi di chi sa di potersi rifugiare, sempre, nella poesia.

I poeti sono al di là del fiume; guardano il mondo che scorre, vivono sulla loro pelle la depressione, i tormenti, le ansie e li mettono in versi. “Ogni poeta vende i suoi guai migliori”.

La Merini ci regala i tormenti delle ‘sue’ figure e lo fa in modo delicato, come se la sofferenza, la depressione, il manicomio, l’abbandono, la difficoltà di vivere non la riguardassero fino in fondo.In questo flusso di pensieri, trova spazio un passo estrapolato dalle “Lettere al Signor G”, una raccolta di scritti, lettere e versi che la poetessa ha indirizzato a Enzo Gabrici, uno degli psichiatri che la tenne in cura e che divenne un punto di riferimento per la donna oltre che per la paziente. Non si poteva prescindere anche da alcuni versi tratti da “L’Anima Innamorata”, una raccolta di poesie in cui la Merini ci svela la sua indole mistica e religiosa, per la quale l’amore diventa una sostanza che pervade ed invade ogni essere, Dio compreso.