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mercoledì 5 dicembre 2012

ENEL CONTEMPORANEA 2012

ENEL CONTEMPORANEA 2012: EDIZIONE SPECIALE PER I 50 ANNI DI ENEL PER LA CITTA’ DI ROMA 

BIG BAMBU’ DI MIKE E DOUG STARN AL MACRO TESTACCIO 


• A partire dall’11 dicembre viene aperta al pubblico la grande installazione “Big Bambú” degli artisti americani Mike e Doug Starn, selezionati per Enel Contemporanea 2012. L’opera è realizzata negli spazi di MACRO Testaccio a Roma, in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario dell’azienda. 

Roma, dicembre 2012 – Sono gli artisti americani, gemelli omozigoti, Mike e Doug Starn i protagonisti della sesta edizione di Enel Contemporanea, fra i più prestigiosi appuntamenti internazionali nel panorama dell’arte contemporanea, a cura di Francesco Bonami. Un’edizione speciale per i 50 anni di Enel che, a partire dall’11 dicembre, vede l’apertura al pubblico negli ampi spazi di MACRO Testaccio della gigantesca installazione “Big Bambú”, appositamente creata per la città di Roma. 

Dopo la doppia giostra in movimento dell’artista tedesco Carsten Höller e la “casa di farfalle” degli olandesi Bik Van der Pol - che nel 2010 inaugurò con grande successo il nuovo MACRO a Roma e che a settembre è sbarcata a Mosca – quest’anno i visitatori potranno ammirare e sperimentare un’opera che promette di emozionare non solo gli addetti ai lavori. 

Realizzata da Enel nell’ambito della consolidata partnership con il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, Enel Contemporanea 2012 offre al pubblico la possibilità di vivere in modo nuovo l’area museale di MACRO Testaccio. “Big Bambú” è infatti un’installazione tutta da scoprire, con percorsi e camminamenti aperti ai visitatori, tra emozioni, natura e colori. Ma è anche un sorprendente luogo d’incontro e di aggregazione, dove fermarsi a chiacchierare, ad ascoltare una presentazione, a leggere un libro o anche, semplicemente, a guardare il panorama di Roma da un punto di vista unico e diverso: un nuovo modo di vivere l'arte, il quartiere e la città. Per l’occasione, nell’ottica di una migliore fruibilità dell’area interna di MACRO Testaccio, vengono inoltre realizzate due isole verdi lungo i corridoi laterali, con una selezione botanica di sempreverdi ed essenze ornamentali legate alla tradizione e alla spontaneità del territorio. 

Negli spazi del museo circa 8.000 aste di bambù sono state legate e incastrate fra loro dagli artisti insieme a un gruppo di arrampicatori esperti, americani e italiani, a creare un’inedita scultura- architettura, che si sviluppa fino a circa 25 metri di altezza. L’opera della serie “Big Bambú” è stata concepita dai fratelli Starn come un organismo vivente in continuo cambiamento nella sua complessità ed energia, grazie all’utilizzo di un materiale solido e flessibile, oltre che altamente simbolico, come il bambù. All’interno dell’architettura-scultura l’imprevedibile incrociarsi dei bambù diviene al tempo stesso elemento giocoso ed espressione della molteplicità della vita, dell’immaginazione e della creatività umana. Rendendo la flessibilità e gli intrecci del bambù elementi fisici di costruzione ma anche elementi mentali di riflessione, il visitatore può abbandonarsi nello spazio di quest’opera d’arte in continua trasformazione, concepita come se la costruzione non fosse mai finita. Un grande organismo vivo che si trasforma, si muove, si adatta al tempo, che cresce non in dimensioni ma in sensazioni. In questo modo i fratelli Starn creano una delle poche opere d’arte contemporanea che, pur presentandosi nella sua versione ultimata come una scultura, 

1/3rimane costantemente organica e viva, capace di accogliere lo spettatore e di inglobarlo come parte integrante del processo. 

Nel 2010 l’installazione ”Big Bambú: You Can’t, You Don’t and You Won’t Stop” (non puoi, non vuoi e non ti fermerai) di Mike e Doug Starn, in mostra al Metropolitan Museum di New York, è stata la nona esposizione più visitata nella storia del museo e la quarta più visitata al mondo in quell’anno. Successivamente, è stata presentata alla 54. Biennale di Venezia nel 2011. Mike e Doug Starn lavorano insieme da oltre vent’anni focalizzandosi principalmente sull’arte concettuale e sulla fotografia. Le loro opere, concepite come inedite strutture organiche in evoluzione, sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, e sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo, fra cui il Museum of Modern Art, il Metropolitan Museum of Art e il Guggenheim Museum di New York, la National Gallery of Victoria di Melbourne, lo Yokohama Museum of Art in Giappone, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Rappresentati dal celebre gallerista Leo Castelli dal 1989 fino alla sua morte, nella loro carriera artistica gli Starn hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Attualmente, oltre a Enel Contemporanea 2012, è in corso la loro mostra “Gravity of Light” ospitata dal Cincinnati Art Museum. Lavorano a Beacon, New York. 

Con l’avvio della sesta edizione di Enel Contemporanea, rinnovando la partnership con il MACRO e creando un’opera d’arte per la città di Roma, Enel riconferma la propria volontà di sostenere l’arte e la cultura nelle sue diverse forme ed espressioni, lavorando a fianco di importanti istituzioni e a beneficio della collettività. 

Enel Contemporanea è il progetto promosso da Enel che prevede ogni anno la realizzazione di opere sul tema dell’energia da parte di artisti di diverse nazionalità (www.enelcontemporanea.com). Un’iniziativa, oggi alla sua sesta edizione, che si propone di esplorare il concetto di energia attraverso il linguaggio universale dell’arte. Da alcuni anni infatti Enel ha sposato il linguaggio dell’arte contemporanea per la sua capacità di esprimere e trasmettere i valori di innovazione, attenzione all’ambiente e internazionalità, che oggi costituiscono le tre direttrici fondamentali su cui si gioca la sfida di un futuro sostenibile e che in questo momento ben rappresentano il percorso di sviluppo di un’azienda come Enel. 

Le precedenti edizioni di Enel Contemporanea hanno presentato gli interventi di nove artisti internazionali: nel 2011 la doppia giostra in movimento Double Carousel with Zöllner Stripes realizzata dal tedesco Carsten Höller; nel 2010 la “casa di farfalle” Are you really sure that a floor can't also be a ceiling? del duo olandese Bik Van der Pol che ha inaugurato il nuovo MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma; nel 2009 l’installazione a cielo aperto dell’americano Doug Aitken sulla punta dell’Isola Tiberina a Roma. Nel 2008: una sala d’attesa eco-sostenibile dello statunitense Jeffrey Inaba al Policlinico Umberto I di Roma, un percorso di immagini, neon e video proiezioni degli assume vivid astro focus fra le rovine di Largo Argentina a Roma e un giardino nascosto del gruppo A12 nella laguna di Venezia in occasione della 11. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Nel 2007 a Roma: una grande opera-cantiere dell’italiano Patrick Tuttofuoco in piazza del Popolo, una fontana d’acqua interattiva del danese Jeppe Hein nel quartiere della Garbatella e una suggestiva eclissi lunare dell’inglese Angela Bulloch sopra l’Ara Pacis. 

Fondata nel 1962, dopo uno storico dibattito politico che portò alla nazionalizzazione di 1.300 aziende elettriche locali per creare un’infrastruttura energetica in grado di unire il Paese e promuoverne lo sviluppo, a distanza di 50 anni, Enel è oggi la più grande azienda elettrica d’Italia e una delle prime utilities del mondo. Enel è un operatore integrato, attivo nei settori dell’elettricità̀ e del gas. Oggi opera in 40 Paesi del mondo, con una capacità installata netta di circa 97.000 MW e vende elettricità e gas a più di 61 milioni di clienti. 

SCHEDA TECNICA 
ENEL CONTEMPORANEA 2012 – EDIZIONE SPECIALE PER I 50 ANNI DI ENEL 
Mike+ Doug Starn 
Big Bambú 
MACRO Testaccio
Piazza O. Giustiniani 4, 
Roma 
Apertura al pubblico dall’11 dicembre in avanti 
Ingresso gratuito 
Da martedì a domenica ore 16.00-22.00 
Chiuso il lunedi

martedì 9 ottobre 2012

Festival Della Fotografia


Fotografia 2012: Work
Festival internazionale di Roma 
20 Settembre- 28 Ottobre 2012

Il tema indagato in questa edizione è il lavoro, al MACRO si sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento e lo rilancia, con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia. 
Parte tutto da autori classici come Don mccullin, i quali ritraggono la situazione del lavoro soprattutto in fabbrica nel Novecento fino ad arrivare ad immagini contemporanee. Una contrapposizione tra visioni vecchie e nuove in vari linguaggi.
Giulia Casaldi

FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma
XI Edizione: WORK
20 Settembre — 28 Ottobre 2012
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
MACRO Testaccio 

venerdì 21 settembre 2012

FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma



XI Edizione
WORK

a cura di Marco Delogu
 21 settembre – 28 ottobre 2012
MACRO Testaccio, piazza Orazio Giustiniani 4
Padiglioni A e B
 

 
Il MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta dal 21 settembre al 28 ottobre 2012 FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Romapromosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale e prodottoda Zètema Progetto Cultura.
Il MACRO con FOTOGRAFIA è divenuto luogo di riferimento per tutte le realtà di fotografia attive in città organizzando un programma di iniziative avviato a gennaio 2012 e che culmina con il Festival.
FOTOGRAFIA, a cura di Marco Delogu, propone un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo con un festival diffuso tutto l’anno la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un'attenzione sempre più concreta alle produzioni originali. In questi mesi molti sono stati gli appuntamenti “di avvicinamento” al Festival vero e proprio: gli Incontri di fotografia, che ha visto fotografi di fama internazionale incontrare il pubblico, la mostra FOTOGRAFIA in collezione con presentazione del primo nucleo della nuova collezione fotografica del MACRO e con la residenza al museo del grande fotografo Anders Petersen per il suo progetto in mostra al Festival.
Tema di questa XI edizione è il lavoro: il Festival sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento e lo rilancia con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia.
Come si è modificata la “visione” del lavoro nel Novecento, spesso anche mitologica, piena di fatica fisica e grandi masse? E come in molti casi resiste accanto a lavori più sofisticati, spesso solitari, tecnologici e spesso difficili da trasformare in immagini? E come si sposano visioni vecchie e nuove?
Nelle risposte a tali domande, forse, si nasconde un quadro complessivo del mondo e della fotografia, ancora oggi considerata uno degli strumenti più efficaci per l’analisi della società contemporanea e dei suoi linguaggi.
Quest’anno la Commissione Roma, festeggia la sua X edizione con due fotografi di eccellenza, Paolo Ventura e Anders Petersen, che hanno fotografato Roma in totale libertà interpretativa. Molti di questi scatti andranno ad aggiungersi al nucleo della collezione di fotografia del MACRO.
Ricchissimo il programma di questa edizione con oltre 60 mostre, eventi e appuntamenti che vedranno la partecipazione di circa180 fotografi e l'esposizione di più di 2.000 fotografie. Mostre, talk, spazio editoria indipendente e self publish, book signing, concorsi, letture di portfolio e workshop, si svolgeranno a MACRO Testaccio, sede principale per il terzo anno consecutivo.
FOTOGRAFIA coinvolgerà per la prima volta alcuni spazi del MACRO di via Nizza e gli spazi de La Pelanda a Testaccio. Come nelle precedenti edizioni, molte Accademie straniere e spazi espositivi della Capitale, sia pubblici che privati, ospiteranno eventi e mostre.
Il programma completo del Festival con aggiornamenti quotidiani è disponibile sul sito www.fotografiafestival.it.

PROGRAMMA
MOSTRE
MACRO Testaccio
·         La collettiva Camera Work, a cura di Marco Delogu, riunirà intorno al tema del Festival i lavori di fotografi internazionali quali Roger Ballen, Yto Barrada, Claire Chevrier, Raphaël Dallaporta, Chris Killip, Joseph Koudelka, Fosco Maraini, Nina Poppe, Simon Roberts, Lars Tunbjörk e Florian van Roekel.

·      I mondi dei lavori perduti è una mostra sul lavoro delle pescatrici Ama giapponesi, a cura di Marco Delogu e Paola Ugolini, in collaborazione con l’associazione Corto Arte Circuito. Le immagini di Fosco Maraini (nel centenario della sua nascita) e le fotografie contemporanee della giovane tedesca Nina Poppe hanno catturato in periodi storici diversi le immagini di queste donne-sirena specializzate nella ricerca di perle, nella pesca di crostacei e molluschi. Ancora oggi le pescatrici Ama affrontano il fondo marino senza l’ausilio di bombole d’ossigeno, ma solo con una semplice muta, talvolta improvvisata, e supportate dall’esperienza tramandata dalle passate generazioni.

·         La X edizione della Commissione Roma (il grande lavoro annuale sulla città, iniziato nel 2003 da Josef Koudelka, e che ha visto coinvolti autori come Martin Parr, Alec Soth, Guy Tillim e molti altri) è stata affidata a Paolo Ventura che ha ricostruito scenari e personaggi tipici della sua poetica in una Roma senza tempo, tra reale e finzione, in un lavoro, composto da dieci fotografie di grande formato, dal titolo Lo zuavo scomparso.

·         Tre mostre dei curatori esterni nominati attraverso il bando internazionale del 2010:

Ø  Fields, a cura di Paul Wombell
         Fotografi: Ulrich Gebert, Mishka Henner, Jackie Nickerson
Cosa significa fotografare la vita rurale oggi, circa settant’anni dopo il programma fotografico della FAS (Farm Security Administration) negli Stati Uniti? Tre fotografi contemporanei affrontano con Fields tematiche analoghe a quelle dei loro predecessori, lavorando sulla terra e sulla mobilità del lavoro, e tuttavia sfidano l’ortodossia dell’approccio documentaristico creando nuovi modi di visualizzare la vita rurale.

Ø  This is not an office, a cura di Marc Prüst
Fotografi: Stanley Greene, Tim Hetherington, Jeroen Kramer, Marco Vernaschi 
Mettendo insieme i diversi materiali autobiografici dei quattro fotografi di guerra, Marc Prüst vuole illustrare come la loro esperienza negli scenari di guerra abbia influenzato non solo la loro vita personale ma anche quella professionale al di fuori di quel contesto. Allo stesso tempo il curatore vuole mostrare come queste immagini siano delle vere e proprie opere d’arte.
Ø  Hit the crowd, a cura di Valentina Tanni
         Fotografi: David Horvitz, IOCOSE, Matt Richardson
Oggi la fotografia non è più soltanto una pratica solitaria, ma sempre più spesso si trasforma in un processo collaborativo. Nell’era di Internet l’atto della condivisione è spesso indistinguibile da quello della creazione: un unico gesto produce la fotografia e genera la sua diffusione. Quando un’immagine ha iniziato il suo viaggio nel mondo, niente la può fermare: chi la riceve se ne appropria, la riusa, la modifica e la rimette in circolazione. Hit the Crowd indaga questi temi, analizzandoli attraverso il lavoro di tre artisti.

·         La mostra Il paese è reale a cura di Alessandro Dandini de Sylva, dedicata alla giovane fotografia italiana. Il progetto include:  Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco con un lavoro sulle mafie moderne a cura di Fabio Severo; Francesco Neri con una serie di ritratti di adolescenti e studenti del ravennate; Andrea Botto con una selezione dal suo progetto sulle esplosioni controllate; Lorenzo Durantini con un lavoro sulla Costa Concordia e Francesco Jodice con il video Dubai_Citytellers sul fenomeno del neoschiavismo a Dubai.

·         La mostra Lost&Found 3/11, promossa da Doozo art book & sushi, arriva a Roma dopo le tappe di Tokyo, Los Angeles, New York e Melbourne.  All’indomani dello tsunami dell’11 marzo 2011, che ha colpito la popolazione giapponese, un gruppo di 500 ricercatori volontari ha provato a restituire ai legittimi proprietari migliaia di fotografie, recuperate dalle macerie. Pulendo, asciugando e digitalizzando quest'enorme quantità  di materiale in tre mesi di lavoro, sono stati restituiti  7.600 album e 13.000 fotografie. La mostra, che racconta questa storia, trova la necessaria intimità tra le pareti di una struttura autonoma collocata fra i due padiglioni di MACRO Testaccio, in una dimensione che rivela le immagini di una memoria collettiva.

·         In mostra un dittico di Olivo Barbieri realizzata a Cavezzo (Modena), località particolarmente colpita dal recente terremoto dell’Emilia Romagna. Barbieri, fotografo di queste terre, si è fermato davanti ai crolli e ha deciso di documentarli, elaborando un suo personale itinerario molti anni dopo il famoso "Viaggio in Italia".


·         LSardegna è il soggetto di una mostra sul rapporto tra territorio e lavoro, rispetto del paesaggio e durezza delle condizione umana, con una selezione di immagini di Dario Coletti, Franco Mapelli e Massimo Mastrorillo.


·         Inoltre, saranno esposti nove multimediaBurma’s stories, realizzati dagli studenti di fotografia di Christophe Loviny, direttore artistico del Yangon Photo Festival, nell’ambito di un progetto volto a dare visibilità  alle future generazioni di fotografi birmani e premiato da una giuria presieduta dal premio Nobel per la pace e leader politico Daw Aung San Suu Kyi. Il progetto, in collaborazione con l’associazione Corto Arte Circuito, sarà presentato nell’ambito di Asiatica Film Mediale che si terrà a La Pelanda dal 5 al 13 ottobre.


·         V edizione del Premio IILA per la giovane fotografia latino-americana. In mostra Reflex Roma, lavoro del vincitore dell'edizione 2011 Nicolas Alejandro Sanin e la presentazione delle opere finaliste del Premio IILA di quest’anno. Il vincitore,Alejandro Cartagena, fotografo della Repubblica Dominicana, con il progetto Los Car Poolers documenta una pratica adottata dagli operai in Messico per recarsi sul posto di lavoro, risparmiando tempo e denaro e contribuendo inconsapevolmente, alla salvaguardia dell’ambiente. Gli altri finalisti sono Fabián Hernández Mena (Costa Rica), Christian Rodríguez (Uruguay) – Menzione d’Onore, Coni Rosman (Argentina) e Verónica Gutiérrez Valenzuela (Messico).

 

MACRO via Nizza
  • Yto Barrada: RIFFS è la mostra che, dopo il successo ottenuto al Guggenheim di Berlino, al WIELS di Bruxelles, al Renaissance Society di Chicago e all’Ikon Gallery di Birmingham, sarà al MACRO dal 20 settembre all’11 novembre 2012 con un allestimento ripensato per gli spazi del museo, per proseguire al Fotomuseum Winterthur di Zurigo. Curata da Friedhelm Hütte - Responsabile Globale per l’Arte in Deutsche Bank - e dalla curatrice indipendente Marie Muracciole l’esposizione celebra l’artista, vincitrice del Premio ‘Deutsche Bank’s Artist of the Year 2011’.

  • Anders PetersenRome, a diary 2012 è la mostra curata da Marco Delogu, in programma dal 20 settembre al 28 ottobre 2012. Il fotografo, residente al MACRO a luglio, è tornato a lavorare sulla città di Roma, realizzando, dopo sette anni dalla sua Commissione Roma, un nuovo diario di cui saranno in mostra trenta fotografie accanto a dieci immagini inedite del diario del 2005.

PREMI

 

·         II edizione del concorso Call for Entry dedicato ai giovani fotografi internazionali. I 15 progetti selezionati saranno proiettati all’interno del MACRO Testaccio per tutta la durata del festival dando così grande visibilità agli autori. Superegg, agenzia di comunicazione e marketing non convenzionale, stamperà un catalogo con le immagini più belle dei 15 finalisti del concorso e realizzerà una mostra presso il loro spazio a via dei Magazzini Generali 31, sabato 22 settembre alle 10.00.

·         Nell’ultimo weekend del Festival, dal 26 al 28 ottobre Affordable Art Fair, fiera dedicata ad opere contemporanee dal valore sotto i 5.000 euro che, dopo il successo milanese, sbarca a Roma e organizza in collaborazione con 1:1projects un premio CALL FOR AAF YOUNG TALENTS – ROMA, mettendo in vendita nella sezione Young Talents alcuni lavori dei finalisti del premio.

·         Prima edizione del Premio Graziadei Studio Legale per FOTOGRAFIA che ha l’obiettivo di sostenere nuovi talenti della giovane fotografia italiana: Andrea Botto con un progetto già avviato e Francesco Neri con un progetto concepito appositamente per il premio. Entrambi i lavori saranno esposti al MACRO Testaccio nella mostra Il paese è reale curata da Alessandro Dandini de Sylva.

 

EVENTI LA PELANDA

 

·       Il Photobooks Exhibition a cura di Douglas Stockdale includerà una selezione di libri di fotografia contemporanea di alcuni grandi fotografi che ruotano attorno al tema del lavoro. In concomitanza si svolgerà una mostra con gli scatti di alcune doppie pagine dei libri realizzati dagli stessi fotografi.

·       Magnum Workshop si svolgeranno dal 20 al 23 settembre e saranno coordinati da due grandi fotografi della Magnum: Richard Kalvar e Moises Saman. Ogni fotografo guiderà un gruppo di massimo 12 partecipanti che avranno la possibilità di fotografare, discutere, perfezionare e pubblicare i loro lavori. Le immagini migliori saranno proiettate domenica 23 settembre al termine dei workshop (www.magnumphotos.com).

·         Durante i quattro giorni inaugurali (20-23 settembre) La Pelanda ospiterà numerosi stand dedicati all'editoria fotografica con libri rari e self published, tra cui Le Bal (Parigi), DirkBakkerBooks (Amsterdam), s.t. (Roma), Nediza (Udine), Postcart (Roma), Punctum (Roma), Danilo Montanari (Ravenna), Osservatorio Fotografico e Lugo Land (Ravenna), Contrasto (Milano), 3/3 (Roma), Cesural Lab (Pianello Val Tidone), talkinass/anti/btomic (La Spezia), Scuola Romana di Fotografia (Roma), Fondazione Marangoni (Firenze) e SI Fest (Savignano).

·         Lecture, presentazioni, book signing ed eventi dedicati ai grandi esponenti della fotografia internazionale per riflettere sulla contemporaneità della fotografia, sulla scia del grande successo della scorsa edizione, con oltre 8.000 visitatori durante il solo weekend di apertura del Festival. 

INFO PUBBLICO
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.

MACRO Testaccio
piazza O. Giustiniani 4, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 16.00-22.00
(la biglietteria chiude 30 minuti prima)

INGRESSO
MACRO via Nizza
Tariffa intera: non residenti 12,00 €, residenti 11,00 €.
Tariffa ridotta: non residenti 10,00 €, residenti 9,00 €.

MACRO Testaccio
Tariffa intera: 6 €
Tariffa ridotta: 4 €

MACRO via Nizza + MACRO Testaccio (valido 7 gg.)
Tariffa intera: non residenti 14,50 €, residenti 13,50 €
Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €

Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org