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lunedì 25 marzo 2013

Song of myself

Giovedì 28 marzo 2013 ore 18.00 1/9unosunove 
presenta la mostra 

Song of myself 


David Adamo 
Sophie Bueno-Boutellier 
Gianni Caravaggio
 Jason Martin Gianni
 Piacentino Dan Shaw-Town



I celebrate myself, and sing myself, And what I assume you shall assume, For every atom belonging to me as good belongs to you. 

Walter Whitman, Song of myself


Song of myself è il nome del poema che dà il titolo a una mostra concepita per valorizzare il concetto di ripetizione nella creazione artistica. 
Una regolarità che dà luogo a un principio, a un segno che ci permette di identificare, nella pletora di produzioni, lo stile di un artista. Quella che Jean-Étienne Dominique Esquirol definì monomania altro non è, artisticamente parlando, che lo zelo estremo e l’interesse ossessivo per un soggetto, un colore, un’idea. Paul Cézanne, per esempio, dedicò una vita intera all’intima raffigurazione del paesaggio dominato dal Mont Saint- Victoire nella costante, testarda ricerca di perfezione, permanenza, soddisfazione personale. 

Qualche decennio dopo, Piet Mondrian rifiutò categoricamente di ritrarre la natura nel suo essere mutevole e instabile contrapponendo a essa il motivo razionalista di linee e colori che sarebbe diventato eterno, indistinguibile. Monomania, dunque, come mezzo di auto-promozione e formazione della propria identità. Nell’adottare un sistema di segni definiti e di un linguaggio ben riconoscibile, si cela il desiderio di validità e il bisogno di trovare autorità nella produzione artistica. Nell’adottare un sistema di segni definiti e di un linguaggio ben riconoscibile, si cela il desiderio di validità e il bisogno di trovare autorità nella produzione artistica. 

Il tema della ricerca dell’identità attraverso la ripetizione ossessiva, monomaniacale, talvolta sofferente del gesto introduce il concetto di rituale come forma di conoscenza interiore, la cui funzione, qui intesa a livello sociale e antropologico, è quella di confermare il valore e il contenuto del processo artistico. Motivati dalla passione/ossessione per un’azione o un concetto, gli artisti presentati esplorano attraverso i mezzi della pittura e della scultura, la nozione di reiterazione del gesto nel tempo e la relativa importanza nell’affermazione dell’identità visiva dell’artista. 

Erede dell’action painting, Jason Martin (1970, Jersey, UK) concretizza l’idée fixe nella realizzazione di dipinti monocromi su un fondo in alluminio, dove l'atto fisico della pittura stessa diviene il soggetto dell’opera. All’azione, David Adamo (1979, Rochester, USA) contrappone la dimensione teatrale del processo scultoreo, cifra stilistica dei suoi interventi. Dimensione processuale e forma in divenire sono i punti fissi e distintivi del lavoro di Gianni Caravaggio (1968, Rocca S.Giovanni, Italia), che indaga le potenzialità evocative dell’immagine – sia essa scultorea o un disegno – definendola come un ‘seme’, un elemento generativo. Monomania come zelo estremo è ciò che caratterizza il lavoro di Gianni Piacentino (1945, Coazze, Italia) a metà strada tra Arte Povera e Minimalismo. Fedele a un’idea di dinamismo e velocità di stampo futurista, i suoi progetti – aeroplani, motociclette, monocicli e automobili – mostrano un’attenzione maniacale ai dettagli e un’elevata tecnica artigianale. Più concentrato su un’estetica di background, Dan Shaw-Town (1983, Huddersfield, UK) espande il proprio interesse, mostrando nei suoi ultimi lavori da un lato il processo manuale di creazione di un’opera; dall’altro la sua valenza esaustiva come punto di sosta finale. Sophie Bueno-Boutellier (1974, Tolosa, Francia) rielabora in chiave moderna le teorie del movimento spazialista. L’artista utilizza la tela per creare costruzioni tridimensionali in cui il rituale del gesto contribuisce alla definizione della formalizzazione dell’opera d’arte nonché all’acquisizione di un elemento caratterizzante tipico di ciò che è duraturo nel tempo. 

La mostra proseguirà fino a sabato 11 maggio 2013. La galleria 1/9unosunove osserverà i seguenti orari di apertura: Martedì – Venerdì dalle 11.00 alle 19.00 Sabato dalle 15.00 alle 19.00 (o su appuntamento) 

Per ulteriori informazioni contattare la galleria: Tel. +39 06 9761 3696 gallery@unosunove.com www.unosunove.com 



lunedì 10 dicembre 2012

Nessuno e niente scompaia


Giovedì 13 dicembre 2012 ore 19.00 1/9unosunove 
presenta la mostra 

Nessuno e niente scompaia 
a cura di Raffaele Gavarro 

Raffaella Crispino Bruna Esposito Fabio Mauri Valerio Rocco Orlando Eugenio Tibaldi 

In più di un’occasione il filosofo francese Jean-Luc Nancy ha affermato che l’aspetto rilevante di molte opere di oggi si trova “nella ricerca, nel desiderio o nella volontà di senso”*. Ho sempre pensato che questa dichiarazione contenesse molte delle riflessioni che hanno portato alla realizzazione di tante opere degli ultimi decenni, dove è costante e forte “un desiderio infinito di senso”. Non risolvibile. Non appagabile, evidentemente, anche se non sono mai stato dell’idea che questa ricerca fosse o dovesse essere sganciata da quella di senso sulla e nella realtà, intesa nella complessa totalità di tempo e spazio in cui di volta in volta agiamo. E questa credo sia anche l’idea di Nancy. L’arte cambia perché il mondo, la realtà cambia. Semplicemente. Forse anche viceversa, in modi che però non sono senz’altro ascrivibili alla logica di causa-effetto che domina la narrazione (divulgativa) del mondo. Ma è esattamente questo che chiediamo all’opera d’arte, una volta che questa è conclusa e completata al mondo, e cioè che si incontrino quel senso da essa e da noi tanto “ricercato”. Nessuno e niente scompaia è dunque l’inevitabile richiesta che facciamo oggi all’opera d’arte, anche quando non la facciamo con questo tono diretto e perentorio. In un tempo, infatti, in cui la scomparsa è un’opzione di salvezza e di libertà, ma nondimeno testimonia anche la negatività della perdita, quello che chiediamo all’opera d’arte è una presenza che testimoni quanto non è più, o forse non è ancora, visibile. 

Nessuno e niente scompaia, parte e prende forma da un’opera “politica” di Fabio Mauri (Roma 1926 – 2009), Vomitare sulla Grecia del 1972, che è il primo “multiplo politico” di una serie di installazioni e azioni artistiche che dureranno fino al 1973 e che saranno raccolte nel libro d’artista Der Politische Ventilator. Si tratta di un’installazione che esprime una decisa e propriamente viscerale contestazione al regime fascista dei Colonnelli che governò la Grecia dal 1967 al 1974. È forse uno dei lavori politici di Mauri meno conosciuti e tra i più caratterizzati dagli eventi del tempo in cui fu realizzato. Oggi torna a noi con una forza d’attualità sorprendente e paradossale, in un modo che è proprio di quelle opere il cui stare profondamente nella realtà include un desiderio di senso, appunto, che le dispiega sulla realtà e naturalmente in tempi differenti. 

Da questo lavoro di Fabio Mauri la mostra si è sviluppata attraverso relazioni e riflessioni di continuità con artisti e opere che hanno del tutto intenzionalmente creato un percorso della e nell’arte italiana. Un filo che messo nelle mani di Bruna Esposito (Roma, 1960) è passato in quelle di Raffaella Crispino (Napoli, 1979), Valerio Rocco Orlando (Milano, 1978) ed Eugenio Tibaldi (Cuneo, 1977), scelti tra gli artisti italiani attualmente più impegnati nella ricerca di senso che inevitabilmente comporta un coinvolgimento nella realtà che assume un carattere etico. 

Raffaele Gavarro 

*Una di queste occasioni è rintracciabile nel trascritto della conferenza “Il vestigio dell’arte” che Jean-Luc Nancy tenne nel 1994 alla Galerie Nationale du Jeu de Paume. È possibile leggere il testo della conferenza, insieme ad altre non meno interessanti riflessioni, in “Le Muse”, Edizioni Diabasis, 2006. 

La mostra proseguirà fino a sabato 16 febbraio 2013. 

La galleria 1/9unosunove osserverà i seguenti orari di apertura: 
Martedì – Venerdì 
dalle 11.00 alle 19.00 
Sabato dalle 15.00 alle 19.00 (o su appuntamento) 

Per ulteriori informazioni contattare la galleria:
 Tel. +39 06 9761 3696 
Fax +39 06 9761 3810 
gallery@unosunove.com www.unosunove.com

mercoledì 19 settembre 2012

The Suitcases of Mr. O.F.


1/9unosunove
presenta la mostra
The Suitcases of Mr. O.F.
Per-Oskar Leu

Biography of Painter and Sculptor Otto Freundlich*, Authored by Himself

“I was born on June 10th 1878 in Stolp (Pomerania). As a child I used to draw a lot, but upon starting school the talent disappeared. I became a merchants apprentice, and then a clerk, but after abandoning this occupation, I began studying art history in Munich. While being an art history student in Florence, I took up sculpture and painting. I was then twenty-seven years old. After two years of independent practice, I developed a style of painting applying colorful, clear, and purely constructive surfaces, without any naturalistic or impressionistic elements, a technique to which I have remained faithful since 1908. My first abstract pictures date from the year 1911. In 1908 I created various sculptures: a male mask (bronze); a female bust (bronze); in 1910 a mask made of plaster. All these sculptures are placed in private collections.

In 1908 I came to Paris for the first time. I found a studio in Montmartre (the Bateau Lavoir), in the same atelier building where Picasso then lived. I exhibited my pictures at Galerie Sagot on Rue Laffitte. At the invitation of Kunst-Kring in Amsterdam, I participated in an exhibition there, together with all the Parisian avant-garde artists in 1912. In 1912 I also exhibited at the Cologne Sonderbund, and that same year I made two large heads of plaster. In 1918-19 I created a 2x3 meter mosaic for a private collection, and in 1924 a church window. I regularly exhibited with the Berlin-based Novembergruppe. After returning to Paris in 1924, I took part in the Salons of the Indépendants and the Musicalistes, and abroad I participated in exhibitions at museums in Amsterdam, Den Haag, Zürich, Basel; in London: Guggenheim Gallery and Burlington Gallery. On the occasion of my sixtieth birthday in 1938, the picture Triptychon was signed over from Jeanne Bucher in Paris to the Jeu de Paume Museum. In 1929 my first monumental and non-figurative sculpture arose, in 1933 another non-figurative and monumental sculpture in plaster, and in 1934 an architectural sculpture, which followed the execution of an architectural relief. In 1938 I realized a (three-part) mosaic Hommage au peuple de couleur. From 1932 to 1934, I participated in the exhibitions and publications of Abstraction-Création. 
Publications: Genius (Sculptures, 1910), and in 1919, a portfolio with eight engravings (Kairos Verlag). Kunstblatt: 1931. Contributor to A–Z in Cologne and to Die Aktion. In Germany, the sculptures of mine that were previously in the museum of Hamburg, have been displayed at the exhibition Entartete Kunst (1937-1938) in Berlin and Munich, and depicted in the Stürmer. My studio Le Mur (Academy of Art) is situated in Rue Henri Barbusse 38 in Paris, (formerly Rue Denfert-Rochereau), I had to leave it twice, in 1939 and in 1940, as I was interned.”

Saint-Paul-de-Fenouillet 1941.
sign. Otto Freundlich.
*Otto Freundlich, b. 1878 in Stolp (now Słupsk, Poland); d. 1943
in Lublin-Majdanek concentration camp.

Per-Oskar Leu (1980, Oslo, Norvegia) vive e lavora a New York. Attualmente, partecipa all’ Independent Study Program del Whitney Museum of American Art, NY. Ha studiato alla National Academy of Fine art (Oslo), alla Glasgow School of Art e si laurea nel 2009 alla Städelschule (Frankfurt am Main). Tra le mostre precedenti: When it stops dripping from the ceiling, Kadist art Foundation, Paris (2012), Crisis and Critique, 155 Freeman/Triple Canopy, New York (2012), The English: Are They Human?, Commercial Road Project, Cura/London Metropolitan University, London (2012), Vox Clamantis in Deserto, unosolo (1/9unosunove project room), Rome, (2010), Frieze Projects, London (2009).

Per-Oskar Leu (b. 1980 Oslo, Norway) lives and works in New York. He is currently participating in the Independent Study Program at the Whitney Museum of American Art, NY. He attended the National Academy of Fine Art (Oslo), Glasgow School of Art and the Städelschule (Frankfurt am Main) completing studies in 2009. Previous exhibitions include When it stops dripping from the ceiling, Kadist Art Foundation, Paris (2012), Crisis and Critique, 155 Freeman/Triple Canopy, New York (2012), The English: Are They Human?, Commercial Road Project, Cura/London Metropolitan University, London (2012)), Vox Clamantis in Deserto, unosolo (1/9 unosunove project room), Rome, (2010), FriezeProjects, London (2009).

La mostra proseguirà fino a sabato 10 novembre 2012. The exhibition will be on view through saturday november 10th, 2012. 

La galleria 1/9unosunove osserverà i seguenti orari di apertura:
Martedì – Venerdì dalle 11.00 alle 19.00
Sabato dalle 15.00 alle 19.00 (o su appuntamento)
Galleria 1/9unosunove opening hours:
Tuesday – Friday, 11am -7pm
Saturday 3 - 7pm and by appointment

Per ulteriori informazioni contattare la galleria:
For further information please contact the gallery:
Tel. +39 06 9761 3696
Fax +39 06 9761 3810
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