martedì 9 ottobre 2012

LA MACCHINA DEI DESIDERI

PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
9 ottobre | 4 novembre 2012

LA MACCHINA DEI DESIDERI 
testo e regia Giampiero Rappa

con Silvia Ajelli, Cristina Cavalli, Fortunato Cerlino, Massimiliano Graziuso, Sergio Grossini, Francesco Guzzo, 

Mauro Pescio, Antonio Zavatteri
scene Barbara Bessi
costumi Anna Coluccia
luci Gianluca Cappelletti
musiche originali Arturo Annecchino
assistente alla regia Stefano Patti

Teatro Eliseo / Gloriababbi Teatro


Il 9 ottobre, alle ore 20.45, si apre la stagione del Piccolo Eliseo Patroni Griffi con il debutto nazionale di La macchina dei desideri, il nuovo spettacolo di Giampiero Rappa, prodotto dal Teatro Eliseo e da Gloriababbi Teatro. Interpreti dello spettacolo sono Silvia Ajelli, Cristina Cavalli, Fortunato Cerlino, Massimiliano Graziuso, Sergio Grossini, Francesco Guzzo, Mauro Pescio, Antonio Zavatteri. 

In concomitanza alla messa in scena dello spettacolo La macchina dei desideri, il Piccolo Eliseo ospita negli spazi del foyer la mostra di opere d’arte di Alessandra Amici, Veronica Botticelli, Marco Colazzo, Mauro Silvestre, Seboo Migone, Francesca Romana Pinzari e Caterina Silva. Questi sette artisti, che hanno tutti gli studi al secondo piano degli ex magazzini di Via Arimondi, sono stati invitati a realizzare ognuno un lavoro liberamente ispirato alla commedia.

La macchina dei desideri è una commedia divertente capace di far viaggiare lo spettatore in un luogo senza tempo. In un villaggio chiamato Obetrek, in piena crisi economica e con il problema della siccità, due commercianti stranieri costruiscono una macchina in grado di realizzare i desideri della gente. Cosa succederebbe se i desideri di ogni individuo si realizzassero ma fossero in contrasto gli uni con gli altri? E quali sarebbero le conseguenze per il villaggio se tra questi desideri ci fossero anche quelli di un Sindaco narcisista, assettato di potere e senza scrupoli? Da queste domande nasce la brillante e grottesca storia scritta da Giampiero Rappa nel 2007, dove otto attori interpretano tredici personaggi, riscostruendo la vita intera di Obetrek. L’eroe della favola è un bambino di nome Eliot che si adopera per la felicità degli altri. Nel suo animo ci sono ancora l’altruismo, la creatività e l’ottimismo che gli altri abitanti hanno perso, troppo impegnati a soddisfare i propri effimeri bisogni. Una metafora dei nostri tempi narrata con grande ironia e profondità dalla Compagnia Gloriababbi Teatro che ripropone una commedia dopo il grande successo di ”Sogno d’amore”.

All'ingresso del Teatro Eliseo è stata posta una ricostruzione della macchina dei desideri per accogliere i desideri del pubblico. Alla fine di ogni replica dello spettacolo verrà letto dagli attori della compagnia un desiderio scelto tra quelli inviati.

Note di Regia 
Ho scritto il testo de La macchina dei desideri nell’estate del 2007 e a cinque anni di distanza mi trovo a farne la regia, dopo che molti dei temi in essa trattati sono diventati di attualità, sia nel mondo che nel nostro Paese, tra cui l’avvento della crisi economica che pone dei limiti alla realizzazione dei desideri dei singoli. Anche il tema dell’acqua, che nella storia ha un ruolo prettamente simbolico, oggi spinge molti individui a unirsi e a lottare per un bene comune imprescindibile. Molti conflitti nel mondo riguardano proprio la gestione dell’acqua, infatti alcune persone non sono più disposte ad accettare la speculazione dei più potenti. 

Nella messa in scena abbiamo lavorato sui personaggi cercando di non giudicare il ruolo dei “cattivi”. È vero, nelle favole esistono i buoni e i cattivi, ma ho chiesto agli attori di immaginare il proprio personaggio come vittima di se stesso, della propria ambizione. Il modo in cui il Sindaco gestisce il suo villaggio ci fa pensare ai leader apparentemente democratici oggi in carica, come il premier russo e quello ungherese, che stravolgono le regole della democrazia con l’indifferenza e l’accettazione della maggioranza del popolo e, nel caso ungherese, anche dei paesi della comunità europea.

Per raccontare la favola abbiamo utilizzato due registri recitativi. Nella casa del piccolo Eliot il tono è volutamente drammatico, mentre nella bottega il tono è da commedia, a parte alcuni punti di svolta nella storia dei personaggi. Era importante alternare i due stili per permettere al pubblico di arrivare nella fase finale senza sentire pressante la morale della storia. Le gag comiche non sono state trovate in fase di prova, ma sono state scritte prima e gli attori le recitano cercando di trovare la motivazione nel carattere del personaggio. Esempi di questo sono il militare Pavol, che parla spesso in modo inopportuno per conquistare ossessivamente la stima del Sindaco, così come il servo Orfice nei confronti del padrone Gherbò. La madre Naria invece, metateatralmente parlando, è come un attrice convinta di recitare in un dramma e non può fare diversamente, vista la sua povertà e condizione fisica, che poi scopriremo essere condizionata da un aspetto psicologico. I clienti rappresentano quella tipologia di persone che ha perso completamente la capacità di riconoscere i propri veri desideri. Entrano nella bottega infelici ed escono euforici, in apparenza soddisfatti di aver pagato caro il proprio desiderio. In realtà, come drogati in astinenza, sono costretti dopo breve tempo a tornare nella bottega per esprimere un nuovo desiderio ancor più costoso. I loro occhi sono simili a quelli della gente persa nei giochi delle slot machine o nelle scommesse dei cavalli. La loro concitazione è simile a quella di chi passa la notte in un sacco a pelo ad attendere le offerte del nuovo centro commerciale.

I costumi caratterizzano fortemente i personaggi e gli attori giocano come nella commedia dell’arte, eliminando il tono naturalistico e portando il personaggio più verso il pubblico che verso sé stessi, senza psicologismi.

Rimane poi un mistero: la macchina funziona veramente? Guardando le azioni del camaleontico venditore Gherbò potremmo dire subito di no ma poi nella favola i desideri sembrano realizzarsi veramente. La verità non si conosce, la lasciamo all’inventore della macchina a quella parte creativa che è in ognuno di noi e che è in grado, credendoci fermamente, di realizzare i propri desideri più profondi.

Costruire la macchina dei desideri non è stato facile per tanti motivi. Nello spettacolo ci sono tredici personaggi recitati da otto interpreti. Due attori fanno tre ruoli a testa, di cui un uomo interpreta una donna, un attrice adulta recita il ruolo di un bambino, un attore non anziano il ruolo di un vecchio, un’altra interprete ha sia il ruolo della madre che della prostituta. I luoghi dove si svolge l’azione sono cinque. Solo tre elementi scenici essenziali sul palco per far rivivere i tre punti cardini dove si svolge la storia. L’ambientazione non è definita e i costumi non sono contemporanei. Il registro recitativo contiene sia il tono della commedia che del dramma e l’equilibrio e sempre appeso sempre a un filo.

Giampiero Rappa
PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI
Via Nazionale, 183 − 00184 Roma 
tel. botteghino: 06 4882114 | 06 48872222

ORARIO SPETTACOLI: Martedì, giovedì, venerdì – ore 20,45 / Sabato ore 16,30 e 20,45 /Mercoledì e domenica – ore 17,00. Lunedì riposo

COSTO DEI BIGLIETTI: poltronissima 22 euro – poltrona 16 euro

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