lunedì 15 ottobre 2012

“GUTTUSO 1912-2012”


Dall’12 ottobre 2012 al 10 febbraio 2013
Roma, Complesso del Vittoriano

Dopo 25 anni dalla sua morte e per celebrare i 100 anni dalla sua nascita, la sua città d’adozione (come la definisce Andrea Cammilleri alla presentazione) dedica una mostra a Renato Guttuso. I quadri presenti all’evento, schizzi, ritratti, quadretti e tele di grandi dimensioni, famosissimi e meno conosciuti, provengono da musei nazionali e internazionali, da collezioni private e da quella personale del pittore. Roma ospita questa imponente retrospettiva ripercorrendo la vita dell’artista, che ha dimostrato la vocazione alla pittura sin da bambino. Si è accolti dal suo autoritratto e basta questo per capire il temperamento di chi lo ha dipinto: tratti decisi, vigorosi, dai colori intensi e forti, che scolpiscono la figura e mostrano un volto scavato, attento, anche se apparentemente indifferente. Le mani, dai netti contorni, tengono due oggetti che lo caratterizzano: il pennello e la sigaretta. Il dipingere è stato il suo modo di essere al mondo; il fumo ha modificato la sua voce, rendendola roca, ma sensuale. 

Roma lo ha accolto quando aveva 19 anni ed era venuto per una mostra collettiva, ma Guttuso era siciliano e nelle sue opere si avverte la forza della sua terra dalla violenta bellezza, con la sua natura selvaggia e la sua cultura millenaria e contrastata.  “Gli artisti si scoprono da sé, non ci sono leggi, né canoni, né maestri, né allievi. Esistono solo temperamenti” dirà in una lettera del 1932, eppure, se c’è un artista che ha condizionato fortemente Guttuso, tra i tanti che ha conosciuto e di cui è stato amico (Trombadori, Pasolini, Moravia, Carrà, Sciascia e molti altri), questo è Pablo Picasso. Molte sono le opere che risentono dell’influenza picassiana, dal “Ritratto di Mimise” (1947), che vede protagonista la moglie, a quella che tanto scalpore ha suscitato all’epoca (1941), la “Crocifissione”, entrambe esposte. 

Guttuso era un uomo passionale e dalle chiare idee politiche, famosissimo il suo quadro “Funerali di Togliatti”. La sua pittura narrativa ha raccontato il novecento, ritraendone i protagonisti e affrontandone le tematiche sociali. La sua cifra carnale esplode in “Vucciria”, che ti inebria e ti stordisce, tanti sono i suoni, i colori e gli odori che emana. È facile comprendere che per lui “la pittura va presa di petto, come ogni cosa decisiva, non si può girarle attorno con più o meno raffinate carezze”. 

Adele Giacoia


Quando
Dall’ 12 ottobre 2012 al 10 febbraio 2013
Dove
Complesso del Vittoriano – via di San Pietro in Carcere
Orario
da lunedì a giovedì ore 9.30 – 19.30
venerdì e sabato ore 9.30 – 23.30
domenica ore 9.30 – 20.30
Contatti
museo.vittoriano1@tiscali.it

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