martedì 2 ottobre 2012

Casa – Museo Joe Petrosino


Casa – Museo Joe Petrosino
Padula (Salerno), via Joe Petrosino 6 


La figura di Petrosino si pone come un baluardo nell’ambito della storia contemporanea e la sua vicenda continua ad affascinare nonostante sia trascorso oltre un secolo dalla sua morte. Padula può vantarsi di aver dato i natali ad un uomo senza eguali per coraggio, senso della giustizia, amore per il proprio lavoro e grande senso di abnegazione e il racconto della sua vita attrae e coinvolge chi lo ascolta. Guida d’eccezione nel corso della visita alla Casa – Museo è la figlia del pronipote di Joe, la dott.ssa Stefania Melito, che è cresciuta ascoltando i racconti del padre Nino, racconti tramandati nel corso delle generazioni.

Giuseppe Petrosino nacque a Padula nel lontano 1860. Egli era figlio di un sarto ma, nonostante le condizioni piuttosto agiate, nel 1873 la sua famiglia decise di partire alla volta degli Stati Uniti in cerca di prospettive più rosee. Durante i primi anni il giovane si adattò a svolgere diversi mestieri per non gravare sul bilancio familiare ma il futuro del poliziotto era già scritto: il 19 ottobre 1883 Joe indossò per la prima volta l’uniforme. Ben presto il ragazzo si fece notare per il modo di condurre le indagini, per la perizia nello svolgimento del proprio lavoro, per l’abilità nei travestimenti e per l’arguzia nell’intuire i piani della “Mano Nera”, nome che all’epoca soleva indicare la mafia. Joe era stimato da tutti: persino Roosvelt, suo intimo amico, ebbe sempre parole di profondo affetto nei suoi confronti; Petrosino fu l’unico a comprendere che l’origine della mafia era in Sicilia e capì che il male andava estirpato alla radice, decise così di recarsi a Palermo e, approfittando del suo rientro in Italia, scelse di tornare dopo anni nel suo amato paese. Nonostante le sue disposizioni contrarie, la notizia dell’arrivo dilagò in fretta e questo conferì un notevole vantaggio ai piani della mafia. Joe, pur avendo intuito che la sua vita era ormai in pericolo, volle ugualmente andare in Sicilia per svolgere le sue indagini e la notte del 12 marzo 1909 gli fu tesa un’imboscata: durante un appuntamento con un presunto informatore fu colpito alle spalle da quattro colpi di pistola. Moriva così il leggendario poliziotto, oltraggiato dalla mano di un vigliacco. Ancora oggi i funerali di Petrosino vantano un record di presenze mai superato: ben 280.000 persone vollero omaggiare per l’ultima volta una pietra miliare della giustizia e le sue spoglie riposano degnamente a New York dove tuttora il suo ricordo è vivo e dove ogni 19 ottobre si celebra il “Petrosino Day”. 

Entrare nella casa di Petrosino è indubbiamente emozionante perché il visitatore ha la costante sensazione di fare un tuffo nel passato: gli ambienti sono rimasti intatti e, grazie alla valida collaborazione del prof. Dario Spera del centro Morandi di Roma, tutto ricrea l’atmosfera dell’epoca in cui visse Joe. All’ingresso della casa è subito visibile un antico stendardo del Comune di Padula alle spalle del tavolo che raccoglie i ferri del mestiere utilizzati da Prospero Petrosino, padre di Joe. In alto fotografie dell’epoca, una in particolar modo colpisce: si tratta del piccolo Giuseppe dallo sguardo penetrante e sicuro che lascia intuire l’esemplare percorso di vita che lo attende. L’ambiente successivo raccoglie in sé l’intimità delle antiche famiglie padulesi: un camino sulla sinistra, un piccolo tavolo con una seggiola, fiaschi di vino e, sulla parete destra, pentole di rame ordinatamente disposte insieme ad altri arnesi utilizzati dalle massaie. La stanza seguente riproduce la camera da letto della famiglia Petrosino: a destra il letto matrimoniale originale e due comodini che raccolgono divine figure attestanti una religiosità arcaica ma fervente mentre, sulla sinistra, vediamo la culla che accolse il piccolo Joe, la copia del certificato di nascita e un catino che ha accanto un asciugamano con le iniziali “P.G.”. 

Il percorso prosegue e dinanzi ai nostri occhi appare un nuovo ambiente che racchiude il fulcro della famiglia: la tavola imbandita riproduce quella preparata in occasione del ritorno in patria del poliziotto; l’argenteria, i piatti, i calici, addirittura il vino contenuto nelle brocche sono originali dell’epoca come originali sono le agende su cui Joe, in una delle sue ultime notti, annotò affannosamente appunti essenziali per le proprie indagini. Ma il cuore della casa è un altro: dietro due tende blu è possibile ammirare l’uniforme di Joe gentilmente donata dal N.Y.P.D. e la bandiera statunitense; dietro giganteggiano i ritratti di Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, vittime ben più recenti della mafia. La foto in bianco e nero di Petrosino domina la scena e l’uomo sembra abbracciare col suo sguardo profondo tutti i ricordi racchiusi in questa stanza. Giunti quasi alla fine dell’iter, notiamo le pareti di un'altra ala della casa tappezzate di fotografie raffiguranti il più delle volte il sig. Nino Melito durante i numerosissimi convegni, le premiazioni, le visite ufficiali in onore dell’illustre antenato; i ritagli di giornale ci parlano dei libri, delle fiction e dei film riguardanti Petrosino, come i fumetti italiani sulla vita del poliziotto, le foto dei suoi funerali, addirittura le poesie a lui dedicate, tutto ci parla di lui in questa casa. In ultimo, una sala racconta la storia dell’immigrazione: la quotidianità di chi restava in Italia, la staticità di una vita sempre uguale e il dinamismo, le ansie e le attese di chi con una valigia partiva verso l’ignoto col cuore gonfio di speranze. 

Petrosino è ancora vivo, lo abbiamo detto all’inizio: le sue gesta continuano a far notizia perché ancora attuali, il suo costante amore per la giustizia offusca le brutture di piccoli uomini contraddistinti solo dalla propria malvagità e l’orgoglio dei familiari alimenta la leggenda del poliziotto che sfidò la “Mano Nera”. Su Petrosino ci sarebbe ancora tanto da dire ma non sarebbe giusto svelare altro: la sua Casa – Museo attende i visitatori per parlare ancora una volta di lui. 


Francesca Salvato


Casa – Museo Joe Petrosino
Padula (Salerno), via Joe Petrosino 6 
Orari di apertura: ore 10.00/13.00 – 15.00/19.00
Periodo estivo (luglio settembre) orario continuato: ore 10.00 – 20.00
Il pronipote del poliziotto è gratuitamente a disposizione dei visitatori per offrire inedite testimonianze di famiglia. 
Il biglietto d’ingresso e di € 2,50 comprensivo di guida ordinaria. Per i gruppi € 1,50; per gli Istituti Superiori 
€ 1,00; per le Scuole Elementari e Medie € 0,50. 
Info: Toriello: 340. 7559075; Morena: 320. 6898901; Petrizzo: 0975. 77441 
Per contattare il pronipote: 329. 1854799. 

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