mercoledì 14 ottobre 2009

LA SANTA SULLA SCOPA

TEATRO GHIONE

Dal 13 al 25 ottobre 2009
Sandra Collodel e Franca d’Amato
in

LA SANTA SULLA SCOPA

Una Commedia di Luigi Magni
Regia: Massimiliano Giovanetti

Dopo aver portato in scena nella scorsa stagione la fortunatissima piece “ La Papessa Giovanna”, Sandra Collodel quest’anno rinnova l’appuntamento con il pubblico del Teatro Ghione interpretando insieme a Franca D’Amato il testo di Luigi Magni “ La Santa sulla scopa”. Esprimendo quindi la scelta di perseverare su una drammaturgia contemporanea che si concentra su grandi personaggi femminili che agiscono in precisi, se pur differenti momenti della Storia di Roma, e che sono protagoniste delle vulgate popolari di una città che nello sviluppo e nella diffusione di leggende non è seconda a nessuna altra.

In questo testo Luigi Magni racconta l’incontro di una Strega, o presunta tale, e di una Santa, malgrado se stessa. Queste due donne affiorano gagliarde nella galleria dei grandi ritratti donneschi di questo autore straordinario che tanto continua a dare al nostro teatro, al nostro cinema, alla nostra letteratura. Pensiamo a film come “ Faustina” o “ La Tosca” fino ad arrivare all’ultimo romanzo “ Lucina”. Le “donne “di Magni sembrano brillare ovunque nella sua illimitata produzione, dalla carta, alla pellicola, al palcoscenico, come se Questi volesse colmare le aporie di una storiografia tradizionalmente maschile con l’ispirazione data da una conoscenza smisurata delle leggende. Nessuno, come Magni, conosce di Roma la Storia e “le storie” . Pensiamo a film come “Scipione detto anche l’Africano” o “ Nell’anno del Signore”, per citarne solo alcuni, oppure a leggende musicali destinate al palcoscenico come “ I sette re di Roma”.

Siamo in piena Controriforma. La Chiesa ribadisce i suoi dogmi, individua severamente i propri nemici e li punisce con inaudita violenza. Durante i festeggiamenti della notte di S.Giovanni , Silvestra, una Strega, avvolta da un coacervo di stracci è rinchiusa in attesa di essere portata al rogo. La viene ad assistere nelle sue ultime ore una suora, Apollonia, della Confraternita della Consolazione e delle Grazie. Una è la sposa di nostro Signore, l’altra è la concubina del diavolo. Lo spettacolo racconta questo incontro che si esplica in scontri, zuffe,inganni, fino a trasformarsi in una inconsueta, inevitabile, tenerissima solidarietà. Silvestra e Apollonia sono due espressioni dello stesso riscatto femminile. Il puttanesimo dell’una e il monachesimo dell’altra finiscono per essere dei clichè affibbiati da un potere maschile. Grotteschi come vestiti stretti e mortificanti che Silvestra e Apollonia tenteranno di strapparsi di dosso.

La leggenda della fondazione di Roma, sempre che di leggenda si tratti, vuole che alle origini della Città Eterna ci siano Romolo e Remo, fratelli gemelli diversi per carattere ma simili nell’ambizione. Destinati quindi allo scontro. Infatti nella città quadrata appena nata uno dei due soccombe per mano dell’altro …. “Ab urbe condita” si manifesta un dualismo che nella sua tragica esplicazione diventa una predestinazione, un marchio di fabbrica. “Roma so’ dua” … si potrebbe sintetizzare. Infatti sono tanti gli esempi di questo dualismo. La Storia racconta conflitti e mette sempre in risalto antagonismi, ma a Roma questi diventano particolarmente significativi: Monarchia e Repubblica, Cristianesimo e Paganesimo, Potere spirituale e Potere temporale eccetera. La cultura popolare produce favole che sono variazioni sul tema dell’antitesi. E l’antitesi principale, specie a Roma, cor Papa, è quella tra il Bene e il Male. Infinite sono le metafore e le allegorie a proposito. Ma è proprio a Roma che le personificazioni del Bene e del Male smarriscono i loro connotati, o meglio, li mescolano. Non a caso nelle rappresentazioni medievali l’Angelo viene sbertulato e il Diavolo diventa il beniamino del pubblico. E quando le personificazioni, con il passare del tempo, diventano personaggi, questa con-fusione si rivela come il seme stesso della storia.

Luigi Magni che queste cose le sa meglio di chiunque, racconta in questo spettacolo una favola che mirabilmente mostra questo dualismo, quest’antitesi. Anzi nel testo, a cominciare dal titolo, La Santa sulla scopa, l’antitesi diventa un’ endiadi: la Santa e la Strega sono una il complemento dell’altra. E lo fa con la sua lingua, gustosissima e straordinariamente espressiva. Una lingua romana solida, beffarda, autorevole, carica di odori, gravida di sfumature. Una lingua teatrale pura che coniuga linguaggio scritto e parlato, una lingua veramente popolare.

Teatro Ghione - Via delle Fornaci 37 Tel. 066372294 info@teatroghione.it - Orario botteghino: dal martedì al sabato 10,30 –13,00 e 16,00 –20,00 - Costo biglietti, a partire da 16 euro. Prevendita 2 euro

LE RELAZIONI PERICOLOSE

Debutta il 20 Ottobre a Teatro Sala Uno lo spettacolo LE RELAZIONI PERICOLOSE nella versione originale di Christopher Hampton (premio oscar nel 1989). L'ultimo allestimento italiano in questa versione risale al 1994 per la regia di Mario Monicelli.A distanza di anni questo piccolo capolavoro di scrittura, torna in scena con la regia di Rinaldo Felli, a dare vita agli intriganti protagonisti, sono Francesco Mastrorilli (Valmont), Cristina Nicolini (M.me Merteuil) e Sabrina Paravicini (M.me De Tourvel)Ad impreziosire ulteriormente l’allestimento scenico, si aggiungono i costumi creati e realizzati da Bettina Bimbi, Rita Carta e Maria Spinarelli, e le musiche originali di PierLuigi Pietroniro.Il ruolo di M.me De Tourvel, è affidato dunque a Sabrina Paravicini, volto assai noto nel cinema e nella tv, amatissima per aver vestito per anni i panni dell'infermiera Gessica in UN MEDICO IN FAMIGLIA. L'attrice è una dei pochissimi personaggi che nella serie ora in onda ha scelto di non rientrare, per assecondare una importante scelta di vita che la vede impeganta in teatro e non solo.Sabrina Paravicini - attrice, regista e autrice, inizia a lavorare come attrice nel 1990 in diversi spot pubblicitari. Nel 1992 gira con Maurizio Nichetti il suo primo film, "Stefano Quantestorie", seguito nel 1995 da "Facciamo Paradiso" di Mario Monicelli. Ulteriore popolarità arriva con la fiction "Un medico in Famiglia" - a cui partecipa a partire dal 1997 e poi per quattro serie a seguire - e con le fiction Rai "Amanti segreti" e "Maria Josè" con la regia di Carlo Lizzani. Nel 2000 gira il film di Carlo ed Enrico Vanzina "Quello che le ragazze non dicono". Nel frattempo, oltre a lavorare in televisione come autrice e conduttrice gira anche diversi cortometraggi e, nel 2004, realizza il primo film diretto, interpretato e prodotto da lei, "Comunque mia", uscito in venti sale italiane e distribuito dalla major americana Columbia Tristar. Ha scritto inoltre diversi romanzi, come "La camera blu", pubblicato da Rizzoli, "Il cerchio del destino" edito da Feltrinelli e "Figli dell'albergo" con Baldini e Castoldi. I suoi ultimi progetti, oltre all’interpretazione del ruolo di Mme De Tourvel in questa pièce teatrale, la vedono impegnata come regista e produttrice del documentario corale "Senza", incentrato sul sentimento della perdita, e come attrice nell'allestimento teatrale del testo "L'estasi dell'anima", di cui è anche autrice. (in scena a febbraio 2010)

L’arte del saper fare bene italiano

CATERINA DE’ MEDICI
L’arte del saper fare bene italiano

Roma, Complesso del Vittoriano
Sala Zanardelli

La mostra “Caterina de’ Medici. L’arte del saper fare bene italiano”, ospitata al Complesso del Vittoriano dal 16 ottobre al 22 novembre 2009, vuole rendere omaggio a questa celebre sovrana italiana, nipote di Lorenzo il Magnifico, moglie di Enrico II di Valois, colta, amante delle arti, indiscussa regina del Rinascimento francese e grande mecenate, attraverso capolavori dell’arte quali opere provenienti dagli Uffizi, dalla Galleria Palatina di Firenze, dal Museo Carnavalet di Parigi, testimonianza di come Caterina de’ Medici sia simbolo dell’“arte del saper fare bene italiano”.

La Mostra si avvale del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio ed è promossa dalla Fondazione Marilena Ferrari in collaborazione con Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

I DOLORI DEL GIOVANE WERTMULLER

Sala Umberto Produzioni
presenta

MASSIMO WERTMULLER

in

I DOLORI DEL GIOVANE
WERTMULLER

di Gianni Clementi

con
Polyester Quintet:
Stefano Bari
Gianluca Mancini
Giorgio Marsilii
Piergiorgio Pirro
Giovanni Todaro
Musiche
Marco Sutera
Giorgio Marsilii
Regia di
Gianni Clementi
Massimo Wertmuller

I DOLORI DEL GIOVANE WERT…MULLER è una “dichiarazione di guerra” a Roma e alla sua lingua fatta da un suo cittadino, da un suo figlio. Roma, città multietnica sempre in bilico fra cinismo e generosità, fra disincanto e commozione.

Con questo spettacolo Massimo Wertmuller cerca l’occasione per frugare nei ricordi d’artista, per qualche dotta dissertazione… ma anche qualche inevitabile caduta. E’ un viaggio intimo, a volte sfrontato, alla ricerca delle proprie origini, accompagnato dalla musica di cinque talentuosi musicisti: i Polyester.

La nostalgia per una Roma che non è più. Il sogno di una Roma che potrebbe essere. Il coriaceo piacere di appartenere a questa città, alle sue esagerazioni, ai suoi odori, alla sua squadra di calcio, alle sue periferie, alla sua bellezza. Riconoscersi nell’amore per Roma che vive nelle parole di Pasolini. Nel tentativo di essere persino divertenti.

SALA UMBERTO
Dal 20 ottobre all’8 novembre

Dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17 e 21.00 domenica ore 17.30. mercoledì 7 ottobre ore 17.00